Geopolitica
Partita la guerra in Terra Santa
Senza che nessuno se ne accorgesse – stranamente – è partito un altro spezzone della guerra globale.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che il Paese è in guerra, nei suoi primi commenti dopo che il gruppo armato palestinese Hamas ha lanciato un grave attacco a sorpresa contro Israele sabato scorso.
«Cittadini di Israele, siamo in guerra. E vinceremo», ha detto Netanyahu in un discorso video. «Il nemico pagherà un prezzo mai visto prima», ha promesso, riferendosi ad Hamas.
Netanyahu ha promesso di «vendicarsi di questa giornata nera» e di devastare ogni sito utilizzato da Hamas in «rovine»: «tutti i luoghi in cui Hamas si nasconde e in cui opera, li trasformeremo in rovine», ha detto il premier. «Andatevene da lì adesso».
«L’Esercito ha dichiarato lo stato di guerra», ha detto in una dichiarazione video il portavoce capo delle forze di difesa israeliane, il contrammiraglio Daniel Hagari, ha affermato che Israele è in uno “stato di guerra” dopo l’attacco a sorpresa di Hamas di sabato mattina. «Siamo in uno stato di guerra».
«L’Esercito israeliano sta inondando l’area di truppe. Stiamo concentrando i combattimenti sul confine di Gaza», ha detto Hagari. «Abbiamo avviato una diffusa chiamata alle armi in tutte le parti. Anche l’aeronautica militare sta colpendo a Gaza».
NEW: Israel PM Benjamin Netanyahu tells Gaza residents to “GET OUT NOW” as he vows to use all IDF capabilities to destroy Hamas.
“We will win this war, but the price will be unbearably heavy. Hamas wants to murder us all,” Netanyahu said.
“Murdering children and mothers in… pic.twitter.com/jnyAeRklbf
— Collin Rugg (@CollinRugg) October 7, 2023
I militanti del gruppo islamico hanno lanciato razzi da Gaza nel sud e nel centro di Israele sabato mattina, ha detto l’Esercito. Secondo quanto riferito, almeno cinque persone sarebbero state uccise. «Hamas ha effettuato un’operazione combinata che prevedeva il lancio di razzi e infiltrazioni di terroristi nel territorio israeliano», ha affermato l’Esercito israeliao in una nota. L’esercito israeliano ha quindi avvertito che i terroristi si sono infiltrati in Israele da Gaza. Immagini video mostrerebbero combattimenti sulle strade.
Hamas terrorists seen clashing with Israeli forces in southern Israel. pic.twitter.com/uJWd07xpVO
— Emanuel (Mannie) Fabian (@manniefabian) October 7, 2023
Almeno 100 israeliani sarebbero stati uccisi, secondo l’israeliana N12 News, mentre «centinaia di terroristi sono stati eliminati» nel Sud di Israele e a Gaza. Il ministero della Sanità di Gaza ha riferito di 198 morti e oltre 1.600 feriti.
La televisione Al Jazeera ha mostrato una torre residenziale colpita da un attacco aereo mentre uno dei suoi giornalisti riferiva in diretta dalla scena nel centro di Gaza City.
Israeli jets level the Palestine Tower, one of the largest buildings in Gaza.
The tower had more than 100 apartments, plus offices of media outlets.
A clear war crime. pic.twitter.com/QN8g0jZJFQ
— Alan MacLeod (@AlanRMacLeod) October 7, 2023
Remember it’s not a warcrime when Israel and NATO allies do it#USA #EU #Britain #Palestine #Gaza pic.twitter.com/yCVa28Ga52
— K Boz (@KBoz3) October 8, 2023
Secondo il quotidiano Times of Israel, sono in corso scontri a fuoco dentro e intorno alle città di Kfar Aza, Sderot, Sufa, Nahal Oz, Magen, Be’eri e nella base militare di Re’im delle forze di difesa israeliane. Secondo quanto riportato, anche il capo della città di Sha’ar HaNegev, Ofir Liebstein, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in uno scontro a fuoco con militanti di Hamas. «Ofir è stato ucciso mentre andava a difendere una città durante l’attacco terroristico», ha detto l’amministrazione locale.
Alcuni video non verificati caricati online durante la giornata mostrano presumibilmente un certo numero di soldati israeliani uccisi e catturati dai combattenti di Hamas. Ci sono anche filmati e foto sui social media di quello che sembra essere un carro armato israeliano – un Merkaba, di cui spesso si vantava l’imbattibilità – in fiamme e palestinesi che celebrano il sequestro di un veicolo militare Humvee di fabbricazione statunitense.
Palestinian fighter targeted an Israeli Merkava-4 tank with an Iranian-made RPG-7 near Gaza border, and tank's Trophy system failed to protect it. pic.twitter.com/0Zv6SpO1aC
— Iran Observer (@IranObserver0) October 8, 2023
Palestinian youth burning an Israeli tank#Israel #hamas #Lebanon#IronDome #Hamas #Gaza#SupportGaza #طوفان_الأقصى#فلسطين #Lebanonnews #Gaza #AlAqsaFlood #حماس #Hezbollah #arab #اسرائیل
#Israel #طوفان_القدس #FreePalestine pic.twitter.com/LYrTRF0m9U— M Ahmad ???? (@m_ahmad_ad1) October 8, 2023
Secondo il portavoce dell’esercito di Tel Aviv, da Gaza sono stati lanciati più di 2.200 razzi. Hamas ha affermato di aver utilizzato più di 5.000 missili solo nei primi 20 minuti del suo attacco. Le sirene dei razzi sono state udite in molti luoghi in tutto Israele, tra cui Gerusalemme, Tel Aviv, Beersheba e Ashkelon.
MOMENTS AGO: Hamas fired a barrage of rockets from Gaza into Tel Aviv.
Hamas is targeting civilians. Israel is targeting terrorists. That's the difference. pic.twitter.com/MRRfqyw2Nz
— Hananya Naftali (@HananyaNaftali) October 7, 2023
NEW VIDEO : Israel 's Iron Dome intercepting rockets coming from Gaza #Israel #Palestine #Hamas #طوفان_الأقصى #Palestinian #حماس pic.twitter.com/Rh6I9OyUec
— Hareem Shah (@_Hareem_Shah) October 8, 2023
La reazione immediata è stata una pioggia di attacchi aerei su Gaza. L’esercito dello Stato Ebraico ha affermato di aver condotto decine di raid aerei israeliani per colpire obiettivi di Hamas a Gaza.
I palestinesi avrebbero quindi rapito un grande numero di cittadini israeliani.
Un portavoce di Hamas, Khaled Qadomi, ha detto che l’incursione del gruppo è stata una rappresaglia per decenni di «atrocità». «Vogliamo che la comunità internazionale fermi le atrocità a Gaza, contro il popolo palestinese e contro i nostri luoghi santi come Al-Aqsa», ha detto Qadomi ad Al Jazeera.
«Tutte queste cose sono la ragione per cui è iniziata questa battaglia». Qadomi ha aggiunto che i soldati e i civili israeliani presi prigionieri «non sono ostaggi» ma «prigionieri di guerra».
«Abbiamo un gran numero di prigionieri israeliani, tra cui alti ufficiali», ha detto sabato ad Al Jazeera il vice capo di Hamas Saleh al-Arouri, aggiungendo che i prigionieri saranno usati come leva per forzare il rilascio dei palestinesi incarcerati in Israele: «per quanto riguarda i nostri prigionieri, dico, la vostra libertà incombe. Ciò che abbiamo in mano ti vedrà liberato. Più a lungo continuano i combattimenti, maggiore sarà il numero dei prigionieri».
Secondo una stima del gruppo di attivisti Addameer, quasi 5.200 palestinesi sono attualmente detenuti nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani.
Lo scoppio della guerra ha portato la reazione di tante Nazioni del pianeta.
Un certo numero di stati arabi hanno chiesto «moderazione» e una riduzione della violenza dopo il lancio del più grande attacco degli ultimi anni sul territorio israeliano sabato mattina presto.
Il Qatar, uno Stato del Golfo che non ha relazioni diplomatiche con Israele (ma sono riportati molti contatti in via riservata), ha rilasciato sabato una dichiarazione tramite il suo ministero degli Esteri in cui afferma che la responsabilità ultima dell’operazione cosiddetta «Tempesta Al-Aqsa» condotta da Hamas ricade sugli israeliani. governo. Doha ha aggiunto nella sua dichiarazione il desiderio che entrambe le parti in conflitto diano prova di moderazione, e ha invitato la comunità internazionale a garantire che Israele non utilizzi l’evento come scusa per una risposta «sproporzionata» contro i palestinesi a Gaza.
Anche l’Arabia Saudita, un altro stato che attualmente non ha legami formali con Israele, ha rilasciato una dichiarazione su Twitter in cui afferma che sta «seguendo da vicino gli sviluppi senza precedenti» tra «fazioni palestinesi e forze di occupazione israeliane». Il ministero degli Esteri saudita ha inoltre affermato di aver ripetutamente «messo in guardia dai pericoli» che potrebbero verificarsi «come risultato della continua occupazione» e della «privazione del popolo palestinese dei suoi diritti legittimi».
Nelle ultime settimane, sia la leadership dell’Arabia Saudita che quella di Israele hanno segnalato il desiderio di normalizzare le relazioni, con gli Stati Uniti che stanno negoziando attivamente i dettagli. All’inizio di questa settimana, Hamas ha espresso la sua «incrollabile posizione di rifiuto di ogni forma di normalizzazione e di contatto con l’occupazione israeliana».
In Turchia, il cui il governo si dice abbia relazioni forti con Hamas – organizzazione nata dai Fratelli Musulmani – vi sono state manifestazioni di massa a favore della Palestina, con tanto di richieste di mandare soldati turchi a Gaza.
Massive crowds gathered in Istanbul last night, chanting:
"send Turkish soldiers to Gaza!”
Long Live Palestine pic.twitter.com/CFe19TjwFX
— Jannat amin khan (@jannataminkhan) October 8, 2023
BREAKING: This is Istanbul right now. They have gathered to celebrate the atrocities to Israel. ????????????????#Hamas #Palestine #Palestinian #IronDome #Gaza #TelAviv pic.twitter.com/5NkUWfqcwB
— Libs Fails ???????? (@LibsFails) October 7, 2023
Un alto consigliere della guida suprema iraniana Ali Khamenei ha offerto le sue «congratulazioni» ai militanti palestinesi che sabato hanno lanciato un attacco a sorpresa sul territorio israeliano, secondo l’organizzazione giornalistica semi-ufficiale iraniana ISNA. «Ci congratuliamo con i combattenti palestinesi», ha detto il maggiore generale Yahya Rahim Safavi, secondo la fonte di notizie, promettendo che Teheran «rimarrà al loro fianco fino alla liberazione della Palestina e della Santa Gerusalemme».
Celebrations are taking place in Palestine Square in Tehran, Iran ????????
Women and children were KILLED in cold blood and yet they celebrate like this ????We Indians Stand With Israel ???????? ????????#IsraelUnderAttack #Israel #Gaza #Palestine #Hamaspic.twitter.com/t1mxdfJyvb
— Aanchal (@SweetLilQueen) October 8, 2023
Intervenendo sabato nella capitale iraniana Teheran alla sesta Conferenza internazionale sulla solidarietà con i bambini e gli adolescenti palestinesi, Safavi ha anche affermato che «sosteniamo l’operazione Tempesta di Al-Aqsa».
Il Pakistan ha chiesto la fine immediata dello spargimento di sangue tra i militanti di Hamas e Israele, scoppiato sabato mattina. Allo stesso tempo, alti funzionari pakistani hanno condannato Israele per la «brutalizzazione» dei palestinesi. «Siamo preoccupati per il costo umano dell’escalation della situazione», ha affermato in una nota il ministero degli Esteri di Islamabad, sottolineando come il Pakistan abbia «coerentemente» chiesto una soluzione a due Stati per Israele e Palestina. «Uno Stato di Palestina vitale, sovrano e contiguo dovrebbe essere istituito sulla base dei confini precedenti al 1967», ha affermato il ministero. Il presidente pakistano Arif Alvi ha chiesto «un cessate il fuoco immediato». Tuttavia, oggi ha scritto su Twitter che la pace non potrebbe essere raggiunta «senza la condanna dell’usurpazione e della brutalizzazione dei diritti e del popolo palestinese da parte di Israele». Il presidente ha quindi accusato lo Stato Ebraico della «continua annessione di terre».
Si segnalano anche le reazioni delle comunità musulmane in Europa. Immagini di festa arrivano per esempio da Londra e da Toronto, in Canada.
Muslims in London celebrate the atrocities in Israel. #Israel #Hamas #Palestine #Palestinian #IronDome #Gaza #TelAviv pic.twitter.com/0rySuFpge8
— Paul Golding (@GoldingBF) October 7, 2023
This is not Gaza or Palestine, this is Toronto Canada #Israel #hamas #Lebanon#IronDome #Hamas #Gaza#SupportGaza #طوفان_الأقصى#فلسطين #Lebanonnews #Gaza #AlAqsaFlood #حماس #Hezbollah #arab #اسرائیل
#Israel #طوفان_القدس #FreePalestine pic.twitter.com/fsu279MK2e— Palestine Times ???? (@Palestine_time) October 8, 2023
Russia e Ucraina, coinvolte in un grave conflitto da più di un anno e mezzo, hanno reagito all’escalation delle ostilità tra Israele e Hamas in modo diverso.
Sabato il viceministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov ha esortato entrambe le parti in conflitto a cessare immediatamente le ostilità. La posizione della Russia sull’ultima escalation israelo-palestinese è stata ulteriormente delineata dalla portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, che ha rilasciato una dichiarazione speciale sulla questione.
«Chiediamo alle parti palestinese e israeliana un cessate il fuoco immediato, la rinuncia alla violenza, l’esercizio della necessaria moderazione e l’avvio, con l’assistenza della comunità internazionale, di un processo negoziale volto a stabilire un accordo globale, duraturo e tanto atteso pace in Medio Oriente», ha detto la Zakharova. L’escalation nella regione è l’ennesima manifestazione del «ciclo chiuso di violenza», ha osservato il portavoce, aggiungendo che la Russia ritiene che il conflitto che dura da 75 anni non possa essere risolto con mezzi militari. La riacutizzazione è «il risultato di un cronico mancato rispetto delle pertinenti risoluzioni dell’ONU e del Consiglio di Sicurezza», nonché di un deragliamento del processo di pace da parte dell’Occidente collettivo, ha spiegato Zakharova.
Nel frattempo, Kiev ha proclamato il suo pieno sostegno a Israele, denunciando Hamas come «terrorista».
«L’Ucraina condanna fermamente gli attacchi terroristici in corso contro Israele, compresi gli attacchi missilistici contro la popolazione civile a Gerusalemme e Tel Aviv. Esprimiamo il nostro sostegno a Israele nel suo diritto di difendere se stesso e il suo popolo», ha scritto il ministro degli Esteri ucraino su Twitter.
Questa posizione è stata amplificata dal presidente ucraino Zelens’kyj, che si è rivolto a Telegram per esortare «il mondo intero» a sostenere Israele nella sua lotta contro i palestinesi. «Rapporti orribili da Israele. Le mie condoglianze a tutti coloro la cui famiglia e i cui amici sono morti nell’attacco terroristico… Il diritto alla difesa di Israele è fuori ogni dubbio», ha affermato Zelens’kyj.
Secondo l’ex presidente russo Dmitrij Medvedev, la politica estera statunitense è in parte responsabile dell’ultima violenta fiammata tra Israele e palestinesi. Il funzionario, attualmente vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha affermato che Washington avrebbe dovuto incanalare le proprie energie per garantire una pace duratura in Medio Oriente, ma ha scelto invece di concentrarsi sull’Ucraina.
Commentando l’escalation di sabato tra Israele e il gruppo militante Hamas di Gaza, Medvedev ha scritto sul suo canale Telegram che questi eventi erano prevedibili. «Questo è ciò che Washington e i suoi alleati avrebbero dovuto affrontare», ha spiegato, aggiungendo che il conflitto israelo-palestinese dura da decenni e gli Stati Uniti sono «un attore chiave». Secondo Medvedev, invece, «questi idioti sono entrati nella nostra regione e aiutano attivamente i neonazisti, mettendo l’uno contro l’altro due popoli vicini». L’ex presidente ha concluso il suo discorso con il pensiero che «apparentemente solo una guerra civile sul territorio degli Stati Uniti» potrebbe aiutare a sedare «la passione maniacale dell’America di accendere conflitti in tutto il pianeta».
Va segnalato anche il quotidiano tedesco Bild, che è parso voler collegare il compleanno del presidente russo Vladimir Putin all’inizio dell’escalation di sabato tra Hamas e Israele. Il bizzarro collegamento è stato fatto dal quotidiano in un editoriale filo-israeliano, scritto da Marion Horn, presidente della redazione della Bild, e intitolato «Niente più soldi tedeschi per questi barbari!» «Questo vile attacco arriva nel giorno del compleanno di Putin e 50 anni dopo l’inizio della guerra dello Yom Kippur, lanciata dai vicini arabi di Israele con l’obiettivo di distruggere Israele», si legge nell’editoriale.
Come sia possibile che gli israeliani si siano fatti sorprendere da un simile attacco – che ricorda da vicino la dinamica dello scoppio della guerra del Yom Kippur, di cui si celebra il 50° anniversario – rimane un mistero. Ci interrogheremo su di esso in un altro articolo.
Geopolitica
Gli USA si preparano ad allargare la guerra con l’Iran
Gli Stati Uniti e l’Iran sono sull’orlo di un conflitto totale, ha riportato domenica il Washington Post, citando fonti a conoscenza delle discussioni in corso alla Casa Bianca. Secondo le fonti del giornale, Washington starebbe intensificando la propria presenza aerea in Medio Oriente.
L’avvertimento giunge mentre il Pentagono ha confermato che almeno quattro militari statunitensi sono rimasti uccisi in seguito agli attacchi di rappresaglia lanciati dalle forze iraniane contro installazioni militari americane nella regione. Secondo il New York Times, le forze statunitensi sono state colpite più volte la scorsa settimana da attacchi missilistici e con droni iraniani, che hanno causato il ferimento di decine di soldati e il danneggiamento di diversi elicotteri Black Hawk.
Mentre entrambe le parti intensificano gli attacchi contro obiettivi civili e militari, il Pentagono sta aumentando il numero di velivoli militari in Medio Oriente, secondo quanto riportato dal WaPo.
«Gli Stati Uniti stanno pianificando una guerra su scala più ampia», ha dichiarato al giornale un funzionario statunitense rimasto anonimo, avvertendo al contempo che l’impegno militare americano sarebbe limitato dalla diminuzione delle scorte di intercettori e missili per la difesa aerea, già ampiamente utilizzate nelle fasi precedenti del conflitto.
«Non abbiamo risorse sufficienti per sostenere le operazioni in sicurezza, e non credo che la Casa Bianca ne sia consapevole», ha dichiarato il funzionario al WaPo. Gli esperti militari citati nel rapporto affermano che Washington rimane impreparata a potenziali operazioni di terra all’interno dell’Iran, un’opzione che il presidente statunitense Donald Trump si è rifiutato di escludere.
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Venerdì, la testata Axios ha riportato che Washington aveva informato Israele dell’invio di decine di aerei cisterna aggiuntivi in vista di una possibile espansione delle operazioni contro l’Iran. Secondo l’articolo, a Trump sono state presentate diverse nuove opzioni militari, tra cui attacchi alle centrali elettriche iraniane e ulteriori attacchi ai siti nucleari per seppellire ancora più in profondità le scorte di uranio arricchito di Teheran.
Saeid Golkar, esperto dei servizi di sicurezza iraniani, ha dichiarato al Wall Street Journal che la situazione rischia di sfuggire completamente di mano. «Questa escalation si sta intensificando rapidamente e sta diventando incontrollabile», ha affermato. «C’è il rischio che si torni a una guerra totale, anche se nessuna delle due parti lo desidera».
Un’analisi della CNN ha suggerito che «una vittoria militare decisiva degli Stati Uniti sull’Iran sembra una prospettiva lontana». Facendo eco a queste osservazioni, Sina Toosi, ricercatore senior presso il Center for International Policy, ha avvertito che un’operazione di terra «con il caldo estivo estremo… contro un esercito completamente mobilitato e una popolazione che si è in gran parte schierata a sostegno dello sforzo bellico, sarebbe una scommessa straordinaria, praticamente destinata a trasformarsi in un disastro storico».
Nel frattempo, nonostante le rassicurazioni di Trump sul fatto che gli Stati Uniti avessero già neutralizzato il potenziale bellico dell’Iran, diversi media statunitensi hanno riportato che Washington è sempre più preoccupata per la crescente efficacia dell’esercito iraniano nel penetrare le difese aeree americane con attacchi missilistici.
L’attuale escalation segue il crollo del fragile cessate il fuoco all’inizio di questo mese a causa dell’escalation nello Stretto di Ormuzzo. Trump ha dichiarato la tregua «finita», definendo i leader iraniani «persone malate» e minacciando di reintrodurre il blocco navale dello stretto. Dicendo di essere divenuto il «bersaglio numero uno» di Teheran, ha minacciato di «distruggere» l’Irano.
Il ministero degli Esteri iraniano ha definito i rinnovati attacchi statunitensi una «grave violazione» del memorandum di cessate il fuoco, promettendo che le sue forze armate difenderanno l’integrità territoriale e la sicurezza nazionale del Paese.
Come riportato da Renovatio 21, Trump, una volta informato il Congresso che la guerra in Iran è di nuovo in corso, ha ipotizzato che «altre persone» possano invadere l’Iran via terra.
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Geopolitica
Perché Israele tifa Argentina?
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Prime Minister Benjamin Netanyahu met in his office with the Ambassador of Argentina to Israel, Rabbi Shimon Axel Wahnish, and wished great success to the Argentine national team in the World Cup final taking place tomorrow.
Ambassador Wahnish presented the Prime Minister with… pic.twitter.com/2x3pYAxA9b — Prime Minister of Israel (@IsraeliPM) July 18, 2026
Non diverso il caso del controverso ministro delle Finanze, l’ultrasionista religioso Bezalel Smotrich, anche lui sorridentissimo in maglia futbolista argentina a favore di social.Netanyahu to Argentina’s Milei:
We support Argentina in so many ways, including tomorrow. I don’t hide that I’m rooting for Argentina. I think most Israeli citizens are rooting for Argentina. Good luck! Vamos Argentina!pic.twitter.com/NigTSDQAr8 — Clash Report (@clashreport) July 18, 2026
🇮🇱 — VID: Finance Minister Betzalel Smotrich cheers on Argentina today in World Cup. pic.twitter.com/zTocN5KUoE
— Belaaz News (@TheBelaaz) July 19, 2026
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#ULTIMAHORA | 🇦🇷 | MILEI DESATA CRÍTICAS EN EL DÍA DE LA BANDERA
⚠️ Javier Milei vuelve a estar en el centro de la controversia tras aparecer en Rosario exhibiendo la bandera de Israel durante un acto por el Día de la Bandera, provocando una ola de críticas de quienes consideran… pic.twitter.com/VcUEgP20vb — Quesdilla de Verdades Youtube (@QuesaVerdades) June 24, 2026
Patagonia burned & @JMilei opened his borders to 300k Israelis, to claim the burned land.
Milei is replacing Argentines with Israelis & creating Israel 2.0 in the western hemisphere. Milei cares more about Zionist Jews than he does his own people. pic.twitter.com/WsMml26ACc — Bryce M. Lipscomb (@BryceMLipscomb) July 15, 2026
🚨 EL SIONISMO AVANZA 🚨 Continuando con su plan de convertirnos en colonia de Israel, Milei mandó a poner la bandera sionista en el monumento a la bandera en Rosario.
Sigan diciendo que es todo conspiranoia. Sigan nomás… pic.twitter.com/8C3bnFXavu — M (@MConurbasic) April 22, 2026
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Argentine President Javier Milei, still in Israel, literally dancing and signing for Netanyahu’s amusement:pic.twitter.com/Lt60T0dbAO
— Glenn Greenwald (@ggreenwald) April 22, 2026
Argentina’s president, Javier Milei, is still in Israel, hugging the Western Wall. pic.twitter.com/T3VRQKb3Xu
— Clash Report (@clashreport) April 22, 2026
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Israeli tourists were arrested for starting a fire in Los Glaciares National Park, a resource-rich forested area in Argentina’s Patagonia. Additionally, M26 IM grenades connected to the IDF were found near Lake Epuyén in the Chubut region.
Follow: https://t.co/7Dg3b41PJ5 pic.twitter.com/t16wGD6onk — PressTV Extra (@PresstvExtra) January 13, 2026
🚨 The Milei government approved a law allowing protected lands in environmental reserves to be sold to FOREIGN companies if they suffer a fire.
The Argentine Patagonia was set on fire by Israeli TOURISTS. Connect the dots!!!! pic.twitter.com/sjnSs4kpVx — China pulse 🇨🇳 (@Eng_china5) January 12, 2026
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Renovatio 21 quattro anni fa aveva parlato del tifo esoterico, a suon di malefizi, portato avanti da una vera armata organizzata di streghe argentine – con il risultato della vittoria ai Mondiali del Qatar . Quest’anno è evidente il supporto, neanche tanto occulto, di un’intero Stato religioso messianico, e tutte le sue ramificazioni planetarie. Vediamo come andrà a finire. Roberto Dal Bosco🚨 ÚLTIMA HORA: Acaban de filtrar un vídeo de 5 minutos sobre todos los robos de Argentina a Inglaterra.
Esto es un escándalo Mundial. pic.twitter.com/1W56lBqhVT — LaVozGalactica (@Lavozgalactica) July 16, 2026
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Geopolitica
Soldati statunitensi feriti negli attacchi iraniani
Secondo quanto riportato venerdì da CBS News, diversi militari statunitensi sono rimasti feriti negli attacchi iraniani contro installazioni militari in Giordania all’inizio di questa settimana, proprio mentre l’Iran lanciava una nuova ondata di attacchi di rappresaglia.
Gli attacchi ad almeno due basi giordane utilizzate dalle forze statunitensi hanno provocato il ferimento di «diversi militari americani», secondo quanto riferito da funzionari statunitensi all’emittente televisiva, a condizione di anonimato. Non sono state segnalate vittime tra le fila americane o giordane; il numero dei feriti e la gravità delle loro lesioni rimangono sconosciuti.
Il dipartimento della Guerra degli Stati Uniti non ha ancora confermato i feriti né risposto alla versione della CBS. Non è chiaro nemmeno quando esattamente siano avvenuti gli attacchi o quali basi siano state colpite. Gli aerei da guerra statunitensi operano regolarmente dalle installazioni militari giordane, ma gli Stati Uniti non rendono pubbliche tutte le strutture utilizzate dalle proprie forze.
Nell’ultima settimana, l’Iran ha bombardato installazioni militari statunitensi in Giordania, Kuwait, Bahrein, Qatar, Oman, Iraq e Siria con missili e droni, in risposta ai rinnovati attacchi americani sul territorio iraniano.
Footage from another angle shows two ballistic missiles impacting Muwaffaq Salti Air Base in Jordan. The second impact caused a much larger explosion, suggesting it may have hit an important target. https://t.co/Twk7SQthzq pic.twitter.com/jtJwampn6g
— OSINTWarfare (@OSINTWarfare) July 18, 2026
As seen from two different angles; 2 Iranian ballistic missiles bypass 6 Patriot air defense missiles and reach their target at the Muwaffaq airbase in Jordan. pic.twitter.com/rIkvvWgJv3
— ZAMAN (@zamannx) July 18, 2026
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Venerdì sera, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha lanciato attacchi contro l’Iran per la settima notte consecutiva, scatenando una nuova ondata di rappresaglie iraniane.
L’esercito iraniano ha annunciato sabato mattina che la quattordicesima fase dell’Operazione Fulmine ha preso di mira i serbatoi di carburante della base aerea di Al-Azraq in Giordania, un deposito di munizioni nel campo di Al-Udeiri in Kuwait, e gli edifici del quartier generale, i depositi di munizioni e i ponti di collegamento della base aerea di Ali Al-Salem.
I pasdaran hanno affermato separatamente che missili balistici iraniani hanno colpito aerei da combattimento statunitensi di stanza presso la base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania. Filmati diffusi da fonti di intelligence aperte sembrano mostrare il lancio di diversi intercettori MIM-104 Patriot mentre i missili si avvicinano alla base, seguiti da almeno due impatti apparenti. Né Washington né Amman hanno confermato danni o vittime a seguito degli ultimi attacchi.
Teheran ha affermato che i suoi attacchi di rappresaglia hanno causato vittime tra il personale statunitense. Venerdì, le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito aerei da combattimento e velivoli per il rifornimento in volo statunitensi in Giordania, nonché forze statunitensi e un lanciatore HIMARS in Kuwait, causando «significative perdite e danni». Hanno inoltre affermato che «numerosi» membri delle forze speciali americane sono stati uccisi in Kuwait.
Nessuna delle affermazioni è stata confermata dal Pentagono. Il CENTCOM ha inoltre smentito separatamente l’affermazione iraniana secondo cui soldati americani sarebbero stati uccisi in un attacco alla base di Al-Tanf in Siria, dichiarando venerdì che nessun membro del personale americano nella regione è stato «recentemente ucciso o catturato».
All’inizio di questa settimana, i pasdaran hanno rivolto un appello diretto al «nobile popolo» di Giordania e Kuwait affinché si opponesse all’utilizzo dei loro paesi da parte dell’esercito statunitense come basi di lancio per attacchi contro l’Iran. Hanno descritto la Giordania come una terra sacra che non ha posto per occupanti stranieri e hanno esortato i giordani a «cogliere ogni opportunità per distruggere le istituzioni americane ed espellere l’esercito statunitense occupante».
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