Pedofilia
Parigi indaga sugli abusi sessuali di massa negli asili nido
Il sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire, ha lanciato un’inchiesta speciale sul sistema di assistenza all’infanzia della città in seguito a uno scandalo in espansione che coinvolge accuse di abusi sessuali su bambini anche di soli tre anni, come riportato dai media francesi.
Si è scusato più volte e ha ammesso il «rischio sistemico» per i minori, annunciando un piano di riforme urgenti da 20 milioni di euro che prevede la formazione del personale, ispezioni a sorpresa e il divieto di lasciare gli adulti da soli con i bambini.
L’ex sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, aveva cercato di tenere le denunce lontane dall’opinione pubblica. Grégoire, eletto a marzo, ha invece promesso trasparenza, rivelando il mese scorso che 78 operatori di doposcuola erano stati sospesi nel 2026, di cui 31 per sospetta cattiva condotta sessuale.
Lo scandalo ha scosso la Francia dopo le notizie secondo cui alcune vittime avevano appena tre anni. Il quotidiano britannico Telegraph, che ha intervistato i genitori dei bambini coinvolti, ha riferito che i piccoli sarebbero stati rinchiusi in stanze, abusati sessualmente e minacciati di morte se avessero parlato.
Genitori, attivisti e sindacati sostengono che la crisi ha evidenziato problemi strutturali nel settore dell’assistenza all’infanzia: carenza cronica di personale, contratti precari e controlli insufficienti. Accusano inoltre il Comune di trasferire i lavoratori problematici invece di licenziarli.
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La decisione arriva dopo le rivelazioni sulla portata degli abusi nelle scuole parigine: all’inizio di questo mese, il procuratore di Parigi Laure Beccuau ha annunciato di aver avviato indagini su sospetti casi di violenza sessuale in 84 asili nido, 20 scuole elementari e dieci centri diurni.
L’annuncio è giunto lo stesso giorno in cui gli investigatori della Brigata di Protezione Minorile di Parigi hanno condotto un’importante operazione legata allo scandalo: 16 persone che lavoravano in programmi doposcuola presso una scuola del 7° arrondissement sono state fermate durante blitz coordinati. Secondo la procura, tra gli indagati, di età compresa tra i 18 e i 68 anni, figurano assistenti di asilo nido, supervisori scolastici comunali e animatori impiegati dal Comune per la sorveglianza dei bambini prima e dopo le lezioni.
Le accuse vanno dallo stupro e dalle aggressioni sessuali all’esibizionismo e ai comportamenti violenti.
La questione ha attirato l’attenzione nazionale a gennaio, quando il programma Cash Investigation del canale televisivo France 2 ha trasmesso filmati girati di nascosto che mostravano abusi verbali e molestie sessuali in un asilo nido parigino, portando alla sospensione di dodici dipendenti.
Secondo Le Monde e Le Parisien, il neosindaco Grégoire ha ordinato la creazione di una missione di informazione e valutazione – un organismo simile a una commissione d’inchiesta parlamentare – che avrà sei mesi di tempo per condurre l’indagine sulle accuse e riferire sui risultati. L’annuncio è stato dato mercoledì durante una seduta del Consiglio comunale, dopo che i partiti di opposizione avevano chiesto un’indagine formale sulle irregolarità riscontrate nella rete di assistenza extrascolastica gestita dalla città.
La Francia ha formalmente riconosciuto una diffusa crisi di abusi sessuali sui minori attraverso diverse inchieste statali. La CIIVISE, la commissione sull’incesto e la violenza sessuale sui minori, ha stimato nel 2024 che 5,4 milioni di adulti – circa il 10% della popolazione – hanno subito abusi sessuali durante l’infanzia, con circa 160.000 minori vittime ogni anno.
Un altro rapporto ha rilevato che circa 330.000 bambini sono stati abusati all’interno della Chiesa cattolica francese dal 1950, con il coinvolgimento di circa 3.000 presunti sacerdoti pedofili.
La Francia è stata anche criticata per non aver introdotto un’età del consenso fissa fino al 2021, quando è stata stabilita a 15 anni, e a 18 per l’incesto.
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Pedofilia
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Pedofilia
Singapore valuta la castrazione chimica per i pedofili
Singapore sta valutando l’introduzione della castrazione chimica per i reati sessuali, di fronte a un aumento delle denunce, soprattutto nei casi che riguardano minori.
Nel 2025 la polizia ha registrato 1.531 casi di molestie, in crescita del 7,3% rispetto ai 1.427 dell’anno precedente.
La questione è emersa in Parlamento questa settimana, con i legislatori che si sono chiesti se convenga inasprire le pene e le tutele per i minori.
Il ministro degli Interni K. Shanmugam ha detto martedì che il governo resta aperto all’uso di farmaci antiandrogeni, noti come castrazione chimica, se emergessero prove chiare della loro capacità di abbassare i tassi di criminalità.
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«Finora, le prove non sono conclusive al riguardo», ha affermato in una risposta scritta al Parlamento.
La castrazione chimica consiste nell’uso di farmaci che sopprimono il testosterone e riducono il desiderio sessuale. A differenza della castrazione chirurgica, non comporta la rimozione degli organi riproduttivi e i suoi effetti sono in genere reversibili una volta interrotto il trattamento.
Singapore prevede già pene severe per i reati sessuali contro i minori. Lo stupro o la violenza sessuale con penetrazione su un minore di 14 anni senza consenso comportano una pena detentiva da otto a vent’anni e almeno dodici frustate.
Un nuovo sistema di condanna, in vigore da luglio, consente di trattenere oltre la pena minima di reclusione, che va dai cinque ai vent’anni, i criminali violenti o sessuali considerati ad alto rischio di recidiva. Possono restare in custodia più a lungo se le autorità ritengono che rappresentino ancora una minaccia per la collettività.
Il dibattito più ampio sulle misure di tutela è nato da un recente caso che ha coinvolto un sedicente mentore religioso, il quale ha commesso reati sessuali contro minori dopo essere stato arrestato in precedenza per presunte molestie su una diciassettenne e rilasciato su cauzione. Il caso ha spinto i legislatori a chiedersi se inasprire le condizioni per la libertà su cauzione e le norme di controllo per chi lavora con i minori.
La castrazione chimica è già prevista per alcuni autori di reati sessuali in diversi Paesi, tra cui Corea del Sud, Indonesia e Kazakistan, mentre alcuni Paesi europei usano farmaci che sopprimono gli ormoni su base volontaria. Anche diversi Stati degli Stati Uniti autorizzano questa misura in qualche forma.
In Russia, la castrazione chimica è stata introdotta nel 2012 come procedura volontaria, che richiede il consenso della persona condannata per abusi sessuali su minori. Anche in Polonia la castrazione chimica è volontaria. La Bielorussia sta pianificando la sua introduzione dal 2023.
Negli USA alla castrazione chimica si associa un’abbondante prescrizione di psicofarmaci che vanno dagli antipsicotici agli antidepressivi SSRI (che sono forse pure peggiori).
La Chiesa cattolica ammetterebbe la castrazione chimica nei casi di reato, purché sia reversibile. Contro di essa, tuttavia, si è espressa nel 2013 l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (risoluzione 1945/2013): «nessuna pratica coercitiva di sterilizzazione o castrazione può essere considerata legittima nel XXI secolo».
In realtà, ci vogliamo soffermare sulla questione della castrazione chimica per un altro motivo: per lo Stato italiano essa esiste già, ma non è assegnata agli stupratori e ai pedofili, ma… ai bambini.
Avete letto bene. La farmacologia di «blocco androgenico totale» è esattamente quella utilizzata per transessualizzare i bambini. Quando il bimbo dice di sentirsi una femmina (che sia o meno il genitore a suggerirglielo) gli si danno i famosi «bloccanti della pubertà», che possono essere farmaci anti-gonadotropinici, anti-androgeni e agonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine. Cioè sostanze che hanno l’effetto di inibire della produzione di testosterone da parte dei testicoli – cioè distruggere la base biochimica della maschilità.
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In particolare, la Leurprorelina – commercializzata con il nome di Lupron – può essere utilizzata nel processo di cambio di sesso dei maschi, o come farmaco che blocca la pubertà nei bimbi: secondo la cosiddetta «medicina transgender», insieme alla triptorelina e goserelina, il Lupron può essere utilizzato per ritardare la pubertà nei bambini che vogliono cambiare sesso, ritardandone lo sviluppo fino a quando non possono decidere, e magari prendere altri ormoni sintetici.
Il Lupron, che sta nella lista delle medicine essenziali dell’OMS, è la sostanza oggi più comunemente utilizzato nella castrazione chimica. Parimenti, può essere utilizzato per i bambini transgender al fine di rimandare la pubertà e poi metterli, per tutta la vita, sotto «terapia ormonale sostitutiva, che li riempirà di ormoni sintetici e li renderà un recurrent business dell’industria farmaceutica finché non moriranno – con il conto, magari, pagato dal contribuente.
L’immagine dovrebbe spaccare la testa di chiunque: lo stesso farmaco, dato ai pedofili ed ai bambini… anzi, la sostanza che non ancora si può dare agli stupratori, si può iniettare in bimbi piccoli… Sì, è allucinante. Tutte le polemiche di questi giorni su cliniche ed ospedali che transessualizzano i ragazzini non si rendono conto di quanto oramai questo modello è molto più radicato di quanto si creda, esso è una parte integrante di quello che Renovatio 21 ha definito «Stato etico ormonale».
Lo Stato moderno, lungi dall’essere lontano da posizioni etico-religiose, sa cos’è meglio per voi, e non gli basta – lo vuole imporre per via biologica. La siringa, contenga essa vaccini od ormoni, a questo serve: entrare nel cittadino, spogliato di ogni dignità, diritto sovranità, sin sotto la sua pelle, sin dentro le sue cellule. La sottomissione per lo Stato moderno è biologica, o non è – è biologica almeno in partenza, poi sappiamo che mirano ancora più in profondità…
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Pedofilia
L’Algeria verso la pena di morte per rapitori e pedofili
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