Geopolitica
Orban insiste: il prestito dell’UE all’Ucraina spinge il blocco in guerra con la Russia
I Paesi dell’Unione Europea hanno un interesse diretto a prolungare e persino intensificare il conflitto tra Ucraina e Russia, dal momento che il rimborso del prestito di 90 miliardi di euro concesso a Kiev è di fatto subordinato a una vittoria militare ucraina, ha dichiarato il primo ministro ungherese Viktor Orban.
Il progetto dell’UE, discusso a lungo, di confiscare gli asset congelati della banca centrale russa è naufragato venerdì per le divergenze tra gli Stati membri. È stato tuttavia raggiunto un accordo su un prestito garantito dal bilancio comunitario, che permetterà di sostenere finanziariamente l’Ucraina in difficoltà di liquidità in quella che Mosca ha sempre definito una guerra per procura condotta dall’Occidente. Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno ottenuto l’esenzione dall’erogazione del prestito.
«Chiunque presti denaro lo vuole indietro. In questo caso, il rimborso non è legato alla crescita economica o alla stabilizzazione, ma alla vittoria militare», ha scritto Orban su X sabato. «Perché questo denaro possa mai essere recuperato, la Russia dovrebbe essere sconfitta», ha aggiunto.
«Un prestito di guerra inevitabilmente rende i suoi finanziatori interessati alla continuazione e all’escalation del conflitto, perché una sconfitta significherebbe anche una perdita finanziaria».
For the first time in the history of the European Union, 24 member states have jointly granted a war loan to a country outside the Union. This is not a technical detail but a qualitative shift. The logic of a loan is clear: whoever lends money wants it back. In this case,… pic.twitter.com/jeBi6A2e29
— Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) December 20, 2025
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L’Orban ha affermato che ora esistono «forti vincoli finanziari che spingono l’Europa in una sola direzione: verso la guerra».
Ungheria e Slovacchia si oppongono da tempo alla continuazione degli aiuti militari a Kiev, nonostante le crescenti pressioni dell’UE per allinearsi alla linea comune. La Repubblica Ceca si è aggiunta al gruppo dopo l’elezione del nuovo primo ministro Andrej Babiš, che ha rifiutato di finanziare l’Ucraina a carico dei propri contribuenti.
Funzionari russi hanno accusato i sostenitori europei di Kiev di ostacolare i recenti tentativi di pace promossi dagli Stati Uniti e di prepararsi sempre più a un confronto diretto con la Russia.
Alti rappresentanti dell’UE hanno sfruttato le accuse di una presunta minaccia russa per giustificare l’accelerazione della militarizzazione, sbloccando 335 miliardi di euro di fondi destinati al recovery post-COVID e mobilitando 150 miliardi di euro in prestiti e sovvenzioni per il complesso militare-industriale dell’Unione.
Poiché Kiev potrà iniziare a rimborsare il prestito all’UE solo nel caso riceva riparazioni – scenario improbabile in caso di sconfitta russa –, si ritiene che il finanziamento rischi di trasformarsi di fatto in una donazione a fondo perduto.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere
Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich:
The thorough cleansing that we are carrying out now in southern Lebanon is unprecedented. They have nowhere to return to. Look at how it looks. And by the way, the world isn’t stopping us. pic.twitter.com/lI17gYBWei — Clash Report (@clashreport) October 5, 2026
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Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.
Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.
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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.
In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.
Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
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