Connettiti con Renovato 21

Senza categoria

Newman Dottore della Chiesa?

Pubblicato

il

Il titolo di «Dottore» è meritato da colui i cui insegnamenti hanno dato il duplice esempio della sua ortodossia e della sua eminente scienza.

 

1. «Dobbiamo conservare non solo ciò che ci è stato tramandato nelle Sacre Scritture, ma anche le spiegazioni dei santi dottori che le hanno conservate intatte per noi». Così si esprimeva san Tommaso d’Aquino, egli stesso in seguito definito «Dottore comune della Chiesa »(1). Questa riflessione non è rimasta lettera morta, se si considera che le opere del dottore angelico contengono circa 8.000 citazioni dei «santi dottori».

 

2. Il termine «dottore» può essere inteso in senso lato e improprio e designa quindi il teologo in quanto tale. La stessa parola può essere intesa in senso stretto e proprio e designa un titolo, quello che viene «ufficialmente conferito dalla gerarchia della Chiesa (2) agli scrittori ecclesiastici notevoli per la santità della vita, la purezza dell’ortodossia e la qualità della scienza». (3)

 

Melchiorre Cano (4) mostra come i dottori si distinguano dai Padri della Chiesa, titolo riservato a figure vissute nei primi secoli (5): i Padri non sono tutti dottori e i dottori non sono tutti Padri. I dottori, infatti, costituiscono, con i Padri, due tipi diversi di testimoni, sui quali il Magistero della Chiesa può fare affidamento per indicare il senso autentico della dottrina divinamente rivelata nelle Scritture.

Sostieni Renovatio 21

Sia nei Padri che nei Dottori (questo è il punto comune che li rende testimoni autorizzati) è richiesta l’ortodossia, cioè la perfetta conformità dei loro insegnamenti al deposito rivelato. La differenza è che nei Padri è richiesta l’anzianità, mentre nei Dottori è richiesta l’erudizione, cioè una scienza eminente, tale eminenza potendo essere indicata nell’estensione, dovuta all’estensione dei loro scritti, o nell’intensità, dovuta alla profondità del loro genio.

 

L’aureola dei Dottori, dice San Tommaso, è la ricompensa della loro scienza, cioè il frutto della vittoria riportata nello scacciare il diavolo dalle menti. Supplemento alla Somma Teologica di San Tommaso d’Aquino, domanda 96, articolo 7: «L’uomo riporta una vittoria perfettissima contro il diavolo quando, non contento di resistere ai suoi assalti, lo scaccia non solo da sé, ma anche dagli altri. Questo è ciò che si fa con la predicazione e l’insegnamento». È un’opera di misericordia spirituale.

 

Un’altra differenza: il titolo di Dottore è oggetto di un conferimento ufficiale, che si realizza con un decreto solenne del Sommo Pontefice e con il precetto che viene dato di celebrare la Messa e di recitare il corrispondente ufficio liturgico; il titolo di Padre invece è oggetto di un conferimento immemorabile, basato sulla consuetudine.

 

3. È innegabile, tuttavia, che sia i Padri sia i Dottori possano mescolare una parte del pensiero personale con la pura espressione della fede comune: non ogni parola di un dottore della Chiesa è parola della Chiesa. Lo storico del dogma deve quindi distinguere attentamente ciò che nei loro scritti ha valore veramente cattolico e ciò che, al contrario, è solo opinione personale o «infiltrazione di correnti ideologiche non tradizionali » (6).

 

Ma è chiaro che detta «infiltrazione» non poteva, in un santo dottore, assumere le proporzioni di un errore problematico se non in opposizione, o almeno in dissonanza troppo sensibile rispetto non solo alla dottrina divina e cattolica, ma anche alla dottrina comune dei teologi.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

4. Questo punto è importante e vorremmo qui sottolinearne ancora una volta i presupposti (7). La vita personale di un santo dottore, considerata dal punto di vista della virtù morale, è diversa dalla sua riflessione personale, considerata dal punto di vista della virtù intellettuale. L’eresia, che si oppone alla virtù della fede teologale, implica, come quest’ultima, entrambi i punti di vista, quello della vita intellettuale inseparabile da quello della vita morale.

 

L’eresia, infatti, è un errore voluto consapevolmente e in consapevole opposizione all’autorità divina manifestata attraverso la proposizione della Chiesa. Ma se l’eresia è un errore (e un errore voluto), non ogni errore è eresia, poiché ci sono errori, e persino errori dottrinali, che non sono voluti in quanto tali, cioè che non derivano da una consapevole opposizione all’autorità di Dio e della Chiesa, e che vanno addirittura di pari passo con una vita personale irreprensibile in termini di virtù morale.

 

Ma l’errore resta comunque quello che è ed è per questo che, anche se per pura ipotesi (dato non concesso) uno scrittore ecclesiastico potesse meritare gli onori della beatificazione o della canonizzazione, la Chiesa potrebbe esitare o addirittura rifiutare di attribuirgli il titolo di «Dottore della Chiesa».

 

La canonizzazione è meritata da chi ha dato esempio di virtù eroica. Il titolo di «Dottore» è meritato da chi, con i suoi insegnamenti, ha dato il duplice esempio della sua ortodossia e della sua eminente conoscenza. Certamente, la santità deve sempre andare di pari passo con l’ortodossia. Ma non sempre si ritrova con l’ortodossia e l’eminente conoscenza richieste per il titolo di «Dottore».

 

In che misura ciascuno dovrebbe essere esemplare? Spetta al Papa giudicare, ma egli deve tenere conto di tutto ciò che è richiesto nelle circostanze attuali per la salvaguardia del bene comune di tutta la Chiesa, costituito dalla sua Tradizione.

 

5. Beatificato da Benedetto XVI nel 2010, il cardinale John Henry Newman (1801-1890) è stato canonizzato da Francesco il 13 ottobre 2019. E ora, giovedì 31 luglio, un comunicato della sala stampa della Santa Sede riporta che, nel corso dell’udienza concessa al cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi, papa Leone XIV «ha confermato il parere favorevole della plenaria dei cardinali e vescovi, membri del Dicastero per le Cause dei Santi, circa il titolo di Dottore della Chiesa universale che sarà presto conferito a san John Henry Newman». (8)

 

6. In attesa delle argomentazioni che il Papa non mancherà di addurre per giustificare l’attribuzione di questo titolo, possiamo già ripetere qui quanto scrivemmo sei anni fa, in occasione della canonizzazione del defunto cardinale.

 

«Anche se la fede personale di Newman fosse rimasta intatta, la sua riflessione personale non avrebbe potuto beneficiare di una raccomandazione troppo forte da parte della Chiesa» (9). Ciò è chiaramente visibile in uno dei principali scritti del suo periodo cattolico, An Essay in Aid of a Grammar of Assent, solitamente indicato in breve come Grammatica dell’Assenso.

 

Henri Bremond (1865–1933) elogiò «questa meravigliosa Grammatica dell’assenso, che è per molti di noi e che sarà ancora di più per le generazioni future ciò che la Summa di San Tommaso e il Discorso sul metodo furono per le generazioni precedenti». (10)

 

Ma questo elogio incontrerà, lo stesso anno in cui viene attribuito a Newman, un temibile oppositore, sulle colonne della Revue de philosophie (11), che sarà ripreso anche l’anno seguente dalla Revue thomiste (12). L’abate Emile Baudin (1875-1949), professore di filosofia al Collège Stanislas, all’Institut Catholique de Paris e alla Facoltà di teologia cattolica di Strasburgo, è l’autore di questo magistrale studio che fa il punto su “La filosofia della fede in Newman”. Egli formula la seguente critica.

Iscriviti al canale Telegram

7. «Newman sembra non solo essere uno psicologo che si accontenta di studiare il fatto e il come della sua fede, ma anche un filosofo che cerca di ricavarne, in modo più o meno consapevole e deliberato, una teoria generale della fede. Qual è il fondamento di questa filosofia, se questa espressione può essere usata per caratterizzare un sistema così ondulato?»

 

«Newman sembra profondamente convinto che il principio, il punto di partenza e la base della sua dottrina siano da ricercare nei dati dell’esperienza. Pensa di offrire quella che si potrebbe definire, in stile comtiano (13), una dottrina positiva della fede, basata sui fatti, nient’altro che fatti. Ma sembra piuttosto che segua un processo inverso al metodo scientifico e che faccia appello all’esperienza per stabilire una dottrina preconcetta».

 

«Così tutta la sua opera non sarebbe altro che un vasto ragionamento per presupposti (14) con, come presupposto fondamentale, il fideismo (15) assunto come dottrina, e ancor più come atteggiamento. Non avrebbe quindi alcun fondamento oggettivo. Il fideismo, in Newman, è prima un’esigenza e un atteggiamento, poi una dottrina, poi una psicologia». (16)

 

Newman parte dal dato di fatto della sua fede e intende dimostrare che questa fede è giustificata (o che l’oggetto della sua fede è credibile) perché appare conforme alle aspirazioni della sua vita profonda, alla sua ricerca personale della verità. Riconosciamo qui ciò che i teologi designano come il motivo interiore individuale della credibilità. Newman lo sottolinea, a rischio di trascurare altri motivi senza i quali questa rimarrebbe insufficiente, i motivi esteriori della credibilità, come i miracoli e le profezie.

 

Pertanto, nel Newmanismo, «tutti gli argomenti sono soggettivi, ogni fede si confonde con il desiderio di credere e ogni vera verità con la nostra verità utile. Il pragmatismo religioso, stabilendo le utilità, deve quindi offrire una giustificazione integrale della fede integrale, nonostante le restrizioni e le distinzioni introdotte dalla ragione razionale» (17)

 

8. Mons. Jean Honoré, che resta uno degli specialisti riconosciuti della vita e del pensiero di Newman (18), non aveva quindi torto quando vedeva nella Grammatica dell’assenso lo sviluppo magistrale delle «intuizioni che Blondel avrebbe poi ripreso nella sua Azione» (19). Blondel, il filosofo dell’azione, fondava infatti la fede sulle necessità vitali dell’agire umano.

 

Newman non si spinge certo così lontano, adottando quello che sarà il principio stesso del modernismo di Blondel. Ma ne apre già la porta. «Lasciamo le dimostrazioni», dice Newman, «a chi ne ha il dono… Per me, è più in linea con il mio temperamento tentare una dimostrazione del cristianesimo nello stesso modo informale che mi permette di ritenere certo che sono venuto in questo mondo e che lo lascerò».

Aiuta Renovatio 21

L’argomentazione si riduce a «un accumulo di varie probabilità». Egli sostiene che «dalle probabilità possiamo costruire una prova legittima sufficiente a dare certezza» (20). Quest’ultima riflessione è cruciale, perché dimostra che Newman intende arrivare alla certezza.

 

Proprio per questo la sua argomentazione, tratta dalla tesi delle probabilità convergenti, non cade sotto la condanna del decreto Lamentabili, che nel 1907, diciassette anni dopo la morte del cardinale, sancì come reproba e proscrisse la seguente proposizione: «L’assenso di fede riposa in ultima analisi su un insieme di probabilità» (21).

 

Newman afferma che il fatto della rivelazione può essere dimostrato da un tale insieme di probabilità e che la ragione può trarne una legittima certezza, mentre agli occhi dei modernisti, anche di coloro che meglio comprendono i migliori argomenti dell’apologetica, questi non possono elevare nessuno al di sopra delle probabilità. (22)

 

E non bisogna dimenticare che Newman si preoccupava soprattutto, come un pastore, della fede dei semplici… Ma resta, anche con questo, che il fideismo immanentista (23), che soggiaceva all’apologetica di Newman, per quanto inconscio, ebbe abbastanza forza da condurre un giorno alla filosofia dell’azione di un Maurice Blondel.

 

9. È appropriato attribuire all’autore di una simile riflessione il titolo di Dottore della Chiesa? Una riflessione così ondulata, dice l’Abbé Baudin, che il sistema del suo pensiero è «quasi senza spina dorsale» e che «nulla è più pericoloso dello sforzo di disegnare uno scheletro equivalente a un tale organismo»? Oltre alla chiara e distinta ortodossia, vi troveremmo forse l’eminenza di una scienza abilmente costruita? Purtroppo, crediamo di avere qualche motivo per dubitarne.

 

Padre Jean-Michel Gleize

FSSPX

 

Padre Jean-Michel Gleize è il principale collaboratore del Courrier de Rome. Ha partecipato alle discussioni dottrinali tra Roma e la FSSPX tra il 2009 e il 2011.

Sostieni Renovatio 21

NOTE

1) San Tommaso d’Aquino, Commento al Trattato sui nomi divini di Dionigi Areopagita, capitolo II, lezione 1. Il dottore angelico spiega qui che il ricorso all’autorità dei santi dottori è il mezzo per conservare intatta la regola della Scrittura.

2) In passato questa consacrazione poteva essere conferita dal Magistero ordinario dei vescovi; oggi è riservata allo stesso Papa, che agisce da solo o a capo di un concilio ecumenico.

3) Robert Lesage, «Docteurs de l’Eglise» nell’Enciclopedia pubblicata sotto la direzione di Gabriel Jacquemet, Catholicisme hier aujourd’hui et demain, vol. III, 1952, Letouzey e Ané, col. 936.

4) Melchior Cano (1509–1560), op. cit., fu uno dei principali teologi della Scuola di Salamanca del XVI secolo. La sua opera principale è il Trattato sui luoghi teologici (De locis theologicis), pubblicato dopo la sua morte nel 1563.

5) Melchior Cano, Des lieux théologiques, Libro VII, Capitoli 1 e 2.

6) Lesage, ibid.

7) Vedi l’articolo «Newman» nel numero di dicembre 2019 del Courrier de Rome.

8) https://www.vaticannews.va/fr/pape/news/2025-07/cardinal-newman-proclame-docteur-eglise.html

9) Articolo “Newman” nel numero di dicembre 2019 del Courrier de Rome, § 9, p. 8.

10) Henri Bremond, Newman. Essai de biographie psychologique, Parigi, 1906, p. 8.

11) Revue de philosophie del 1° giugno 1906 (pp. 571–598), 1° luglio 1906 (pp. 20–55), 1° settembre 1906 (pp. 253–286) e 1° ottobre 1906 (pp. 373–391).

12) Revue thomiste del 1906, pp. 723–733 e del 1907, pp. 222–231.

13) Cioè secondo lo stile di Auguste Comte (1798-1857), autore del pensiero positivista, che mira a basarsi esclusivamente sui fatti.

14) Il ragionamento per ipotesi è un ragionamento che presuppone la verità di una data interpretazione dei fatti (detta «ipotesi») e ne deduce le conseguenze logiche. Se queste conseguenze spiegano sufficientemente i fatti, l’interpretazione è provvisoriamente ritenuta vera.

15) Il fideismo è una posizione, a volte filosofica, a volte teologica, secondo cui la verità può essere stabilita solo mediante un argomento di autorità; la verità è oggetto di credenza o di fede, non di scienza. Il fideismo assume forme diverse a seconda che ritenga che tutta la verità o solo un certo tipo di verità, come la verità religiosa, debba essere oggetto di credenza. Il fideismo, che cerca di fare a meno della dimostrazione dell’esistenza di Dio e di fondamenti esterni e oggettivi di credibilità razionale (miracoli e profezie), è stato condannato dalla Chiesa.

16) Revue thomiste del 1906, p. 728.

17) Revue thomiste del 1907, p. 226.

18 Cfr. Jean Honoré, «Newman» in Catholicisme, hier aujourd’hui et demain, vol. IX, Letouzey e Ané, 1982, col. 1183–1188.

19) Honoré, ibid., col. 1186.

20) H. Tristram e F. Bacchus, «Newman» nel Dictionnaire de théologie catholique, vol. XI, prima parte, Letouzey e Ané, 1931, col. 395.

21) Proposizione condannata n. 25, DS 3425.

22) Vedi su questo argomento le riflessioni di S. Harent nella voce «fede» del Dictionnaire de théologie catholique, vol. VI, prima parte, Letouzey e Ané, 1947, col. 194–195.

23) Il fideismo immanentista è una concezione dell’apologetica in cui la verità creduta appare vera principalmente nella misura in cui è conforme alle aspirazioni intime della coscienza.

24) Revue thomiste del 1906, p. 723.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Immagine : John Everett Millais (1829–1896), John Henry Newman (1881), National Portrait Gallery, Londra.

Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine tagliata.

 

 

Continua a leggere

Senza categoria

Brusselle scossa da una serie di esplosioni: terrorismo o criminalità maranza?

Pubblicato

il

Da

Il sindaco di un sobborgo di Brusselle ha denunciato quello che ha definito «terrorismo» e ha chiesto rinforzi dopo una serie di esplosioni legate alla violenza delle bande criminali che hanno colpito la capitale europea questa settimana. Per quanto la stampa non lo scriva, pare ovvio che si tratta di scontri all’interno della teppa immigrata, che di fatto – come in Olanda con la Mokro mafia, la mafia marocchina – gestisce il traffico di stupefacenti.   Negli ultimi giorni sono state segnalate almeno cinque esplosioni a Saint-Gilles, un vivace quartiere di Brusselle che ospita anche numerosi funzionari dell’UE.   L’ultimo incidente è avvenuto poco dopo la mezzanotte di sabato, fuori da un locale di shisha in Rue Théodore Verhaegen, vicino a Barrière de Saint-Gilles. L’esplosione ha danneggiato il locale e le case vicine, e ha mandato in frantumi le finestre di una scuola dall’altra parte della strada. Non si sono registrati feriti.   Il sindaco di Saint-Gilles, Jean Spinette, ha descritto gli incidenti come una «guerra tra famiglie rivali di narcotrafficanti», chiedendo al ministro dell’Interno Bernard Quintin di fornire rinforzi immediati alla procura di Bruxelles e alla polizia giudiziaria federale per garantire la sicurezza dei residenti durante la notte.   «La situazione sta degenerando in modo incontrollato, con sparatorie ed esplosioni che si susseguono senza sosta. È una vera piaga per il comune», ha dichiarato, secondo quanto riportato dai media locali. Ha definito l’attacco alla scuola «scioccante», descrivendo la situazione come «grave criminalità organizzata» alimentata da gruppi rivali in lotta per il controllo del territorio.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«Diffondere la paura per conquistare territorio : questo si chiama terrorismo», ha aggiunto.   Brusselle è stata descritta come una delle capitali europee più colpite dalla violenza legata alle armi da fuoco, con 96 episodi registrati nel 2025. Nei primi tre mesi del 2026, sono state segnalate almeno 22 sparatorie, che hanno provocato diversi feriti e un morto.   Il procuratore Julien Moinil aveva precedentemente avvertito che «ogni residente di Bruxelles e ogni cittadino può essere colpito da un proiettile vagante», chiedendo una stretta coordinata sulle reti criminali. Le autorità federali hanno proposto ulteriori misure, tra cui un aumento dei pattugliamenti e una maggiore sorveglianza nelle aree legate al narcotraffico.   Brusselle ospita numerose istituzioni dell’UE, tra cui la sede della Commissione Europea, ed è ampiamente considerata la capitale politica di fatto del blocco. Anche il quartier generale della NATO si trova in città.   La distinzione tra terrorismo e violenza criminale immigrata diviene oramai sottilissima. Bisogna considerare inoltre che i soggetti che partecipano all’una e all’altra rete potrebbero essere gli stessi. La violenza maranza quindi potrebbe essere tanto terrorista quanto legata al narcotraffico, a seconda della bisogna.   Come riportato da Renovatio 21, sei mesi fa una lettera anonima pubblicata lunedì sul portale ufficiale della giustizia belga denunciava che il Belgio rischia di trasformarsi in uno «narco-Stato» poiché le organizzazioni criminali dedite al traffico di droga stanno infiltrando polizia e magistratura.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Zairon via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Continua a leggere

Senza categoria

Delegazione statunitense sollecita Cuba a passare all’economia di mercato

Pubblicato

il

Da

Funzionari statunitensi hanno esortato Cuba a passare dal socialismo a un’economia di mercato e a risarcire i cittadini e le aziende americane i cui beni furono confiscati negli anni Sessanta, secondo quanto riportato venerdì e sabato da diversi media statunitensi, che citano fonti a conoscenza della questione.

 

Una delegazione del Dipartimento di Stato americano ha illustrato le proprie richieste alla fine della scorsa settimana, durante la prima visita a L’Avana dal 2016, mentre Cuba è alle prese con gravi carenze di carburante e blackout a seguito delle restrizioni sulle spedizioni di petrolio imposte dal presidente Donald Trump.

 

Secondo quanto riportato, gli Stati Uniti avrebbero esortato Cuba ad attuare riforme economiche, espandere il settore privato, attrarre investimenti stranieri e rilasciare i prigionieri politici. Sempre secondo il New York Times, i funzionari statunitensi avrebbero anche proposto di portare a Cuba il servizio internet satellitare Starlink di Elon Musk, consentendo una connettività senza restrizioni.

 

Secondo quanto riportato da Axios, Washington ha anche esortato L’Avana a concedere maggiori libertà politiche, che porterebbero infine a «elezioni libere ed eque». Il sito ha citato un funzionario statunitense secondo il quale «le élite al potere sull’isola hanno poco tempo per attuare le riforme chiave sostenute dagli Stati Uniti prima che la situazione peggiori irrimediabilmente».

 

Michael Kozak, un alto funzionario del sipartimento di Stato, ha confermato giovedì che gli Stati Uniti stanno spingendo per «riforme drastiche» a Cuba. Trump, che in passato aveva minacciato l’isola di invasione, ha recentemente ammorbidito la sua posizione, suggerendo che Washington potrebbe aiutare Cuba ad affrontare le sue difficoltà economiche.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Martin Abegglen via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic

 

 

Continua a leggere

Senza categoria

«Non c’è compagno di squadra migliore di Israele»: parla l’ammiraglio USA al vertice del Comando Centrale

Pubblicato

il

Da

L’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), ha elogiato Israele e gli stati arabi che ospitano basi americane, definendoli alleati «eccezionali» nella guerra contro l’Iran. Le sue dichiarazioni giungono in un momento in cui si parla di un possibile secondo round di colloqui di pace questa settimana, in vista della scadenza, prevista per mercoledì, della tregua di due settimane.   Durante una conferenza stampa con il Segretario alla Guerra Pete Hegseth al Pentagono giovedì, Cooper ha elogiato Giordania, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti definendoli «compagni di squadra eccezionali».   «E non c’è stato compagno di squadra migliore di Israel», ha aggiunto Cooper. «Insieme, le quattro migliori forze aeree del mondo – l’aeronautica israeliana, l’aeronautica statunitense e le forze aeree della Marina e del Corpo dei Marines degli Stati Uniti – hanno raggiunto e superato ripetutamente i propri obiettivi militari», ha affermato Cooper.

Sostieni Renovatio 21

L’ammiraglio ha ricordato di aver incontrato il capo di stato maggiore israeliano, il tenente generale Eyal Zamir, alla fine del mese scorso per garantire che i due Paesi rimanessero «strettamente allineati».   Democratici e alcuni repubblicani, così come l’ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense Joe Kent, hanno sostenuto che il presidente americano Donald Trump sia stato pressato da Israele per lanciare la guerra contro l’Iran. Funzionari iraniani, tra cui il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, hanno interpretato il conflitto come un tradimento da parte di Trump della sua agenda «America First» a favore di «Israel First».   Parlando al fianco di Cooper, Hegseth ha negato che la guerra fosse stata «imposta» a Trump da Israele. «Il presidente Trump prende le sue decisioni in merito agli interessi di questo Paese e alla loro difesa, e poi collabora con alleati e partner, in questo caso Israele, che ha molta volontà e molte capacità, di cui siamo grati», ha affermato.   Il Kent, che si è dimesso dal suo incarico il mese scorso per protestare contro la guerra, ha affermato che le agenzie di Intelligence non sono state in grado di confermare l’affermazione di Trump secondo cui l’Iran starebbe perseguendo lo sviluppo di armi nucleari.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Continua a leggere

Più popolari