Politica
Musk: Soros ha preso il controllo dell’Ungheria
La vittoria del partito filo-europeo Tisza sul primo ministro Viktor Orbán alle elezioni ungheresi significa che il paese è stato di fatto preso in mano dalla rete di Soros, ha affermato Elon Musk.
In un post pubblicato lunedì su X, Musk si è scagliato contro Alexander Soros, figlio del miliardario ungherese-americano George Soros e presidente del consiglio di amministrazione delle Open Society Foundations (OSF), che aveva celebrato la caduta di Orbán come «un netto rifiuto della corruzione radicata e delle interferenze straniere».
«L’Organizzazione Soros ha preso il controllo dell’Ungheria», ha affermato il proprietario di SpaceX e Tesla.
*Soros Organization has taken over Hungary
— Elon Musk (@elonmusk) April 12, 2026
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In un altro post, Musk ha risposto a un utente di X che elencava le personalità che avevano esultato per il risultato – tra cui l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il primo ministro britannico Keir Starmer, il leader ucraino Volodymyr Zelensky e vari funzionari dell’UE – e ha scritto: «Questo dovrebbe dirti tutto». Musk ha risposto con un’emoji «100%».
Le dichiarazioni di Musk sono giunte dopo che il partito conservatore Tisza di Peter Magyar si è assicurato 138 seggi nel parlamento ungherese, composto da 199 seggi, con il 53,6% dei voti, mentre il partito di destra Fidesz di Orban ha ottenuto solo 55 seggi con il 37,8%, con un’affluenza alle urne estremamente elevata, pari a quasi l’80%.
Pur avendo un profilo conservatore, Tisza si è impegnato a smantellare i pilastri fondamentali delle politiche di Orbán, riavvicinandosi all’UE e alla NATO.
Orban, il cui mandato di 16 anni come primo ministro sta per concludersi, è da tempo in contrasto con Soros, nato a Budapest ma in Ungheria, accusandolo di fomentare ideologie «woke», «internazionalismo liberale» e di voler trasformare gli europei autoctoni in una minoranza attraverso un’ «invasione di immigrati».
La Open Society Foundations, fondata da Soros, ha una forte presenza in Ungheria. Tra il 2016 e il 2023, la rete ha speso quasi 90 milioni di dollari per finanziare organizzazioni con sede in Ungheria e, nell’anno precedente alle elezioni parlamentari del 2022, ha elargito la cifra record di 17 milioni di dollari, secondo una ricerca del Center for Fundamental Rights.
Secondo il rapporto, l’Ungheria ha ricevuto quasi il doppio della media di 19 milioni di dollari per paese dell’OSF in Europa e nella regione post-sovietica, con almeno 153 organizzazioni che hanno beneficiato del sostegno finanziario di Soros.
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L’OSF è stata di fatto costretta a lasciare l’Ungheria nel 2018 dopo che Orban ha approvato la cosiddetta legge anti-immigrazione «Stop Soros». I critici sostengono che, nonostante il trasferimento, l’OSF continui a influenzare la scena politica ungherese attraverso canali alternativi.
Come riportato da Renovatio 21, il Musk aveva in passato già paragonato Soros al mutante di origini ebraiche Magneto, attirandosi le accuse di antisemitismo. Parlando degli sbarchi degli immigrati a Lampedusa, Elon aveva definito Soros come «distruttore del tessuto della civiltà».
Elon Musk ha sostenutoche il vegliardo non sia più «compos sui», e da anni ciclicamente fanno il giro della rete fake news sulla sua morte. Il figlio Alex, grande fiancheggiatore diretto della Harris e dei democratici, è stato definito suo erede, e in tale veste aveva già incontrato Bergoglio e partecipato a quantità di eventi, dal World Economic Forum di Davos a incontri riservati alla Casa Bianca.
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Immagine di Frank Plitt via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Germany
Politica
Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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