Politica
Hunter Biden sfida i figli di Trump a un incontro di lotta in gabbia
Hunter Biden, figlio dell’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden, ha sfidato i due figli maggiori del presidente Donald Trump a un «incontro in gabbia» in un video pubblicato su Instagram dal creatore di contenuti Andrew Callahan.
Biden, 56 anni, ha attaccato Donald Trump Jr., 48 anni, ed Eric Trump, 42 anni, mentre i figli del presidente non hanno ancora risposto pubblicamente.
«Ho appena ricevuto una chiamata da Andrew Callahan… Sta cercando di organizzare un incontro in gabbia, io contro Eric e Don Jr. Gli ho detto che lo farei, al 100%», ha detto Biden nel video. Il popolare YouTuber ha dichiarato a USA Today che il figlio dell’ex presidente probabilmente aveva fatto la proposta «per scherzo». Tuttavia, si è detto disposto a facilitare lo scontro se i due figli maggiori di Trump fossero «disposti a ingaggiare Hunter in un combattimento reciproco».
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L’astio tra le famiglie Biden e Trump persiste da anni.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso, Melania Trump ha minacciato di querelare Hunter per la sua affermazione secondo cui il defunto molestatore sessuale Jeffrey Epstein le avrebbe presentato suo marito.
Secondo il presidente Trump, l’insabbiamento di un grave scandalo riguardante il computer portatile di Hunter Biden, dimenticato in un negozio di riparazioni nel Delaware nel 2019, ha contribuito alla vittoria di suo padre alle elezioni del 2020. Il contenuto trapelato del computer portatile avrebbe potenzialmente implicato la famiglia Biden in diversi schemi di corruzione internazionale.
Le principali aziende di social media e del settore tecnologico hanno insabbiato la notizia del laptop nel periodo precedente alle elezioni, che Trump aveva definito truccate, come accertato da una commissione giudiziaria della Camera dei Rappresentanti nel 2024.
In una delle sue ultime e più controverse decisioni da presidente, Joe Biden ha concesso un’ampia grazia a Hunter, condannato nel 2024 per aver violato le leggi federali sulle armi e sulle tasse.
La grazia ha coperto tutti i reati che Hunter «ha commesso o potrebbe aver commesso o a cui ha partecipato nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2014 e il 1° dicembre 2024». Essa comprende il periodo in cui Hunter ha commesso i suoi crimini e il suo mandato nel consiglio di amministrazione della società energetica ucraina Burisma, quando suo padre era responsabile della politica statunitense a Kiev durante l’amministrazione Obama.
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Immagine screenshot da YouTube
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Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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