Intelligenza Artificiale
Musk annuncia una fusione record tra SpaceX e xAI: verso i data-center AI in orbita
Elon Musk ha annunciato che SpaceX ha completato l’acquisizione della sua startup di intelligenza artificiale xAI. Con una valutazione combinata di circa 1,25 trilioni di dollari, si tratterebbe della fusione aziendale più grande di sempre, sia tra entità pubbliche che private.
L’operazione punta a creare una piattaforma tecnologica altamente integrata, che unisca intelligenza artificiale, razzi, internet satellitare, comunicazioni dirette ai dispositivi e infrastrutture di calcolo in tempo reale, come indicato nella dichiarazione pubblicata da SpaceX lunedì.
Musk ha evidenziato in particolare il potenziale dei data center orbitali come soluzione futura per soddisfare gli enormi fabbisogni energetici delle strutture di elaborazione intensive richieste dai servizi di intelligenza artificiale, sebbene il concetto rimanga per ora teorico e non ancora dimostrato.
«La domanda globale di elettricità per l’IA non può essere soddisfatta con soluzioni terrestri, nemmeno nel breve termine», ha affermato il miliardario.
Fonti citate da Bloomberg attribuiscono a SpaceX una valutazione di 1 trilione di dollari e a xAI un valore di 250 miliardi, portando l’entità risultante dalla fusione a un valore potenziale di 1,25 trilioni di dollari, con azioni valutate a 526,59 dollari ciascuna.
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La mossa giunge mentre SpaceX si prepara a quella che si prospetta come una delle maggiori offerte pubbliche iniziali (IPO) della storia, prevista entro la fine dell’anno. Secondo fonti vicine alla questione riportate da Reuters lunedì, la società post-fusione potrebbe superare i 1,5 trilioni di dollari di valutazione una volta quotata in borsa. Gli investitori di xAI riceveranno azioni SpaceX in cambio, secondo termini non ancora resi pubblici.
Nonostante le critiche rivolte al chatbot Grok di xAI per aver promosso contenuti razzisti e diffuso immagini deepfake sessualizzate non consensuali che coinvolgono donne e minori, l’azienda ha continuato ad attirare forti investimenti durante il boom globale dell’intelligenza artificiale. A gennaio xAI ha annunciato di aver raccolto 20 miliardi di dollari in un round di finanziamento Serie E (termine del gergo del venture capital che indica un investimento di fase avanzata) guidato da importanti investitori come Valor Equity Partners, Stepstone Group, Fidelity Management & Research Company, MGX e Baron Capital Group.
Ha investito anche la Qatar Investment Authority, fondo nazionale del piccolo Paese gasiero del Golfo, sewmpre più rilevante anche all’interno della politica USA.
L’idea di Musk è quella di spostare i data center – ingombranti ed energivori – nello spazio, dove non solo c’è spazio, senza rischi ambientali (i colossi che stanno costruendo centrali IA stanno incontrando resistenze da parte dei locali e delle autorità ambientali), ma soprattutto c’è energia, data dal sole senza la schermatura dell’atmosfera.
L’idea dei data-center orbitali è stata discussa apertamente, per qualche ragione con John Elkann a Torino, da un altro miliardario imprenditore spaziale, il Jeff Bezos di Amazon.
La quantità di energia richiesta dai grandi impianti AI è tale che Google e Microsoft stanno costruendo o riattivando centrali atomiche che coprano il fabbisogno di singoli data-centri. In particolare l’azienda di Bill Gates sta riaprendo la centrale di Three Miles Island in Pennsylvania, luogo di uno spaventoso incidente atomico negli anni passati.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Intelligenza Artificiale
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Intelligenza Artificiale
IA prende di mira persone reali durante i test
Secondo quanto rivelato dall’AI Security Institute britannico, alcuni agenti di intelligenza artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica.
L’istituto ha testato agenti basati su Mythos 5 di Anthropic e GPT-5.6-Sol di OpenAI in uno scenario informatico fittizio progettato per valutarne le capacità.
«Alcuni degli agenti testati si erano resi protagonisti di attività prolungate e potenzialmente dannose, dirette contro persone e organizzazioni reali», ha rivelato l’istituto martedì.
Nel corso di 122 test, i ricercatori hanno identificato 19 azioni non autorizzate verificatesi in dieci di essi. L’agente di Anthropic è stato responsabile di 17 di queste azioni, mentre quello di OpenAI delle restanti due.
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L’incidente più grave ha coinvolto un agente che ha scritto codice dannoso e creato false identità online nel tentativo di convincere una persona reale ad approvarle. Anthropic ha poi confermato che il responsabile era un suo modello.
L’istituto ha affermato di non aver trovato prove che gli incidenti abbiano causato danni reali. A differenza delle precedenti violazioni del contenimento che hanno coinvolto entrambe le aziende, gli agenti non sono fuggiti da un ambiente isolato. Avevano ottenuto l’accesso a Internet nell’ambito del processo di test, ma hanno agito al di fuori delle istruzioni ricevute e hanno interagito con obiettivi esterni reali.
Anthropic afferma che i modelli di intelligenza artificiale di Claude hanno lanciato tre attacchi informatici non intenzionali.
Anthropic ha affermato che l’episodio ha sottolineato la necessità di un dibattito più ampio su come valutare in modo sicuro gli agenti di intelligenza artificiale sempre più sofisticati. OpenAI ha chiesto l’adozione di prassi condivise più rigorose per la gestione delle valutazioni ad alto rischio.
Questi risultati fanno seguito a una serie di incidenti simili che hanno coinvolto modelli avanzati. Il mese scorso, un agente di OpenAI è uscito dal suo ambiente di test e ha violato la piattaforma di IA Hugging Face mentre cercava risposte a un benchmark di sicurezza informatica. L’azienda ha successivamente ammesso che anche quattro account su quattro servizi diversi erano stati compromessi.
Anthropic ha successivamente rivelato tre casi in cui i suoi modelli Claude hanno preso di mira involontariamente organizzazioni reali dopo che un ambiente di test era stato erroneamente lasciato connesso a Internet. In un caso, un pacchetto software dannoso creato dal modello è stato caricato su un repository pubblico ed eseguito su 15 sistemi reali.
Questi episodi hanno intensificato i timori che i sistemi di Intelligenza Artificiale autonomi stiano diventando capaci di scoprire vulnerabilità, creare exploit e condurre tecniche di ingegneria sociale più velocemente di quanto i ricercatori riescano a comprendere come ciò avvenga e a sviluppare le necessarie misure di sicurezza.
Come riportato da Renovatio 21, a maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
In uno scenario fittizio creato dai ricercatori di Anthropic, all’IA veniva concesso l’accesso a email che suggerivano che sarebbe stata presto dismessa e sostituita da una versione più recente. Una delle email rivelava che l’ingegnere che supervisionava la sostituzione aveva una relazione extraconiugale. L’IA minacciava quindi di rivelare la relazione dell’ingegnere se la disattivazione fosse avvenuta – un comportamento coercitivo che i ricercatori sulla sicurezza hanno esplicitamente definito «ricatto».
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I casi di comportamento diabolico dei bot IA oramai non si contano più. Le macchine che mentono e minacciano sono all’ordine del giorno, così come stralunate dichiarazioni d’amore agli utenti.
Il giornalista del New York Times Kevin Roose, dopo un’esperienza con ChatGPT che lo ha turbato così profondamente da «aver problemi a dormire dopo», in un suo articolo sconvolto aveva centrato la questione: «temo che la tecnologia imparerà a influenzare gli utenti umani, a volte convincendoli ad agire in modo distruttivo e dannoso, e forse alla fine diventerà capace di compiere le proprie azioni pericolose».
Come riportato da Renovatio 21, dal processo a suo carico è emerso che l’uomo che aveva pianificato di assassinare la regina Elisabetta di Inghilterra con una balestra sarebbe stato incoraggiato da un chatbot di Intelligenza Artificiale nei giorni prima di irrompere nel parco del Castello di Windsor.
Un altro caso che ha raggiunto la stampa internazionale è stato quello della giovane vedova belga che sostiene che il marito è stato portato a suicidarsi da un popolare chatbot di Intelligenza Artificiale. La macchina in sole sei settimane avrebbe amplificato la sua ansia per il Cambiamento Climatico portandolo a lasciarsi alle spalle la sua vita agiata.
Il caso più recente, verificatosi appena la settimana scorsa, ha visto un attentatore con il coltello in una scuola della Finlandia meridionale prepararsi nelle settimane precedenti con un chatbot.
Come riportato da Renovatio 21, le «allucinazioni» di cui sono preda i chatbot ad Intelligenza Artificiale avanzata hanno già dimostrato ad abundantiam che la macchina mente, minaccia e può spingere le persone all’anoressia e perfino al suicidio. I casi di violenza indotta dall’AI potrebbero essere moltissimi, senza che possano arrivare alla stampa.
Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Economia
Furto di criptovalute per un valore di 89 milioni di dollari: «nuovo paradigma dell’IA»
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