Militaria
Mosca accusa Parigi della morte dei foreign fighter francesi in Ucraina
Il ministero degli Esteri russo ha convocato l’ambasciatore francese Pierre Levy all’indomani del mortale attacco missilistico sulla città ucraina di Kharkov, sollevando preoccupazione per il «crescente coinvolgimento» di Parigi nel conflitto ucraino. Lo riporta RT.
Secondo l’esercito russo, l’attacco condotto all’inizio di questa settimana ha ucciso più di 60 foreign fighter stranieri, prevalentemente di nazionalità francese. L’esercito russo li ha descritti come «mercenari», anche se il ministero degli Esteri francese ha contestato questa descrizione, insistendo sul fatto che Parigi «non ha» mercenari «né in Ucraina né altrove».
I funzionari hanno detto all’inviato che Parigi stessa è responsabile delle massicce vittime tra i cittadini francesi, ha detto venerdì in una dichiarazione la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova. La Francia ha da tempo chiuso un occhio sul lavoro attivo delle agenzie di reclutamento nel paese, assumendo mercenari per combattere a fianco dell’Ucraina nel conflitto, ha aggiunto la portavoce.
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«La “guerra per procura” condotta dall’Occidente, inclusa la Francia, e la costante crescita delle forniture di armi e attrezzature militari al regime di Zelens’kyj contraddicono le dichiarazioni sull’importanza di stabilire la pace, intensificano le ostilità, portano a numerose vittime civili e trasformano tutto ciò in una guerra complice dei crimini di guerra del governo di Kiev», ha dichiarato ancora la Zakharova.
Le perdite di massa tra i mercenari sono state inflitte martedì sera quando l’esercito russo ha preso di mira un «punto di raccolta temporaneo di combattenti stranieri». L’attacco ha ucciso oltre 60 combattenti stranieri e ne ferì più di 20 altri, la maggior parte dei quali si dice fossero «mercenari francesi», scrive Russia Today.
Il resoconto degli eventi fornito dall’esercito russo è stato contestato dalla parte ucraina, che ha rilasciato molteplici dichiarazioni contrastanti sull’incidente. La polizia regionale ha affermato che il sito distrutto era un edificio residenziale, mentre le autorità locali hanno insistito che in realtà si trattava di un ospedale abbandonato.
Il presidente della Duma di Stato russa Vjacheslav Volodin ha reagito alla notizia dichiarando che l’opinione pubblica e i legislatori francesi dovrebbero essere consapevoli che i loro connazionali combattono e muoiono come mercenari in Ucraina.
In un post sui social media, Volodin ha affermato che la camera bassa del Parlamento russo prenderà presto in considerazione una richiesta formale ai parlamentari francesi sull’incidente.
«C’è stato un tempo in cui i nostri nonni e bisnonni combattevano insieme contro il fascismo. Ora si scopre che i mercenari francesi stanno morendo per il regime nazista in Ucraina», ha sottolineato il deputato della Federazione Russa.
Come riportato da Renovatio 21, anche gli apparati di sicurezza di Parigi sono a conoscenza del fatto che vari cittadini francesi si sono uniti alle truppe ucraine nel nome della comune appartenenza all’estrema destra.
L’estate scorsa, il quotidiano Le Monde aveva riferito che l’intelligence nazionale francese ha stimato in 320 il numero dei suoi connazionali che combattono in Ucraina. Il totale delle potenziali reclute è stato stimato a 800, di cui 120 identificati come di estrema destra e 40 ritenuti di estrema sinistra in termini di ideologia. Nella stragrande maggioranza, volevano combattere per Kiev piuttosto che per Mosca, continua RT.
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Il rapporto faceva seguito all’arresto, avvenuto in aprile, di due uomini tornati a Parigi dall’Ucraina, che trasportavano illegalmente caricatori per fucili d’assalto e mirini ottici. La stampa locale li ha descritti come individui di estrema destra precedentemente noti alla Direzione generale della Sicurezza interna francese (DGSI). Entrambi sono stati condannati a 15 mesi di carcere, nove dei quali sospesi.
Le medesime preoccupazioni riguardo a cittadini tornati radicalizzati dal fronte ucraino sono condivise dal Department of Homeland Security (DHS) americano, che teme un ritorno in patria di cittadini statunitensi radicalizzati per divenire, secondo l’etichetta dell’ente di sicurezza, RMVE-WS, che sta per racially-motivated violent extremists – white supremacy («estremisti violenti di matrice razziale: supremazia bianca»).
Come riportato da Renovatio 21, a inizio conflitto la Russia aveva colpito l’ex base sovietica di Yavarov, a pochi chilometri dal confine polacco, dove si erano riuniti moltissimi foreign fighter accorsi in Ucraina per combattere contro i russi.
Sei mesi fa i russi avevano dichiarato che solo 2.200 foreign fighter sarebbero rimasti a combattere in Ucraina. Secondo la CNN ufficiali di Kiev lamentano che molti combattenti stranieri stanno infatti lasciando il Paese.
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Immagine screenshot da YouTube
Militaria
L’Iran reagisce agli attacchi statunitensi contro le petroliere
Additional footage of a PATRIOT battery conducting a massive ballistic missile engagement over Jordan tonight.
Well over a dozen interceptors can be seen engaging incoming Iranian ballistic missiles. pic.twitter.com/u69lJKtFJ7 — OSINTtechnical (@Osinttechnical) September 8, 2026
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In pratica, le basi americane in Medio Oriente servirebbero da esca per attacchi – che costano le vite di soldati americani trattati come vera carne da cannone, o peggio – che giustifichino l’intervento e la spesa militare. La moglie di Joe Kent, Shannon, crittografa e linguista per la Marina USA e la CIA, è morta proprio in un attacco suicida ISIS in una base in Siria di Manbij nel 2019. Aveva con Kent due figli. Come riportato da Renovatio 21, il Kent quest’anno ha dichiarato che gli USA hanno «lavorato direttamente» con i terroristi in Siria per conto di Israele.The purpose of any system is what it does, not what it claims to do.
Currently our bases & troops in the region primary function is to provide Iran targets to shoot at. Pulling our troops out removes leverage from Iran, if they stay, Iran retains the leverage. https://t.co/rhzUhVXVa5 — Joe Kent (@joekent16jan19) September 8, 2026
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Economia
Stabilimento automobilistico della Volkswagen verrà convertito per la produzione di armi israeliane
Il colosso automobilistico tedesco Volkswagen ha raggiunto un’intesa per la cessione di uno dei suoi impianti e per la sua riconversione in un polo di produzione militare, con il produttore israeliano di armi Rafael Advanced Defense Systems destinato a diventare il primo importante partner industriale.
Una valutazione dell’accordo era sta stata annunciato mesi fa. Lunedì Volkswagen ha comunicato di aver definito con lo Stato della Bassa Sassonia e la società di investimento israeliana Aurelius Capital i termini principali per la vendita dello stabilimento di Osnabrück. In base all’accordo, Aurelius diventerebbe l’azionista di maggioranza, mentre la Bassa Sassonia acquisirebbe una partecipazione nello stabilimento.
L’impianto sarebbe quindi stato convertito progressivamente dalla produzione di automobili in quello che Volkswagen ha definito un «centro di competenza per soluzioni di sicurezza e difesa». Il primo grande progetto avrebbe previsto la collaborazione con Rafael per la produzione di sistemi e componenti di difesa aerea destinati alla Germania e ad altri clienti europei.
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Rafael è l’azienda statale israeliana del settore della difesa che ha sviluppato il sistema missilistico Iron Dome. Lo stabilimento di Osnabrück dovrebbe realizzare componenti, tra cui veicoli militari, lanciatori e generatori impiegati dal sistema, sebbene i missili intercettori Tamir non vengano prodotti in loco, secondo quanto riportato dai media israeliani.
Per significativa coincidenza storica, anche il sito di Osnabrück vanta una storia di produzione militare che risale alla Germania nazista. In origine la fabbrica apparteneva alla carrozzeria Karmann, che realizzava componenti per aerei destinati allo sforzo bellico tedesco e che impiegò manodopera forzata durante la Seconda guerra mondiale.
Volkswagen ha rilevato le attività di Karmann a Osnabrück dopo il fallimento dell’azienda nel 2009 e nel 2024 ha deciso di cessare la produzione di veicoli entro l’estate del 2027. Il nuovo accordo dovrebbe garantire l’occupazione a oltre 1.200 lavoratori, mentre l’amministratore delegato del Gruppo Volkswagen, Oliver Blume, ha affermato che l’intesa aprirà un «nuovo futuro industriale» per il sito.
Nel frattempo il ministro-presidente della Bassa Sassonia, Olaf Lies, ha collegato il cambiamento al più ampio rafforzamento militare della Germania, sostenendo che si è verificato un «cambiamento fondamentale nella nostra situazione di sicurezza e nel nostro bisogno di protezione».
L’accordo avrebbe incontrato la resistenza del fondo sovrano del Qatar, uno dei maggiori azionisti di Volkswagen. La struttura finale prevede che Rafael non detenga la proprietà dello stabilimento, che verrà invece acquisito da Aurelius e dalla Bassa Sassonia.
La riconversione avviene dentro alla «situazione critica» (parole dell’assoindustria tedesca) dell’economia germanica, e nello specifico mentre la stessa Volkswagen sta affrontando una delle più vaste ristrutturazioni della sua storia.
Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi giorno l’azienda ha confermato i piani per eliminare fino a 100.000 posti di lavoro in tutto il mondo entro il 2030, a causa della debole domanda europea, degli elevati costi energetici legati alla perdita delle forniture russe a basso costo, dei dazi statunitensi e della crescente concorrenza dei produttori cinesi come BYD, Great Wall, Xpeng, Leapmotor, etc.
Anche altre case automobilistiche europee, tra cui Mercedes-Benz, hanno mostrato un interesse crescente per il settore della difesa. Questa conversione si inserisce in un più ampio rafforzamento militare in tutta l’UE, il piano ReArm lanciato dall’ex ministro della Difesa germanico, ora presidente della Commissione UE, Ursula Von der Leyen.
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Come riportato da Renovatio 21, in settimana è emerso che un progetto della Commissione Europea per un’«Unione del risparmio e degli investimenti», discusso nel 2025 e sostenuto personalmente dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ma non attuato all’epoca, sembra ora essere stato ripreso per rendere disponibili fondi aggiuntivi destinati a progetti di riarmo.
L’idea pare essere quella di attingere ai risparmi dei cittadini europei per un totale di circa 10.000 miliardi di euro – 3.400 miliardi dei quali nella sola Germania – inizialmente su base volontaria, per poi passare all’adesione obbligatoria.
Nell’ambito del riarmo totale europeo, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha avviato iniziative dedicate alla difesa nello spazio, qualificando l’iniziativa come «storica». Una delibera adottata dai suoi 23 Paesi membri riconosce che l’ente possiede le competenze necessarie per elaborare tecnologie spaziali «a fini di sicurezza e difesa». Di qui l’intenzione di creare un vero scudo spaziale contro la Russia.
Papa Leone XIV ha condannato l’aumento delle spese militari europee, avvertendo a maggio che il riarmo tradisce la diplomazia e alimenta le tensioni in un mondo già «devastato dalle guerre».
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha definito la nuova UE armata come «delirante» e «guerrafondaia», nonché prodromica al Nuovo Ordine Mondiale.
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Immagine di Kārlis Dambrāns via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Militaria
Gli americani colpiscono tre petroliere iraniane
Thanks to the precision and professionalism of American service members, the M/T Kylo sank in the Gulf of Oman today and joined Iran’s navy at the bottom of the sea. pic.twitter.com/OwSDMl8SSQ
— U.S. Central Command (@CENTCOM) September 6, 2026
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Iran targets 3 oil tankers on an unauthorized route in the Strait of Hormuz and 3 US-affiliated vessels in response to the US attack on Iranian oil tankers.
Follow Press TV on Telegram: https://t.co/GHI09iA8ru pic.twitter.com/t3hjJ0pFEj — Press TV 🔻 (@PressTV) September 5, 2026
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🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information. But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag — Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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