Politica
Messaggio cristiano di Trump nel giorno di Natale
L’ex presidente americano Donald Trump ha pubblicato una dichiarazione in celebrazione la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo in cui, con la moglie, fa gli auguri ai membri delle forze statunitensi, militari e poliziotti inclusi.
«Melania e io vogliamo augurarvi un felice, gioioso, splendido periodo natalizio. In questo periodo sacro dell’anno, i cristiani ovunque ringraziano che 2000 anni fa Dio ha inviato nel mondo il suo unico figlio per essere il salvatore di tutta l’umanità».
«La nascita di Gesù Cristo è il vero miracolo che celebriamo. Egli è la vera sorgente della nostra gioia, della nostra speranza, del nostro senso di pace, della nostra buona volontà mentre ci riuniamo con i nostri cari».
«Ecco perché non potremo mai smettere di dire quella bella frase: “Buon Natale!”» ha continuato il presidente, una stoccata contro l’attuale abitante della Casa Bianca, che si è rifiutato di usare l’espressione preferendo la politicamente corretta «Happy Holidays», cioè «Buone vacanze», frase con cui le istituzioni stanno cercando di rimuovere il cristianesimo da questo periodo dell’anno.
«In questa festività rendiamo grazie per le numerose benedizioni che Dio ci ha concesso. Preghiamo per la sicurezza dei nostri uomini e donne in uniforme in patria e all’estero e chiediamo a Dio di guidarci, darci forza e vegliare su di noi in questo anno cruciale che ci aspetta. Con il Suo aiuto, entro il prossimo anno, saremo sulla buona strada per rendere l’America più sicura, più forte, più grande e più prospera che mai».
«Possa il 2024 essere il miglior anno della nostra vita».
In rete, nel frattempo, sono abbondate le riesumazioni di vecchi video di augurio di Donald e Melania quando erano inquilini della Casa Bianca.
President Trump and First Lady Melania’s 2019 Christmas message ???? pic.twitter.com/zcck2fpglT
— FLOTUS Report (@MELANIAJTRUMP) December 24, 2023
È facile notare l’abisso con i bizzarri video natalizi con attori transessuali prodotti da Jill Biden, la moglie del senile presidente, definiti da alcuni come degni del mondo distopico di Hunger Games.
La differenza tra le FLOTUS (First Lady of the United States) non potrebbe essere più abissale.
Rejoice!!! Let’s enjoy the beauty of the season.
Stunningly beautiful.
— ???????? Pismo ???????? (@Pismo_B) December 14, 2023
President Donald J. Trump and First Lady Melania Trump, Christmas 2018. pic.twitter.com/4QWEMovwV1
— Anthony Hughes (@CallMeAntwan) December 23, 2023
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Politica
Il principe Ranucci e i grembiuletti rossi: favola dell’estate
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Politica
«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
Lo scrittore Camillo Langone ha ricordato sul Foglio la grande campagna politico-pubblicitaria del 1999 per portare al Quirinale Emma Bonino.
«Scrivere quello che penso di una persona appena morta non è possibile. Magari fra un mese, in sede di trigesimo, e però fra un mese prego di avere qualcosa di più divertente da scrivere» scrive Langone. «Mi piacerebbe nondimeno elencare tutti coloro che nel 1999 firmarono affinché la persona appena morta diventasse presidente della Repubblica e intitolare questo elenco “Il tradimento dei chierici”, volendo stare alto, oppure “Il culturame contro la vita”, abbassando un po’ il livello».
«Passati 27 anni, molti dei firmatari sono defunti e a loro non posso più rinfacciare nulla, a cominciare da Indro Montanelli (comunque a novant’anni sarai pur libero di andare all’aceto)» continua lo scrittore parmigiano.
«Però sono vivi sostenitori come Achille Bonito Oliva e Alessandro Cecchi Paone, Margherita Buy (Jasmine Trinca non era ancora su piazza) e Cristina Comencini (Carlo Calenda era ancora alla Ferrari), tutti abbastanza prevedibili, così come i quasi (quasi) imprevedibili Franco Cardini, Ernesto Galli della Loggia, Eugenia Roccella».
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«In quell’antico, degradante appello la firma che mi dispiace di più è quella di Pupi Avati: tu quoque, Pupi? Brutta cosa il gregarismo. Fra un mese la cosa più bella sarebbe scrivere l’elenco di coloro che, pur interpellati, non firmarono» conclude l’autore del Manifesto della destra divina.
Orbene, prima di arrivare a quanti, eroicamente, non misero la firma per la superabortista al tribunale (10 mila bambini eliminati con le sue proprie mani, vantava), ci siamo chiesti se vi era ancora da qualche parte la lista completa dei firmatari: online, cercandola pure a fondo, non l’abbiamo trovata.
Abbiamo potuto mettere insieme un po’ di nomi ricavandoli dagli infiniti «coccodrilli» di questi giorni e da altri articoli comparsi negli anni. La lista non è lunghissima, ma comunque interessante. Caveat: non siamo sicuri di tutti questi nomi, perché in rete non c’è traccia della lista completa.
- Indro Montanelli — decano del giornalismo italiano, cantore a suo tempo del colonialismo italiano
- Angelo Panebianco — politologo, editorialista del Corriere della Sera (il giornale del conservatorismo italiano, tipo)
- Rita Levi-Montalcini — scienziata, Premio Nobel, senatrice a vita, attivista abortista
- Antonio Baldassarre — costituzionalista, ex presidente della Corte Costituzionale
- Maurizio Costanzo — presentatore e giornalista, già nelle liste della P2
- Lucio Dalla — indimenticato cantautore felsineo, associato talvolta all’omosessualità (mai dichiarata) o all’Opus Dei (smentito)
- Margherita Hack — astrofisica televisiva, ateissima, figlia di pionieri italiani della Teosofia
- Umberto Veronesi — oncologo «laico», già ministro, teorizzatore di un futuro bisessuale con il laboratorio come unica forma di riproduzione di individui sani
- Danielle Mitterrand — vedova del noto presidente francese (cioè la vedova-vedova, non una delle amanti)
- Franca Rame — attrice e moglie di Dario Fo, poi eletta al Senato nel 2006 con il partito biodegradabile Italia dei Valori (IdV) guidato da Antonio Di Pietro.
- Edoardo Bennato — popolare cantante partenopeo
- Franco Battiato — esoterico cantante etneo
- Raffaele La Capria — scrittore e sceneggiatore dei film di Francesco Rosi
- Oliviero Toscani — fotografo e pubblicitario dei Benetton, figlio del fotografo che fece gli scatti dei cadaveri appesi di Mussolini e della Petacci in piazzale Loreto
- Caterina Caselli — cantante e soprattutto discografica milanese
- Bernardo Bertolucci — regista premio Oscar, con alcuni film che ci chiediamo come possano essere passati sugli schermi per i contenuti allucinanti (e non parliamo di Ultimo Tango a Parigi, ma, ad esempio, de La luna)
- Catherine Spaak — attrice, cantante, conduttrice televisiva e ballerina belga naturalizzata italiana
- Claudia Koll — attrice di una pellicola di Tinto Brass, poi convertitasi al medjugorismo.
- Iva Zanicchi — cantante detta «l’Aquila di Ligonchio», storica conduttrice della trasmissione di Rete 4 «Ok il prezzo è giusto»
- Mario Monicelli — regista, poi finito suicida
- Claudia Cardinale — attrice italo-tunisina, moglie di un regista senatore di Alleanza Nazionale
- Vittorio Gassman — attore, che dichiarava la depressione e la sua cura psichiatrica apertis verbis.
- Marco Tardelli — ex calciatore trionfatore del Mundial del 1980
- Giorgio Celli — etologo televisivo bolognese
- Salvatore Veca — filosofo della politica punto di riferimento filosofico della sinistra non marxista
- Ernesto Illy — fedele valdese e imprenditore del caffè
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Ci colpiscono qui i nomi non dei para-intellettuali salariati dal sistema, non delle dive di passaggio, non degli artisti perversi, non dei ricconi parastatali, ma di figure ascritte alla destra italiana.
Segno che, anche quella, era già tre decadi fa catturata totalmente dalla Necrocultura: anche i «conservatori» volevano presidente degli italiani una tizia che rivendicava di averne abortiti più di 10 mila. Un’esercito di futuri cittadini spariti nel sangue a colpi di pompa della bicicletta. Loro, e i loro figli – italiani.
Abbiamo scritto che è giusto che la Bonino abbia funerali di Stato – perché lo Stato moderno è fondato sulla Morte.
Forse era giusto pure che la Bonino divenisse presidente della Repubblica. Le cose più si slatentizzano, meglio è.
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Immagine di CoroRP via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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