Geopolitica
Medvedev: «nessuna pietà» per gli assassini neonazisti ucraini dei prigionieri di guerra
In una delle sue consuete uscite da falco, l’ex presidente russo Dmitrij Medvedev ha dichiarato che nessuna pietà deve essere mostrata verso i neonazisti ucraini che hanno assassinato un soldato russo disarmato, ha affermato. L’unica risposta che dovrebbe seguire è l’esecuzione generalizzata, ha aggiunto drammaticamente, riporta il sito governativo russo RT.
Medvedev, che attualmente è vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, stava commentando un video che mostrava la brutale esecuzione di un militare russo, pubblicato dalla Brigata Azov sul suo canale Telegram lunedì.
Il video della telecamera sul casco mostra un soldato disarmato che chiede a un presunto militante dell’Azov di non sparargli, prima di essere colpito più volte in faccia a bruciapelo.
Il comandante dell’unità delle Forze speciali russe Akhmat, Apty Alaudinov, ha affermato che l’incidente ha violato le Convenzioni di Ginevra. In base alle disposizioni dei trattati del 1949, «i membri delle forze armate che hanno deposto le armi e coloro che sono stati messi fuori combattimento da malattia, ferite o detenzione» dovrebbero essere trattati con umanità.
Medvedev ha detto, tuttavia, che il riferimento alle Convenzioni di Ginevra è inutile, poiché non dovrebbe esserci «nessuna pietà» per i responsabili di crimini di guerra. Il politico ha citato il verso «Uccidetelo» del poeta di guerra sovietico Konstantin Simonov, risalente alla seconda guerra mondiale, e ha chiesto l’esecuzione accelerata di coloro che hanno assassinato il militare catturato.
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«Non c’è posto per il bene qui. Basta uccidere! Come Simonov, a cui ho fatto riferimento molte volte!» ha scritto sul suo canale Telegram martedì. «Solo esecuzioni totali. Nessuna scelta. Non ci sono parole sulla pietà. Nessuna umanità. Nessun perdono. Non hanno diritto alla vita», ha insistito Medvedev.
Facendo eco alle sue osservazioni, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato martedì che i neonazisti ucraini dovrebbero essere «distrutti». «I fascisti sono fascisti», ha detto ai giornalisti. «Dobbiamo trattarli in questo modo e devono essere distrutti», ha aggiunto Peskov.
Come riportato da Renovatio 21, all’inizio di questo mese, il New York Times ha rivelato, citando un medico tedesco sul campo, molteplici atrocità presumibilmente commesse da membri da un gruppo mercenario internazionale che combatte per conto dell’Ucraina.
In un episodio riportato dal NYT, i membri del gruppo hanno assassinato un militare russo gravemente ferito che, a quanto si sostiene, si stava arrendendo e implorando aiuto.
Il Comitato investigativo russo ha dichiarato che indagherà sui presunti crimini di guerra commessi dalle unità mercenarie che combattono per l’Ucraina.
Mosca chiederà inoltre alle organizzazioni internazionali di verificare i dati sulle presunte esecuzioni di prigionieri di guerra russi, che, se confermati, verrebbero considerati «una violazione delle norme e dei principi fondamentali del diritto umanitario, pari a crimini di guerra», secondo l’ambasciatore speciale per i crimini dell’Ucraina, Rodion Miroshnik, scrive sempre RT.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
L’Arabia Saudita minaccia un’azione militare contro l’Iran
Saudi Arabia’s FM Prince Faisal bin Farhan Al-Saud said Iran’s missile attack on Riyadh while regional diplomats gathered there was ‘the clearest signal of how Iran feels about diplomacy,’ adding that Saudi has ‘reserved the right to take military action. pic.twitter.com/EIjdAwHslS
— Al Jazeera Breaking News (@AJENews) March 19, 2026
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Geopolitica
Macron contro gli attacchi israeliani in Libano: «inaccetabili»
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che l’operazione militare israeliana attualmente in corso in Libano viola il diritto internazionale.
Parlando giovedì durante una conferenza stampa del Consiglio europeo a Bruxelles, Macron ha inoltre condannato gli attacchi sferrati contro Israele dal movimento militante libanese Hezbollah, che ha promesso di vendicare l’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei da parte di Stati Uniti e Israele.
Macron ha escluso che una terza parte possa risolvere il conflitto con il gruppo legato all’Iran ricorrendo alla forza, ribadendo che solo le autorità libanesi possiedono la legittimità per affrontare la questione.
«Non riteniamo che la lotta contro Hezbollah e la rimozione delle sue armi possano essere condotte da una terza potenza», ha affermato Macron rivolgendosi ai giornalisti. «Crediamo che l’operazione militare di terra e i bombardamenti israeliani siano inappropriati e persino inaccettabili in termini di diritto internazionale e per gli interessi di sicurezza a lungo termine sia del Libano che di Israele».
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Macron ha inoltre evidenziato che Israele porta avanti operazioni analoghe in Libano da anni senza mai conseguire i «risultati sperati».
Le parole del presidente francese arrivano nel momento in cui Israele ha intensificato la sua campagna militare contro Hezbollah, a seguito degli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, avviati alla fine del mese scorso. Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato all’inizio di questa settimana «operazioni di terra limitate e mirate contro le principali roccaforti di Hezbollah», aggravando le ostilità lungo il confine che hanno già provocato centinaia di vittime.
Secondo le autorità libanesi, i raid israeliani hanno causato, nelle ultime due settimane, la morte di oltre 880 persone, il ferimento di più di 2.000 e lo sfollamento di oltre un milione di individui. Gli attacchi hanno colpito quartieri residenziali, una postazione di pace delle Nazioni Unite e un centro culturale russo nella città meridionale di Nabatieh.
La Francia ha segnato profondamente la storia moderna del Libano. Dopo la Prima Guerra Mondiale e la caduta dell’Impero ottomano, nel 1920 il generale Henri Gouraud proclamò lo Stato del Grande Libano, ampliando il Monte Libano storico con aree costiere, la Bekaa e altre regioni per creare un’entità a maggioranza cristiana (soprattutto maronita), sotto mandato della Società delle Nazioni (1923-1946).
Parigi favorì la costruzione di infrastrutture, come le scuole, e Beirut divenne la «Parigi del Levante», matuttavia generò tensioni con musulmani che preferivano l’unità con la Siria. Nel 1926 nacque la Repubblica libanese con un sistema confessionale.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1941 le truppe Alleate occuparono il territorio; nel 1943, dopo proteste e l’arresto di leader nazionalisti, la Francia riconobbe l’indipendenza (22 novembre), completata dal ritiro delle truppe nel 1946.
L’eredità francese in Libano resta viva: lingua, istruzione, architettura e stretti legami culturali-politici con Parigi persistono ancora oggi.
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Immagine di © European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni
Geopolitica
Reporter bombardato da Israele in Libano
Israel just attempted to assassinate the great Steve Sweeney while he was reporting from Southern Lebanon
Relieved to hear Steve is recovering The terrorist regime that has murdered hundreds of journalists over 2-3 years will never recover from this pic.twitter.com/l017GoIIOG — Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) March 19, 2026
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Today I$rael tried to kill me in a targeted airstrike in southern Lebanon as I was reporting on was the targeting of bridges and the forced displacement of 1 million people, an ethnic cleansing operation on a larger scale than the Nakba
I have absolutely no doubt that this was… pic.twitter.com/5igboFLvH8 — Steve Sweeney (@SweeneySteve) March 19, 2026
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