Geopolitica
L’Intelligence sudcoreana dice che l’erede di Kim Jong-un sarà la figlia preadolescente
Secondo l’agenzia di spionaggio della Corea del Sud, la figlia preadolescente del leader nordcoreano Kim Jong-un sta prendendo lezioni di leadership per prendere in mano le redini del Paese. Lo riporta Bloomberg.
Secondo quanto riferito, il Servizio di Intelligence Nazionale (NIS) di Seul ha dichiarato lunedì ai legislatori, in una sessione a porte chiuse, che Ju-ae è una delle candidate a diventare il prossimo membro della famiglia Kim, che governa il paese sin dalla sua fondazione alla fine degli anni Quaranta.
«La Corea del Nord ha accennato a Kim Ju-ae come candidata per la successione a questo punto, con lezioni in corso per succedere al padre», ha detto ai giornalisti il parlamentare Lee Seong-kweun del Partito del Potere Popolare al potere dopo una sessione parlamentare. «Hanno modificato il livello di propaganda e la frequenza delle sue apparizioni, tenendo conto della reazione del pubblico nei suoi confronti», ha affermato il Lee.
Soprannominata dai media statali «figlia rispettata» e «bambina amata», Kim Ju-ae ha fatto la sua prima apparizione pubblica nel novembre 2022, quando ha assistito al test di un missile balistico intercontinentale Hwasong-17 insieme a suo padre.
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Da allora ha fatto decine di apparizioni, accompagnando il leader nordcoreano ai lanci di missili e ai siti militari, alle funzioni statali e persino agli eventi sportivi.
Secondo il NIS, Ju-ae ha circa 11 anni e si ritiene che sia il secondo dei tre figli di Kim e sua moglie, Ri Sol-ju.
Il rapporto sottolineava la partecipazione di Ju-ae lo scorso anno a un banchetto di stato in onore dei militari e la sua successiva collocazione «in primo piano in una foto con alcuni dei membri più potenti delle forze armate».
«Nessun altro figlio di un leader nordcoreano era mai stato mostrato in questo modo a un’età così precoce», ha scritto Bloomberg, osservando che tradizionalmente i figli del leader dello Stato venivano tenuti lontani dagli occhi del pubblico finché non entravano a far parte dell’apparato statale.
Si dice che anche il fondatore dello Stato nordcoreano Kim Il-sung e suo figlio Kim Jong-il abbiano inserito i loro figli adulti nell’apparato statale per formarli come successori, assegnando loro incarichi ufficiali che hanno accresciuto la loro importanza. Data la sua età relativamente giovane (40 anni), Kim Jong-un potrebbe restare al potere per decenni.
Tuttavia, secondo i legislatori, il NIS stava monitorando attentamente le condizioni di salute del leader nordcoreano.
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Immagine screenshot da YouTube
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Geopolitica
Generale tedesco mette in guardia contro un ritorno al periodo precedente al Trattato di Vestfalia
«Il diritto internazionale calpestato» dalla furia distruttiva degli Stati Uniti.
In un’intervista rilasciata alla televisione svizzera Weltwoche il 23 aprile, il generale tedesco in pensione Harald Kujat – ex ispettore capo della Bundeswehr (2000-2002) e presidente del Comitato militare della NATO (2002-2005) – ha denunciato la posizione statunitense secondo cui gli attacchi contro obiettivi civili sono accettabili, affermando che il diritto internazionale vieta atti militari contro i civili.
Tale violazione del diritto internazionale, dimostrata dai raid aerei statunitensi in Iran, non può essere tollerata. Il divieto di intervento esterno in uno stato sovrano risale al Trattato di Vestfalia del 1648, che pose fine alla Guerra dei Trent’anni.
Il Kujatto mette in guardia contro un ritorno al periodo storico precedente al 1648, che rappresenterebbe una marcia verso una nuova era oscura.
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Il Trattato di Vestfalia, siglato il 24 ottobre 1648 a Münster e Osnabrück, pose fine alla Guerra dei Trent’anni (1618-1648), il conflitto più devastante della storia europea prima delle guerre mondiali. Firmato da Impero Asburgico, Francia, Svezia e numerosi principati tedeschi, rappresentò la conclusione di un’epoca segnata da guerre religiose e dinastiche.
Il suo significato storico è enorme. Vestfalia sancì il principio della sovranità statale: ogni Stato ha diritto esclusivo di governare il proprio territorio senza interferenze esterne. Nacque così il moderno sistema degli Stati-nazione, base del diritto internazionale contemporaneo. Venne riconosciuta l’indipendenza della Svizzera e delle Province Unite (Olanda), mentre la Germania rimase frammentata in tanti di piccoli Stati.
Il trattato segnò anche la fine del sogno di un impero universale cattolico e l’affermazione del principio cuius regio, eius religio (aggiornato con la libertà di culto). La Francia emerse come grande potenza, mentre declinò l’egemonia degli Asburgo.
Vestfalia è considerata la nascita dell’ordine internazionale moderno: dal mondo medievale al mondo degli Stati sovrani, un passaggio fondamentale che ancora oggi influenza diplomazia, confini e relazioni tra nazioni.
Già in passato il generale Kujat ha parlato della fragilità della situazione geopolitica attuale. Alla fine del 2024 il Kujatto aveva parlato di una «catastrofe centrale del XXI secolo» dicendo che mai l’umanità è stata così prossima alla Terza Guerra, arrivando a definire l’escalation dell’Occidente con la Russia come un «punto di non ritorno».
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa fa in un’intervista alla radio Berlino-Brandeburgo (RBB), il generale tedesco aveva definito un’«assoluta assurdità» l’idea che l’Ucraina sarebbe in grado, solo con più munizioni, di respingere le truppe di Mosca, aggiungendo per soprammercato che le forze armate russe sono «più forti che negli anni ’80».
L’anno precedente il generale aveva messo in guardia dalla minaccia di guerra se la Germania dovesse soccombere alle pressioni NATO e consegnare missili da crociera Taurus all’Ucraina.
Come riportato da Renovatio 21, il nome del generale Kujat appariva in un appello da parte di generali germanici che si opponevano alla fornitura di carrarmati Leopard all’Ucraina.
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Immagine: Gerard ter Borch (1617–1681), La ratifica del Trattato di Münster (1648), Rijksmuseum, Amsterdam
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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