Geopolitica
L’Europa occidentale alimenta l’instabilità globale, burocrati UE «totalmente non eletti»
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che l’Europa occidentale si è trasformata nella principale fonte di instabilità nel mondo e sta riesumando il militarismo sfruttando come pretesto il conflitto in Ucraina.
In un’intervista concessa lunedì alla Islamic Republic of Iran Broadcasting Corporation, Lavrov ha sostenuto che le élite di Bruxelles hanno assunto il controllo e stanno «cercando di soggiogare i governi nazionali», obbligandoli a «ignorare gli interessi dei loro popoli».
Secondo il titolare della diplomazia russa, i burocrati dell’UE detengono il potere tramite «compromessi tra governi nazionali legittimamente eletti», pur essendo «totalmente non eletti». Questo meccanismo erode la democrazia e impone ai Paesi di sottomettersi a quella che Lavrov ha definito l’autorità della «Bruxelles collettiva».
Lavrov ha affermato che l’Europa occidentale è stata una costante origine di crisi globali, ricordando che «nel corso della storia, l’Europa è stata ripetutamente fonte di ogni male e prole delle crisi più profonde». Ha citato esempi come la schiavitù, le Crociate (sic), il colonialismo e le due guerre mondiali, scatenate, a suo dire, «a causa delle ambizioni illusorie nutrite dai leader europei».
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Per Lavrov, l’Europa occidentale sta di nuovo cercando di «dettare a tutti i suoi termini e desideri» sulla scena internazionale, utilizzando in particolare il conflitto ucraino «per affermarsi» e «per tramare contro gli Stati Uniti e tutti coloro che cercano una giusta soluzione».
Sostenendo Kiev, l’Europa occidentale sta conducendo una guerra per procura contro la Russia, ha aggiunto il ministro, precisando che tale sforzo si fonda su «denaro europeo, istruttori e tutti i dati di intelligence e ricognizione occidentali».
Funzionari russi hanno più volte accusato i sostenitori occidentali di Kiev di intralciare gli sforzi di pace. Il consigliere presidenziale Yury Ushakov ha dichiarato che i leader UE stanno complicando i negoziati Russia-USA proponendo richieste inaccettabili, mentre il negoziatore russo Kirill Dmitriev ha avvertito che alcuni interventi equivalgono a un «sabotaggio della pace».
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Immagine di Вячеслав Прокофьев / Пресс-служба Президента РФ / ТАСС via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
Netanyahu: la Cisgiordania è «la nostra terra»
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Geopolitica
Netanyahu: «l’Iran ha tentato di uccidere uno dei miei figli»
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’Iran avrebbe tentato di uccidere uno dei suoi figli, un’accusa di grande impatto formulata senza indicare quale dei due fosse il bersaglio, quando sarebbe stato organizzato il presunto piano né quanto fosse vicino alla realizzazione.
La notizia è emersa quasi per caso lunedì, durante un’intervista telefonica al Canale 14 israeliano sulle misure di sicurezza riservate al rivale politico Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore che lo sfida in vista delle elezioni del 27 ottobre.
«Questo è un caso incredibile. L’Iran ha preso di mira uno dei miei figli. L’Iran ha cercato di ucciderlo, ha cercato di uccidere uno dei miei figli», ha detto Netanyahu, sostenendo che la scorta h24 per Eisenkot «non è un lusso» e avvertendo che, in sua assenza, gli iraniani «avranno successo».
Netanyahu ha due figli, Yair e Avner. Non ha precisato a quale dei due si riferisse, né ha indicato dove o con quali modalità l’Iran intendesse colpirlo.
Yair è noto per una serie di polemiche. Il documentario sulla presunta corruzione del premier israeliano The Bibi Files (2024) lo descrive come un estremista che porta il padre verso posizioni ultrasioniste. Durante le manifestazioni massive antigovernative nelle piazze israeliane prima del 7 ottobre 2023, lo Yair ha affermato che il Dipartimento di Stato americano era «dietro le proteste in Israele, con l’obiettivo di rovesciare Netanyahu, apparentemente per concludere un accordo con gli iraniani».
Come noto, il ragazzo qualche anno fa pubblicò un meme, incredibilmente definito come «antisemita» pure dalla stampa italiana, che ritraeva George Soros come puparo del mondo. Nelle ultime settimane è emerso che anni fa aveva di fatto ipotizzato su Twitter come ritorsione contro la Spagna un’invasione marocchina del suo territorio, cosa poi puntualmente realizzatasi a Ceuta.
Di recente, alcuni critici avevano attaccato il ragazzo perché sembrava soggiornare a Miami mentre lo Stato Ebraico mandava al fronte tanti giovani.
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Fonti della stampa israeliana hanno riferito in modo autonomo che a luglio è stata rafforzata la protezione statale per la moglie Sara e per entrambi i figli. Il Canale 12 ha scritto che il presunto complotto iraniano era noto da mesi all’apparato di sicurezza israeliano, ma era coperto da un ordine di silenzio militare.
L’affermazione arriva mentre Netanyahu affronta una campagna elettorale difficile. Sondaggi successivi hanno mostrato che il suo blocco di governo non raggiunge i 61 seggi necessari per la maggioranza, mentre altri rilevamenti indicano Eisenkot in lotta serrata con Netanyahu e il Likud, o addirittura in vantaggio. A luglio Reuters aveva riportato che i sondaggi prefiguravano una sconfitta della coalizione di Netanyahu, anche se l’opposizione frammentata non aveva una via chiara per formare un esecutivo.
Anche il presidente statunitense Donald Trump ha sostenuto che Teheran avrebbe tentato di ucciderlo, prima ancora che la prima ondata di attacchi congiunti USA-Israele del 28 febbraio uccidesse la Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei.
«L’ho preso prima che lui prendesse me», ha detto Trump in un’intervista ad ABC News poco dopo l’attacco, nel quale sono morte anche la figlia di Khamenei, Boshra, la nipotina di 14 mesi Zahra, un genero e una nuora.
Durante il vertice NATO in Turchia a luglio, Trump fu fatto scendere in segreto dall’Air Force One e trasferito su un altro aereo militare a bordo di un camion per il catering, dopo che Israele aveva trasmesso informazioni di intelligence su un’altra presunta minaccia di assassinio da parte dell’Iran. L’operazione straordinaria fu tenuta nascosta persino ad alcuni membri del seguito.
Come riportato da Renovatio 21, l’Intelligence USA avrebbe valutato le informazioni israeliane con «scarsa affidabilità», mentre Teheran ha smentito le accuse più generali di aver tentato di assassinare Trump a margine del vertice NATO di Ankara, dove il presidente ha cambiato aereo venendo trasportato in un carrello per il cibo. Sono seguite accuse per aver usato i giornalisti, rimasti nell’aereo considerato come obiettivo dell’attentato, come esche.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Economia
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