Spirito
Le ricerche su Google su «come diventare cattolici» aumentano del 373% dopo la morte di Bergoglio
Le ricerche su Google relative a «come diventare cattolico» sono aumentate del 373% nei giorni precedenti la morte di papa Francesco. Lo riporta LifeSite.
Dal 20 al 26 aprile, nei giorni precedenti e successivi alla morte di Bergoglio, le ricerche su Google relative a «come diventare cattolico» hanno registrato un’impennata del 373%, secondo i dati raccolti da Google Trends.
L’ondata è iniziata la domenica di Pasqua, quando Papa Francesco ha fatto la sua ultima apparizione pubblica all’età di 88 anni. La tendenza ha raggiunto l’apice il 21 aprile, giorno della morte di Francesco.
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«Era come se il mondo si fosse fermato, avesse osservato e poi avesse risposto, non con apatia o distrazione, ma con il desiderio di capire cosa muovesse quest’uomo», ha spiegato Petrusic.
Dopo la morte di Francesco, il mondo intero ha seguito con il fiato sospeso i cardinali provenienti da tutto il mondo riuniti a Roma per eleggere il nuovo pontefice.
L’8 maggio, una fumata bianca si levò dal Vaticano, annunciando al mondo l’elezione di un nuovo papa. Poco dopo, il cardinale americano Robert Prevost fu annunciato come nuovo pontefice, assumendo il nome di Papa Leone XIV.
L’aumento delle ricerche su Google riguardanti la conversione al cattolicesimo avviene in un momento in cui le conversioni alla Chiesa cattolica hanno raggiunto il massimo storico.
Questa Pasqua, le diocesi del Regno Unito hanno registrato un’impennata nei battesimi degli adulti, soprattutto tra i giovani uomini: la sola diocesi di Westminster ha accolto 500 adulti nella Chiesa cattolica.
Questo fenomeno si sta verificando anche in Francia, dove si è registrato un numero record di battesimi di adulti in meno di una settimana, secondo i dati pubblicati dalla Conferenza Episcopale Francese.
A Pasqua, la Chiesa cattolica francese ha accolto oltre 10.384 catecumeni adulti, con un aumento del 45% rispetto allo scorso anno. Inoltre, il 42% dei catecumeni adulti apparteneva alla fascia di età 18-25 anni.
L’aumento del numero di catecumeni è dovuto a un recente rapporto che ha rilevato come il numero di fedeli della Generazione Z nel Regno Unito sia balzato dal quattro percento del 2018 al 16% di oggi, con i giovani cattolici che superano numericamente gli anglicani con un margine di due a uno.
La Generazione Z, spesso chiamata Gen Z, comprende i nati tra il 1997 e il 2012. Questa generazione è nota per molte cose, tra cui la dipendenza dai social media e l’aver guidato il movimento del lavoro da casa.
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Tuttavia, la Generazione Z è nota anche per il suo notevole ritorno alla religione, in particolare al Cristianesimo e al Cattolicesimo.
L’aumento del cattolicesimo tra la generazione Z può essere attribuito anche all’ascesa di influencer e celebrità sui social media cattolici, o almeno cristiani, scrive LifeSite. Molte celebrità, tra cui Russell Brand e Rob Schneider, hanno raccontato il loro percorso verso il cristianesimo. Allo stesso modo, le rinomate podcaster Candace Owens e Tammy Peterson hanno recentemente abbracciato la pienezza del cristianesimo entrando a far parte della Chiesa cattolica.
Un caso di millennial convertito al cattolicesimo è quello del vicepresidente americano JD Vance.
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Immagine di Bill Rogers via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
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Foto del 1995 mostra Leone XIV mentre partecipa al rituale idolatrico della Pachamama

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Pensiero
«Danno alla Chiesa, svilimento del pensiero e dell’azione di papa Leone XIV»: lettera del prof. Sinagra al cardinale Zuppi
Renovatio 21 pubblica la lettera circolante in rete che al segretario CEI cardinale Matteo Zuppi ha scritto l’eminente giurista .Augusto Sinagra, Il professor Augusto Sinagra (Catania, 1941) è un eminente giurista italiano, professore ordinario di Diritto dell’Unione Europea e Internazionale, noto per il suo lungo ruolo accademico alla Sapienza di Roma (fino al 2013) e la sua attività come avvocato patrocinante davanti alle magistrature superiori e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Egregio Cardinale,
con molto disagio mi rivolgo a lei con il suo titolo ecclesiastico di alto rango.
Il mio disagio è motivato dal fatto che io sono cattolico e lei mi pare di no; sia nel senso della doverosa e corretta testimonianza dei Vangeli, sia nel senso della liturgia e della tradizione. E ora anche nel suo modo diplomaticamente denigratorio nei confronti dell’attuale Pontefice.
È vero che lei è «figlio» del Concilio Vaticano II che tanti guasti, divisioni e contrasti ha provocato nella Chiesa cattolica. Bastano due esempi: il Vescovo Marcel Lefebvre e l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò.
Quel che lei dice e fa mi ricorda le parole del prof. Franco Cordero nel suo famoso libro Risposta a Monsignore (si trattava di monsignor Colombo responsabile spirituale della Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano), quando ammonì – anche lui in controtendenza rispetto agli esiti nefasti del Concilio Vaticano II – che il «Messaggio» sarebbe rimasto e lo si sarebbe raccolto nelle piccole chiesette di lontana periferia.
Lei, Signor Zuppi, (chiamandola così mi sento più a mio agio) non si rende conto del danno che fa alla Chiesa cattolica svilendo ingiustamente il pensiero e l’azione di papa Leone XIV che, secondo lei e secondo un’espressione romanesca a lei nota, «non se lo filerebbe più nessuno».
Si dice che lei è un diplomatico ma la sua non è un’espressione diplomatica ma è qualcosa che somiglia di più a un siluro subacqueo, e questo, Signor Matteo Zuppi, non è commendevole per l’apparente finalità che lei vuol perseguire.
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Attingendo ancora al linguaggio romanesco che lei conosce, penso che a lei ancora «rode» (non dico cosa per decenza) il fatto di non essere stato eletto papa. Ma la sua mancata elezione conferma la presenza in Conclave dello Spirito Santo.
Lei è degno «figlio» di Bergoglio da me sempre chiamato «il pampero argentino». Peraltro a lei manca qualsiasi capacità diplomatica se solo penso che, nominato dal suo dante causa Bergoglio mediatore per la guerra in Ucraina, nonostante i suoi plurimi viaggi e contatti, le sue parole si persero nel vento. E ora lei si permette di criticare Leone XIV del quale non può negarsi quantomeno la grande cultura agostiniana.
Lei dice che i fedeli non gli danno retta. Se la cosa la può tranquillizzare, i fedeli per fortuna non danno retta neanche a lei ma sono obiettivo: i fedeli non danno retta e le Chiese sono vuote non per colpa sua o di altri ma per colpa proprio del Concilio Vaticano II.
Un ultimo commento alla sua omelia del 17 marzo 2026 nella Cattedrale di San Pietro a Bologna. In tale circostanza lei, ormai intriso di «santegidiismo» e dunque più di politica che di fede, ha affermato che l’azione delle FF.AA. per essere efficace «deve essere accompagnata dall’intesa» in mancanza di che la F.A. non sarebbe un «deterrente«, mancando il dialogo e il confronto.
Egregio Zuppi, ma lei cosa pensa che le FF.AA. debbano rapportarsi al nemico dialogando in vista di un’intesa? Oppure che il ricorso alle FF.AA. debba essere deciso all’esito di un’intesa o di un dialogo? Ma con chi? Non le basta il Parlamento?
Devo concludere, mio buon Zuppi, nel senso che lei non si rende conto di quel che dice.
E il bello è che lei dice che la «storia insegna» anche perché lei per primo non conosce la storia e dovrebbe studiarla perché la storia non è quella di cui si discute nella Comunità di Sant’Egidio della quale lei è coerentemente parte.
Augusto Sinagra
Renovatio 21 offre questo testo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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