Droni
Le accuse alla Russia dell’Occidente sui droni sono infondate, dice il Cremlino
I funzionari dell’Europa occidentale dovrebbero «ampliare i propri orizzonti» riguardo agli avvistamenti di droni e smettere di attribuire ogni responsabilità alla Russia, ha dichiarato lunedì ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.
Le affermazioni del Peskov arrivano in un contesto di ripetuti avvistamenti di droni in Europa occidentale nelle ultime settimane, che hanno portato alla chiusura temporanea di diversi aeroporti. In Belgio, le autorità hanno confermato la presenza di 15 droni sopra la base militare di Elsenborn, nella provincia di Liegi. La Danimarca è arrivata a mobilitare i riservisti per l’allarme dei droni.
Peskov, tuttavia, ha ribadito che non ci sono «assolutamente motivi per incolpare la Russia per questo», citando un recente rapporto secondo cui un «appassionato di aviazione» locale, «senza alcun legame con la Russia», sarebbe stato arrestato in una città europea mentre testava il suo drone.
«Questo è un esempio specifico, piccolo e isolato, ma forse gli europei hanno bisogno di ampliare i propri orizzonti», ha commentato Peskov.
Il portavoce del Cremlino non ha chiarito a quale incidente specifico si riferisse. Sabato, il quotidiano tabloide Bild ha riportato che un cittadino croato di 41 anni è stato fermato vicino all’aeroporto di Francoforte sul Meno per aver utilizzato un drone.
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La settimana precedente, lo stesso quotidiano aveva riferito che diversi cittadini tedeschi sono stati arrestati per aver fatto volare droni nei pressi di un aeroporto norvegese. Inoltre, un cittadino cinese sarebbe stato espulso dalle autorità norvegesi per aver pilotato un drone vicino all’aeroporto di Svolvaer, nel nord del Paese.
«La storia di questi droni è a dir poco strana, ma non ha senso dare la colpa alla Russia», ha affermato Peskov. «Ci sono molti politici in Europa che ora sono inclini a dare la colpa di tutto alla Russia senza alcuna base, senza alcun fondamento», ha aggiunto.
Mosca ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento negli incidenti con droni negli aeroporti europei. I funzionari russi hanno descritto tali accuse come forme di allarmismo occidentale, utilizzate per alimentare l’isteria anti-russa e giustificare l’aumento dei budget militari, contribuendo così ad accrescere le tensioni.
Intervenendo giovedì al Forum di Valdai, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia non possiede droni in grado di raggiungere i Paesi coinvolti e ha sottolineato l’assenza di obiettivi militari per Mosca in Europa, descrivendo le accuse come un ulteriore tentativo dell’Occidente di esacerbare la situazione legata al conflitto in Ucraina.
Anche il Servizio di Intelligence estero russo (SVR) ha avvertito che Kiev potrebbe organizzare provocazioni con droni come operazioni sotto falsa bandiera, allo scopo di incolpare Mosca e trascinare la NATO in un conflitto diretto con la Russia.
Come riportato da Renovatio 21, l’Europa sta discutendo di stanziare 6 miliardi di euro per approntare un «muro di droni», che tuttavia, secondo indiscrezioni raccolte dal solito Politico presso funzionarie UE, sarebbe solo una «trovata pubblicitaria».
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Droni
L’Iran distrugge un drone-spia marino americano a Ormuzzo
The Iranian Navy: We have struck a US unmanned vessel, with hull number 5838, at the entrance to the Strait of Hormuz. pic.twitter.com/WyesLWXI47
— IRIB (Islamic Republic of Iran Broadcasting) (@iribnews_irib) September 10, 2026
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Droni
L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha annunciato il sequestro di «uno dei sottomarini senza equipaggio più moderni e sofisticati» in possesso delle forze armate statunitensi. Il Pentagono ha minimizzato l’incidente, affermando che si trattava di un vecchio drone privo di apparecchiature sensibili.
Martedì le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno pubblicato un video di quello che hanno definito un drone sottomarino statunitense di ultima generazione, in grado di svolgere un’ampia gamma di compiti, dalla mappatura dei fondali marini alle operazioni di intelligence e sorveglianza, dall’ispezione di oleodotti al supporto nella guerra antisommergibile.
Il filmato mostra un veicolo sottomarino cilindrico, grigio e metallico, a forma di siluro, lungo circa 5,8 metri e largo 1,2 metri, con un peso di circa 2,7 tonnellate. Secondo quanto dichiarato dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane, il sottomarino può rimanere sott’acqua fino a 10 giorni e raggiungere una profondità massima di 6.000 metri.
The first visuals have been released of the American Dive-LD unmanned submarine, seized by Iran’s Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) early on Tuesday. pic.twitter.com/ump8zQZt7c
— IRNA News Agency ☫ (@IrnaEnglish) September 8, 2026
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L’esercito iraniano lo ha identificato come un drone Dive-LD sviluppato dall’azienda di difesa statunitense Anduril Industries, entrato in servizio nell’aprile del 2025.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha cercato di ridimensionare l’incidente, sostenendo che l’Iran si era impossessato di un drone di vecchio modello malfunzionante che non trasportava alcuna apparecchiatura sensibile.
Il sottomarino stava sorvegliando le acque regionali e «non ha raccolto dati sensibili né trasportato apparecchiature sonar o radar classificate», ha dichiarato in un comunicato il capitano della Marina statunitense Tim Hawkins, portavoce del CENTCOM.
L’incidente si verifica nel contesto di un’ulteriore escalation tra Stati Uniti e Iran. Martedì sera l’Iran ha lanciato missili balistici contro basi militari statunitensi in Medio Oriente, in quella che ha definito una rappresaglia per un precedente attacco statunitense contro petroliere iraniane vicino all’isola di Kharg. I pasdarani hanno inoltre emesso un «avviso urgente» martedì sera, intimando agli equipaggi delle petroliere nei pressi dei porti e delle zone di ancoraggio del Bahrein e del Kuwait di abbandonare immediatamente le proprie navi in previsione di potenziali attacchi.
La Anduril è un’industria di armi fondata e portata avanti dal geniale giovanissimo imprenditore tecnologico Palmer Luckey, già inventore del visore di realtà virtuale Oculus che rivoluzionò il settore e fu comprato poi da Facebook, che poi licenziò il Luckey a causa del suo supporto a Donald Trump. Luckey è inoltre il cognato dell’ex rappresentante floridiano Matt Gaetz.
Il miliardario investitore Peter Thiel è stato tra i primi a fornire capitale ad Anduril (un altro nome Tolkeniano, come Palantir, o Mithril…) che produce dispositivi militari che sembrano usciti da un videogioco tipo Metal Gear Solid, di cui il Luckey è appassionato.
Il suo prodotto centrale è Lattice OS, una piattaforma di comando e controllo basata su Intelligenza Artificiale che integra sensori, droni, sottomarini e altri asset difensivi in un’unica rete operativa.
Attorno a Lattice ruota una famiglia crescente di sistemi autonomi: il drone Ghost, l’intercettore riutilizzabile Roadrunner, il caccia da combattimento autonomo Fury e il programma di visori AR IVAS, ereditato da Microsoft. A questi si aggiungono i missili da crociera della famiglia Barracuda e i droni Altius per missioni in sciame.
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Nel campo sottomarino, Anduril produce i veicoli autonomi Dive-LD e Dive-XL, piattaforme di grandi dimensioni pensate per missioni di sorveglianza e per il trasporto di sistemi più piccoli. Da questi possono essere lanciati i Copperhead, droni-siluro presentati nel 2025 in due varianti (Copperhead-100 e Copperhead-500), capaci di superare i 30 nodi e dotati di sensori, sonar e magnetometri. Nella versione armata, chiamata Copperhead-M, il sistema funziona come un vero siluro autonomo, pensato per costare molto meno delle soluzioni tradizionali legate a sommergibili e navi da guerra.
Sul fronte indossabile, Anduril ha sviluppato EagleEye, presentato nel 2025 dopo aver rilevato dall’Esercito USA il programma IVAS, originariamente affidato a Microsoft. È una famiglia modulare di dispositivi (casco integrale, visiera, occhiali) con realtà mista, sensori e connessione diretta a Lattice: proietta mappe, identificazione di minacce e dati tattici direttamente nel campo visivo del soldato, con l’obiettivo di ridurre drasticamente i costi rispetto a IVAS.
Nel 2026 l’azienda ha avviato la produzione presso Arsenal-1, un impianto produttivo vicino Columbus, Ohio, con oltre 5 milioni di piedi quadrati e più di 4.000 lavoratori previsti. Ha inoltre firmato con l’Esercito USA un contratto quadro decennale fino a 20 miliardi di dollari, consolidando l’ecosistema Lattice come infrastruttura unificata per la difesa multi-dominio.
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Immagine screenshot dal sito di Anduril
Droni
Lavrov: la reazione tedesca alla bufala del drone «l’inizio di una vera guerra»
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