Connettiti con Renovato 21

Politica

La vedova Kirk perdona l’assassino del marito

Pubblicato

il

La vedova di Charlie Kirk, Erika Kirk, ha dichiarato di perdonare l’assassino del suo defunto marito in un discorso emozionante tenuto davanti a una folla di 70.000 persone in occasione della cerimonia funebre del marito assassinato.

 

«Charlie desiderava ardentemente raggiungere e salvare i ragazzi perduti dell’Ovest», ha affermato Erika Kirk durante il suo discorso alla cerimonia commemorativa tenutasi domenica allo State Farm Stadium di Glendale, in Arizona.

 

«I giovani che si sentono senza direzione, senza scopo, senza fede e senza motivo per vivere», ha continuato. «Gli uomini che sprecano la loro vita in distrazioni e gli uomini consumati dal risentimento, dalla rabbia e dall’odio. Charlie voleva aiutarli».

 

Charlie Kirk «voleva salvare i giovani, proprio come quello che gli aveva tolto la vita», ha affermato al vedova.

 

«Il nostro Salvatore disse: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”. Quel giovane… lo perdono», ha detto Erika Kirk. «Lo perdono perché è ciò che ha fatto Cristo, ed è ciò che farebbe Charlie». Lo stadio si è alzato in piedi per una standing ovation dopo che Erika ha espresso il suo perdono e le telecamere hanno mostrato la maggior parte dei presenti con le lacrime agli occhi.

Sostieni Renovatio 21

Secondo Turning Point USA, l’organizzazione fondata da Charlie Kirk, circa 90.000 persone hanno partecipato alla cerimonia commemorativa, di cui circa 70.000 all’interno dello State Farm Stadium e altre 20.000 nei luoghi di ritrovo più vicini.

 

La cerimonia è stata trasmessa da tutte le principali reti televisive statunitensi e fu uno dei più grandi raduni nella storia degli Stati Uniti per un privato cittadino.

 

Alla cerimonia hanno partecipato numerose personalità politiche e culturali di spicco, tra cui il presidente Donald Trump, il vicepresidente JD Vance, il miliardario della tecnologia Elon Musk, il segretario di Stato Marco Rubio .

 

Erika Kirk ha iniziato il suo discorso citando Isaia 6:8, uno dei versetti biblici preferiti di Charlie: «Eccomi, Signore. Manda me», raccontando che il suo defunto marito ha citato il versetto in un discorso tenuto all’America Fest nel 2023.

 

«Dopo che Charlie aveva finito, l’ho incontrato nel backstage e gli ho parlato… Gli ho detto: Charlie, tesoro, per favore parlami la prossima volta prima di dire quella frase», ha detto. «Perché quando dici qualcosa del genere, c’è così tanta potenza in quel versetto… Dio ti prenderà in parola… e lo ha fatto».

 

La vedova ha affermato che, nonostante il dolore, nei giorni successivi all’assassinio del marito, le sono stati rivelati «la misericordia di Dio e l’amore di Dio (…) Dopo l’assassinio di Charlie, non abbiamo visto violenza», ha detto Erika.

 

«Non abbiamo visto rivolte. Non abbiamo visto rivoluzioni. Invece, abbiamo visto ciò che mio marito ha sempre pregato di vedere in questo Paese. Abbiamo assistito a una rinascita».

 

«La settimana scorsa, abbiamo visto persone aprire la Bibbia per la prima volta in dieci anni», ha aggiunto. «Abbiamo visto persone pregare per la prima volta da quando erano bambini. Abbiamo visto persone andare a una funzione religiosa per la prima volta in tutta la loro vita» ha continuato. «A tutti coloro che hanno appena preso questa decisione e hanno compiuto il primo passo verso una vita spirituale, dico: Grazie e benvenuti».

 

Il presidente Trump, ultimo oratore all’evento, ha tenuto un discorso politico, come era prevedibile, definendo Kirk un «martire» e ha affermato che il suo assassinio è stato «un attacco alle nostre più sacre libertà e ai nostri diritti concessi da Dio».

 

«La pistola era puntata contro di lui, ma il proiettile era mirato a tutti noi», ha detto il presidente. Come noto, lo scorso anno, durante un comizio in Pennsylvania, Trump stesso è stato quasi colpito alla testa da un attentatore, una vicenda che rimane ancora oggi avvolta nel mistero.

 

 

Il presidente ha definito l’assassino un «mostro radicalizzato e a sangue freddo» e ha aggiunto che la maggior parte della violenza politica è perpetrata dalla «sinistra radicale».

 

«Nessuna fazione nella politica americana ha il monopolio delle persone disturbate o fuorviate, ma c’è una parte della nostra comunità politica che crede di avere il monopolio della verità, della bontà e della virtù, e conclude di avere anche il monopolio del potere, del pensiero e della parola. Beh, questo non sta più accadendo», ha detto. «Se la parola è violenza, allora alcuni sono destinati a concludere che la violenza è giustificata per impedire la parola. E non permetteremo che ciò sia giustificato».

Iscriviti al canale Telegram

Il vicepresidente JD Vance ha affermato durante il suo discorso alla commemorazione che, per quanto orribile sia stato l’omicidio di Kirk, non è la sorte peggiore che si possa subire. «È meglio affrontare un uomo armato che vivere la propria vita con la paura di dire la verità», ha detto Vance. «È meglio essere perseguitati per la propria fede che negare la regalità di Cristo».

 

 

«È meglio morire giovani in questo mondo che vendere la propria anima per una vita facile, senza scopo, senza rischi, senza amore e senza verità», ha detto Vance.

 

Il discorso di Tucker Carlson si è concentrato anche sugli aspetti spirituali della vita di Charlie Kirk, affermando che Kirk sapeva che la politica «non può rispondere alle domande più profonde» e che «l’unica vera soluzione è Gesù».

 

Alcuni osservatori sostengono che Tucker, facendo con un paragone con la storia di «2000 anni fa a Gerusalemme», con il Sinedrio che mette a morte Gesù Cristo, avrebbe fatto una sottile allusione allo Stato di Israele, che per bocca del suo premier Netanyahu ha più volte negato di essere dietro all’assassinio di Charlie Kirk.

 

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Immagine screenshot da YouTube

Continua a leggere

Politica

Trump appoggia il «vero amico» Orban in vista delle elezioni in Ungheria

Pubblicato

il

Da

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha manifestato il suo pieno appoggio al primo ministro ungherese Viktor Orban in vista delle elezioni parlamentari ungheresi fissate per il 12 aprile.   Queste elezioni si preannunciano come una sfida particolarmente impegnativa per il governo conservatore di Orban, al potere ininterrottamente dal 2010. Il principale avversario è il partito filo-europeo Tisza, guidato dall’ex alleato Péter Magyar, che secondo i sondaggi più recenti guida la classifica delle preferenze.   In un messaggio pubblicato giovedì su Truth Social, Trump ha definito Orbán «un leader veramente forte e potente» con un «curriculum di risultati fenomenali». Ha elogiato il primo ministro per aver protetto l’Ungheria, favorito la crescita economica, creato occupazione e promosso il commercio, sottolineando come entrambi abbiano lavorato fianco a fianco per «fermare l’immigrazione illegale» e «garantire legge e ordine».

Sostieni Renovatio 21

Trump ha inoltre evidenziato i «nuovi livelli di cooperazione» raggiunti tra Stati Uniti e Ungheria durante la guida di Orban, descrivendolo come un «vero amico» e un «caro alleato». Ha concluso il post affermando: «Sono stato orgoglioso di sostenerlo per la rielezione nel 2022 e sono onorato di farlo nuovamente».   Lo scorso mese Orbán aveva commentato con ironia le dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia, affermando che «quel pezzo di ghiaccio è sicuramente suo», e aveva lodato il presidente americano per aver «rilanciato» alcune istituzioni internazionali rimaste bloccate sotto la guida di «accademici europei ben educati».   Orban, primo ministro ungherese in carica da più tempo (con mandati dal 1998 al 2002 e dal 2010 a oggi), guida la coalizione Fidesz-KDNP. Un sondaggio del 3 febbraio realizzato da 21 Kutatóközpont attribuiva a Tisza il 35% delle intenzioni di voto contro il 28% di Fidesz, con un vantaggio di sette punti per l’opposizione.   Il governo guidato da Orban mantiene rapporti tesi con l’Unione Europea, opponendosi frequentemente alle posizioni di Bruxelles su questioni come gli aiuti militari all’Ucraina e l’utilizzo dei beni russi congelati per finanziare il conflitto. Dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, Budapest ha criticato le sanzioni più severe contro Mosca e le forniture di armi occidentali a Kiev.   A gennaio Orban aveva avvertito che una vittoria di Tisza porterebbe l’Ungheria a «mandare i nostri figli in guerra come soldati».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
 
Continua a leggere

Politica

L’ex marito di Jill Biden accusato di aver ucciso la moglie

Pubblicato

il

Da

L’ex marito della ex first lady statunitense Jill Biden è stato arrestato e accusato di aver ucciso la sua attuale moglie nella loro abitazione in Delaware a dicembre, hanno reso noto le autorità locali in un comunicato diffuso lunedì.

 

William Stevenson, 77 anni, è stato fermato e incriminato per omicidio di primo grado in relazione alla morte di Linda Stevenson. Attualmente si trova detenuto nel penitenziario Howard Young, dopo non aver versato la cauzione fissata in 500.000 dollari in contanti, ha precisato la polizia della contea di New Castle, Delaware.

 

L’arresto è il culmine di diverse settimane di indagini sulla morte della donna, 64 anni. Le forze dell’ordine non hanno ancora reso pubbliche le cause del decesso, ma una nota iniziale aveva indicato che il 28 dicembre gli agenti erano intervenuti per una lite domestica in una residenza nei pressi di Wilmington. In quell’occasione era stata rinvenuta una donna priva di sensi in soggiorno: nonostante i tentativi di rianimazione da parte dei soccorritori, era deceduta sul posto.

 

Stevenson, accusato di omicidio di primo grado, rischia l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale in caso di condanna, secondo la normativa del Delaware. Lo Stato ha abolito la pena di morte nel 2024, rendendo quindi l’ergastolo la sanzione più grave prevista per questo reato.

 

Jill Biden sposò William Stevenson nel febbraio 1970, quando lei aveva 18 anni e lui 23, poco dopo il diploma di scuola superiore. Il matrimonio si concluse con un divorzio nel 1975. Più tardi nello stesso anno Jill incontrò Joe Biden, all’epoca senatore del Delaware, e i due si sposarono nel 1977.

 

«Ripensandoci, potrebbe sembrare un errore di gioventù», ha scritto Jill Biden nelle sue memorie del 2019. «Ma c’è stato un periodo in cui ero davvero convinta che fossimo fatti l’uno per l’altra».

Iscriviti al canale Telegram

L’ufficio post-presidenziale di Joe Biden non ha rilasciato commenti sull’arresto di Stevenson né sulle accuse a suo carico.

 

Lo Stevenson ha rilasciato diverse interviste negli anni, soprattutto intorno al 2020 e successivamente, in cui ha fatto affermazioni controverse su Jill e su Joe Biden, sostenendo più volte che la versione ufficiale dei Biden (che si sono conosciuti nel 1975 tramite un appuntamento al buio organizzato dal fratello di Joe) sia falsa.

 

Secondo lui, Joe e Jill si sono incontrati già nel 1972 durante la campagna elettorale di Joe per il Senato (lui e Jill erano amici e supporter di Biden). Ha affermato che la loro relazione è iniziata come affair, cioè una relazione extraconiugale già nel 1974, mentre egli era ancora sposato con Jill, e che questo ha contribuito alla fine del suo matrimonio. Lo Stevenson ha affermato si sentiva «tradito dai Biden», definendo Joe un «home-wrecker» (uno «spaccafamiglie»). Ha anche aggiunto dettagli, come aver sospettato l’infedeltà dopo aver saputo che Joe guidava l’auto di Jill.

 

Lo Stevensone ha quindi accusato la famiglia Biden di averlo minacciato e «bullizzato» durante il divorzio negli anni Settanta, parlando di un presunto approccio da parte di Frank Biden (fratello di Joe, finito nelle recenti accuse di corruzione che coinvolgevano anche il figlio drogato e depravato Hunter, graziato preventivamente dal padre), che gli avrebbe detto «dalle la casa o avrai seri problemi», e ha collegato questo a successive accuse fiscali contro di lui e suo fratello. L’uomo aveva definito il casato come la «Biden crime family» («famiglia criminale Biden»), sostenendo che lo abbiano perseguitato per anni e che abbiano usato il potere contro di lui (e in parallelo contro Trump).

 

L’ex marito ha descritto l’ex First Lady in termini negativi in interviste recenti, dicendo che la Jill attuale (soprattutto per il suo sostegno a Joe dopo il dibattito del 2024) «non è la stessa persona che ho sposato», che è diventata «una donna completamente diversa», «amara» e «cattiva» durante il divorzio, dicendo che non la riconosce più e ha criticato il suo ruolo nel spingere Joe a continuare la campagna presidenziale nonostante i problemi evidenti.

 

Oltre alle accuse di infedeltà e plagio (ha detto che Joe gli ha «rubato» una storia personale subito dopo avergliela raccontata, un’attitudine di latrocinio narrativo per cui Biden divenne tristemente noto nelle campagne elettorali degli anni Ottanta, da cui si ritirò nell’ignominia), ha teorizzato che le gaffes di Biden non dipendano dall’età, ma dalla quantità di «bugie» accumulate. Lo ha definito «pericoloso» e ha espresso supporto a Trump in alcune interviste.

 

La famiglia Biden non ha mai confermato nessuna di queste dichiarazioni, e la storia ufficiale è che Jill e Joe si sono incontrati nel 1975 dopo il divorzio di lei (finalizzato nel maggio 1975) e dopo la vedovanza di Joe (sua prima moglie Neilia morì in un incidente d’auto nel 1972). Molte di queste accuse sono state smentite o considerate non verificate da varie fonti.

 

Stevenson ha fatto queste sue dichiarazioni su Jill e Joe risalgono principalmente al periodo 2020-2024.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic

Continua a leggere

Politica

Il presidente entrante del Cile nomina una prolife come ministro per le donne e l’uguaglianza di genere

Pubblicato

il

Da

La recente vittoria di José Antonio Kast alle elezioni presidenziali in Cile ha suscitato scalpore in tutto il mondo e ha profondamente turbato gli attivisti pro-aborto del continente, che hanno visto la sua elezione come una battuta d’arresto devastante per i loro obiettivi per il Paese. Lo riporta LifeSite.   Ora, secondo il quotidiano progressista britannico Guardian, Kast «ha nominato una veemente oppositrice dell’aborto che ha ripetutamente dichiarato il suo sostegno alla vita “dal concepimento alla morte naturale” come nuovo ministro per le donne e l’uguaglianza di genere del Paese». Judith Marín ha solo 30 anni.   Kast, padre cattolico di nove figli e convinto sostenitore del movimento pro-life per tutta la sua carriera, ha recentemente annunciato il suo nuovo governo. La stampa internazionale non ha tardato a sottolineare che le sue scelte sottolineano la sua intenzione di sconfiggere il programma abortista in Cile.   «Questo governo di unità non è stato formato per amministrare la normalità», ha detto Kast. «È stato riunito per affrontare un’emergenza nazionale”. Kast ha nominato 13 uomini e 11 donne, quasi tutti noti per essere conservatori convinti.

Sostieni Renovatio 21

Marín sostituirà Antonia Orellana Guarello, giornalista e attivista per l’aborto che ha guidato un tentativo all’ultimo minuto del presidente di estrema sinistra Gabriel Boric di far approvare al Congresso, nei suoi ultimi mesi di mandato, un disegno di legge che avrebbe legalizzato l’aborto durante le prime 14 settimane di gravidanza.   Quando il disegno di legge fu annunciato lo scorso giugno, Boric ne dichiarò l’essenzialità. «Generazioni di donne hanno vissuto e lottato per questo», disse. «Non negate loro almeno il dibattito democratico in quanto cittadine capaci di decidere autonomamente». I parlamentari di sinistra sventolavano bandane verdi, simbolo del movimento abortista; i conservatori schernirono Boric e alcuni se ne andarono gridando: «No all’aborto!».   Il disegno di legge è ancora in discussione al Congresso cileno.   Come riportato da Renovatio 21, nel 2022 la proposta di costituzione pro-aborto di Boric, che avrebbe sancito la trasformazione in legge di molti punti dell’agenda politica della sinistra, è stata respinta dagli elettori cileni con una schiacciante maggioranza del 62%. Il voto è stato ampiamente interpretato come un rifiuto del programma abortista di Boric.   Kast ha ora fatto una dichiarazione chiara nominando Marín, che «una volta è stata espulsa dal Senato cileno dalla polizia per aver urlato “ritorno al Signore” durante una votazione per depenalizzare l’aborto in circostanze limitate», secondo il Guardian. «È un’ex presidentessa di un gruppo studentesco evangelico che apparteneva alle Aquile di Gesù, un gruppo cristiano di estrema destra che recluta studenti nelle università di tutto il Paese».   Per «estrema destra» il giornale dei radical chic inglesi intende, ovviamente «cattolico». Il Guardian ha citato il fatto che la Marín, udite udite, «ha pubblicamente messo in discussione il futuro del ministero che guiderà e ha difeso la “famiglia naturale” – l’idea che un uomo e una donna guidino una famiglia – come principio centrale della società». Vale la pena di ricordare che tale visione non è controversa in Sud America ed era normativa in Occidente fino a diversi decenni fa.

Iscriviti al canale Telegram

«Il nostro Paese sta attraversando una crisi spirituale, sociale, morale e politica e più che mai noi, figli di Dio, dobbiamo reagire», ha affermato la Marín in ottobre.   «Gli attivisti temono attacchi immediati alle leggi cilene sui diritti riproduttivi, che attualmente consentono l’aborto in circostanze limitate (stupro, infertilità fetale, rischio per la madre)», ha osservato un’agenzia di stampa progressista. «Marín ha promesso di revocarle. Anche i finanziamenti per i programmi contro la violenza di genere e per la tutela delle persone LGBTQ+ sono probabilmente sul punto di essere tagliati».   «Questo non è solo un cambio di governo; è una controrivoluzione». Al che noi rispondiam in coro. Magari. Magarissimo.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
 
Continua a leggere

Più popolari