Epidemie
La polizia attacca un rave party. Amputata la mano di un ragazzo
Lo scorso venerdì sera sono scoppiati violenti scontri tra centinaia di partecipanti ad una festa e agenti di polizia che cercavano di sedare un rave illegale in Bretagna. Le violenze hanno ferito molte persone, tra cui un ragazzo la cui è stata mozzata la mano.
«Con i club chiusi dall’inizio della pandemia lo scorso marzo, le feste all’aperto illegali sono sorte in tutto il paese , rappresentando una sfida per le autorità locali» scrive il New York Times.
La polizia francese in questi ultimi tempi si è prodigata nella repressione di attività collettive come i rave ma anche più innocenti feste della musica e persino processioni religiose.
«Scontri di estrema violenza» che «sono durati più di sette ore»: verrebbe da chiedersi se la parola giusta, a questo punto, non sia «guerriglia»
Sabato mattina, in una conferenza stampa, Emmanuel Berthier, rappresentante dello Stato a Ille-et-Vilaine, in Bretagna, dove si è svolta la festa, ha descritto «scontri di estrema violenza» che «sono durati più di sette ore»: verrebbe da chiedersi se la parola giusta, a questo punto, non sia «guerriglia».
Multiples molotov et projectiles contre gaz lacrymogène et charges.
Affrontements en cours à 2H du matin à #Redon. Une #FreeParty devait rendre hommage à #SteveMaiaCanico.
Les forces de l’ordre empêchent l’installation du #Teknival. @CLPRESSFR https://t.co/UXGPA1kNhT pic.twitter.com/e68eJjAKpK
— Clément Lanot (@ClementLanot) June 19, 2021
Le autorità locali hanno affermato che circa 1.500 persone avevano partecipato al rave e che erano stati mobilitati più di 400 agenti di polizia
Le autorità locali hanno affermato che circa 1.500 persone avevano partecipato al rave e che erano stati mobilitati più di 400 agenti di polizia.
Berthier ha detto che la polizia nella città di Redon è stata colpita con bottiglie molotov, palle di legno duro e altri oggetti pericolosi, e che cinque agenti di polizia sono rimasti feriti. Ha inoltre dichiarato che il giovane che ha avuto la mano amputata aveva 22 anni, ma che le circostanze non erano ancora chiare.
I pubblici ministeri della Francia occidentale hanno affermato che l’uomo ferito ha subito un intervento chirurgico per l’amputazione e che è stata aperta un’indagine per determinare le circostanze esatte della lesione.
Il giovane che ha avuto la mano amputata aveva 22 anni
In un post su Twitter con un video di un uomo con una mano ferita che viene evacuato da persone tra la folla, un uomo che si è identificato come un giornalista francese freelance ha riferito che sarebbe esplosa una granata.
ALERTE – Un manifestant a perdu sa main après l’explosion d’une grenade.
Mais impossible de voir clairement le déroulé des faits car il fait nuit.
En voulant signaler la situation aux gendarmes, j’ai été visé par un tir de LBD. #Redon #Teknibal #SteveMaiaCanico @CLPRESSFR https://t.co/evWK0s3jLZ pic.twitter.com/EBcuYyXei7
— Clément Lanot (@ClementLanot) June 19, 2021
Il rave Redon è stato organizzato come tributo a Steve Maia Caniço, un 24enne scomparso nel 2019 durante un concerto interrotto dalla polizia a Nantes, nella Francia occidentale. Gli amici avevano sospettato che il signor Caniço – che dicevano non sapesse nuotare – fosse caduto nel fiume con più di una dozzina di altre persone ed fosse annegato mentre la polizia ha affrontato i festaioli con i gas lacrimogeni. Gli altri sono stati salvati.
Gli scontri di venerdì sono stati ancora più violenti di quelli di Nantes dove morì Caniço.
Gli scontri di venerdì sono stati ancora più violenti di quelli di Nantes nel 2019 dove morì un altro giovane
« Tout le monde déteste la police » crient les teufeurs qui sont de plus en plus nombreux. Importantes tensions toujours en cours. #Teknival #SteveMaiaCanico #FeteDeLaMusique2021 https://t.co/f1P451iGM5 pic.twitter.com/VJpg8JnoRB
— Clément Lanot (@ClementLanot) June 18, 2021
I video pubblicati online mostrano la polizia che spara ripetutamente gas lacrimogeni contro la folla che, in risposta, lancia bottiglie molotov e altri oggetti contro gli agenti.
Gaz lacrymogène utilisé sur des teufeurs à genoux face aux gendarmes. #SteveMaiaCanico #Teknival https://t.co/TCpHmky6Ih pic.twitter.com/fxz5cRADoK
— Clément Lanot (@ClementLanot) June 18, 2021
I video pubblicati online mostrano la polizia che spara ripetutamente gas lacrimogeni contro la folla che, in risposta, lancia bottiglie molotov e altri oggetti contro gli agenti
Les premières enceintes sont installés sous les lacrymogènes. #SteveMaiaCanico
Tensions très importantes en plein milieu d’un champ. #Teknival https://t.co/B4pri0kg84 pic.twitter.com/OzNgpCpWpM
— Clément Lanot (@ClementLanot) June 18, 2021
Le autorità locali avevano emesso un’ordinanza che vietava il raduno, ma gli organizzatori sono andati comunque avanti.
Diverse centinaia di partecipanti erano ancora sul posto fino a sabato mattina e la polizia stava ancora cercando di sfrattarli nel pomeriggio
Diverse centinaia di partecipanti erano ancora sul posto fino a sabato mattina e la polizia stava ancora cercando di sfrattarli nel pomeriggio.
Il governo francese ha affermato che prevede di consentire la riapertura dei locali notturni a luglio, con restrizioni specifiche.
Come riportato da Renovatio 21, centinaia di militari francesi hanno nelle scorse settimane scritto un duro pronunciamento contro la classe politica – Macron in primis – sostenendo che «la guerra civile si sta preparando e voi lo sapete perfettamente».
In Francia la guerra civile è davvero alle porte, e non la chiamano solo i militari: perfino i raver ci mettono del loro
Ebbene, in Francia la guerra civile è davvero alle porte, e non la chiamano solo i militari: perfino i raver ci mettono del loro. E, come tutti in questa fase, fanno sul serio.
C’è davvero ancora qualcuno che crede che il burocrate perverso Macron sia in grado di gestire una situazione del genere?
Epidemie
Nuovo virus incurabile compare tra le zecche
Sembra che non passi mese senza sentire notizie sempre più preoccupanti che arrivano dal mondo di una creatura di cui, fino a pochi anni fa, si parlava pochissimo: la zecca. Essa ora si sta, in maniera davvero inquietante, prendendosi la scena riguardo le questioni sanitarie e, per chi uniscono i puntini di questa strana ascesa, perfino politica.
I danni delle zecche sembrano sempre più consistentemente andare al di là della giù di per sé terrificante sindrome di Lyme, per la quale, ovviamente, Pfizer sta preparando il vaccino.
A Nuova York in questi giorni è stato confermato il primo caso di virus Bourbon, il che ha spinto i ricercatori a chiedere un’intensificazione della sorveglianza e dei test, in un contesto di avvertimenti secondo cui questa rara infezione trasmessa dalle zecche potrebbe essere più diffusa di quanto si pensi attualmente.
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Scoperto nel 2014 e chiamato così in onore della contea di Bourbon, in Kansas, dove è stato identificato per la prima volta, si ritiene che il virus venga trasmesso dalla zecca della stella solitaria. Non esiste un vaccino o una cura per prevenire o trattare la malattia. I sintomi includono febbre, affaticamento, eruzione cutanea, mal di testa, dolori muscolari, nausea e vomito.
Da quando il virus è stato identificato, sono stati segnalati solo sei casi umani, principalmente negli Stati Uniti centrali. Il primo paziente noto, a cui è stata diagnosticata la malattia in Kansas nel 2014, è deceduto.
Secondo uno studio della Stony Brook Medicine pubblicato il mese scorso, il virus Bourbon «potrebbe presto iniziare a complicare le diagnosi se dovesse diffondersi maggiormente quest’estate e nei prossimi anni».
Tra il 2019 e il 2024, i ricercatori hanno analizzato campioni di sangue prelevati da 107 pazienti che avevano sviluppato febbre e altri sintomi in seguito a recenti punture di zecca nella contea di Suffolk, scoprendo che due di loro presentavano anticorpi contro il virus Bourbon.
Uno dei pazienti, un uomo di 67 anni di Long Island, ha sviluppato sintomi gravi ed è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato morso da una zecca della stella solitaria nel 2021. Inizialmente è stato trattato con doxiciclina per sospetta malattia di Lyme, ma la stanchezza e i forti mal di testa non sono migliorati. Alla fine è guarito completamente, ma una nuova analisi dei risultati ha mostrato un aumento di otto volte dei livelli di anticorpi contro il virus Bourbon in un mese, confermando l’infezione.
«A Nuova York e nel Nord-Est degli Stati Uniti sono presenti moltissime zecche della specie Amblyomma americanum. Le popolazioni sono dense e, quando una persona viene infettata dal virus Bourbon, i sintomi sono simili a quelli di altre infezioni trasmesse dalle zecche», ha affermato il dottor Luis Marcos, professore alla Stony Brook Medicine e direttore della clinica per le malattie trasmesse dalle zecche.
«Per questi motivi, è probabile che il virus Bourbon sia più diffuso di quanto pensiamo nella nostra regione, e che altri casi non vengano diagnosticati».
Al momento non è disponibile alcun test diagnostico commerciale e i campioni sospetti a Nuova York devono essere inviati al dipartimento della Salute dello Stato per analisi specializzate. I ricercatori hanno chiesto un ampliamento della sorveglianza e dei test, sostenendo che senza identificare la causa di un’infezione, le possibilità di sviluppare test diagnostici accurati o trattamenti efficaci «sono minime».
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Le zecche della stella solitaria sono aracnidi aggressivi, di colore bruno-rossastro, ematofagi. Le femmine adulte sono riconoscibili per una vistosa macchia bianca sul dorso, mentre le ninfe e le femmine adulte mordono più frequentemente gli esseri umani e diffondono malattie, secondo il CDC.
Precedentemente concentrata nel Sud degli Stati Uniti, questa specie si è diffusa in gran parte della costa orientale e ora si può trovare fino al Maine. I suoi morsi possono trasmettere l’ehrlichiosi, la malattia da virus Heartland e la tularemia.
Tale tipo di zecca è stato anche collegato alla sindrome allergica alle zecche (SAMS) e – significativamente – alla sindrome alfa-gal, un’allergia alla carne rossa.
Qui si innesta un discorso vertiginoso sul possibile uso di aracnidi bioingegnerizzati per far decrementare il consumo di carne, ritenuto dalle élite mondialiste come un grande problema ambientale.
Come riportato da Renovatio 21, anni fa aveva destato scalpore la proposta di un bioeticista legato al WEF di bioingegnerizzare esseri umani con intolleranza alla carne in nome della lotta al cambiamento climatico. Nella sua proposta il dottor Matthew Liao, direttore del Centro per la bioetica del College of Global Public Health presso la New York University, nominava specificatamente la zecca della stella solitaria.
«La gente mangia troppa carne. E se dovessero ridurre il loro consumo di carne, allora aiuterebbe davvero il pianeta», aveva dichiarato il professor Liao. «Quindi ecco un pensiero. Quindi si scopre che ne sappiamo molto: abbiamo queste intolleranze», ha continuato il Liao. «Per esempio ho un’intolleranza al latte. E alcune persone sono intolleranti ai gamberi. Quindi forse possiamo usare l’ingegneria umana per dimostrare che siamo intolleranti a certi tipi di carne, a certi tipi di proteine bovine».
«C’è questa cosa chiamata zecca della stella solitaria che se ti morde diventerai allergico alla carne. Quindi è qualcosa che possiamo fare attraverso l’ingegneria umana. Possiamo forse affrontare problemi mondiali davvero grandi attraverso l’ingegneria umana».
Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum
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— Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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La sindrome alfa-gal è stata indicata come causa din un caso degli anni scorsi. La saliva della zecca contiene una molecola di zucchero chiamata alfa-gal. Questa stessa molecola si trova nella carne di molti mammiferi, tra cui maiali e bovini. Il morso della zecca può scatenare una risposta immunitaria eccessiva, che porta a reazioni allergiche quando l’alfa-gal viene nuovamente a contatto con l’organismo. Alcune persone sviluppano orticaria, diarrea o vomito dopo aver mangiato un hamburger o della pancetta, o dopo aver consumato latticini.
Le zecche insomma, come le zanzare, potrebbero rientrare in un vasto programma eugenetico mondiale.
Le inquietanti dichiarazioni del bioeticista legato al WEF sono da collegarsi con recenti rivelazioni, sempre più credibili, di programmi di guerra biologica tramite le zecche: secondo alcuni, la malattia di Lyme potrebbe quindi essere uscita da un laboratorio americano che utilizzava le zecche come vettore epidemico-militare.
Va notato come le zecche, e la malattia di Lyme, si stiano diffondendo ora in tutta Europa, Italia compresa, così come ossessivi programmi vaccinali portati innanzi dalla regioni – si tratta, tuttavia, dell’encefalopatia, non del Lyme, per cui la protezione offerta è quantomeno limitata.
Lo scorso anno, un po’ a scoppio ritardato, il governatore della Florida Ron DeSantis ha pubblicamente respinto l’idea che gli esseri umani possano essere modificati geneticamente per sviluppare un’allergia alla carne rossa come un modo per limitare il consumo di carne e proteggere l’ambiente.
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Immagine di Robert Webster via Wikimedia pubblicata su licenza CC-BY-SA-4.0
Epidemie
Ciclosporiasi, l’epidemia di «diarrea esplosiva» uccide due michiganoani
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Epidemie
I bambini nati durante il lockdown mostrano una ridotta funzione esecutiva all’età di 4 anni: studio
Secondo un nuovo studio, i bambini nati durante il primo lockdown dovuto alla pandemia mostrano una ridotta funzione esecutiva, un indicatore chiave del controllo comportamentale, all’età di 4 anni.
La funzione esecutiva può essere concettualizzata come una sorta di «sistema di gestione» del cervello che consente all’individuo di svolgere compiti cognitivi di livello superiore come la pianificazione, la concentrazione, la memoria, il controllo degli impulsi e l’adattamento di piani e comportamenti in risposta al mutare delle circostanze.
Le funzioni esecutive sono principalmente associate alla regione della corteccia prefrontale del cervello. Le difficoltà nelle funzioni esecutive sono solitamente associate a condizioni come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), l’invecchiamento e le lesioni cerebrali. Possono verificarsi anche riduzioni transitorie a seguito di stress e privazione del sonno.
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I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 205 bambini nati in Gran Bretagna tra il 23 marzo e il 23 giugno 2020. I bambini sono stati sottoposti a valutazioni standardizzate all’età di quattro anni per una varietà di tratti dello sviluppo, tra cui il linguaggio espressivo e ricettivo, il vocabolario espressivo e ricettivo e il ragionamento non verbale. Gli scienziati hanno quindi confrontato le valutazioni con quelle di un altro gruppo nato e valutato prima della pandemia.
Lo studio ha dimostrato che, sebbene alcuni parametri relativi alla coorte pandemica fossero nella norma, come la struttura delle frasi, il vocabolario espressivo e ricettivo e il ragionamento non verbale, un numero significativamente maggiore di bambini ha mostrato una ridotta funzione esecutiva. Anche i punteggi molto bassi relativi alla struttura delle parole sono risultati più frequenti.
Lo studio si aggiunge a un crescente numero di prove che dimostrano come le restrizioni sociali imposte dalla pandemia abbiano avuto gravi effetti negativi sullo sviluppo infantile. Uno studio condotto su bambini scozzesi, ad esempio, ha mostrato un aumento del 6,6% nella percentuale di bambini piccoli con almeno un problema di sviluppo durante le 72 settimane di misure di distanziamento sociale.
Un altro studio ha dimostrato che i lockdown hanno interrotto lo sviluppo di un’abilità sociale fondamentale nei bambini piccoli: lo sviluppo della teoria della mente, che permette ai bambini di assumere la prospettiva di un’altra persona.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports suggerisce che i lockdown e le altre misure adottate per prevenire la diffusione del COVID-19 hanno causato danni gravi e potenzialmente irreversibili ai bambini in età prescolare.
Anche il maggiore quotidiano del pianeta, il New York Times, già quattro anni fa ammise il danno procurato dai lockdown ai bambini. L’articolo, pubblicato a metà novembre, si intitola «Ecco le prove sorprendenti della perdita di apprendimento».
La lista dei danni dei lockdown sui bambini studiati dall’accademia è oramai imponenti. Il danno è autoevidente, a partire dal chiaro ritardo nell’apprendimento di alcuni a certi disegni disturbanti emersi.
Uno studio britannico aveva rilevato che molti bambini che iniziano la scuola elementare hanno abilità verbali gravemente sottosviluppate, e molti non sono nemmeno in grado di pronunciare il proprio nome.
La canadese York University ha rilevato in uno studio che i bambini ora «hanno difficoltà di riconoscere i volti a causa della mascherina».
Come riportato da Renovatio 21, una logopedista statunitense ha asserito di aver osservato un aumento del 364% delle segnalazioni di pazienti neonati e bambini piccoli che abbisognano di aiuto per il linguaggio non sviluppato.
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Un altro studio ha rivelato come i punteggi medi di quoziente intellettivo tra bambini nati durante la pandemia siano crollati di ben 22 punti mentre le prestazioni verbali, motorie e cognitive hanno tutte sofferto a causa del lockdown. La dannosità delle mascherine a livello respiratorio è stata sottolineata anche dall’agenzia tedesca per la protezione dei consumatori.
Secondo un rapporto di Ofsted, istituzione governativa britannica, la mascherina ha creato una generazione di bambini con problemi nel linguaggio e nelle relazioni.
Vi sarebbero poi problemi al sistema immunitario dei piccoli costretti alla clausura. Pochi mesi fa è emerso come bambini venivano colpiti, fuori stagione, da tre virus contemporaneamente – qualcosa di assolutamente raro, prima.
Qualcuno così propone una connessione tra l’inusuale aumento delle epatiti fra i bambini e le restrizioni pandemiche.
Inoltre, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science, i lockdown hanno portato 60.000 bambini britannici alla depressione clinica. Un’analogo aumento della depressione giovanile è stata rilevata in Italia dall’ISS.
In Italia si sta assistendo anche al fluire di un’aneddotica significativa sull’aumento della violenza fra i giovani.
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