Stragi
Israele ha ucciso centinaia di persone nell’operazione di salvataggio degli ostaggi: l’accusa delle autorità di Gaza
Le forze israeliane hanno ucciso più di 200 palestinesi nell’attacco terrestre, marittimo e aereo che ha accompagnato il salvataggio di quattro ostaggi da Nuseirat, nel centro di Gaza, sabato, hanno affermato le autorità dell’enclave palestinese.
Sabato mattina, mentre gli aerei israeliani lanciavano attacchi aerei sul vasto campo profughi di Nuseirat, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno rilasciato una breve dichiarazione affermando che stavano prendendo di mira le «infrastrutture terroristiche» nell’area.
Diverse ore dopo, l’IDF ha annunciato che una squadra di polizia e commando militari aveva salvato quattro ostaggi dalla prigionia di Hamas a Nuseirat, subendo un pesante fuoco mentre entravano e uscivano dal campo.
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Poco dopo la restituzione degli ostaggi in Israele, sono iniziate ad emergere notizie di massicce vittime palestinesi. Il ministero della Sanità di Gaza ha affermato che «un gran numero» di feriti, la maggior parte dei quali donne e bambini, sono arrivati all’ospedale dei martiri di Al-Aqsa poco dopo il raid.
I video condivisi sui social media hanno mostrato cadaveri sparsi lungo le strade di Nuseirat, molti dei quali senza arti. Tra i morti si potevano vedere diversi bambini.
#Palestine #Gaza #Nuiserat
Più di 200 palestinesi sono stati martirizzati nel giro di due ore. Il video documenta il momento in cui l’occupazione israeliana, con l’ausilio imprescindibile degli USA, bombarda Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza.
Giornalisti europei,… pic.twitter.com/2lGY8KUDux— Barbara Catania (@Halexyt) June 8, 2024
Munira is in Nuiserat. I’ve only become friends with her this past month. Today I searched for her & her children’s in the videos of the “Prisoner Rescue Success”. Searching for her screaming in agony from grief or injury, searching for them running for their lives… pic.twitter.com/8yQ5tZUe3X
— Nadia Nic Giolla Chomhaill (@_MentalMama_) June 9, 2024
Momento de la entrada de FDI a la liberación de los rehenes en el campo de refugiados de Nuiserat-Gaza. pic.twitter.com/HgqEKNEobL
— cabeço (@MiguelA06688225) June 8, 2024
Più tardi sabato, l’Ufficio stampa del governo di Gaza ha affermato che 210 persone erano state uccise nell’assalto dell’IDF a Nuseirat e nell’area circostante. Non è chiaro quanti combattenti di Hamas ci siano tra le vittime, poiché il gruppo – che governa Gaza – non elenca separatamente le proprie vittime.
Un ufficiale dell’antiterrorismo israeliano è stato ferito a morte durante l’operazione di salvataggio ed è morto poco dopo il ritorno della squadra in Israele, ha detto la polizia in un comunicato.
Il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas ha condannato l’attacco a Nuseirat definendolo un «sanguinoso massacro» e ha chiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Il capo della politica estera dell’UE Josep Borrell ha descritto le scene dal campo come «spaventose» e ha invitato Israele ad accettare un piano di cessate il fuoco proposto dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden la scorsa settimana.
Hamas aveva catturato circa 250 ostaggi durante l’attacco del 7 ottobre contro Israele. Circa la metà di questi sono stati scambiati con prigionieri palestinesi durante un cessate il fuoco durato una settimana a novembre, e sette sono stati salvati dalle forze israeliane. Circa 120 ostaggi sono ancora detenuti da Hamas, ha detto sabato ai giornalisti il portavoce dell’IDF, il contrammiraglio Daniel Hagari.
Negli otto mesi trascorsi da quando Israele ha dichiarato guerra a Hamas, le forze israeliane hanno ucciso più di 36.800 palestinesi e ne hanno feriti quasi 84.000, secondo gli ultimi dati del Ministero della Sanità di Gaza.
Tra i liberati la sino-israeliana Noa Argamani, divenuta simbolo del massacro del rave del 8 ottobre per le immagini in cui veniva separata dal fidanzato e portata via in lacrime su di una motocicletta.
7 Oct: The moment Noa Argamani was captured and dragged off and screaming on a motorcycle.
8 June: The moment she hugs her father after rescue. pic.twitter.com/cXc8STFGvs
— Imtiaz Mahmood (@ImtiazMadmood) June 8, 2024
Escape from hell!
Rescued hostage Noa Argamani being escorted by IDF officers to a waiting helicopter on Gaza beach, bound for home. pic.twitter.com/5ZUj41mLoR
— Arsen Ostrovsky ????️ (@Ostrov_A) June 8, 2024
Noa, 26enne studentessa dell’Università Ben-Gurion del Negev, ha già parlato con il premier Netanyahu, che in immagini che stanno circolando le dice che ogni giorno hanno pensato a lei.
Noa, so good to have you back home ???????? pic.twitter.com/JUocILyqkZ
— יצחק הרצוג Isaac Herzog (@Isaac_Herzog) June 8, 2024
Noa arriving to the hospital to meet her ailing mother pic.twitter.com/XegQwaDxAG
— Mossad Commentary (@MOSSADil) June 8, 2024
Riprese effettuate in ambito militare indicano che la liberazione della ragazza è stata pensata come evento mediatico di risonanza.
EXCLUSIVE FOOTAGE from the helicopter that brought Noa back home from Hamas captivity: pic.twitter.com/PQypAUwRba
— Israel Defense Forces (@IDF) June 8, 2024
Secondo quanto si legge in rete, il padre nella gioia ha affermato che l’esercito israeliano è il più morale del mondo. «Voglio ringraziare l’esercito di maggior qualità, più umano e più morale del mondo» ha detto, secondo il Times of Israel.
Noa è di madre cinese ed è nata a Pechino, tuttavia pare che quantomeno in rete, in Cina, il sostegno nei suoi confronti non sia stato troppo.
«La maggior parte degli utenti web della cyber-sfera cinese non è solidale con la donna cinese-israeliana in ostaggio. Anche gli account sui social media con un background mediatico ufficiale sostengono la Palestina» aveva scritto AsiaNews.
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Stragi
Traghetto con oltre 350 persone a bordo affonda nelle Filippine
Come riportao da Renovatio 21, negli ultimi mesi le Filippine sono state colpite da terremoti con alti bilanci di morte e allarmi tsunami.Latest Philippines ferry disaster A passenger ferry carrying more than 350 people sank early on January 26, in the southern Philippines near Basilan Island, amid rough sea conditions. The vessel, identified as MV Trisha Kerstin 3, was en route from Zamboanga City to Jolo… pic.twitter.com/b8oK5kLEqq
— Abhijit Pathak (@aajtakabhijit) January 26, 2026
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Stragi
Ultima tornata elettorale in Birmania: raid della giunta colpiscono civili nello Stato Kachin
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Alla vigilia dell’ultima fase delle elezioni organizzate dalla giunta militare, i bombardamenti aerei hanno colpito la popolazione civile in diverse regioni del Myanmar. Nel villaggio di Kawngjar, nello Stato Kachin, un attacco durante una preghiera funebre ha causato almeno 22 morti. Altri raid hanno colpito Magway e Sagaing. Il processo elettorale è terminato con intimidazioni, mentre le aree sotto il controllo della resistenza sono state escluse dal voto.
Mentre la giunta militare del Myanmar portava a termine l’ultima fase delle elezioni, considerate una farsa da buona parte della comunità internazionale, il voto è stato accompagnato da una nuova scia di sangue. Nei giorni scorsi, prima dell’apertura delle urne ieri per la terza fase delle votazioni, una serie di bombardamenti aerei ha colpito la popolazione civile in diverse aree del Paese.
L’episodio più grave si è verificato nello Stato Kachin, dove un attacco dell’aviazione militare ha centrato una cerimonia funebre, uccidendo almeno 22 persone e ferendone decine.
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Il bombardamento è avvenuto giovedì 22 gennaio nel villaggio di Kawngjar, noto anche come Hteelin, a ovest di Bhamo. Nel primo pomeriggio, mentre gli abitanti si erano riuniti per una preghiera in memoria di un uomo del villaggio recentemente scomparso, un jet della giunta ha sganciato due bombe sui presenti. L’area non era un fronte attivo di combattimento. Al contrario, il villaggio era diventato un rifugio per centinaia di sfollati interni in fuga dagli scontri urbani in corso a Bhamo.
«Eravamo riuniti per pregare, cercando un momento di pace per onorare i nostri morti», ha raccontato un sopravvissuto fuggito nel villaggio il mese scorso. «Il rumore dell’aereo è stato l’unico avvertimento. Poi ci sono state solo fiamme e urla. Non hanno ucciso solo i vivi: ci hanno attaccati mentre stavamo onorando i nostri morti».
Secondo il colonnello Naw Bu, portavoce dell’Esercito per l’Indipendenza Kachin (KIA), 18 persone sono morte sul colpo, mentre il bilancio è salito a 22 nei giorni successivi, quando alcuni feriti sono deceduti per la mancanza di cure adeguate. «La giunta è pienamente consapevole che queste sono zone non combattenti», ha dichiarato Naw Bu. «Si è trattato di un atto deliberato di terrore, volto a paralizzare la popolazione alla vigilia del loro voto farsa».
Il massacro nello Stato Kachin non è stato un caso isolato. Nelle 72 ore precedenti il voto del 25 gennaio, la giunta militare, che ha assunto il nome di Consiglio di amministrazione dello Stato (SAC), ha intensificato la campagna di bombardamenti aerei in diverse aree contese del Paese. Nella regione di Magway, un attacco aereo ha colpito una festa di matrimonio nel villaggio di Tatgone, nel comune di Aunglan, causando la morte di cinque civili, tra cui un bambino di un anno.
Altri raid hanno preso di mira infrastrutture civili a Indaw e Mawlu, nella regione di Sagaing, mentre oltre 8mila persone sono state costrette a fuggire nella giungla nella municipalità di Salin, sempre in Magway, a seguito di un’offensiva di terra.
Secondo analisti militari locali, gli attacchi nello Stato Kachin sarebbero stati un tentativo preventivo di soffocare le forze di resistenza che avrebbero potuto ostacolare la fase finale delle votazioni nel corridoio strategico di Bhamo–Shwegu. A Bhamo, dove l’esercito mantiene il controllo del centro cittadino ma ha perso l’aeroporto e vari avamposti circostanti, il voto si è svolto esclusivamente all’interno di complessi militari fortificati.
«L’esercito usa le elezioni come giustificazione per omicidi di massa», ha dichiarato un difensore dei diritti umani appartenente all’organizzazione Fortify Rights. «Bombardano i villaggi per impedire alle persone di muoversi, poi dichiarano un’alta affluenza nelle aree che hanno svuotato di ogni opposizione».
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Mentre i media controllati dalla giunta si apprestano ad annunciare la vittoria del partito sostenuto dai militari, l’Union Solidarity and Development Party (USDP), la realtà sul terreno è ben diversa. L’intero processo elettorale, articolato in tre fasi tra il 28 dicembre e il 25 gennaio, è stato ampiamente condannato dagli osservatori internazionali come privo di qualsiasi credibilità democratica. Il partito più popolare del Paese, la Lega nazionale per la democrazia, è stato messo fuori legge, mentre la sua leader, Aung San Suu Kyi, è tuttora detenuta.
Anche l’ultima fase del voto ha seguito lo schema già visto nei turni precedenti: le famiglie sono state minacciate con la perdita dell’accesso ai servizi pubblici in caso di astensione dal voto, mentre i funzionari statali sono stati avvertiti che avrebbero perso il posto di lavoro. In alcune aree sotto il controllo delle forze di resistenza, la giunta non è riuscita a organizzare alcuna votazione.
Mentre il regime si prepara a insediare un nuovo Parlamento dominato dall’USDP e ad annunciare la transizione della presidenza retta dal generale Min Aung Hlaing a un governo civile, una parte della comunità internazionale continua a rifiutare il riconoscimento dei risultati, mentre la Cina ha evitato di condannare il processo elettorale, mantenendo il proprio sostegno alla giunta militare.
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Catastrofi
Scontro tra treni ad alta velocità in Spagna: 40 morti
Tragedy in southern Spain🇪🇸: a high-speed train derailed, crossed tracks, and hit another train head-on. More than 21 reportedly killed, and at least 100 injured, with 25 suffering critical injuries#Spain | #trainaccident pic.twitter.com/UHas6y2Luk
— Sumit (@SumitHansd) January 19, 2026
#spain An Iryo high-speed train from Málaga to Madrid derailed, invading the adjacent track & causing a collision with an AVE train bound for Huelva. At least 5 people confirmed dead, dozens injured, & services between Madrid & malaga suspended. Rescue operations ongoing. pic.twitter.com/mFIvU0SnaV
— Thepagetoday (@thepagetody) January 18, 2026
🚨 Train crash in Spain: death toll rises to 41 The number of people killed after two high-speed trains derailed in Spain has risen to 41, reports the Spanish newspaper ABC. The disaster occurred in the autonomous community of Andalusia. Spain will observe three days of… pic.twitter.com/07R6uiwD1q
— NEXTA (@nexta_tv) January 19, 2026
🚨🇪🇸 The train incident in Spain was very likely the result of Russian sabotage, with evidence of an explosion similar to the explosives used by Russian saboteurs in the Poland train incident. pic.twitter.com/LGhr5MnEGC
— Terror Alarm (@Terror_Alarm) January 19, 2026
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