Geopolitica
Israele ha chiesto agli Stati Uniti di unirsi all’attacco all’Iran
Israele ha chiesto alla Casa Bianca di partecipare alla campagna militare contro l’Iran per eliminare il programma nucleare di Teheran. Lo riporta la testata statunitense Axios, che cita due funzionari israeliani.
Secondo il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), Rafael Grossi, diverse strutture in superficie in Iran, tra cui i siti di Natanz ed Esfahan, sono state distrutte durante i recenti attacchi israeliani.
Israele ha descritto l’operazione come una mossa preventiva per impedire a Teheran di sviluppare un’arma nucleare, mentre l’Iran ha sempre negato di avere alcuna intenzione in tal senso.
Sostieni Renovatio 21
Grossi ha affermato che il governo iraniano lo aveva informato anche che l’impianto di arricchimento di Fordow, nei pressi della città di Qom, un sito pesantemente fortificato costruito nelle profondità di una montagna, era stato preso di mira, ma non ci sono indicazioni che il sito abbia subito danni significativi.
Secondo Axios, Israele non dispone delle bombe anti-bunker e dei bombardieri a lungo raggio necessari per distruggere Fordow. Gli Stati Uniti, tuttavia, possiedono entrambi e gestiscono forze armate nel raggio d’azione dell’Iran.
Secondo quanto riferito, i funzionari israeliani ritengono che se Fordow rimarrà operativo dopo la conclusione dell’operazione, la missione di Gerusalemme Ovest volta a eliminare il programma nucleare iraniano sarà fallita.
Un funzionario israeliano ha dichiarato ad Axios che gli Stati Uniti potrebbero partecipare alla campagna e ha affermato che il presidente Donald Trump, durante una recente telefonata con Netanyahu, aveva fatto presente che avrebbe preso in considerazione la possibilità «se necessario». La Casa Bianca ha smentito questa affermazione.
Un secondo funzionario americano ha confermato che Israele ha richiesto il coinvolgimento degli Stati Uniti, ma ha affermato che l’amministrazione Trump non sta prendendo in considerazione questa possibilità.
Washington avrebbe preso le distanze dall’operazione, pur avvertendo che anche un attacco limitato potrebbe trascinare gli Stati Uniti in guerra. Funzionari della Casa Bianca hanno sostenuto che sarebbe illegittimo per l’Iran reagire contro le forze americane.
Un alto funzionario statunitense ha dichiarato alla testata che, sebbene gli attacchi israeliani non possano essere impediti, una risoluzione pacifica rimane possibile. «Abbiamo la capacità di negoziare una risoluzione pacifica e positiva di questo conflitto, se l’Iran è d’accordo», ha affermato la fonte. «Il modo più rapido per l’Iran di raggiungere la pace è rinunciare al suo programma di armi nucleari».
Aiuta Renovatio 21
I colloqui sul nucleare tra Teheran e Washington sono iniziati ad aprile e Trump ha messo in guardia dalle conseguenze militari in caso di fallimento della diplomazia.
Sabato, Teheran ha annullato il sesto round di negoziati in programma in Oman. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che i colloqui non riprenderanno fino alla fine degli attacchi israeliani.
Sabato mattina, il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo statunitense hanno avuto una telefonata di 50 minuti per discutere della situazione in Medio Oriente. I due leader avrebbero concordato sulla possibilità di riprendere i negoziati sul programma nucleare iraniano.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Mehr News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Geopolitica
Bardella: la Francia non può finanziare l’Ucraina per sempre
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
La Bulgaria rifiuta di puntare il dito contro la Russia per l’incidente del drone tedesco
Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha evitato di addossare esclusivamente alla Russia la responsabilità dell’incidente con i droni verificatosi il mese scorso in Germania, richiamando le consegne «sconsiderate» di armi occidentali a Kiev.
All’inizio di questa settimana il governo tedesco ha dichiarato di avere motivi per ritenere che Mosca fosse all’origine dell’episodio, in cui un drone carico di esplosivo è stato trovato tra aerei cargo Antonov ucraini all’aeroporto di Lipsia-Halle il 4 agosto.
Successivamente Berlino ha annunciato la chiusura del Consolato Generale russo a Bonn e della Casa Russa a Berlino, oltre a controlli alle frontiere più severi per i cittadini russi. Mosca ha risposto chiudendo i centri del Goethe-Institut di Mosca, San Pietroburgo ed Ekaterinburg, che promuovono la lingua e la cultura tedesca.
Sostieni Renovatio 21
Mosca ha respinto le accuse; il presidente Vladimir Putin ha indicato che si trattava di una tattica diversiva per distogliere i tedeschi dai problemi economici interni.
Sebbene diversi Stati membri dell’UE abbiano espresso sostegno alla posizione tedesca, non tutti si sono uniti a chi punta il dito contro la Russia.
Un esempio calzante è la Bulgaria: venerdì il primo ministro ha dichiarato in Parlamento che le spedizioni europee di armi a lungo raggio in Ucraina sono state altrettanto «sconsiderate» quanto il fallito tentativo di sabotaggio in Germania il mese scorso. Radev, che ha vinto le elezioni pochi mesi fa ed è considerato un euroscettico, ha sottolineato che Kiev sta utilizzando armamenti di fabbricazione occidentale, con il supporto dell’intelligence e di istruttori europei, per condurre attacchi in profondità nel territorio russo.
«E cosa possiamo aspettarci quando attacchiamo in profondità nel territorio di un altro Paese con le nostre armi a lungo raggio? Resterà a guardare o reagirà?» ha chiesto retoricamente il primo ministro bulgaro.
Il Cremlino ha respinto le affermazioni sull’incidente del drone tedesco parlando di «invenzioni», avvertendo che l’insistenza dell’Occidente nel conseguire una «vittoria militare convenzionale» su una grande potenza nucleare sta aumentando drasticamente il rischio di un’escalation incontrollata.
«L’Europa può esistere senza la Russia, ma difficilmente potrà esistere a lungo contro la Russia», ha concluso Radev, esortando l’UE a «sedersi al tavolo dei negoziati il prima possibile».
Come riportato da Renovatio 21, quattro settimane fa un drone ucraino è precipitato in Bulgaria, esplodendo in prossimità di un gasdotto di rilevanza strategica, secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa del Paese.
Nel frattempo diverse figure politiche di spicco in Germania hanno messo in discussione la risposta del governo all’incidente del drone e, più in generale, le attuali politiche ostili di Berlino nei confronti della Russia.
In un articolo pubblicato mercoledì su X, l’ex esponente della sinistra germanica Sahra Wagenknecht, che ha un suo partito chiamato BSW, ha scritto che «anche se la Russia fosse dietro, un drone che non ha causato alcun danno non è una ragione per alimentare una pericolosissima escalation che potrebbe sfociare in una guerra con la Russia, con un costo di milioni di vite umane».
Aiuta Renovatio 21
Valutazioni simili sono state espresse anche da chi si trova all’estremità opposta dello spettro politico. Rispondendo alle domande di un quotidiano, Ulrich Siegmund, candidato di punta del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) alle elezioni regionali di domenica in Sassonia-Anhalt stravinte poche ore fa, ha affermato che una «sequenza continua di eventi» ha portato all’incidente del drone all’aeroporto di Lipsia-Halle, citando il coinvolgimento sempre più profondo del suo Paese nel conflitto in Ucraina, sostenendo che «è logico che a un certo punto ci sarà una qualche reazione».
Il Siegmund ha criticato le politiche anti-russe perseguite dai successivi governi tedeschi dall’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022, affermando che le forniture di armi a Kiev e le sanzioni economiche contro Mosca hanno fatto ben poco per risolvere il conflitto e salvare vite umane.
Il politico dell’AfD ha insistito sul fatto che fosse giunto il momento per la Germania di impegnarsi seriamente in un percorso diplomatico con la Russia.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Putin parla dell’incontro con gli inviati di Trump Witkoff e Kushner
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bioetica2 settimane faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Morte cerebrale2 settimane faMorte cerebrale: donatore o no, decidono loro quando sei morto
-



Pensiero2 settimane faDall’aborto alla strage figlicida, il ritorno della strega Medea
-



Spirito2 settimane faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Pensiero1 settimana faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Oligarcato2 settimane faPapa Leone nomina consultori che sostengono l’«ordinazione» delle donne e l’agenda di Davos
-



Salute1 settimana faI malori della 35ª settimana 2026
-



Sport e Marzialistica2 settimane faParacadutista russo realizza il record saltando da 11 mila metri












