Geopolitica
Israele attacca ancora Gaza. Trump approva
Il presidente statunitense Donald Trump ha giustificato i recenti raid israeliani su Gaza, a quasi tre settimane dall’avvio del cessate il fuoco da lui contribuito a negoziare.
Martedì sera il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha disposto «attacchi immediati e potenti», motivandoli con gli assalti di Hamas contro i soldati israeliani che ancora presidiano porzioni dell’enclave palestinese. Almeno 104 persone in risposta alla presunta violazione da parte di Hamas dell’accordo di pace nella regione mediato da Trump.
L’attacco è avvenuto dopo che Israele ha accusato il suo nemico di aver sparato a un soldato dell’IDF, spingendo Benjamino Netanyahu a ordinare un assalto «immediato e potente» alla città che ha già distrutto. Hamas afferma di non avere «alcun collegamento» con l’attacco.
I raid avrebbero colpito case, scuole e quartieri residenziali, e testimoni hanno descritto di aver visto «colonne di fuoco e fumo» alzarsi in aria mentre le esplosioni scuotevano la zona. Almeno 46 bambini e 20 donne sono morti, secondo il ministero della Salute della regione. La triste realtà è che, anche con l’accordo di pace, è improbabile che queste schermaglie finiscano presto. Entrambe le parti si sentono religiosamente in diritto di possedere il territorio della regione, e nessuna delle due sembra soddisfatta dall’idea di qualcosa di meno della totale e completa partenza dell’altra.
«Da quanto ho appreso, hanno eliminato un soldato israeliano», ha dichiarato Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One mercoledì, diretto dal Giappone alla Corea del Sud. «Hanno ucciso un soldato israeliano. Quindi gli israeliani hanno reagito, e dovrebbero reagire. Quando accade una cosa del genere, devono reagire», ha proseguito.
Gaza under Attack . Another violation of the ceasefire .
50 martyrs, most of them children, in an ongoing Israeli bombardment since Tuesday evening until these very moments on the Gaza Strip. pic.twitter.com/baVRHN9JjY
— Irlandarra (@aldamu_jo) October 29, 2025
Israel breaks the ceasefire
Gaza under attack yesterday again.
Israel has killed 97 Palestinians and wounded another 230, committing 80 ceasefire violations since October 10, according to the Gaza Media Office.
Trump lying to save Zionism and its genocide pic.twitter.com/CO0Tmja4Os
— Irlandarra (@aldamu_jo) October 20, 2025
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Trump ha assicurato che «nulla metterà a repentaglio» la tregua. Ha ribadito che Hamas rappresenta «una piccolissima parte della pace in Medio Oriente, e devono comportarsi bene», altrimenti «le loro vite saranno poste fine».
In precedenza, il vicepresidente statunitense J.D. Vance aveva sostenuto che il cessate il fuoco reggeva nonostante «piccole scaramucce qua e là». La testata Axios ha citato alti funzionari USA rimasti anonimi, i quali hanno rivelato che la Casa Bianca aveva invitato Israele a evitare «misure radicali» che avrebbero potuto far saltare l’accordo.
Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), la scorsa settimana due soldati sono stati assaliti e uccisi da Hamas a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, mentre martedì altri militari sono stati colpiti nella medesima area. Hamas ha smentito ogni coinvolgimento in entrambi gli episodi, accusando Israele di «una palese violazione del cessate il fuoco».
Il gruppo armato palestinese ha ammonito che l’escalation «causerà un ritardo» nel recupero e nella restituzione dei corpi dei 13 ostaggi israeliani ancora trattenuti a Gaza.
In precedenza, i funzionari israeliani avevano rimproverato Hamas di indugiare nella consegna di tutti i resti, come previsto nell’intesa mediata da Stati Uniti, Egitto, Qatar e Turchia, entrata in vigore il 10 ottobre.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Il ministro israeliano Smotrich appoggia il genocidio dei palestinesi dinanzi alle telecamere
Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich:
The thorough cleansing that we are carrying out now in southern Lebanon is unprecedented. They have nowhere to return to. Look at how it looks. And by the way, the world isn’t stopping us. pic.twitter.com/lI17gYBWei — Clash Report (@clashreport) October 5, 2026
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Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
Il 5 ottobre il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito un avvertimento già rivolto alle ambasciate straniere dal ministero degli Esteri e dal ministero della Difesa russi sui rischi che corrono mantenendo le proprie sedi a Kiev.
Peskov ha richiamato le dichiarazioni del presidente Putin, secondo cui ci saranno ulteriori attacchi contro le infrastrutture economiche ucraine, e ha sottolineato i possibili pericoli per le missioni diplomatiche straniere presenti in Ucraina.
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Tuttavia, pochi Paesi occidentali abbiano preso una decisione in merito. Interpellato sulla questione il 5 ottobre, il segretario di Stato Marco Rubio ha risposto: «Guardate, abbiamo una presenza diplomatica lì, e decideremo noi se è sicuro per loro rimanere o meno… Loro [i russi, ndr] avvertono i diplomatici di andarsene da mesi, e non credo che sia una sorpresa per nessuno che Kiev sia sotto attacco. Penso che sia una cosa risaputa».
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha registrato un videomessaggio in cui avverte di un attacco massivo su Kiev che sarebbe in preparazione da parte di Mosca, domandando, al solito, aiuto a USA ed Europa.
In settimana era emerso che l’Estonia si preparava a schierare armi in grado di colpire la città russa di San Pietroburgo.
Come riportato da Renovatio 21, la Lituania ha segnalata la volontà legislativa di ospitare armi atomiche.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
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