Immigrazione
Immigrato caraibico arrestato per aver sparato e ucciso persone a caso a Rotterdam. Wilders: «deportateli»
La polizia olandese ha annunciato venerdì l’arresto di un uomo di 24 anni sospettato di aver ucciso a colpi d’arma da fuoco tre persone nella città di Rotterdam nelle ultime due settimane. Lo riporta Remix News.
Secondo il Procuratore generale Hugo Hillenaar, non ci sono indicazioni che le sparatorie siano state motivate da un programma specifico o da rancori personali. Le vittime, nessuna delle quali sembra aver avuto alcun legame tra loro, sarebbero state scelte a caso, seminando paura in tutta la città portuale, che non è abituata a una violenza così indiscriminata.
Giovedì sera la polizia ha arrestato l’uomo, che non ha una residenza fissa, dopo averlo identificato e fotografato in relazione alla sparatoria.
Un’arma è stata recuperata sulla scena del suo arresto. Durante una conferenza stampa, Hillenaar ha dichiarato che il sospettato è nato sull’isola caraibica di Curaçao e in seguito è cresciuto nei Paesi Bassi. In quanto Paese insulare costituente del Regno dei Paesi Bassi, i cittadini di Curaçao non hanno bisogno di alcun visto speciale per trasferirsi nel Paese. Si tratta quindi di un caso di immigrazione interna.
Sebbene il sospettato fosse noto alle autorità per reati minori, finora gli investigatori non hanno trovato indizi che indichino il movente di questi presunti omicidi.
«È un incubo per tutti a Rotterdam, ma anche per me personalmente e per tutti i professionisti coinvolti, perché qualcuno andava in giro liberamente sparando alle vittime a caso», ha osservato Hillenaar.
La violenza è iniziata il 21 dicembre, quando un uomo di 63 anni è stato colpito alla testa, morendo poi per le ferite riportate. Una settimana dopo, un uomo di 58 anni è stato colpito e ucciso in circostanze simili nello stesso quartiere. Le autorità hanno annunciato che una terza vittima, la cui identità non è stata resa pubblica, è stata anch’essa colpita nella stessa zona, portando la polizia a ritenere che gli omicidi fossero collegati. Tutti e tre gli incidenti hanno mostrato schemi simili, aumentando il senso di allarme a Rotterdam.
Sebbene la violenza armata nei Paesi Bassi sia spesso legata alla criminalità organizzata, la natura apparentemente casuale delle sparatorie ha alimentato la preoccupazione dell’opinione pubblica.
L’ondata di sparatorie ha spinto le autorità locali a lanciare avvertimenti. Le autorità di Rotterdam, in particolare nel distretto sud-orientale di IJselmonde, hanno esortato i residenti a restare vigili ed evitare di uscire da soli di notte o in aree isolate.
«Non uscite da soli, soprattutto in luoghi bui e appartati. Se vedete una situazione sospetta, chiamate immediatamente il 112», si legge in una dichiarazione ufficiale della polizia di Rotterdam.
Il sindaco Carola Schouten ha espresso il suo sollievo per l’arresto del sospettato, affermando che porta una certa rassicurazione a una città che era stata presa dalla paura. Tuttavia, lei e altri funzionari mettono in guardia i residenti affinché rimangano vigili fino alla conclusione completa delle indagini.
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Geert Wilders, leader del Partito per la Libertà (PVV) al governo, è intervenuto sui social media, sottolineando i consigli della polizia e chiedendo misure più severe contro la criminalità.
Nederland anno 2025: “Ga niet alleen de straat op.”
Natuurlijk moeten we de verstandige adviezen van de politie altijd opvolgen en dus zeker ook nu!
Maar in het algemeen zou ik zeggen: haal al dat tuig, die criminelen, van onze straten AF. Opsluiten en als het kan uitzetten! https://t.co/534ioQIYt0
— Geert Wilders (@geertwilderspvv) January 2, 2025
«Certo, dobbiamo sempre seguire i consigli sensati della polizia, soprattutto ora! Ma in generale, direi: togliete tutta quella feccia, quei criminali, dalle nostre strade. Chiudeteli e deportateli, se possibile!» ha scritto il Wilders.
Anche le cronache italiane hanno riportato negli ultimi giorni numerosi atti insensati di violenza da parte di immigrati.
Nel caso più noto, a Villa Verrucchio, nel riminese, un egiziano ha ferito con il coltello senza motivo quattro persone durante il capodanno, per poi venire ucciso dal carabiniere che tentava di fermarlo. Il militare dell’Arma è ora indagato con l’ipotesi di reato di eccesso di legittima difesa.
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Immagine di Iso Brown FR via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
Immigrazione
Legge anti-burqa in Portogallo
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Immigrazione
Svizzera, l’80% dei richiedenti asilo nordafricani è stato accusato di uno o più reati
Circa l’80,5% dei richiedenti asilo provenienti dai paesi del Nord Africa è stato accusato di uno o più reati in Svizzera, a testimonianza dell’elevato tasso di criminalità presente in questa popolazione straniera. I dati provengono dalla Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM). Lo riporta Remix News.
Per i richiedenti asilo nel loro complesso, il tasso di criminalità risulta molto più basso, con solo il 12,5% accusato di uno o più reati. I cittadini di Algeria, Marocco e Tunisia sono quindi fortemente sovrarappresentati rispetto ad altri gruppi di richiedenti asilo.
Anche i cittadini nordafricani hanno poche possibilità di vedersi accogliere la domanda di asilo dalle autorità svizzere, con il 99% di tutte le richieste respinte, secondo il quotidiano svizzero Blick.
Nel 2024 è stata introdotta la regola delle «24 ore» per le procedure accelerate di richiesta di asilo per i Paesi del Nord Africa, che consente alle autorità svizzere di elaborare più rapidamente le domande di asilo con scarse probabilità di successo. I richiedenti possono comunque impugnare le decisioni, il che può aumentare significativamente i tempi di attesa per una decisione definitiva.
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«I criminali devono lasciare la Svizzera al più presto. Questa è una priorità della strategia in materia di asilo», ha dichiarato Daniel Bach, portavoce del SEM. Tuttavia, il processo viene spesso ritardato dalle azioni dei richiedenti asilo, tra cui il rifiuto di fornire le impronte digitali e la mancata presentazione agli appuntamenti per l’espulsione.
Molti richiedenti ostacolano la procedura accelerata: si rifiutano di fornire le impronte digitali, non si presentano agli appuntamenti o lasciano rapidamente la Svizzera. In questi casi, la loro richiesta può essere presentata senza formalità.
Le autorità stanno ora lavorando per attuare nuove misure per espellere rapidamente i richiedenti asilo, tra cui «l’uso sistematico di misure coercitive contro gli autori di reati ripetuti». Le autorità stanno anche pianificando di introdurre norme più severe per la detenzione amministrativa.
Nell’agosto 2025 nella città svizzera di Losanna, sono scoppiate rivolte per la seconda notte dopo la morte di un giovane congolese di 17 anni durante un inseguimento della polizia, uno schema già visto nei disordini etnici delle banlieues francofone del 2023 e di Milano a Corbetta e San Siro.
Come riportato da Renovatio 21, la Svizzera aveva comunicato che ai richiedenti asilo sarebbe stato generalmente vietato viaggiare verso i loro Paesi d’origine o altri Stati, mettendo fine al fenomeno, grottesco e presente anche in Italia, degli immigrati che vanno in vacanza nei Paesi da cui dicono di voler fuggire.
Due anni fa il villaggio di Soyhières, che si trova nella Svizzera romanda e ospita 433 persone, fu teatro di disordini creati da una piccola banda di minori (che ora in Italia chiamano «maranza») con furti di borse, spari ai polli dei contadini con pistole ad aria compressa, incendi di un ovile con candele rubate dalla chiesa e profanazione di cimiteri, dove sarebbero state rovesciate le tombe. La chiesa cittadina ha anche riferito che la banda di bambini migranti ha danneggiato l’interno della chiesa, profanando anche una statua della Vergine Maria.
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Immigrazione
Manifesti del governo britannico avvertono i rifugiati di non commettere stupri o abusi sui minori
The Home Office has spent your money to produce these posters for illegal migrants.
Why are we letting these people into our country? https://t.co/dB7fOp9A6Y — Nigel Farage (@Nigel_Farage) August 19, 2026
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