Spirito
Il card. Fernandez decreta la scomunica dei sei vescovi FSSPX. E i preti e i fedeli…
Il Dicastero vaticano per la Dottrina della Fede, guidato dal cardinale Manuel «Tucho» Fernandez ha emesso stamattina un decreto di scomunica che dichiara automaticamente scomunicati i sei vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, a seguito della consacrazione di quattro nuovi vescovi senza l’approvazione papale.
Il decreto firmato dal cardinale Fernandez, figura al centro di diversi scandali e controversie, stabilisce che il consacratore, il vescovo Alfonso de Galarreta, e i quattro vescovi appena consacrati (Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier) sono incorsi nella scomunica latae sententiae. Anche il vescovo Bernard Fellay è stato dichiarato scomunicato per aver ricoperto la carica di co-consacratore.
«Dichiaro dunque a tutti gli effetti giuridici che sia il suddetto Vescovo Alfonso de Galarreta sia Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica».
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Il decreto scrive che «Nonostante le ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Vescovo Alfonso de Galarreta, avendo compiuto un atto di natura scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso ipso facto nelle pene previste dal can. 1387 e dal can. 1364 § 1 CIC 2021».
«Dichiaro inoltre che il Vescovo Bernard Fellay, avendo partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come conconsacrante, avendo così aderito pubblicamente all’atto scismatico, è incorso nella scomunica latae sententiae prevista dal can. 1364 § 1 CIC 2021».
Il documento, firmato oltre che da «Tucho» anche dal Segretario per la Sezione Disciplinare arcivescovo John J. Kennedy e dal segretario per la Sezione Dottrinale monsignor Armando Matteo, si spinge oltre, etichettando tutti i sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X come scismatici passibili di scomunica e dichiarando invalide le confessioni da loro ascoltate e i matrimoni da loro celebrati.
Il decreto avverte inoltre che i fedeli che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X potrebbero incorrere nella scomunica. «Si ammoniscono i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae» conclude il decreto.
La scomunica dei fedeli – che ha ancora meno validità canonica di quella dei vescovi consacrati e consacranti – era stata paventata negli scorsi mesi. Tuttavia si era pensato ad uno spaventapasseri per allontanare i fedeli: lo stesso, ricordano alcuni sacerdoti della FSSPX, era stato tentato da Wojtyla, con voci sulle scomuniche di chi segue la Fraternità lasciate correre prima delle consacrazione del 1988. Poi però non se n’era fatto nulla, e ad essere scomunicati erano solo i vescovi coinvolti nella consacrazione.
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Questa volta, nel Vaticano privo di limiti teologici e di decenza, la linea rossa sembra stata passata agilmente. Con evidenza, sussurrano alcuni, non comanda papa Leone il buono, ma la cintura di modernisti e pervertitori che Bergoglio, nelle sue bizze da mercuriale caudillo, poteva, volendo tenere a bada, almeno ogni tanto, quando gli girava.
Ora lo Stato profondo ecclesiastico parrebbe proprio avere mano libera. Certo, va chiarito meglio cosa si intende con l’espressione «aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X», ma è chiarissima l’intenzione profonda.
Chiediamo ai cardinali del Vaticano conciliare, chiediamo al sommo pontefice: state scomunicando anche i bambini? State scomunicando tutte le stupende famiglie cattoliche che si assiepavano sul prato di Econe? State scomunicando le centinaia di migliaia di fedeli FSSPX in tutto il mondo?
State scomunicando i nostri figli?
Davvero credete che questa vostre decisioni sarà senza conseguenze per il futuro della Chiesa?
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Immagine screenshot da YouTube
Spirito
«Assunzione, rigenerazione, garanzia della nostra stessa risurrezione»: Omelia di mons. Viganò nella festa dell’Assunta
Renovatio 21 pubblica l’omelia dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò nella festa dell’Assunzione della Vergine Maria
TU HONORIFICENTIA POPULI NOSTRI
Omelia nell’Assunzione della Beatissima Vergine Maria
Signum magnum apparuit in cælo:
mulier amicta sole, et luna sub pedibus ejus.
Un segno grande apparve nel cielo:
una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
Ap 12, 1
In questo giorno santo in cui la Chiesa — quella di sempre, non quella schiava del mondo, che ha creduto di poter riscrivere anche la lode dovuta alla Madre di Dio — innalza il suo canto dinanzi al mistero dell’Assunzione, permettetemi di condurvi non a una pia commozione passeggera, ma a quella roccia di dottrina sicura su cui i Padri, i Dottori e i Sommi Pontefici hanno edificato, per secoli, la nostra certezza.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
Viterbo, 15 Agosto MMXXVI
In Assumptione Beatæ Mariæ Virginis
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Spirito
La Reja: 12 seminaristi FSSPX hanno preso la tonaca
Nella festa dell’Assunzione, il 15 agosto 2026, dodici seminaristi del Seminario Internazionale di Nostra Signora Corredentrice di La Reja, in Argentina, hanno ricevuto la tonaca da padre de Lassus, direttore del seminario. Provenienti da dieci paesi diversi, hanno così compiuto un passo significativo nel loro percorso di formazione al sacerdozio.
Oggi, 15 agosto, festa dell’Assunzione della Vergine Maria, il seminario La Reja è stato pervaso dalla gioia. In primo luogo per la festa che stavamo celebrando, ma anche, in stretta connessione con il mistero dell’Assunzione, in occasione dell’investitura di dodici seminaristi dell’anno di spiritualità, provenienti da diverse parti del mondo.
Un cileno, un peruviano, un colombiano, due messicani, tre brasiliani, un filippino, un argentino, un ecuadoriano e un cubano hanno ricevuto l’abito ecclesiastico dalle mani del reverendo padre de Lassus, direttore del seminario.
Questa cerimonia, che segna in modo chiaro, significativo e profondo ogni seminarista durante gli anni di formazione, manifesta e chiede a Dio la grazia di abbandonare il mondo e donarsi interamente al Signore. Come la talare ricopre tutto il corpo, così l’intera persona deve essere avvolta da Cristo per rivestirsi della vita di grazia, simboleggiata dalla cotta bianca che il seminarista indosserà sopra l’abito clericale nero.
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Questi seminaristi hanno ricevuto oggi un dono molto speciale, ma anche una grande responsabilità. Ovunque andranno, saranno d’ora in poi ambasciatori di Colui che hanno scelto. Non si tratta di un’investitura volta a mettere in risalto meriti personali o onori individuali: tutto è ordinato al Signore, alla Sua gloria e al Suo regno in mezzo al popolo. Questi seminaristi ricevono la missione di manifestare pubblicamente la loro offerta alla divina Volontà, come rivelata nella Rivelazione e nella Tradizione trasmesse dagli Apostoli.
Sono stati indetti tre giorni di ritiro spirituale per preparare le loro anime a ricevere questo dono; è stato un vero e proprio tempo di grazia. Santa Messa, adorazione eucaristica, preghiera liturgica e personale, silenzio, meditazione e riflessione su questa fase della loro vita da seminaristi hanno scandito questi giorni. Durante questo periodo, ciascuno ha anche beneficiato della guida e del sostegno dei professori. Infine, come grazia speciale, l’ultima conferenza è stata tenuta dal priore del priorato di Buenos Aires, padre Luiz Camargo.
Oggi, Nostro Signore, che si è degnato di rivestirsi della nostra umanità, ha benedetto, per mano del direttore del seminario, le tonache con cui questi seminaristi sono stati rivestiti: affinché si rivestano di povertà, innocenza e rinuncia, e muoiano a tutto ciò che si oppone al regno di Nostro Signore; affinché, con la santità della loro vita, gli uomini siano spinti a cercare le cose del Cielo e, con le loro azioni, glorifichino la grandezza, la giustizia e la bontà di Dio.
Nessun cattolico ben formato può negare i tempi bui che stiamo vivendo. Perciò affidiamo alle vostre preghiere la perseveranza di ciascuno dei seminaristi della nostra casa di formazione sacerdotale, e in particolare di coloro che oggi hanno compiuto questo importante primo passo. Possano rimanere sempre fedeli e trovare la loro gloria nella Croce del nostro Redentore.
«Mihi autem absit gloria in cruce Domini nostri Iesu Christi, per quem mihi mundus crucifixus est et ego mundo».
«Quanto a me, quanto a me, non sia mai che io mi vanti se non nella croce del nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo è stato crocifisso per me e io per il mondo» (Galati 6,14).



Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine fa FSSPX.News
Occulto
Mons. Viganò contro il rito della Pachamama in Perù prima dell’arrivo del papa
A Cusco, nei giorni scorsi, in preparazione al prossimo viaggio di Leone in Perù, alti prelati della chiesa sinodale hanno preso parte — non come spettatori distratti, ma come partecipanti attivi — a un rito pagano di invocazione all’idolo infernale della Pachamama. È lo stesso… pic.twitter.com/VbRfyCpnFr
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) August 20, 2026
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