Geopolitica
Il Bundestag blocca la mozione per il comitato investigativo sul Nord Stream
La mozione presentata da Alternativa per la Germania (AfD) per la creazione di una commissione speciale per indagare sull’attacco al Nord Stream è stata bloccata oggi da tutti gli altri partiti del Bundestag.
Secondo i restanti partiti dell’arco costituzionale tedesco, quindi, si tratterebbe di una teoria del complotto, quindi sarebbe una mozione senza sostanza che, per soprammercato, interferirebbe con le indagini ufficiali, oltre che a dare il destro alla propaganda antiamericana di Vladimir Putin.
Particolarmente feroce nei 45 minuti di dibattito che hanno seguito la presentazione della mozione da parte del deputato dell’AfD Harald Weyel è stato il discorso del socialdemocratico Bengt Bergt, il quale ha affermato che nessuno ascolta il giornalista investigativo americano Seymour Hersh, il quale ha svelato la storia sul ruolo degli Stati Uniti nell’attacco – un atto di terrorismo internazionale contro, oltre che la Russia, la Germania, dipendente per quasi la metà del suo esoso fabbisogno energetico industriale dal gas russo. (Ricordiamo, en passant, che Hersh è un premio Pulitzer, e la sua carriera, dal massacro di My Lai in Vietnam in poi, è costellata di scoop clamorosi)
Il deputato ha altresì dichiarato che Putin era responsabile di aver intrapreso la «guerra energetica» contro la Germania, che l’AfD avrebbe dovuto piuttosto essere chiamato «PFD», acronimo per «amici di Putin in Germania», che l’AfD avrebbe dovuto condividere il letto con Sahra Wagenknecht del partito di sinistra Die Linke, uno dei i principali organizzatori della manifestazione per la pace del 25 febbraio a Berlino, che ha richiamato 50.000 persone, e che c’era un motivo giustificato per l’Agenzia per la protezione dello Stato BfV per tenere sotto sorveglianza l’AfD.
Come riportato da Renovatio 21, in Germania è stata proposta la confisca delle armi legalmente detenute dai sostenitori di AfD.
È stato riportato in questi giorni che nei sondaggi AfD avrebbe superato il partito dei Verdi, che de facto guida con piglio guerrafondaio il governo Scholz.
La mozione di AfD, tuttavia, ha sicuramente un merito: il riferimento alla campagna contro il Nord Stream iniziata con l’approvazione del Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act nel 2017. Cita in dettaglio le rivelazioni di Hersh dell’8 febbraio. Si chiede perché il governo di Berlino sia rimasto in silenzio per sei mesi dopo l’attacco esplosivo, forse come complice degli Stati Uniti e della NATO, e chiede perché il governo tedesco non abbia mostrato alcuna preoccupazione per la sovranità della Nazione.
Nell’introdurre la mozione, Weyel ha indicato la decisione di Charles de Gaulle del 1959 di sospendere il comando della NATO sulla Marina francese nel Mediterraneo e ha denunciato il rifiuto dell’attuale governo tedesco di costruire il Nord Stream come un esempio di autentica sovranità tedesca perseguita dall’ex cancelliere Gerhard Schröder contro gli avversari geopolitici in Occidente.
La commissione investigativa speciale non verrà creata, ma la questione e le molte domande senza risposta rimangono all’ordine del giorno e potrebbero, come ha avvertito Weyel, segnare la fine dell’attuale governo tedesco.
L’esito del dibattito era chiaro già da una settimana, cioè da quando il cancelliere Scholz, fischiettando, ha visitato Biden alla Casa Bianca, senza che venisse detta una parola sull’atto di guerra condotto dalla Casa Bianca contro la Germania e il suo popolo.
In molti ritengono che la farsa del governo ampel, il governo «semaforo» di socialisti, verdi e liberali, sia al termine. Il governo più a sinistra della storia tedesca è stato, grottescamente, il più incline alla guerra e alla sofferenza del popolo, impoverito e represso in modo mai visto prima.
Immagine di Scott via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)
Geopolitica
Attacco con drone iraniano alla base britannica a Cipro: la UE è ora ufficialmente nel conflitto
Un drone iraniano ha colpito una base militare britannica a Cipro, hanno confermato funzionari britannici. L’attacco avviene su suolo UE, in quanto Cipro è un Paese membro dell’Unione.
Il ministero della Difesa britannico ha dichiarato che l’attacco alla base RAF (Royal Air Force) Akrotiri è avvenuto intorno a mezzanotte, ora locale, e non ha provocato vittime. Un portavoce del governo cipriota ha affermato che l’attacco ha causato «lievi danni».
La base RAF di Akrotiri è la principale base aerea britannica per le operazioni in Medio Oriente. È anche classificata come territorio sovrano britannico. Ore prima dell’attacco, il primo ministro britannico Keir Starmer annunciò che il suo governo aveva autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le basi britanniche nella regione per attaccare obiettivi iraniani.
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«Gli Stati Uniti hanno chiesto il permesso di utilizzare le basi britanniche per quello specifico e limitato scopo difensivo», ha affermato lo Starmer. «Abbiamo deciso di accettare questa richiesta per impedire all’Iran di lanciare missili nella regione».
Lo Starmer ha affermato che la decisione è stata presa alla luce degli attacchi dell’Iran contro i paesi della regione che non avevano preso parte all’operazione Epic Fury, l’operazione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Oltre a lanciare attacchi missilistici e con droni in tutta la regione, l’Iran ha attivato forze locali, tra cui gli Houthi nello Yemen e Hezbollah in Libano.
Come riportato da Renovatio 21, una milizia sciita irachena sostenuta dall’Iran nelle scorse ore ha attaccato le truppe statunitensi a Baghdad. Non si segnalano vittime. Il gruppo, noto come Saraya Awliya al-Dam, è una delle numerose milizie sciite irachene sostenute dall’Iran e opera nel Paese dalla caduta di Saddam Hussein, nel 2003.
Nel fine settimana, il presidente Trump ha dichiarato che offrirà al regime iraniano diverse «vie di fuga» dall’operazione Epic Fury.
In un’intervista telefonica con la testata americana Axios di sabato, Trump ha dichiarato: «Posso andare avanti e prendere in mano l’intera faccenda, oppure concluderla in due o tre giorni e dire agli iraniani: ‘Ci rivediamo tra qualche anno se iniziate a ricostruire» il programma nucleare «In ogni caso, ci vorranno diversi anni per riprendersi da questo attacco», ha aggiunto Trump.
Cipro è un Paese membro dell’UE, per cui le conseguenze dovrebbero interessare, in teoria, gli apparati militari UE. L’isola ospita Typhoon inglesi e fa parte del cosiddetto triumvirato del Mediterraneo orientale con Israele e Grecia. Recentemente è stata interessata da una serie di iniziative per potenziare la difesa, come la decisione di costruire una nuovissima base per sommergibili e la nascita del progetto Cyclops, laboratorio da 5 milioni di dollari per la lotta al terrorismo e il monitoraggio dei porti.
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Anche per questa ragione la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è affrettata a telefonare al presidente cipriota Nikos Christodulides: «sebbene la Repubblica di Cipro non fosse l’obiettivo, vorrei essere chiara: siamo tutti uniti, fermi e inequivocabili al fianco dei nostri Stati membri di fronte a qualsiasi minaccia», ha scritto in un post su X la presidente della Commissione europea.
I commissari Kallas e Kubilius sono in stretto contatto con il governo di Nicosia, che nel frattempo già da questa notte aveva aumentato il livello di prontezza della Guardia Nazionale che ha proceduto a un richiamo parziale del suo personale oltre al rafforzamento della difesa antiaerea.
Come riportato da Renovatio 21, Ursula e la Commissione sono stati scherzati pesantemente in rete per l’annuncio di sabato secondo cui le riunioni per la crisi si sarebbero svolte il lunedì, cioè dopo il fine settimana.
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Immagine di Peter Gronemann via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Geopolitica
Manifestanti colpiti da arma da fuoco fuori dal consolato americano in Pakistan
Anger is boiling over in Pakistan, as protesters storm and burn the US consulate in Karachi. Pakistan is the home to the world’s second largest Shia population in the world. The killing of Khamenei will have repercussions for the US. pic.twitter.com/lg9ch8mxp1
— Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) March 1, 2026
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Geopolitica
Trump: diverse «vie di fuga» per l’Iran
Il presidente Trump offrirà al regime iraniano diverse «vie di fuga» dall’Operation Epic Fury, la campagna militare congiunta USA-Israele che ha già eliminato la Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei, e gran parte della leadership senior dell’Iran.
«Posso andare avanti a lungo e prendere in mano l’intera faccenda, oppure concluderla in due o tre giorni e dire agli iraniani: “Ci rivediamo tra qualche anno se iniziate a ricostruire»il programma nucleare, ha detto in un’intervista telefonica con Axios sabato.
«In ogni caso, ci vorranno diversi anni per riprendersi da questo attacco», ha aggiunto Trump. I commenti suggeriscono che il presidente Trump sia ancora aperto a una soluzione diplomatica.
Un’operazione breve seguita da nuovi ultimatum rappresenterebbe un risultato radicalmente diverso dal cambio di regime che alcuni funzionari statunitensi e israeliani hanno descritto come obiettivo, osserva Axios. Un alto funzionario statunitense ha affermato che il piano operativo congiunto USA-Israele prevede una massiccia campagna di bombardamenti di cinque giorni. Il presidente ha dichiarato alla testata americana che il programma potrebbe cambiare in risposta agli eventi sul campo, inclusa la sorte di alti funzionari iraniani.
Trump ha affermato che le due ragioni principali degli attacchi sono state il fallimento dei recenti negoziati sulle ambizioni nucleari dell’Iran, guidati dalla parte americana da Steve Witkoff e Jared Kushner, e la storia dell’Iran di finanziamento del terrorismo e delle guerre per procura negli ultimi cinque decenni.
«Gli iraniani si sono avvicinati e poi si sono ritirati: si sono avvicinati e poi si sono ritirati. Da questo ho capito che non vogliono davvero un accordo», ha detto Trump, sostenendo che il regime aveva ricostruito alcuni dei suoi impianti nucleari distrutti lo scorso giugno durante l’Operazione Midnight Hammer («Martello di Mezzanotte»).
Trump ha affermato che Midnight Hammer ha permesso che l’operazione in corso avesse luogo e che l’Iran avrebbe potuto già disporre di un’arma nucleare se quegli attacchi non fossero stati lanciati.
Il presidente statunitense ha inoltre confermato di aver parlato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo gli attacchi di sabato, oltre che con i leader di Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e con il segretario generale della NATO Mark Rutte.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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