Connettiti con Renovato 21

Salute

I malori della 50ª settimana 2023

Pubblicato

il

Mercatale di Sassocorvaro, provincia di Ancona: «Malore improvviso, muore a 21 anni». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Saluzzo, provincia di Cuneo: «Muore a 54 anni per un malore mentre pedala verso Valmala». Lo riporta La Guida.

 

Tortoreto, provincia di Teramo: «Stroncato da malore a 49 anni mentre lavora: aveva tre figli». Lo riporta Il Messaggero.

 

Granada, Spagna: «Tifoso muore durante Granada-Atletico Bilbao: il malore in curva, partita sospesa». Lo riporta La Repubblica.

 

Trasacco, provincia dell’Aquila: «Colpito da malore, si accascia e muore a 45 anni: lascia due figli». Lo riporta Il Messaggero.

 

Castelnovo Monti, provincia di Reggio nell’Emilia: «Malore, precipita nella scarpata». Lo riporta Il Resto del Carlino.

Aiuta Renovatio 21

Roma: «Operaio accusa malore in un cantiere e muore». Lo riporta Roma Today.

 

Brignano, provincia di Bergamo: «Malore mentre va a trovare la moglie: addio». Lo riporta L’Eco di Bergamo.

 

Bari: «Malore in piscina a Bari, muore a 27 anni: disposta l’autopsia». Lo riporta Il Messaggero.

 

Ciconicco di Fagnana, provincia di Udine: «Malore nella notte: il San Daniele calcio piange il suo capitano». Lo riporta Telefriuli.

 

Grosseto: «Grosseto, ha un malore in casa e muore tra le braccia della moglie: addio all’avvocato». Lo riporta Il Tirreno.

 

Livorno: «Malore improvviso, muore 41enne livornese. Era un volontario». Lo riporta Il Telegrafo.

 

Gela, libero consorzio comunale di Caltanisetta: «Malore improvviso stronca il gestore di una pizzeria». Lo riporta il Gazzettino di Gela.

 

Thiene, provincia di Vicenza: «Malore in auto, accosta ma non riesce a dare l’allarme: trovato senza vita un uomo». Lo riporta Il Dolomiti.

 

Roma: «Schianto contro il guardrail sulla Roma-Fiumicino: muore un motociclista di 34 anni. Ipotesi malore». Lo riporta Il Messaggero.

 

Carrara: «Muore davanti alla giovane figlia». Lo riporta La Nazione.

 

Palermo: «Ippica, morto il driver: ha avuto un malore mentre allenava un puledro». Lo riporta Repubblica Palermo.

 

Villa di Serio, provincia di Bergamo: «Malore alla partita, muore ex assessore». Lo riporta L’Eco di Bergamo.

 

Pontecorvo, provincia di Frosinone: «Dolore e shock in Comune, giovane dipendente stroncato da un malore». Lo riporta Frosinone Today.

 

Vitulazio, provincia di Caserta: «Colpita da un malore improvviso in auto: muore una donna». Lo riporta ECaserta.

 

Lido, città metropolitana di Venezia: «Malore alla cena con gli amici: tentano la rianimazione ma non c’è nulla da fare. Muore a 66 anni». Lo riporta Il Gazzetino.

 

Milano: «Il malore improvviso e la tragedia, muore a 33 anni». Lo riporta QdS.it.

 

Valsugana, provincia autonoma di Trento: «Malore alla guida, un morto e un ferito in Trentino». Lo riporta Tgcom24.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Melegnano, città metropolitana di Milano: «Malore al volante in Autostrada, muore un camionista di 53 anni. Code fino a 4 chilometri». Lo riporta Il Cittadino.

 

Roma: «Malore alla guida, accosta l’auto e muore a 57 anni». Lo riporta Roma Today.

 

Revine Lago, provincia di Treviso: «Ha un improvviso malore durante l’escursione con marito e figlia. Una 69enne trasportata in elicottero all’ospedale». Lo riporta Il Dolomiti.

 

Curtarolo, provincia di Padova: «Malore al volante, si schianta e rimane incastrato tra le lamiere». Lo riporta Il Gazzetino.

 

Livorno: «Malore mentre guida l’auto, salvato da una volontaria dell’Svs». Lo riporta Livorno Today.

 

Bournemouth, Inghilterra: «Colla a terra colto da malore: terrore in campo durante la partita». Lo riporta Il Giornale.

 

Roma: «Paura a Roma: l’autista ha un malore e il bus si schianta contro un palazzo». Lo riporta Il Giornale.

 

Teramo: «Paura a scuola, docente colpito da malore: crolla a terra in classe davanti agli alunni». Lo riporta Orizzonte Scuola.

 

Latina: «Accusa un malore e va giù dal muretto». Lo riporta Latina Oggi.

 

Ascoli: «Stroncato da un malore, Ascoli piange la scomparsa a 50 anni». Lo riporta il Corriere Adriatico.

 

Correggio, provincia di Reggio nell’Emilia: «Muore a 39 anni in ospedale mentre era in attesa di un esame». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Mira, città metropolitana di Venezia: «Mira, detective stroncato da un infarto in un’area di servizio». Lo riporta La Nuova Venezia.

 

Salerno: «Malore su un treno a Cava de’ Tirreni: muore 50enne salernitano». Lo riporta Il Portico.

 

Ravenna: «75enne di Conselice muore all’Ospedale di Argenta: forse colto da malore mentre cercava di accedere al Pronto Soccorso». Lo riporta RavennaNotizie.

 

Campomicciolo, provincia di Terni: «Operaio Ast stroncato da un malore in casa. Sabato l’ultimo saluto». Lo riporta UmbriaON.

Aiuta Renovatio 21

Fermignano, provincia di Pesaro e Urbino: «Schianto contro un’auto in sosta: Franco Nigro muore forse colpito da un malore». Lo riporta il Corriere Adriatico.

 

Paullo, città metropolitana di Milano: «colto da un malore improvviso, muore a soli 32 anni: era vicario parrocchiale». Lo riporta Il Cittadino.

 

Leini, «Malore improvviso in auto, morta una pensionata». Lo riporta Il Canavese.

 

Cremona: «Donna di 69 anni trovata morta in casa dopo 10 giorni». Lo riporta La Provincia di Verona.

 

Brienno, provincia di Como: «Operaio colpito dal malore mentre lavora in parete». La riporta La Provincia di Como.

 

Val d’Ossola, provincia del Verbano-Cusio-Ossola: «Malore in superstrada, interviene l’ambulanza». Lo riporta Ossola 24.

 

Borso del Grappa, provincia di Vicenza: «Malore dopo l’atterraggio col parapendio. Gravissimo il presidente del Volo Club». Lo riporta Il Giornale di Vicenza.

 

Arezzo: «Malore a scuola: uomo defibrillato sul posto, poi il volo a Careggi». Lo riporta Arezzo Notizie.

 

Arezzo: «Colpito da arresto cardiaco mentre va alla Città del Natale, salvato da 3 giovani sul raccordo». Lo riporta Arezzo Notizie.

 

Genova: «Genova, fumo in un concessionario a San Benigno: malore per addetto pulizie». Lo riporta Primocanale.

 

Pescara: «Ha un malore al volante e sradica palo della luce in via Milano (ZTL) dopo scontro con un SUV». Lo riporta IlPescara.

 

Mede, provincia di Pavia: «Mede: accusa un malore in casa, 55enne soccorso dai Vigili del fuoco». Lo riporta Vigevano24.it.

 

Foggia: «Uomo colto da malore dinanzi al Comune di Foggia, consigliere e vigili urbani lo salvano». Lo riporta L’Immediato.

Sostieni Renovatio 21

Brivio, provincia di Lecco: «Infortunio e malore sul posto di lavoro, grave un uomo». Lo riporta Prima Merate.

 

San Rocco, provincia di Lecco: «Malori sul lavoro: due in pochi minuti». Lo riporta Il Cittadino.

 

Saronno, provincia di Varese: «Saronno, colto da malore in moto finisce fuori strada: 81enne ricoverato in ospedale». Lo riporta Il Notiziario.

 

Bari: «Malore per l’assessore regionale durante i lavori di Giunta». Lo riporta il Quotidiano di Puglia.

 

Serrazzano, provincia di Pisa: «Cacciatore si sente male nel bosco: salvato». Lo riporta Pisa Today.

 

Bagnone, provincia di Massa-Carrara: «Donna colta da malore durante il funerale: salvata dalla vedova». Lo riporta La Nazione.

 

Cagliari: «Cagliari da batticuore, ma per davvero: malore per un giovane tifoso dopo il gol di Pavoletti». Lo riporta L’Unione Sarda.

 

Pescara: «Lieve malore per Zeman, accertamenti in clinica a Pescara». Lo riporta l’agenzia ANSA.

 

Bologna: «Patti Smith ha un malore, annullato il concerto». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Cecina, provincia di Livorno: «Malore per Beppe Grillo: ricoverato a Cecina». Lo riporta Il Giornale.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21



Immagine su licenza Envato

Continua a leggere

Alimentazione

«Abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti» dal glifosato, dice RFK Jr. a Joe Rogan

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha definito il glifosato un «veleno» e ne ha messo in dubbio la sicurezza, pur difendendo l’ordine del Presidente Donald Trump di espandere la produzione nazionale. RFK Jr. ha dichiarato a Joe Rogan che la dipendenza dalle forniture cinesi minaccia la sicurezza nazionale, ma ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti devono in ultima analisi «abbandonare il glifosato» attraverso l’agricoltura rigenerativa e nuove tecnologie.   Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha definito il glifosato un «veleno» presente nelle scorte alimentari americane, pur sostenendo l’ordine esecutivo del Presidente Donald Trump che ne amplia la produzione nazionale.   Intervenendo il 27 febbraio su The Joe Rogan Experience, Kennedy ha sottolineato la sua decennale lotta contro i pesticidi. «I pesticidi sono veleni. Sono progettati per uccidere ogni forma di vita. Non è una buona cosa averli nel cibo», ha affermato.   Tuttavia ha difeso l’ordine esecutivo del presidente come misura di sicurezza nazionale.

Sostieni Renovatio 21

Trump ha firmato l’ordinanza a febbraio per incrementare la produzione statunitense di glifosato, il principio attivo dell’erbicida Roundup di Monsanto. Bayer ha acquisito Monsanto nel 2018 e ora deve affrontare decine di migliaia di cause legali secondo cui l’esposizione al Roundup avrebbe causato il cancro.   Ore dopo l’ordine, Kennedy ha dichiarato al New York Times: «l’ordine esecutivo di Donald Trump mette l’America al primo posto su ciò che più conta: la nostra prontezza difensiva e la nostra fornitura di cibo». Pochi giorni dopo, Kennedy ha pubblicato un post su X, spiegando la sua posizione.   Nel programma di Rogan, Kennedy ha affermato che i rapporti del settore mostrano che il 99% delle forniture di glifosato degli Stati Uniti proviene dalla Cina. Funzionari del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti hanno avvertito che la dipendenza rappresenta «un’estrema vulnerabilità per la sicurezza nazionale», ha affermato. Un’interruzione delle forniture «potrebbe letteralmente interrompere le nostre forniture alimentari da un giorno all’altro e paralizzare il Paese».   «Il presidente si occupava di sicurezza nazionale», ha detto Kennedy.   L’ordine esecutivo garantisce inoltre l’immunità legale ai produttori nazionali obbligati, ai sensi del Defense Production Act del 1950, a produrre prodotti a base di glifosato. La legge consente al governo federale di imporre alle aziende di produrre materiali ritenuti necessari per la sicurezza nazionale. Bayer è l’unica azienda che produce glifosato negli Stati Uniti.   Kennedy ha criticato le tutele di responsabilità civile. «Non è una cosa che mi ha particolarmente soddisfatto. Lasciatemi dire con tono pacato», ha detto. Ha avvertito che l’immunità «elimina ogni incentivo a rendere il prodotto più sicuro».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«Abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti» dal glifosato

Oltre alla geopolitica, Kennedy sosteneva che la passata politica federale aveva creato una profonda dipendenza dell’agricoltura da questa sostanza chimica.   «Attraverso le politiche e i sussidi federali… abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti da questi pesticidi e in particolare dal glifosato», ha affermato. «Il glifosato è il pesticida fondamentale del nostro sistema di produzione alimentare».   Ha spiegato come le colture geneticamente modificate ne abbiano favorito l’uso diffuso. «Il mais Roundup Ready… significa che puoi spruzzare il campo e tutto il verde muore tranne il mais, che è immune al glifosato», ha detto. Lo stesso vale per la soia.   Kennedy ha affermato che il 97% del mais e il 98% della soia statunitensi dipendono dal glifosato. «Se vietassimo il glifosato da un giorno all’altro… distruggeremmo il sistema alimentare americano», ha affermato.   Questa dipendenza lascia gli agricoltori intrappolati in un modello costoso e sempre più pericoloso, ha affermato Kennedy.

Aiuta Renovatio 21

Gli agricoltori hanno iniziato a spruzzare glifosato «direttamente sul cibo» e le allergie sono aumentate

Kennedy ha messo in dubbio i rischi per la salute derivanti da qualsiasi esposizione alla sostanza chimica. «Non so se esista un livello sicuro», ha affermato.   La maggior parte delle controversie legali si è concentrata sul linfoma non-Hodgkin «perché è l’unica cosa supportata da una massa critica di studi scientifici», ha osservato.   Sebbene non esista grano Roundup Ready, Kennedy ha affermato che gli agricoltori hanno iniziato a utilizzare il glifosato intorno al 2003 per essiccare il grano prima del raccolto. «Per la prima volta, lo spruzzavano direttamente sul cibo», ha detto.   «Intorno al 2003 si è iniziato a vedere questa esplosione di celiachia e allergie al glutine», ha affermato. Kennedy ha riconosciuto che «non ci sono chiare prove scientifiche che siano correlate». Tuttavia, ha citato «segnali» sulla salute ora in fase di revisione da parte delle agenzie sanitarie federali.   Il glifosato «decisamente sconvolge… il bioma intestinale», ha detto Kennedy. «Il vantaggio del glifosato è che, a differenza di altri veleni, non danneggia i tessuti organici, ma attacca le piante, non i tessuti animali. Ma il microbioma dello stomaco è vegetale».

Aiuta Renovatio 21

Gli agricoltori sanno che il glifosato sta «distruggendo il loro terreno»

Kennedy ha anche avvertito che il glifosato danneggia la salute del suolo.   Gli agricoltori «sanno che sta distruggendo il loro terreno», ha detto. Il glifosato danneggia la microbiologia del suolo, riduce l’infiltrazione dell’acqua e contribuisce al deflusso. «Non è sostenibile. Lo sanno tutti», ha aggiunto.   Ha affermato che gli agricoltori sono risentiti per l’elevato costo del glifosato, per la diffusione di erbacce resistenti alle sostanze chimiche e per le restrizioni europee all’esportazione che limitano le colture trattate con glifosato.   «Gli agricoltori sono le persone più laboriose che abbia mai incontrato», ha detto Kennedy. «Vogliono produrre il cibo più sano e… gli input li stanno uccidendo».   Ha aggiunto: «sette anni su dieci gli agricoltori perdono soldi e… non ci sono più giovani che si trasferiscono nelle campagne. Quindi, sapete, dobbiamo davvero fare il possibile per assicurarci di non perdere altre aziende agricole in questo Paese. Ed è questo che preoccupa il presidente. Deve essere la sua priorità».

Iscriviti al canale Telegram

«Sappiamo tutti che dobbiamo abbandonare il glifosato»

Pur difendendo l’ordine di Trump, Kennedy ha insistito sul fatto che l’obiettivo a lungo termine rimane chiaro. «Sappiamo tutti che dobbiamo abbandonare il glifosato», ha affermato.   Ha affermato che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti sta investendo molto nella ricerca e nell’agricoltura rigenerativa, mentre il presidente ha stanziato 1 miliardo di dollari per l’agricoltura rigenerativa e la riduzione dell’uso di sostanze chimiche.   Kennedy ha menzionato i sistemi laser che colpiscono erbacce e insetti senza l’uso di sostanze chimiche. Sebbene le macchine costino circa 1 milione di dollari, ha affermato che il sistema «si ripaga da solo», citando prove che dimostrano un aumento della produttività e una riduzione delle stagioni di crescita.   «Ci sono tutte queste nuove tecnologie entusiasmanti che ci danno una luce alla fine del tunnel», ha detto. «E potrebbe essere molto, molto veloce».   Ha riconosciuto che le colture a filari rappresentano una sfida maggiore rispetto alle aziende agricole biologiche specializzate, ma ha sollecitato investimenti per liberare gli Stati Uniti dalla dipendenza chimica.   «Come possiamo aiutarli a farlo?», ha chiesto. «Come possiamo convincere gli imprenditori e i miliardari della Silicon Valley a investire in modo significativo in questo tipo di tecnologie? E smettiamola di occuparcene».   Kennedy ha definito la sua missione come urgente. «Agirò come se avessi tre anni per fare tutto», ha affermato, riferendosi alla durata residua dell’attuale mandato di Trump. Ha previsto che la tecnologia eliminerà molti pesticidi ed erbicidi, anche se la riforma dei fertilizzanti «sarà molto più lenta».   Ciononostante, ha espresso fiducia in un futuro senza pesticidi. «Penso che accadrà», ha detto. «La tecnologia lo permetterà».   Jill Erzen

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine da Twitter
   
Continua a leggere

Alimentazione

Una singola esposizione a un fungicida tossico può ripercuotersi per 20 generazioni

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Secondo una ricerca innovativa, una singola esposizione al vinclozolin, un fungicida un tempo ampiamente spruzzato sull’erba dei tappeti erbosi e su frutta e verdura come fragole, lamponi, lattuga e uva, compresa l’uva da vino, può avere ripercussioni per 20 generazioni, con i rischi di malattie ereditarie, dalle malattie renali all’infertilità, che non scompaiono, ma peggiorano nel tempo.

 

Secondo una ricerca innovativa pubblicata il 17 febbraio, una singola esposizione a un fungicida agricolo tossico durante la gravidanza può avere ripercussioni per 20 generazioni, mentre i rischi di malattie ereditarie, dalle malattie renali all’infertilità, non diminuiscono, ma peggiorano nel tempo.

 

Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha monitorato i ratti i cui antenati erano stati esposti nel grembo materno al vinclozolin, un fungicida un tempo ampiamente spruzzato sull’erba dei tappeti erbosi e su frutta e verdura come fragole, lamponi, lattuga e uva, compresa l’uva da vino.

 

I ricercatori hanno scoperto che i cambiamenti chimici che regolano il modo in cui i geni vengono attivati ​​o disattivati ​​negli embrioni in via di sviluppo e per tutta la vita, noti come epigenetica o «epimutazioni», sono rimasti alterati negli spermatozoi anche 23 generazioni dopo.

Sostieni Renovatio 21

Le generazioni successive hanno mostrato malattie più gravi, un calo della fertilità e complicazioni letali alla nascita rispetto alle precedenti. In alcune generazioni, madri e intere cucciolate sono morte durante il parto. Altrettanto sorprendente è il fatto che i ricercatori abbiano trovato anche un piccolo numero di rare mutazioni del DNA.

 

«Lo studio attuale suggerisce che dopo venti generazioni anche l’epigenetica può promuovere alterazioni genetiche», hanno scritto gli autori, aggiungendo che il modello dominante era il cambiamento epigenetico.

 

I risultati suggeriscono che i cambiamenti epigenetici legati all’esposizione ancestrale a una sostanza chimica e a un disruptor endocrino possono persistere per molte generazioni e accumularsi nel tempo. Venti generazioni di ratti durano pochi anni. Negli esseri umani, questo potrebbe tradursi in secoli.

 

Ricerche passate hanno rilevato cambiamenti negli ovuli e negli spermatozoi umani che corrispondono a quelli riscontrati negli studi sui mammiferi, e l’aumento dell’incidenza delle malattie umane è in linea con i risultati transgenerazionali riscontrati negli studi sugli animali.

 

Questi nuovi risultati potrebbero aiutare a spiegare alcuni dei crescenti tassi di malattie croniche che vanno di pari passo con l’aumento dell’uso di pesticidi e prodotti chimici industriali, hanno affermato i ricercatori.

 

Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, più di tre quarti degli americani convivono con almeno una malattia cronica, come malattie cardiache, cancro o artrite, e più della metà ha due malattie.

 

«La stabilità generazionale degli effetti transgenerazionali osservati in questo studio ha implicazioni per la salute umana, in particolare per quanto riguarda l’esposizione a sostanze tossiche ambientali, i disturbi della salute riproduttiva e la suscettibilità alle malattie», hanno scritto gli autori.

 

«Questi risultati hanno importanza per la salute generale e la biologia evolutiva, e per il potenziale impatto a lungo termine delle esposizioni ambientali sulla popolazione di qualsiasi organismo».

 

I risultati principali mostrano:

 

  • Gli effetti sono durati 20 generazioni. I cambiamenti chimici che controllano l’attivazione o la disattivazione dei geni erano ancora alterati nello sperma di ratto 23 generazioni dopo l’esposizione originale. Il numero di queste «etichette» di DNA è aumentato nel tempo, dimostrando che erano state trasmesse e accumulate stabilmente.

 

  • La malattia peggiorò nelle generazioni successive. Le generazioni successive svilupparono tassi più elevati di patologie renali, prostatiche, ovariche e testicolari. Nelle donne, la malattia era più frequente e spesso più pericolosa per la vita.

 

  • Emersero gravi complicazioni alla nascita. Anche 16 generazioni dopo, le femmine sperimentavano un travaglio prolungato o interrotto. Alla 22a generazione, il successo riproduttivo diminuì drasticamente.

 

  • La salute degli spermatozoi è peggiorata costantemente. I discendenti maschi hanno mostrato un numero crescente di spermatozoi morenti nel corso delle generazioni. Nelle generazioni successive, la morte degli spermatozoi è aumentata bruscamente e ha coinciso con alti tassi di complicazioni alla nascita.

 

  • La linea materna è stata la più colpita. I ratti discendenti dalla linea materna presentavano regioni di DNA molto più alterate e problemi riproduttivi più gravi rispetto a quelli della linea paterna.

 

  • I cambiamenti erano in gran parte epigenetici, non genetici. È stato rilevato solo un piccolo numero di mutazioni permanenti del DNA. La maggior parte degli effetti ereditari riguardava cambiamenti nella regolazione genica piuttosto che modifiche al codice del DNA stesso.

 

  • Aumento delle patologie organiche. Gli esami dei tessuti, inclusa l’analisi assistita dall’intelligenza artificiale, hanno rilevato anomalie in diversi organi, tra cui malattie renali e problemi alla prostata. Grandi cisti ovariche e follicoli maturi ridotti erano più comuni nelle generazioni successive.

 

  • Sono emerse differenze fisiche notevoli. Persino fratelli cresciuti nella stessa gabbia con la stessa dieta mostravano differenze significative. In un caso, un fratello era magro mentre l’altro era gravemente obeso.

 

I risultati confermano le ricerche precedenti che hanno rilevato cambiamenti nelle cellule riproduttive umane, che rispecchiano i risultati degli studi sugli animali, e un aumento dei tassi di malattia nelle persone che seguono gli stessi modelli multigenerazionali.

 

«Questo studio dimostra davvero che questo problema non scomparirà», ha affermato il coautore Michael Skinner, Ph.D., professore presso la Facoltà di Scienze Biologiche e direttore fondatore del Center for Reproductive Biology presso la Washington State University. «Dobbiamo fare qualcosa al riguardo».

Iscriviti al canale Telegram

Una sostanza chimica con una storia travagliata

Prodotto dall’azienda chimica BASF, il vinclozolin è stato registrato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1981 per l’uso sulle colture con marchi come Ronilan e Vorlan. Negli anni ’90, tuttavia, le preoccupazioni sono aumentate quando alcuni studi hanno suggerito che la sostanza chimica potesse comportare rischi per la salute.

 

La vinclozolina blocca i recettori degli androgeni, gli interruttori molecolari che rispondono agli ormoni maschili come il testosterone. Questo può interferire con la normale segnalazione degli ormoni maschili e compromettere lo sviluppo e la funzionalità dell’apparato riproduttivo maschile.

 

Studi sugli animali hanno collegato la vinclozolina a tumori al fegato, anomalie della prostata, tumori surrenali e della tiroide, malattie renali e cancro dell’utero.

 

Nel novembre 2025, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro l’ha classificata come «possibilmente cancerogena per l’uomo». L’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti ha gradualmente eliminato l’uso alimentare negli Stati Uniti all’inizio degli anni 2000 e la sostanza chimica è vietata, tra gli altri, nell’Unione europea.

 

Ricerche di laboratorio e sugli animali hanno dimostrato che la vinclozolina può causare alterazioni durature nel modo in cui vengono regolati i geni, alterazioni che potrebbero essere trasmesse alle generazioni future.

 

Il nuovo studio sottolinea come gli effetti più gravi potrebbero non limitarsi all’individuo esposto, ma durare molto più a lungo di quanto si sospetti.

 

«Questi risultati forniscono ulteriori prove degli effetti transgenerazionali della vinclozolina, dimostrando che l’esposizione ancestrale può innescare modifiche epigenetiche che contribuiscono allo sviluppo della malattia attraverso più generazioni», hanno scritto gli autori.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

A seguito dell’esposizione attraverso le generazioni

I ricercatori hanno esposto ratti gravidi – la generazione F0 – alla vinclozolina durante una finestra critica dello sviluppo riproduttivo fetale. I ratti di controllo hanno ricevuto una soluzione neutra. Skinner ha affermato di aver ridotto il dosaggio della tossina in modo conservativo, a un livello inferiore a quello che una persona media potrebbe assumere nella propria dieta.

 

L’esposizione di una femmina incinta al virus colpisce tre generazioni: la madre, il feto e gli spermatozoi o gli ovuli in via di sviluppo. La terza generazione (F3) è la prima che non è mai stata esposta direttamente ed è considerata la prima generazione veramente «transgenerazionale».

 

Il team ha allevato i ratti per 23 generazioni, incrociando accuratamente ogni generazione con animali non imparentati provenienti da una colonia di Sprague Dawley geneticamente diversificata per prevenire la consanguineità. La colonia ha un tasso di consanguineità di circa lo 0,15%, simile a quello degli esseri umani.

 

I ricercatori hanno anche contattato il fornitore per confermare che le morti materne e le gravi complicazioni riproduttive sono rare nelle loro colonie generali. Il fornitore non ha segnalato tendenze insolite, il che suggerisce che i problemi osservati nella linea genetica della vinclozolina erano rari e non dovuti ad effetti del ceppo di fondo.

 

All’età di un anno, i ratti sono stati valutati per la presenza di patologie. I ricercatori hanno raccolto lo sperma ed esaminato i tessuti della prostata, dei testicoli, delle ovaie, dei reni maschili e femminili e del grasso circostante.

Aiuta Renovatio 21

Misurazione del cambiamento epigenetico

Gli scienziati hanno utilizzato un metodo di laboratorio per identificare le «regioni differenzialmente metilate», o DMR, aree in cui i marcatori che regolano i geni differivano dai controlli. Entro la 23ª generazione:

 

  • La linea materna presentava 470 regioni significativamente alterate rispetto ai controlli.

 

  • La linea paterna contava 64.

 

  • Molti cambiamenti hanno comportato aumenti o diminuzioni di circa il 50% nella metilazione, riflettendo cambiamenti sostanziali nella regolazione genica.

 

  • Le alterazioni erano distribuite in tutto il genoma, compresi i geni vicini coinvolti nel metabolismo, nella segnalazione e nella funzione degli organi.

 

  • Molte delle stesse regioni alterate erano già state osservate 10 generazioni prima. Circa il 24% si sovrapponeva nella linea materna e quasi il 44% in quella paterna, a indicare che i cambiamenti erano stabili e persistenti.

 

Skinner ha identificato per la prima volta l’ereditarietà epigenetica della malattia nel 2005 e da allora ha pubblicato decine di articoli, tra cui gli studi fondamentali del 2006 e del 2007 sulla vinclozolina.

 

Studi precedenti hanno dimostrato che il rischio di malattie ereditarie può superare i danni causati dall’esposizione diretta alle tossine.

 

«In sostanza, quando una donna incinta viene esposta, anche il feto viene esposto», ha affermato.

 

«E poi anche la linea germinale all’interno del feto viene esposta. Da questa esposizione, la prole subirà potenziali effetti, e la prole successiva, e così via. Una volta programmata nella linea germinale [spermatozoi e ovuli], è stabile come una mutazione genetica».

 

Una precedente ricerca del 2007 aveva scoperto che i ratti femmina evitavano i maschi i cui bisnonni erano stati esposti a determinate sostanze chimiche, il che suggerisce che i cambiamenti epigenetici ereditari possono plasmare non solo la biologia, ma anche il comportamento.

 

La malattia si è intensificata attraverso le generazioni

I ricercatori hanno segnalato gravi conseguenze per la salute. Nel corso delle generazioni, i discendenti maschi hanno mostrato un tasso elevato di morte degli spermatozoi, misurato da un test di laboratorio che rileva le cellule morenti.

 

La morte degli spermatozoi è aumentata gradualmente, raggiungendo un breve periodo di stallo tra le generazioni 15 e 17, per poi aumentare bruscamente tra le generazioni 18 e 20. Alla ventesima generazione, i maschi discendenti dalla linea materna avevano in media più di 400 spermatozoi morenti. I maschi della linea paterna ne avevano in media quasi 380, ben al di sopra dei controlli.

 

Nello stesso periodo, anche i risultati riproduttivi peggiorarono. A partire dalla 19a generazione circa, le femmine di ratto iniziarono a morire durante il travaglio. Le cucciolate venivano perse a causa di parti prolungati o bloccati. Alla 22a generazione, il successo riproduttivo era drasticamente diminuito.

 

«Verso la sedicesima, diciassettesima e diciottesima generazione, le malattie divennero molto diffuse e iniziammo a osservare anomalie durante il parto», ha detto Skinner. «O moriva la madre o morivano tutti i cuccioli, quindi era una patologia davvero letale».

 

Molte donne colpite erano in sovrappeso o obese, condizioni che possono interferire con le contrazioni uterine. Lo studio sottolinea che anche la qualità dello sperma potrebbe aver ridotto il successo della fecondazione e l’impianto sano dell’embrione.

 

L’analisi dei tessuti assistita dall’intelligenza artificiale, combinata con la revisione manuale, ha rivelato tassi più elevati di malattie renali, cisti ovariche, un minor numero di follicoli maturi e anomalie della prostata.

 

«In alcuni casi, nei ratti della generazione F23 sono state osservate malattie più progressive e croniche», hanno scritto gli autori.

Iscriviti al canale Telegram

Implicazioni per la prevenzione di malattie future

Lo studio sottolinea anche un punto cieco normativo, poiché la tossicologia tradizionale si concentra sulla tossicità diretta e sulle mutazioni genetiche. L’ereditarietà epigenetica suggerisce che le esposizioni a basse dosi potrebbero lasciare impronte molecolari che si amplificano attraverso le generazioni, ma aprono anche la strada a strategie di prevenzione, hanno affermato i ricercatori.

 

Ad esempio, sono stati identificati biomarcatori epigenetici per diverse patologie, tra cui disturbi legati alla gravidanza come la preeclampsia. Poiché possono fornire un segnale stabile di cambiamenti biologici ereditari, potrebbero aiutare a identificare il rischio molto prima della comparsa dei sintomi, hanno affermato gli autori.

 

«Sebbene la malattia transgenerazionale epigenetica indotta dall’ambiente non possa essere prevenuta e avrà un impatto sulla salute delle generazioni future, l’uso di biomarcatori epigenetici per la suscettibilità alle malattie può essere utilizzato in età precoce per consentire l’impiego di approcci di medicina preventiva per ritardare o prevenire il carico di malattie in età avanzata», hanno scritto.

 

Pamela Ferdinand

 

Pubblicato originariamente da US Right to Know.

Pamela Ferdinand è una giornalista pluripremiata ed ex borsista del Massachusetts Institute of Technology Knight Science Journalism, che si occupa dei determinanti commerciali della salute pubblica.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Salute

Kennedy risponde all’ordine esecutivo di Trump sul glifosato

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   La scorsa settimana, il presidente Donald Trump ha emesso un ordine esecutivo volto a incrementare la produzione statunitense di glifosato, il principio attivo dell’erbicida Roundup di Monsanto. Domenica, il Segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. ha spiegato perché sostiene l’ordine e cosa prevede per il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura negli Stati Uniti.   La scorsa settimana il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy, ha dichiarato di sostenere l’ordine esecutivo del Presidente Donald Trump volto ad aumentare la produzione statunitense di glifosato, il principio attivo dell’erbicida Roundup della Monsanto.   In una dichiarazione iniziale al New York Times, Kennedy ha affermato:   «L’ordine esecutivo di Donald Trump mette l’America al primo posto dove conta di più: la nostra capacità di difesa e la nostra fornitura di cibo. Dobbiamo salvaguardare la sicurezza nazionale americana prima di tutto, perché tutte le nostre priorità dipendono da essa».   L’ordinanza di Trump ha suscitato ampie critiche da parte degli ambientalisti e dei sostenitori dell’agricoltura biologica e rigenerativa e della sicurezza alimentare.   Domenica, Kennedy ha utilizzato i social media per elaborare la sua posizione sull’ordine esecutivo e sull’uso di pesticidi nell’agricoltura statunitense. Ecco la sua risposta completa, pubblicata su X:    

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

  Dirò sempre la verità al popolo americano.   Pesticidi ed erbicidi sono tossici per natura, concepiti per uccidere gli organismi viventi. Quando li applichiamo su milioni di acri e li lasciamo entrare nel nostro sistema alimentare, mettiamo a rischio gli americani. Le aziende chimiche hanno pagato decine di miliardi di dollari per risolvere le richieste di risarcimento per cancro legate ai loro prodotti, e molte comunità agricole segnalano tassi elevati di cancro e malattie croniche.   Purtroppo, il nostro sistema agricolo dipende fortemente da queste sostanze chimiche. Gli Stati Uniti rappresentano il 4% della popolazione mondiale, eppure utilizziamo circa il 25% dei loro pesticidi. Se questi input scomparissero da un giorno all’altro, le rese agricole diminuirebbero, i prezzi dei prodotti alimentari aumenterebbero vertiginosamente e l’America subirebbe una perdita massiccia di aziende agricole, addirittura superiore a quella a cui stiamo assistendo oggi. Le conseguenze sarebbero disastrose.   “Sostengo l’Ordine Esecutivo del Presidente Trump per riportare la produzione di prodotti chimici agricoli negli Stati Uniti e porre fine alla nostra quasi totale dipendenza dalle nazioni avversarie. Il suo Ordine Esecutivo protegge due pilastri della forza nazionale: la nostra prontezza difensiva e il nostro approvvigionamento alimentare. Quando attori ostili controllano input critici, minacciano direttamente la sicurezza del popolo americano. L’amministrazione Trump proteggerà queste catene di approvvigionamento per eliminare tale vulnerabilità.   Il presidente Trump non ha costruito il nostro sistema attuale, lo ha ereditato. Per decenni, Washington ha progettato l’agricoltura moderna. I politici hanno elaborato politiche agricole, stanziato fondi per la ricerca, strutturato sussidi e assicurazioni sui raccolti e plasmato i mercati delle materie prime per premiare le monocolture e massimizzare la resa. Queste scelte deliberate hanno vincolato gli agricoltori alla dipendenza chimica e hanno dato priorità alla produzione a breve termine rispetto alla vitalità del suolo e alla salute umana a lungo termine.   Stiamo cambiando rotta, senza destabilizzare l’approvvigionamento alimentare.   Insieme alla segretaria dell’USDA Brooke Rollins, stiamo accelerando la transizione verso l’agricoltura rigenerativa espandendo i sistemi agricoli che ricostruiscono il suolo, aumentano la biodiversità, migliorano la ritenzione idrica e riducono la dipendenza da sostanze chimiche sintetiche, tra cui la disidratazione prima del raccolto.   Stiamo inoltre promuovendo la rapida adozione di tecnologie di nuova generazione, tra cui il controllo delle erbacce guidato dal laser, sistemi elettrotermici ed elettrici, robotica, coltivazione meccanica di precisione e controlli biologici che sostituiscono l’irrorazione a tappeto con interventi di precisione.   Queste soluzioni non sono teoriche. Gli agricoltori le stanno già mettendo in pratica. I mercati le stanno diffondendo su larga scala. Ora il governo federale agirà con urgenza per estenderne la portata e accelerarne l’adozione a livello nazionale.   Ho incontrato centinaia di agricoltori e leader agricoli in tutto il paese. Comprendono in prima persona le pressioni a cui sono sottoposti. Gli input chimici riducono i margini. I parassiti resistenti alle sostanze chimiche si stanno diffondendo. La salute del suolo è in declino. I mercati esteri stanno escludendo i prodotti agricoli americani. Gli agricoltori vogliono alternative praticabili e vogliono politiche che sostengano la transizione senza minacciare i loro mezzi di sussistenza.   All’HHS, guido un’iniziativa coordinata basata su principi scientifici di eccellenza. Collaboro con il Segretario Rollins e l’Amministratore dell’EPA Lee Zeldin per accelerare un futuro migliore in cui un sistema agricolo fiorente sia meno dipendente da sostanze chimiche nocive. Stiamo condividendo dati, coordinando strategie e supportando gli agricoltori in una transizione concreta.   Il programma «Make America Healthy Again» ci costringe a mettere in discussione preconcetti consolidati su come coltiviamo il cibo, strutturiamo i mercati e misuriamo il successo in questo Paese. Una riforma di questa portata metterà alla prova interessi consolidati e non procederà in modo lineare.   Il presidente Trump ha aperto la porta a questo dibattito e ha sostenuto un cambiamento significativo, non solo nella politica , ma anche nel dibattito nazionale su salute e agricoltura.   Gli agricoltori americani sono al centro di questo movimento. Meritano politiche basate su una scienza rigorosa e sulla realtà economica. I nostri figli meritano un sistema alimentare che protegga e rafforzi la loro salute.   Con la leadership del presidente Trump, stiamo proteggendo le catene di approvvigionamento essenziali, affrontando i rischi per la salute insiti nel nostro sistema attuale e impiegando tutti gli strumenti disponibili per costruire una catena alimentare americana più solida, più sicura e più resiliente.   Lo Staff di The Defender   © 20 gennaio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Continua a leggere

Più popolari