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Salute

I malori della 22ª settimana 2024

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Maniago, provincia di Pordenone: «Malore in bici, ciclista settantenne muore sulla strada». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Pieve Emanuele, città metropolitana di Milano: «Tragedia in strada, ha un malore mentre è in bici e finisce a terra: morto». Lo riporta MilanoToday.

 

Trapani: «Trapani, colto da un malore mentre è in bici: muore un uomo di 62 anni». Lo riporta il Giornale di Sicilia.

 

Petacciato, provincia di Campobasso: «Corre in spiaggia e si accascia per un malore: Matteo morto a 42 anni». Lo riporta Il Messaggero.

 

Jesi, provincia di Ancona: «Malore improvviso, muore mentre suona con la sua band». Lo riporta Il Resto del Carlino

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Pavia: «Malore fatale mentre trasporta un carico pesante: morto operaio di 53 anni». Lo riporta Il Giorno.

 

Meduna di Livenza, provincia di Treviso: «Malore fatale nella sauna della palestra, morto un 75enne». Lo riporta TrevisoToday.

 

Maracalagonis, città metropolitana di Cagliari: «Perde il controllo dell’auto per un malore, morto un 73enne». Lo riporta l’agenzia ANSA.

 

Capaci, città metropolitana di Palermo: «Morto a 45 anni per un malore un pizzaiolo di Capaci, il dolore degli amici». Lo riporta BlogSicilia.

 

Piacenza: «Malore in viaggio sull’A1, soccorsi intervengono a Piacenza Sud». Lo riporta IlPiacenza.

 

Piattaforma ENI Pennina, al largo di San Benedetto del Tronto: «Malore sulla piattaforma. Dolori addominali, operaio soccorso con l’elicottero». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Castelnovo Monti, provincia di Reggio nell’Emilia: «Ragazza di 29 anni muore stroncata da un malore». Lo riporta la Gazzetta di Reggio.

 

Semiana, provincia di Pavia: «La tragedia in cascina. Malore mentre lavora. Agricoltore non ha scampo». Lo riporta Il Giorno.

 

Sacile, provincia di Treviso: «Quella strana stanchezza e poi il malore fatale: l’imprenditore muore a 55 anni». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Tarcento, provincia di Udine: «Malore improvviso, muore ex poliziotto di Tarcento». Lo riporta UdineToday

 

Cazzago San Martino, provincia di Brescia: «Malore al volante, morto un uomo di 57 anni». Lo riporta BresciaToday.

 

Sarcedo, provincia di Vicenza: «Colta da malore in auto, il conducente accosta e lancia l’allarme ma è tutto inutile. Muore una donna». Lo riporta Il Giornale di Vicenza.

 

Salerno: «Colto da malore alla Cittadella Giudiziaria: muore un medico legale». Lo riporta SalernoToday.

 

Scafati, provincia di Salerno: «Si accascia e muore mentre è in fila al supermercato». Lo riporta SalernoToday.

 

San Tammaro, provincia di Caserta: «Dramma nella notte: 45enne padre di famiglia stroncato da un malore improvviso». Lo riporta CasertaCE.

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Montegrotto, provincia di Padova: «Va in ospedale dopo un malore: muore papà di 45 anni». Lo riporta Il Mattino di Padova.

 

Tolentino, provincia di Macerata: «Morto a 43 anni, trovato in camera da letto dopo 2 giorni (non rispondeva più al telefono)». Lo riporta Il Messaggero.

 

L’Aquila: «Malore in montagna: escursionista di Avezzano muore sul Monte Velino». Lo riporta L’Aquila Blog.

 

Palermo: «Muore improvvisamente per un malore, Albergheria e Ballarò piangono l’amico». Lo riporta BlogSicilia.

 

Mugnano, città metropolitana di Napoli: «Operaio 37enne muore per un malore in un cantiere stradale.». Lo riporta il Corriere Napoli.

 

Lamezia Terme, provincia di Catanzaro: «Uomo muore dopo malore in supermercato». Lo riporta il Lametino.it.

 

Persano, provincia di Salerno: «Colto da malore mentre lavora in caserma: morto militare a Persano». Lo riporta SalernoToday.

 

Terrasini, città metropolitana di Palermo: «Per un malore un anziano turista francese muore nella sua stanza ». Lo riporta il Giornale di Sicilia.

 

Sassano, provincia di Salerno: «Uomo accusa un malore mentre è in montagna: soccorso da agente della Polizia Municipale». Lo riporta L’Occhio di Salerno.

 

Martinengo, provincia di Bergamo: «Colta da malore mentre si stava recando dal medico: muore anziana». Lo riporta L’Eco di Bergamo.

 

Gricignano, provincia di Caserta: «Dramma vicino villa comunale: donna di Succivo stroncata da un malore». Lo riporta Pupia.tv.

 

Monselice, provincia di Padova: «Malore in montagna, è morto a 56 anni». Lo riporta Il Mattino di Padova.

 

Castellamare, città metropolitana di Napoli: «Malore turista in vacanza a Sorrento, salvata al San Leonardo». Lo riporta SorrentoPress.

 

Nettuno, città metropolitana di Roma capitale: «Donna muore in casa colta da malore». Lo riporta In Libera Uscita.

 

San Michele al Tagliamento, città metropolitana di Venezia: «Malore in casa, trovato morto dalla sorella: addio al 44enne». Lo riporta Nordest24.

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Reggio Calabria: «Un 67enne perde la vita per un malore mentre era alla guida della sua auto». Lo riporta Tempostretto.

 

Ascoli Piceno: «Malore improvviso mentre è in giardino: muore a 53 anni». Lo riporta Youtvrs.

 

Novara: «Ucciso da un malore al volante: lutto per il calciatore Giancarlo Guidetti». Lo riporta Virgilio.

 

Salento, provincia di Salerno: «Malore improvviso: pensionato muore in strada». Lo riporta il Giornale del Cilento.

 

Castello di Godego, provincia di Treviso: «Non risponde più al cellulare, era morto in casa da una settimana: stroncato da malore». Lo riporta Leggo.

 

Mazzano, provincia di Brescia: «Malore fatale a Ciliverghe: infarto e lacerazione con motosega». Lo riporta ÈliveBrescia TV.

 

Giuliano di Roma, provincia di Frosinone: «Malore in una sala da ballo, muore una sessantasettenne». Lo riporta Ciociaria Oggi.

 

Roma: «Accusa un malore e invade la corsia opposta: un morto e un ferito». Lo riporta Radio Studio 93.

 

Vicenza: «Malore alla guida, bus contro l’antica porta: due feriti». Lo riporta TVA Vicenza.

 

Borgoricco, provincia di Padova: «Malore alla guida, 53enne riesce a fermarsi e accostare: è gravissimo». Lo riporta TrevisoToday.

 

Rogolo, provincia di Sondrio: «Malore in fabbrica: gravissimo operaio di 24 anni». Lo riporta SondrioToday.

 

Firenze: «Malore su cupola Brunelleschi, turista calata con montacarichi». Lo riporta l’Agenzia ANSA.

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Siena: «Malore in strada, passante e medico salvano turista». Lo riporta La Nazione.

 

Lecco: «Malore in viaggio: soccorsa nella stazione di servizio». Lo riporta LeccoToday.

 

Bulciago, provincia di Lecco: «Malore nei pressi del supermercato: grave un 39enne». Lo riporta Prima Merate.

 

Polla, provincia di Salerno: «Colta da malore cade dentro casa: salvata un’anziana». Lo riporta SalernoToday.

 

Trieste: «Malore mentre guida in Costiera, sessantenne grave». Lo riporta TriestePrima.

 

Ancona: «Malore improvviso in un centro commerciale, grave un uomo». Lo riporta VivereAncona.

 

Vimercate, provincia di Monza e della Brianza: «A 10 anni salva il padre colto da malore mentre è alla guida». Lo riporta Prima Monza.

 

Ancona: «Malore in galleria, l’auto a Gpl capotta e prende fuoco: lei è salva, traffico in tilt sull’autostrada». Lo riporta il Corriere Adriatico.

 

Fonte, provincia di Treviso: «Malore al volante, finisce con l’auto in fossato». Lo riporta laPiazzaWeb.

 

Montanaso, provincia di Lodi: « 50enne accusa un malore dopo essere stato sorpreso a rubare all’interno del Gigante». Lo riporta Il Cittadino di Lodi.

 

Santo Stefano d’Aveto, città metropolitana di Genova: «Escursionista colpito da malore, arriva l’elicottero». Lo riporta Liguria Oggi.

 

Miane, provincia di Treviso: «Malore alla guida: 53enne lotta tra la vita e la morte dopo un eroico gesto». Lo riporta Polesine 24.

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San Benedetto del Tronto, provincia di Ascoli Piceno: «Malore in parrucchieria. Polizia e pompieri sfondano la porta in via Volta,58enne trasportato ad Ancona». Lo riporta La Nuova Riviera.

 

Aosta: «Colpìto da malore esce di strada; questa la causa dell’incidente in via Roma. Lo riporta laprimalinea.it.

 

San Giuseppe Jato, città metropolitana di Palermo: «Accusa malore e viene riammessa al concorso». Lo riporta PartinicoLive.

 

Montagnana, provincia di Padova: «Colpito da un malore mentre lavorava al tetto della scuola: salvato dai vigili del fuoco». Lo riporta Prima Padova.

 

Perugia: «Processato per aver provocato un incidente, ma aveva avuto un malore alla guida: assolto». Lo riporta PerugiaToday.

 

Milano: «Nei parchi scatta il piano contro i malori. E si fa il massaggio cardiaco anche ai cani». Lo riporta il Corriere Milano.

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Alimentazione

«Abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti» dal glifosato, dice RFK Jr. a Joe Rogan

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha definito il glifosato un «veleno» e ne ha messo in dubbio la sicurezza, pur difendendo l’ordine del Presidente Donald Trump di espandere la produzione nazionale. RFK Jr. ha dichiarato a Joe Rogan che la dipendenza dalle forniture cinesi minaccia la sicurezza nazionale, ma ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti devono in ultima analisi «abbandonare il glifosato» attraverso l’agricoltura rigenerativa e nuove tecnologie.   Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha definito il glifosato un «veleno» presente nelle scorte alimentari americane, pur sostenendo l’ordine esecutivo del Presidente Donald Trump che ne amplia la produzione nazionale.   Intervenendo il 27 febbraio su The Joe Rogan Experience, Kennedy ha sottolineato la sua decennale lotta contro i pesticidi. «I pesticidi sono veleni. Sono progettati per uccidere ogni forma di vita. Non è una buona cosa averli nel cibo», ha affermato.   Tuttavia ha difeso l’ordine esecutivo del presidente come misura di sicurezza nazionale.

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Trump ha firmato l’ordinanza a febbraio per incrementare la produzione statunitense di glifosato, il principio attivo dell’erbicida Roundup di Monsanto. Bayer ha acquisito Monsanto nel 2018 e ora deve affrontare decine di migliaia di cause legali secondo cui l’esposizione al Roundup avrebbe causato il cancro.   Ore dopo l’ordine, Kennedy ha dichiarato al New York Times: «l’ordine esecutivo di Donald Trump mette l’America al primo posto su ciò che più conta: la nostra prontezza difensiva e la nostra fornitura di cibo». Pochi giorni dopo, Kennedy ha pubblicato un post su X, spiegando la sua posizione.   Nel programma di Rogan, Kennedy ha affermato che i rapporti del settore mostrano che il 99% delle forniture di glifosato degli Stati Uniti proviene dalla Cina. Funzionari del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti hanno avvertito che la dipendenza rappresenta «un’estrema vulnerabilità per la sicurezza nazionale», ha affermato. Un’interruzione delle forniture «potrebbe letteralmente interrompere le nostre forniture alimentari da un giorno all’altro e paralizzare il Paese».   «Il presidente si occupava di sicurezza nazionale», ha detto Kennedy.   L’ordine esecutivo garantisce inoltre l’immunità legale ai produttori nazionali obbligati, ai sensi del Defense Production Act del 1950, a produrre prodotti a base di glifosato. La legge consente al governo federale di imporre alle aziende di produrre materiali ritenuti necessari per la sicurezza nazionale. Bayer è l’unica azienda che produce glifosato negli Stati Uniti.   Kennedy ha criticato le tutele di responsabilità civile. «Non è una cosa che mi ha particolarmente soddisfatto. Lasciatemi dire con tono pacato», ha detto. Ha avvertito che l’immunità «elimina ogni incentivo a rendere il prodotto più sicuro».

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«Abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti» dal glifosato

Oltre alla geopolitica, Kennedy sosteneva che la passata politica federale aveva creato una profonda dipendenza dell’agricoltura da questa sostanza chimica.   «Attraverso le politiche e i sussidi federali… abbiamo reso i nostri agricoltori dipendenti da questi pesticidi e in particolare dal glifosato», ha affermato. «Il glifosato è il pesticida fondamentale del nostro sistema di produzione alimentare».   Ha spiegato come le colture geneticamente modificate ne abbiano favorito l’uso diffuso. «Il mais Roundup Ready… significa che puoi spruzzare il campo e tutto il verde muore tranne il mais, che è immune al glifosato», ha detto. Lo stesso vale per la soia.   Kennedy ha affermato che il 97% del mais e il 98% della soia statunitensi dipendono dal glifosato. «Se vietassimo il glifosato da un giorno all’altro… distruggeremmo il sistema alimentare americano», ha affermato.   Questa dipendenza lascia gli agricoltori intrappolati in un modello costoso e sempre più pericoloso, ha affermato Kennedy.

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Gli agricoltori hanno iniziato a spruzzare glifosato «direttamente sul cibo» e le allergie sono aumentate

Kennedy ha messo in dubbio i rischi per la salute derivanti da qualsiasi esposizione alla sostanza chimica. «Non so se esista un livello sicuro», ha affermato.   La maggior parte delle controversie legali si è concentrata sul linfoma non-Hodgkin «perché è l’unica cosa supportata da una massa critica di studi scientifici», ha osservato.   Sebbene non esista grano Roundup Ready, Kennedy ha affermato che gli agricoltori hanno iniziato a utilizzare il glifosato intorno al 2003 per essiccare il grano prima del raccolto. «Per la prima volta, lo spruzzavano direttamente sul cibo», ha detto.   «Intorno al 2003 si è iniziato a vedere questa esplosione di celiachia e allergie al glutine», ha affermato. Kennedy ha riconosciuto che «non ci sono chiare prove scientifiche che siano correlate». Tuttavia, ha citato «segnali» sulla salute ora in fase di revisione da parte delle agenzie sanitarie federali.   Il glifosato «decisamente sconvolge… il bioma intestinale», ha detto Kennedy. «Il vantaggio del glifosato è che, a differenza di altri veleni, non danneggia i tessuti organici, ma attacca le piante, non i tessuti animali. Ma il microbioma dello stomaco è vegetale».

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Gli agricoltori sanno che il glifosato sta «distruggendo il loro terreno»

Kennedy ha anche avvertito che il glifosato danneggia la salute del suolo.   Gli agricoltori «sanno che sta distruggendo il loro terreno», ha detto. Il glifosato danneggia la microbiologia del suolo, riduce l’infiltrazione dell’acqua e contribuisce al deflusso. «Non è sostenibile. Lo sanno tutti», ha aggiunto.   Ha affermato che gli agricoltori sono risentiti per l’elevato costo del glifosato, per la diffusione di erbacce resistenti alle sostanze chimiche e per le restrizioni europee all’esportazione che limitano le colture trattate con glifosato.   «Gli agricoltori sono le persone più laboriose che abbia mai incontrato», ha detto Kennedy. «Vogliono produrre il cibo più sano e… gli input li stanno uccidendo».   Ha aggiunto: «sette anni su dieci gli agricoltori perdono soldi e… non ci sono più giovani che si trasferiscono nelle campagne. Quindi, sapete, dobbiamo davvero fare il possibile per assicurarci di non perdere altre aziende agricole in questo Paese. Ed è questo che preoccupa il presidente. Deve essere la sua priorità».

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«Sappiamo tutti che dobbiamo abbandonare il glifosato»

Pur difendendo l’ordine di Trump, Kennedy ha insistito sul fatto che l’obiettivo a lungo termine rimane chiaro. «Sappiamo tutti che dobbiamo abbandonare il glifosato», ha affermato.   Ha affermato che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti sta investendo molto nella ricerca e nell’agricoltura rigenerativa, mentre il presidente ha stanziato 1 miliardo di dollari per l’agricoltura rigenerativa e la riduzione dell’uso di sostanze chimiche.   Kennedy ha menzionato i sistemi laser che colpiscono erbacce e insetti senza l’uso di sostanze chimiche. Sebbene le macchine costino circa 1 milione di dollari, ha affermato che il sistema «si ripaga da solo», citando prove che dimostrano un aumento della produttività e una riduzione delle stagioni di crescita.   «Ci sono tutte queste nuove tecnologie entusiasmanti che ci danno una luce alla fine del tunnel», ha detto. «E potrebbe essere molto, molto veloce».   Ha riconosciuto che le colture a filari rappresentano una sfida maggiore rispetto alle aziende agricole biologiche specializzate, ma ha sollecitato investimenti per liberare gli Stati Uniti dalla dipendenza chimica.   «Come possiamo aiutarli a farlo?», ha chiesto. «Come possiamo convincere gli imprenditori e i miliardari della Silicon Valley a investire in modo significativo in questo tipo di tecnologie? E smettiamola di occuparcene».   Kennedy ha definito la sua missione come urgente. «Agirò come se avessi tre anni per fare tutto», ha affermato, riferendosi alla durata residua dell’attuale mandato di Trump. Ha previsto che la tecnologia eliminerà molti pesticidi ed erbicidi, anche se la riforma dei fertilizzanti «sarà molto più lenta».   Ciononostante, ha espresso fiducia in un futuro senza pesticidi. «Penso che accadrà», ha detto. «La tecnologia lo permetterà».   Jill Erzen

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Alimentazione

Una singola esposizione a un fungicida tossico può ripercuotersi per 20 generazioni

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Secondo una ricerca innovativa, una singola esposizione al vinclozolin, un fungicida un tempo ampiamente spruzzato sull’erba dei tappeti erbosi e su frutta e verdura come fragole, lamponi, lattuga e uva, compresa l’uva da vino, può avere ripercussioni per 20 generazioni, con i rischi di malattie ereditarie, dalle malattie renali all’infertilità, che non scompaiono, ma peggiorano nel tempo.

 

Secondo una ricerca innovativa pubblicata il 17 febbraio, una singola esposizione a un fungicida agricolo tossico durante la gravidanza può avere ripercussioni per 20 generazioni, mentre i rischi di malattie ereditarie, dalle malattie renali all’infertilità, non diminuiscono, ma peggiorano nel tempo.

 

Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha monitorato i ratti i cui antenati erano stati esposti nel grembo materno al vinclozolin, un fungicida un tempo ampiamente spruzzato sull’erba dei tappeti erbosi e su frutta e verdura come fragole, lamponi, lattuga e uva, compresa l’uva da vino.

 

I ricercatori hanno scoperto che i cambiamenti chimici che regolano il modo in cui i geni vengono attivati ​​o disattivati ​​negli embrioni in via di sviluppo e per tutta la vita, noti come epigenetica o «epimutazioni», sono rimasti alterati negli spermatozoi anche 23 generazioni dopo.

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Le generazioni successive hanno mostrato malattie più gravi, un calo della fertilità e complicazioni letali alla nascita rispetto alle precedenti. In alcune generazioni, madri e intere cucciolate sono morte durante il parto. Altrettanto sorprendente è il fatto che i ricercatori abbiano trovato anche un piccolo numero di rare mutazioni del DNA.

 

«Lo studio attuale suggerisce che dopo venti generazioni anche l’epigenetica può promuovere alterazioni genetiche», hanno scritto gli autori, aggiungendo che il modello dominante era il cambiamento epigenetico.

 

I risultati suggeriscono che i cambiamenti epigenetici legati all’esposizione ancestrale a una sostanza chimica e a un disruptor endocrino possono persistere per molte generazioni e accumularsi nel tempo. Venti generazioni di ratti durano pochi anni. Negli esseri umani, questo potrebbe tradursi in secoli.

 

Ricerche passate hanno rilevato cambiamenti negli ovuli e negli spermatozoi umani che corrispondono a quelli riscontrati negli studi sui mammiferi, e l’aumento dell’incidenza delle malattie umane è in linea con i risultati transgenerazionali riscontrati negli studi sugli animali.

 

Questi nuovi risultati potrebbero aiutare a spiegare alcuni dei crescenti tassi di malattie croniche che vanno di pari passo con l’aumento dell’uso di pesticidi e prodotti chimici industriali, hanno affermato i ricercatori.

 

Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, più di tre quarti degli americani convivono con almeno una malattia cronica, come malattie cardiache, cancro o artrite, e più della metà ha due malattie.

 

«La stabilità generazionale degli effetti transgenerazionali osservati in questo studio ha implicazioni per la salute umana, in particolare per quanto riguarda l’esposizione a sostanze tossiche ambientali, i disturbi della salute riproduttiva e la suscettibilità alle malattie», hanno scritto gli autori.

 

«Questi risultati hanno importanza per la salute generale e la biologia evolutiva, e per il potenziale impatto a lungo termine delle esposizioni ambientali sulla popolazione di qualsiasi organismo».

 

I risultati principali mostrano:

 

  • Gli effetti sono durati 20 generazioni. I cambiamenti chimici che controllano l’attivazione o la disattivazione dei geni erano ancora alterati nello sperma di ratto 23 generazioni dopo l’esposizione originale. Il numero di queste «etichette» di DNA è aumentato nel tempo, dimostrando che erano state trasmesse e accumulate stabilmente.

 

  • La malattia peggiorò nelle generazioni successive. Le generazioni successive svilupparono tassi più elevati di patologie renali, prostatiche, ovariche e testicolari. Nelle donne, la malattia era più frequente e spesso più pericolosa per la vita.

 

  • Emersero gravi complicazioni alla nascita. Anche 16 generazioni dopo, le femmine sperimentavano un travaglio prolungato o interrotto. Alla 22a generazione, il successo riproduttivo diminuì drasticamente.

 

  • La salute degli spermatozoi è peggiorata costantemente. I discendenti maschi hanno mostrato un numero crescente di spermatozoi morenti nel corso delle generazioni. Nelle generazioni successive, la morte degli spermatozoi è aumentata bruscamente e ha coinciso con alti tassi di complicazioni alla nascita.

 

  • La linea materna è stata la più colpita. I ratti discendenti dalla linea materna presentavano regioni di DNA molto più alterate e problemi riproduttivi più gravi rispetto a quelli della linea paterna.

 

  • I cambiamenti erano in gran parte epigenetici, non genetici. È stato rilevato solo un piccolo numero di mutazioni permanenti del DNA. La maggior parte degli effetti ereditari riguardava cambiamenti nella regolazione genica piuttosto che modifiche al codice del DNA stesso.

 

  • Aumento delle patologie organiche. Gli esami dei tessuti, inclusa l’analisi assistita dall’intelligenza artificiale, hanno rilevato anomalie in diversi organi, tra cui malattie renali e problemi alla prostata. Grandi cisti ovariche e follicoli maturi ridotti erano più comuni nelle generazioni successive.

 

  • Sono emerse differenze fisiche notevoli. Persino fratelli cresciuti nella stessa gabbia con la stessa dieta mostravano differenze significative. In un caso, un fratello era magro mentre l’altro era gravemente obeso.

 

I risultati confermano le ricerche precedenti che hanno rilevato cambiamenti nelle cellule riproduttive umane, che rispecchiano i risultati degli studi sugli animali, e un aumento dei tassi di malattia nelle persone che seguono gli stessi modelli multigenerazionali.

 

«Questo studio dimostra davvero che questo problema non scomparirà», ha affermato il coautore Michael Skinner, Ph.D., professore presso la Facoltà di Scienze Biologiche e direttore fondatore del Center for Reproductive Biology presso la Washington State University. «Dobbiamo fare qualcosa al riguardo».

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Una sostanza chimica con una storia travagliata

Prodotto dall’azienda chimica BASF, il vinclozolin è stato registrato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1981 per l’uso sulle colture con marchi come Ronilan e Vorlan. Negli anni ’90, tuttavia, le preoccupazioni sono aumentate quando alcuni studi hanno suggerito che la sostanza chimica potesse comportare rischi per la salute.

 

La vinclozolina blocca i recettori degli androgeni, gli interruttori molecolari che rispondono agli ormoni maschili come il testosterone. Questo può interferire con la normale segnalazione degli ormoni maschili e compromettere lo sviluppo e la funzionalità dell’apparato riproduttivo maschile.

 

Studi sugli animali hanno collegato la vinclozolina a tumori al fegato, anomalie della prostata, tumori surrenali e della tiroide, malattie renali e cancro dell’utero.

 

Nel novembre 2025, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro l’ha classificata come «possibilmente cancerogena per l’uomo». L’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti ha gradualmente eliminato l’uso alimentare negli Stati Uniti all’inizio degli anni 2000 e la sostanza chimica è vietata, tra gli altri, nell’Unione europea.

 

Ricerche di laboratorio e sugli animali hanno dimostrato che la vinclozolina può causare alterazioni durature nel modo in cui vengono regolati i geni, alterazioni che potrebbero essere trasmesse alle generazioni future.

 

Il nuovo studio sottolinea come gli effetti più gravi potrebbero non limitarsi all’individuo esposto, ma durare molto più a lungo di quanto si sospetti.

 

«Questi risultati forniscono ulteriori prove degli effetti transgenerazionali della vinclozolina, dimostrando che l’esposizione ancestrale può innescare modifiche epigenetiche che contribuiscono allo sviluppo della malattia attraverso più generazioni», hanno scritto gli autori.

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A seguito dell’esposizione attraverso le generazioni

I ricercatori hanno esposto ratti gravidi – la generazione F0 – alla vinclozolina durante una finestra critica dello sviluppo riproduttivo fetale. I ratti di controllo hanno ricevuto una soluzione neutra. Skinner ha affermato di aver ridotto il dosaggio della tossina in modo conservativo, a un livello inferiore a quello che una persona media potrebbe assumere nella propria dieta.

 

L’esposizione di una femmina incinta al virus colpisce tre generazioni: la madre, il feto e gli spermatozoi o gli ovuli in via di sviluppo. La terza generazione (F3) è la prima che non è mai stata esposta direttamente ed è considerata la prima generazione veramente «transgenerazionale».

 

Il team ha allevato i ratti per 23 generazioni, incrociando accuratamente ogni generazione con animali non imparentati provenienti da una colonia di Sprague Dawley geneticamente diversificata per prevenire la consanguineità. La colonia ha un tasso di consanguineità di circa lo 0,15%, simile a quello degli esseri umani.

 

I ricercatori hanno anche contattato il fornitore per confermare che le morti materne e le gravi complicazioni riproduttive sono rare nelle loro colonie generali. Il fornitore non ha segnalato tendenze insolite, il che suggerisce che i problemi osservati nella linea genetica della vinclozolina erano rari e non dovuti ad effetti del ceppo di fondo.

 

All’età di un anno, i ratti sono stati valutati per la presenza di patologie. I ricercatori hanno raccolto lo sperma ed esaminato i tessuti della prostata, dei testicoli, delle ovaie, dei reni maschili e femminili e del grasso circostante.

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Misurazione del cambiamento epigenetico

Gli scienziati hanno utilizzato un metodo di laboratorio per identificare le «regioni differenzialmente metilate», o DMR, aree in cui i marcatori che regolano i geni differivano dai controlli. Entro la 23ª generazione:

 

  • La linea materna presentava 470 regioni significativamente alterate rispetto ai controlli.

 

  • La linea paterna contava 64.

 

  • Molti cambiamenti hanno comportato aumenti o diminuzioni di circa il 50% nella metilazione, riflettendo cambiamenti sostanziali nella regolazione genica.

 

  • Le alterazioni erano distribuite in tutto il genoma, compresi i geni vicini coinvolti nel metabolismo, nella segnalazione e nella funzione degli organi.

 

  • Molte delle stesse regioni alterate erano già state osservate 10 generazioni prima. Circa il 24% si sovrapponeva nella linea materna e quasi il 44% in quella paterna, a indicare che i cambiamenti erano stabili e persistenti.

 

Skinner ha identificato per la prima volta l’ereditarietà epigenetica della malattia nel 2005 e da allora ha pubblicato decine di articoli, tra cui gli studi fondamentali del 2006 e del 2007 sulla vinclozolina.

 

Studi precedenti hanno dimostrato che il rischio di malattie ereditarie può superare i danni causati dall’esposizione diretta alle tossine.

 

«In sostanza, quando una donna incinta viene esposta, anche il feto viene esposto», ha affermato.

 

«E poi anche la linea germinale all’interno del feto viene esposta. Da questa esposizione, la prole subirà potenziali effetti, e la prole successiva, e così via. Una volta programmata nella linea germinale [spermatozoi e ovuli], è stabile come una mutazione genetica».

 

Una precedente ricerca del 2007 aveva scoperto che i ratti femmina evitavano i maschi i cui bisnonni erano stati esposti a determinate sostanze chimiche, il che suggerisce che i cambiamenti epigenetici ereditari possono plasmare non solo la biologia, ma anche il comportamento.

 

La malattia si è intensificata attraverso le generazioni

I ricercatori hanno segnalato gravi conseguenze per la salute. Nel corso delle generazioni, i discendenti maschi hanno mostrato un tasso elevato di morte degli spermatozoi, misurato da un test di laboratorio che rileva le cellule morenti.

 

La morte degli spermatozoi è aumentata gradualmente, raggiungendo un breve periodo di stallo tra le generazioni 15 e 17, per poi aumentare bruscamente tra le generazioni 18 e 20. Alla ventesima generazione, i maschi discendenti dalla linea materna avevano in media più di 400 spermatozoi morenti. I maschi della linea paterna ne avevano in media quasi 380, ben al di sopra dei controlli.

 

Nello stesso periodo, anche i risultati riproduttivi peggiorarono. A partire dalla 19a generazione circa, le femmine di ratto iniziarono a morire durante il travaglio. Le cucciolate venivano perse a causa di parti prolungati o bloccati. Alla 22a generazione, il successo riproduttivo era drasticamente diminuito.

 

«Verso la sedicesima, diciassettesima e diciottesima generazione, le malattie divennero molto diffuse e iniziammo a osservare anomalie durante il parto», ha detto Skinner. «O moriva la madre o morivano tutti i cuccioli, quindi era una patologia davvero letale».

 

Molte donne colpite erano in sovrappeso o obese, condizioni che possono interferire con le contrazioni uterine. Lo studio sottolinea che anche la qualità dello sperma potrebbe aver ridotto il successo della fecondazione e l’impianto sano dell’embrione.

 

L’analisi dei tessuti assistita dall’intelligenza artificiale, combinata con la revisione manuale, ha rivelato tassi più elevati di malattie renali, cisti ovariche, un minor numero di follicoli maturi e anomalie della prostata.

 

«In alcuni casi, nei ratti della generazione F23 sono state osservate malattie più progressive e croniche», hanno scritto gli autori.

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Implicazioni per la prevenzione di malattie future

Lo studio sottolinea anche un punto cieco normativo, poiché la tossicologia tradizionale si concentra sulla tossicità diretta e sulle mutazioni genetiche. L’ereditarietà epigenetica suggerisce che le esposizioni a basse dosi potrebbero lasciare impronte molecolari che si amplificano attraverso le generazioni, ma aprono anche la strada a strategie di prevenzione, hanno affermato i ricercatori.

 

Ad esempio, sono stati identificati biomarcatori epigenetici per diverse patologie, tra cui disturbi legati alla gravidanza come la preeclampsia. Poiché possono fornire un segnale stabile di cambiamenti biologici ereditari, potrebbero aiutare a identificare il rischio molto prima della comparsa dei sintomi, hanno affermato gli autori.

 

«Sebbene la malattia transgenerazionale epigenetica indotta dall’ambiente non possa essere prevenuta e avrà un impatto sulla salute delle generazioni future, l’uso di biomarcatori epigenetici per la suscettibilità alle malattie può essere utilizzato in età precoce per consentire l’impiego di approcci di medicina preventiva per ritardare o prevenire il carico di malattie in età avanzata», hanno scritto.

 

Pamela Ferdinand

 

Pubblicato originariamente da US Right to Know.

Pamela Ferdinand è una giornalista pluripremiata ed ex borsista del Massachusetts Institute of Technology Knight Science Journalism, che si occupa dei determinanti commerciali della salute pubblica.

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Salute

Kennedy risponde all’ordine esecutivo di Trump sul glifosato

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   La scorsa settimana, il presidente Donald Trump ha emesso un ordine esecutivo volto a incrementare la produzione statunitense di glifosato, il principio attivo dell’erbicida Roundup di Monsanto. Domenica, il Segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. ha spiegato perché sostiene l’ordine e cosa prevede per il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura negli Stati Uniti.   La scorsa settimana il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy, ha dichiarato di sostenere l’ordine esecutivo del Presidente Donald Trump volto ad aumentare la produzione statunitense di glifosato, il principio attivo dell’erbicida Roundup della Monsanto.   In una dichiarazione iniziale al New York Times, Kennedy ha affermato:   «L’ordine esecutivo di Donald Trump mette l’America al primo posto dove conta di più: la nostra capacità di difesa e la nostra fornitura di cibo. Dobbiamo salvaguardare la sicurezza nazionale americana prima di tutto, perché tutte le nostre priorità dipendono da essa».   L’ordinanza di Trump ha suscitato ampie critiche da parte degli ambientalisti e dei sostenitori dell’agricoltura biologica e rigenerativa e della sicurezza alimentare.   Domenica, Kennedy ha utilizzato i social media per elaborare la sua posizione sull’ordine esecutivo e sull’uso di pesticidi nell’agricoltura statunitense. Ecco la sua risposta completa, pubblicata su X:    

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  Dirò sempre la verità al popolo americano.   Pesticidi ed erbicidi sono tossici per natura, concepiti per uccidere gli organismi viventi. Quando li applichiamo su milioni di acri e li lasciamo entrare nel nostro sistema alimentare, mettiamo a rischio gli americani. Le aziende chimiche hanno pagato decine di miliardi di dollari per risolvere le richieste di risarcimento per cancro legate ai loro prodotti, e molte comunità agricole segnalano tassi elevati di cancro e malattie croniche.   Purtroppo, il nostro sistema agricolo dipende fortemente da queste sostanze chimiche. Gli Stati Uniti rappresentano il 4% della popolazione mondiale, eppure utilizziamo circa il 25% dei loro pesticidi. Se questi input scomparissero da un giorno all’altro, le rese agricole diminuirebbero, i prezzi dei prodotti alimentari aumenterebbero vertiginosamente e l’America subirebbe una perdita massiccia di aziende agricole, addirittura superiore a quella a cui stiamo assistendo oggi. Le conseguenze sarebbero disastrose.   “Sostengo l’Ordine Esecutivo del Presidente Trump per riportare la produzione di prodotti chimici agricoli negli Stati Uniti e porre fine alla nostra quasi totale dipendenza dalle nazioni avversarie. Il suo Ordine Esecutivo protegge due pilastri della forza nazionale: la nostra prontezza difensiva e il nostro approvvigionamento alimentare. Quando attori ostili controllano input critici, minacciano direttamente la sicurezza del popolo americano. L’amministrazione Trump proteggerà queste catene di approvvigionamento per eliminare tale vulnerabilità.   Il presidente Trump non ha costruito il nostro sistema attuale, lo ha ereditato. Per decenni, Washington ha progettato l’agricoltura moderna. I politici hanno elaborato politiche agricole, stanziato fondi per la ricerca, strutturato sussidi e assicurazioni sui raccolti e plasmato i mercati delle materie prime per premiare le monocolture e massimizzare la resa. Queste scelte deliberate hanno vincolato gli agricoltori alla dipendenza chimica e hanno dato priorità alla produzione a breve termine rispetto alla vitalità del suolo e alla salute umana a lungo termine.   Stiamo cambiando rotta, senza destabilizzare l’approvvigionamento alimentare.   Insieme alla segretaria dell’USDA Brooke Rollins, stiamo accelerando la transizione verso l’agricoltura rigenerativa espandendo i sistemi agricoli che ricostruiscono il suolo, aumentano la biodiversità, migliorano la ritenzione idrica e riducono la dipendenza da sostanze chimiche sintetiche, tra cui la disidratazione prima del raccolto.   Stiamo inoltre promuovendo la rapida adozione di tecnologie di nuova generazione, tra cui il controllo delle erbacce guidato dal laser, sistemi elettrotermici ed elettrici, robotica, coltivazione meccanica di precisione e controlli biologici che sostituiscono l’irrorazione a tappeto con interventi di precisione.   Queste soluzioni non sono teoriche. Gli agricoltori le stanno già mettendo in pratica. I mercati le stanno diffondendo su larga scala. Ora il governo federale agirà con urgenza per estenderne la portata e accelerarne l’adozione a livello nazionale.   Ho incontrato centinaia di agricoltori e leader agricoli in tutto il paese. Comprendono in prima persona le pressioni a cui sono sottoposti. Gli input chimici riducono i margini. I parassiti resistenti alle sostanze chimiche si stanno diffondendo. La salute del suolo è in declino. I mercati esteri stanno escludendo i prodotti agricoli americani. Gli agricoltori vogliono alternative praticabili e vogliono politiche che sostengano la transizione senza minacciare i loro mezzi di sussistenza.   All’HHS, guido un’iniziativa coordinata basata su principi scientifici di eccellenza. Collaboro con il Segretario Rollins e l’Amministratore dell’EPA Lee Zeldin per accelerare un futuro migliore in cui un sistema agricolo fiorente sia meno dipendente da sostanze chimiche nocive. Stiamo condividendo dati, coordinando strategie e supportando gli agricoltori in una transizione concreta.   Il programma «Make America Healthy Again» ci costringe a mettere in discussione preconcetti consolidati su come coltiviamo il cibo, strutturiamo i mercati e misuriamo il successo in questo Paese. Una riforma di questa portata metterà alla prova interessi consolidati e non procederà in modo lineare.   Il presidente Trump ha aperto la porta a questo dibattito e ha sostenuto un cambiamento significativo, non solo nella politica , ma anche nel dibattito nazionale su salute e agricoltura.   Gli agricoltori americani sono al centro di questo movimento. Meritano politiche basate su una scienza rigorosa e sulla realtà economica. I nostri figli meritano un sistema alimentare che protegga e rafforzi la loro salute.   Con la leadership del presidente Trump, stiamo proteggendo le catene di approvvigionamento essenziali, affrontando i rischi per la salute insiti nel nostro sistema attuale e impiegando tutti gli strumenti disponibili per costruire una catena alimentare americana più solida, più sicura e più resiliente.   Lo Staff di The Defender   © 20 gennaio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.  

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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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