Politica
Governatore del West Virginia: «non riconosco la vittoria di Biden»
Il governatore della Virginia Occidentale, il repubblicano, Jim Justice l’11 novembre ha dichiarato di non aver riconosciuto Joe Biden come vincitore delle elezioni, perché il voto non è stato risolto.
«Per quanto riguarda il riconoscimento che le elezioni sono finite, non lo faccio», ha detto durante il suo briefing con la stampa regolarmente programmato sulla situazione del COVID-19 dello stato.
«Per quanto riguarda il riconoscimento che le elezioni sono finite, non lo faccio»
Ha sottolineato il suo impegno per un’elezione onesta dicendo: «Se Joe Biden è veramente il nostro presidente degli Stati Uniti legalmente eletto, dovremmo tutti celebrarlo e sostenerlo».
Trump è stato eletto in West Virginia con il 69% dei voti statali.
Il governatore Justice (nomen omen) è stato rielettocon il 65% dei voti e la legislatura dello Stato ha aggiunto un’altra dozzina di nuovi legislatori repubblicani in carica.
Politica
Fico: la vittoria dell’AfD è un monito all’élite europea che vuole provocare la guerra con la Russia
Il primo ministro slovacco Robert Fico ha pubblicato oggi un importante consiglio rivolto ai partiti che hanno perso il proprio spazio in Europa.
«Nelle elezioni regionali democratiche, gli elettori tedeschi hanno consegnato una vittoria decisiva a un partito – l’AfD» ha scritto il Fico su X. «Questa è una decisione sovrana degli elettori in un Paese sovrano, e pertanto è inappropriato presentare il risultato elettorale come la fine della democrazia o come qualcosa di terrificante».
«In generale, quando i partiti al governo non affrontano il problema dell’immigrazione clandestina, adottano posizioni estremiste, sostengono le guerre e si rifiutano di riconoscere l’allarmante impatto delle politiche climatiche europee sulla competitività, perdono le elezioni e vengono sostituiti da altri partiti che spesso offrono soluzioni semplici, ma nondimeno concrete».
A NOTE ON THE VICTORY OF ALTERNATIVE FOR GERMANY (AfD)
In democratic regional elections, German voters handed one party – AfD – a decisive victory. This is the sovereign decision of voters in a sovereign country, and therefore it is inappropriate to portray the election result…
— Robert Fico 🇸🇰 (@RobertFicoSVK) September 7, 2026
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Il premier di Bratislava ha proseguito con un avvertimento: «ho un solo desiderio: che questo risultato delle elezioni regionali tedesche non porti a presentare la guerra con la Russia come l’unica via per distogliere l’attenzione dalla sconfitta dei partiti al governo. Perché, come dice il vecchio proverbio, la Germania non commette piccoli errori.»
Pochi giorni fa il primo ministro Fico aveva dichiarato ai media che l’intero sforzo della NATO per distruggere la Russia è fallito. «Se i Paesi occidentali con maggiore influenza non avessero impedito all’Ucraina di firmare l’accordo con la Russia, pronto già nell’aprile del 2022, il conflitto si sarebbe concluso molto tempo fa (…) Questa strategia è fallita completamente».
«Tuttavia» ha dichiarato il Fico, «l’Occidente si rifiuta ancora di ammettere il proprio errore e continua ad alimentare le fiamme della guerra. Dopotutto, non sono soldati britannici, tedeschi o francesi a morire oggi. La situazione si sta facendo ancora più pericolosa, poiché un’ulteriore militarizzazione, l’aumento delle tensioni e la minaccia di un conflitto globale potrebbero diventare la ricetta per la sopravvivenza politica di alcuni politici incapaci di far fronte alla crisi economica e alle conseguenze di una politica migratoria errata».
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa Fico aveva promesso di fare «tutto» il possibile per garantire che il suo Paese non partecipi all’ultima iniziativa sostenuta dalla NATO per finanziare la fornitura di armi all’Ucraina. A marzo aveva messo in guardia sul fatto che i sorvoli di droni ucraini sul territorio dei membri della NATO potrebbero provocare un’escalation militare incontrollabile se i leader occidentali continueranno a rifiutare un dialogo diretto con la Russia.
Riguardo al mantenimento di sanzioni contro Mosca, il primo ministro slovacco questa primavera aveva definito l’UE una «nave suicida».
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Immagine di Stenbocki maja via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Politica
L’UE potrebbe congelare i fondi al land dove ha vinto AfD
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Politica
AfD stravince le elezioni in Sassonia-Anhalt: sarà ancora perseguitata? Subirà la «melonisierung»?
Alternativa per la Germania (AfD) ha prevalso nelle elezioni regionali di domenica nello Stato tedesco orientale della Sassonia-Anhalt, ottenendo il 43,8% dei voti, secondo la commissione elettorale locale. L’AfD si appresta a conquistare 39 dei 97 seggi nell’assemblea legislativa regionale, senza però raggiungere la maggioranza di governo.
La consultazione è stata contrassegnata da un’affluenza record del 78%, la più elevata dalla riunificazione tedesca del 1990. Secondo i risultati preliminari ufficiali, il partito del cancelliere Friedrich Merz, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), è arrivato secondo con un esito deludente: poco più del 17,2% dei voti e 15 seggi.
Ulrich Siegmund, candidato di punta dell’AfD nello Stato, ha dichiarato che il partito ha «scritto la storia» e che l’esito del voto «scuoterà tutta la Germania».
«Riconquisteremo il nostro Paese, e cominciamo dalla Sassonia-Anhalt», ha affermato. I tedeschi hanno dato la loro fiducia all’AfD e «non li deluderemo. Non diventeremo come questi altri partiti», ha aggiunto Siegmund.
Remarkable scenes in Germany as the @AfD smashes the oppposition by a huge margin in in the eastern state of Saxony-Anhalt
More than twice the ruling parties vote.
Of course, discussion in Brussels is now about how to “Stop the AFD” not on listening to the people’s choice.…
— Chay Bowes (@BowesChay) September 6, 2026
🇩🇪 AfD has made history in Saxony-Anhalt, surging to around 44% and coming within touching distance of an absolute majority.
The CDU collapsed from 37% to about 18%.
Now the only way to keep AfD out of government may be a stretched anti-AfD coalition of CDU, SPD, Greens and the… pic.twitter.com/i2lxMCifW2
— Europa.com (@europa) September 6, 2026
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In precedenza la co-presidente dell’AfD, Alice Weidel, non aveva escluso la possibilità di un governo di coalizione nella regione, anche con i cristiano-democratici di Merz, qualora il partito di destra non avesse ottenuto la maggioranza assoluta.
Dopo che gli exit poll hanno assegnato la vittoria all’AfD, Sven Schulze, candidato capolista della CDU in Sassonia-Anhalt e presidente regionale uscente, ha riconosciuto la sconfitta e si è congratulato con gli avversari per il successo elettorale. «Questa è democrazia», ha affermato Schulze, aggiungendo che gli elettori hanno inviato un messaggio chiaro da ascoltare sia a livello regionale sia federale, come riportato dai media tedeschi.
Lo Schulze ha attribuito il risultato modesto del proprio partito alle politiche impopolari del governo di coalizione federale, composto da CDU e Partito Socialdemocratico (SPD). Anche il co-leader dell’SPD e vicecancelliere Lars Klingbeil ha parlato di un «segnale a Berlino», insistendo però sulla necessità di proseguire con la cosiddetta politica del «firewall», in base alla quale i principali partiti rifiutano ogni collaborazione con l’AfD.
Il co-presidente dell’AfD, Tino Chrupalla – figura politica oggetto di debancarizzazione e pure inquietanti attacchi con siringhe per iniezioni – ha sostenuto che l’esito delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt dimostra che gli elettori respingono la controversa politica del «firewall» votando contro i partiti tradizionali.
Secondo i risultati preliminari, l’SPD si è classificato terzo con il 9,3% dei voti, seguito dai Verdi e dal Partito della Sinistra con rispettivamente l’8,9% e l’8,6%. Anche l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW) è riuscita di stretta misura a entrare in parlamento con il 5,3%.
Negli ultimi mesi i sondaggi hanno indicato in modo costante l’AfD come il partito più popolare a livello nazionale, con il sostegno del 28% degli intervistati.
Il partito, che costituisce la più grande fazione di opposizione nel Bundestag, fonda la propria campagna su una piattaforma anti-immigrazione ed è inoltre fortemente critico verso il sostegno del governo tedesco all’Ucraina e verso le sanzioni contro la Russia.
Un sondaggio INSA pubblicato dalla testata germanica Bild a fine agosto indicava che il sostegno al blocco di governo cristiano-democratico CDU-CSU era sceso al 20%, con circa il 78% degli intervistati insoddisfatto del governo di coalizione di Merz.
A marzo AfD aveva ottenuto quasi il 20% dei voti alle elezioni regionali nello stato tedesco occidentale della Renania-Palatinato. A fine 2025 il partito aveva triplicato i voti nella land della Renania Settentrionale-Vestfalia (il land del cancelliere Federico Merz) e volava in testa ai sondaggi nazionali come primo partito. Nella cittadina di Ludwigshafen era stato escluso il candidato AfD dalle elezioni, che si sono quindi tenute con la risibile affluenza del 29%.
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Nelle ultime elezioni negli stati di Sassonia e Turingia, l’AfD ha demolito la coalizione di sinistra al potere. In Turingia, ha ottenuto i voti del 37% dei 18-24enni. La crescita del partito ha portato anche a fenomeni di cannibalismo elettorale fra i partiti della coalizione, con la sparizione totale dei Verdi dal Parlamento del land del Brandeburgo.
Come riportato da Renovatio 21, Verdi e democristiani avevano segnalato la volontà di bandire l’AfD ancora mesi fa, quando era emerso che era divenuto il secondo partito del Paese e il primo della parte orientale. Nell’ultimo episodio di trasformismo compromissorio democristiano, la CDU si è dichiarata pronta ad allearsi con il partito ecologista per fermare l’avanzata di AfD e del nuovo partito populista di sinistra anti-guerra ed anti immigrati di Sahra Wagenknecht il BSW.
Per AfD, tuttavia, la vittoria può aprire a tempi problematici: notoriamente, il partito è stato perseguitato non solo dagli altri partiti, ma pure dagli apparati di sicurezza interna del Paese. Negli scorsi mesi il Bundesamt für Verfassungschutz (BfV) – il servizio di sicurezza interno, che secondo il nome dovrebbe difendere la Costituzione – mette sotto osservazione il partito: ad aprile 2023 era emerso che i servizi avevano etichettato l’organizzazione giovanile AfD come «estrema destra» in modo da poter sorvegliarne i membri. Pochi mesi fa il BfV aveva reiterato la classificazione di AfD come «estremista».
Come riportato da Renovatio 21, la caccia dell’Intelligence germanico a AfD è risalente. A livello federale, il partito è soggetto a una classificazione di livello inferiore che consente comunque il monitoraggio, sebbene con controlli giudiziari più rigorosi. Tuttavia, le autorità federali hanno richiesto un innalzamento del livello di sorveglianza per l’AfD, e la decisione finale è attualmente sospesa in attesa dell’esito di un ricorso legale presentato dal partito.
Come riportato da Renovatio 21, la Bassa Sassonia aveva inserito la sezione locale di AfD in una lista nera come «priorità di sorveglianza»un mese fa. Un Commissario di polizia del Budestag l’anno scorso aveva chiesto l’epurazione dei membri di AfD dai ranghi della Polizei, mentre il partito veniva escluso dai seggi della presidenza della commissione parlamentare al Bundestaggo di Berlino.
Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa.
La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.
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La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia. Un mese prima l’agenzia di Intelligence interna tedesca ha temporaneamente sospeso la classificazione di AfD come gruppo «estremista di destra confermato», in attesa dell’esito di un ricorso legale. La tregua, tuttavia, arriva in anni di lotta persistente contro la formazione politica sovranista.
Il partito, che per i sondaggi è il maggiore del Paese, è escluso dai seggi per la presidenza alla commissione parlamentare del Bundestaggo.
A giugno, una ONG tedesca di orientamento liberal-progressista, la Gesellschaft für Freiheitsrechte («Società per i diritti civili») , ha proposto di dichiarare incostituzionale il principale partito populista del Paese
Come riportato da Renovatio 21, i leader del partito in passato hanno fatto capire di ritenere l’Europa un progetto fallito, e spingendosi sino a chiedere un referendum per uscire dalla UE. AfD porta avanti apertamente una politica di remigrazione, cioè il rimpatrio di milioni («milionenfach») di immigrati giunti irregolarmente su suolo tedesco
Si apre pure quella che sembra pure una prova più grande per il partito: quella di rimanere fedele alle promesse agli elettorali, e non diventare di colpo «moderato» una volta raggiunta la stanza dei bottoni.
Il problema, ai vertici dell’AfD, se lo sono già posto, facendo un’ulteriore giuramento ai sostenitori: il partito non subirà una melonisierung, una «melonizzazione» – così disse Chrupalla dopo che l’AfD era stata espulsa dal gruppo Identità e Democrazia (ID) al Parlamento europeo all’inizio di questo mese.
Si tratta di un promessa di non poco conto. Come sa il lettore di Renovatio 21, sotto il governo Meloni sono aumentati gli sbarchi di immigrati clandestini.
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