Militaria
Gli Stati Uniti confermano la sospensione degli aiuti militari a Kiev
Gli Stati Uniti stanno sospendendo la fornitura di armi all’Ucraina nell’ambito della loro politica «America first», ha dichiarato a Fox Business l’inviato di Washington alla NATO, Matthew Whitaker. L’America deve assicurarsi di avere sufficienti sistemi di difesa aerea nel proprio arsenale prima di ogni altra cosa, ha affermato.
Questa settimana diversi organi di informazione occidentali, tra cui Politico e NBC News, hanno riferito che il Pentagono ha sospeso le spedizioni di diverse categorie di armi di fabbricazione statunitense a Kiev.
Secondo quanto riferito, l’elenco comprendeva decine di missili intercettori Patriot, missili aria-aria Stinger e AIM, centinaia di sistemi Hellfire e GMLRS, nonché migliaia di proiettili di artiglieria da 155 mm.
La decisione sarebbe stata presa in seguito a una revisione interna delle riserve di armi americane ordinata dal Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth.
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«Ecco cosa significa “America first“. Dobbiamo prima occuparci delle esigenze degli Stati Uniti», ha detto Whitaker mercoledì alla conduttrice di Fox Business, Maria Bartiromo. Il Pentagono deve «assicurarsi che gli Stati Uniti abbiano le capacità di difesa strategica necessarie per proiettare la propria potenza», ha affermato, aggiungendo che questo è ciò che Washington e i suoi alleati della NATO vogliono.
«Dobbiamo assicurarci di avere abbastanza missili Patriot, una difesa aerea adeguata e tutto ciò di cui abbiamo bisogno per garantire il nostro successo sul campo di battaglia», ha affermato l’inviato dell’amministrazione Trump.
Le armi in questione erano state finanziate sotto l’amministrazione dell’ex presidente statunitense Joe Biden attraverso due meccanismi: prelievi diretti dalle scorte militari statunitensi esistenti e l’Ukraine Security Assistance Initiative (USAI), che commissiona la nuova produzione a fornitori della difesa. L’amministrazione Trump non ha richiesto ulteriori aiuti per Kiev.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva già messo in discussione la logica alla base degli aiuti infiniti all’Ucraina. Inoltre, non aveva fatto promesse specifiche a Kiev durante un incontro con Volodymyr Zelens’kyj a margine del vertice NATO all’Aia la scorsa settimana.
Hegseth ha dichiarato il mese scorso che la Casa Bianca sta riducendo i finanziamenti militari a Kiev nell’ambito della sua strategia «America First», nella speranza di raggiungere un accordo diplomatico. Kiev ha ripetutamente espresso frustrazione per quello che considera un calo del sostegno da parte di Washington.
Nel frattempo è partita la reazione di Kiev. Secondo Politico, l’Ucraina vuole che i suoi sostenitori dell’UE acquistino per suo conto armi di fabbricazione americana, per compensare la sospensione delle principali forniture di armi statunitensi.
Il blocco «ha colto di sorpresa i massimi funzionari ucraini» e ha spinto Kiev a chiedere a Washington «di consentire all’Europa di acquistare armi statunitensi per l’Ucraina», hanno affermato diverse fonti di Politico. «Non abbiamo scelta», ha aggiunto un funzionario ucraino anonimo.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
Israele continua gli attacchi nel Sud del Libano
🚨🇱🇧 🇮🇱 Israeli airstrikes are hitting Kfar Rumman alongside the Ali al-Taher Heights
-Both targets sit in the same corridor just outside Nabatieh in southern Lebanon -Israel struck the ridge yesterday with airstrikes and heavy mortar fire, and again on Saturday -Ali al-Taher… — Mario Nawfal (@MarioNawfal) August 21, 2026
Reports from Lebanon: Israeli airstrikes are pounding the Ali al Taher hills pic.twitter.com/au05A7rAKW
— Open Source Intel (@Osint613) August 21, 2026
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Militaria
L’Iran offre una ricompensa di 30.000 dollari per l’uccisione di soldati americani
Teheran offrirà premi in denaro a qualsiasi cittadino iraniano che uccida o catturi un militare americano, ha annunciato il capo dell’esercito Amir Hatami, mettendo in guardia Washington dal dispiegare truppe sul territorio iraniano.
Parlando domenica a un evento, secondo quanto riferito dall’emittente di Stato IRIB, Hatami ha spiegato che l’iniziativa è stata messa a punto a seguito di «numerose richieste» avanzate da iraniani desiderosi di contribuire alla difesa del Paese.
«Chiunque uccida o catturi e consegni un aggressore americano riceverà una ricompensa di 30.000 dollari o 5 miliardi di toman iraniani dall’esercito iraniano», ha dichiarato Hatami. «Le donne iraniane che porteranno a termine con successo questa azione riceveranno il doppio della ricompensa.»
Lo Hatami ha aggiunto che le armi impiegate per uccidere i soldati americani sarebbero state acquistate dallo Stato al doppio del loro valore e poi esposte in un museo in fase di realizzazione, mentre i proprietari avrebbero ricevuto armi di sostituzione.
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Gli Stati Uniti non hanno ancora avviato un’operazione terrestre in Iran. Tuttavia i media occidentali hanno riferito che Washington starebbe contemplando missioni che potrebbero comportare l’invio di un consistente numero di truppe sul suolo iraniano.
Secondo quanto riportato, il Pentagono avrebbe preso in esame una vasta operazione per impadronirsi delle scorte di uranio arricchito di Teheran, custodite in impianti nucleari fortemente protetti. L’operazione potrebbe coinvolgere migliaia di militari, con unità speciali incaricate del recupero del materiale e forze più numerose destinate a presidiare i siti.
Nel corso del conflitto alcuni membri di equipaggi americani si sono già trovati sul territorio iraniano. Ad aprile un F-15E è precipitato sopra l’Iran, dando avvio a importanti operazioni di soccorso per i due aviatori. Le forze iraniane e i residenti locali hanno cercato i due militari dispersi, mentre Teheran avrebbe offerto ricompense in denaro per la loro cattura. Entrambi sono stati infine recuperati dalle forze statunitensi.
Lo Hatami ha inoltre invitato le forze americane a lasciare il Medio Oriente, dichiarando che «non è più consentito loro di entrare nel Golfo Persico, nel Mar d’Oman e nello Stretto di Ormuzzo», aggiungendo che Teheran non consentirà alle basi americane nella regione di tornare al loro «stato precedente».
Gli Stati Uniti e Israele hanno avviato la loro campagna militare contro l’Iran alla fine di febbraio, accusando Teheran di voler acquisire armi nucleari. L’Iran ha risposto con attacchi contro obiettivi americani e israeliani in tutta la regione.
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Immagine di Tasnim News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
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