Gender
Gli scienziati chiedono di abbandonare i nomi dei dinosauri perché «sessisti»
I paleobiologi tedeschi hanno chiesto una revisione del sistema utilizzato per nominare i dinosauri, sostenendo che l’attuale nomenclatura contiene quasi 100 nomi «potenzialmente offensivi», ha riferito martedì la rivista Nature, citando l’articolo ancora inedito del team.
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i nomi di ogni fossile di dinosauro dell’era mesozoica, definita tra 251,9 milioni e 66 milioni di anni fa, esaminando 1.500 specie alla ricerca di nomi che percepivano come «emananti razzismo, sessismo, che prendono il nome da contesti (neo)coloniali o da figure controverse».
Secondo Nature sono state trovate 89 specie «problematiche», ovvero meno del 3% dei nomi analizzati. Una specie di dinosauro potrebbe essere considerata problematica semplicemente perché il suo nome era basato sul nome coloniale dell’area in cui è stato scoperto il fossile, hanno spiegato i ricercatori, lamentando che «i nomi dei luoghi o dei ricercatori nella lingua indigena spesso non vengono utilizzati o sono tradotti male».
Sostieni Renovatio 21
«Il problema in termini di numeri è davvero insignificante. Ma è significativo in termini di importanza», ha insistito il paleontologo Evangelos Vlachos del Museo di Paleontologia Egidio Feruglio, coautore dello studio insieme al team tedesco guidato da Emma Dunne dell’Università Friedrich-Alexander.
«Non stiamo dicendo che domani bisognerà cambiare tutto. Ma dobbiamo rivedere criticamente ciò che abbiamo fatto, vedere cosa abbiamo fatto bene e cosa non abbiamo fatto bene, e cercare di correggerlo in futuro”, ha detto lo Vlachos a Nature, invitando il campo della paleontologia a cambiare il modo in cui funziona la nominazione delle nuove scoperte paleontologiche.
In particolare, gli autori dell’articolo sostengono la necessità di abbandonare gli eponimi – ovvero dare alle specie nomi di persone – che sono diventati sempre più comuni negli ultimi due decenni. Si sono anche lamentati del fatto che l’87% delle desinenze dei nomi di genere per le specie erano maschili. Invece, hanno detto, i paleontologi dovrebbero scegliere nomi che descrivano la creatura nominata, come triceratopo, il cui nome è basato su parole greche che significano «faccia con tre corna».
Tuttavia, la Commissione internazionale per la nomenclatura zoologica (ICZN), che ha stabilito linee guida vaghe per la denominazione delle specie, si oppone categoricamente al divieto degli eponimi e non prenderebbe in considerazione la possibilità di rinominare specie «offensive» «a meno che non ci siano quelle che chiameremmo ragioni nomenclaturali formali», ha dichiarato a Nature il presidente dell’organizzazione Thomas Pape del Museo di Storia Naturale della Danimarca a Copenaghen.
Il gruppo attualmente richiede solo che il nome di un nuovo dinosauro sia unico, collegato a un singolo esemplare e annunciato nella pubblicazione.
Aiuta Renovatio 21
Insistendo sul fatto che non stava cercando di dare più lavoro agli accademici del settore, il Dunne ha invitato l’ICZN a «fare meglio ed essere più rappresentativa della comunità».
L’anno scorso, l’American Ornithological Society aveva annunciato una radicale revisione del proprio sistema di nomenclatura, promettendo di eliminare tutti i nomi inglesi delle specie di uccelli che attualmente prendono il nome da persone, così come qualsiasi altro nome di uccello che potrebbe essere potenzialmente considerato offensivo o poco inclusivo.
Già la parola dinosauro è poco omosessualizzabile, derivando etimologicamente dal greco deinòs, «terribile», e sàuros, «lucertole». Nell’era LGBT, sarebbe il caso di sostituire terribile con un altro aggettivo che porti ad emozioni positive di apertura ed inclusività: ad esempio, gaiosauro, in effetti, non suona malissimo. Del resto, dopo la dimenticata e controversa canzone dell’Ambrogino d’oro 1984 L’elefante gay, perché non procedere, esattamente 40 anni dopo, con bambini che cantano Il dinosauro gay? I frati dello Zecchino d’oro sarebbero contenti?
Ci chiediamo, infine, come una revisione genderista delle specie dei dinosauri (cioè, delle dinosaure, o dinosauresse, o dinosaur*) possa procedere in alcuni casi: la tirannosaura può passare, così come la brontosaura, la diplodoca, la pterodattila, la struziomima.
Ma per quanto riguarda il caso della triceratopa, non si va a peggiorare la situazione?
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Gender
Il sindaco di Budapest rischia una multa per il Gay Pride
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Gender
La Danimarca all’ONU: «donna incinta» è un termine transfobico, anche gli uomini possono essere «incinti»
La Danimarca ha invitato il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite a evitare l’espressione «donna incinta», ritenendola escludente nei confronti delle «persone transgender». Il piccolo Stato nordeuropeo ha inoltre sostenuto che la propria interpretazione del «diritto alla vita» comprende il diritto all’aborto.
Il Comitato per i diritti umani accoglie i contributi dei Paesi riguardo al Patto internazionale sui diritti civili e politici, in particolare per quanto concerne la parte dedicata al «diritto alla vita».
Secondo il ministero degli Affari Esteri danese, l’impiego di certi termini nella bozza appare talvolta «troppo generico». «Sebbene il diritto alla vita sia fondamentale, occorre fare attenzione a non collegarlo a tutti i possibili aspetti delle violazioni dei diritti umani. Un simile approccio rischia di indebolire il Commento Generale anziché rafforzare gli aspetti centrali del diritto alla vita».
Sostieni Renovatio 21
Il documento ONU riconosce e tutela il diritto alla vita di tutti gli esseri umani, precisando che tale diritto «non dovrebbe essere interpretato in modo restrittivo» in quanto «riguarda il diritto degli individui a essere liberi da atti e omissioni intesi o previsti per causare la loro morte innaturale o prematura, nonché a godere di una vita dignitosa».
«Sebbene gli Stati parti possano adottare misure volte a regolamentare l’interruzione di gravidanza, tali misure non devono comportare una violazione del diritto alla vita di una donna incinta o di altri suoi diritti ai sensi del Patto», si legge nel testo, con riferimento al diritto della donna a un aborto «sicuro», in particolare quando il feto presenta disabilità.
Tale formulazione non soddisfa la Danimarca (Paese dai quali i bambini down sono, un aborto eugenetico dopo l’altro, stati sterminati) che osserva che «utilizzando il termine “donna incinta” il Comitato potrebbe inavvertitamente limitare l’applicazione di questo paragrafo per escludere le persone transgender che hanno partorito».
La Danimarca sembra rifiutare di riconoscere verità elementari della natura: che l’essere umano esiste fin dal suo inizio e che solo la metà della popolazione possiede gli organi riproduttivi necessari per una gravidanza di nove mesi.
Per questi motivi è facile cedere alla tentazione di fare il tifo per Donald Trump e la sua volontà di privare il Regno di Danimarca della Groenlandia – terra che, come ha ricordato di recente anche il presidente russo Vladimiro Putin, Copenhagen ha trattato con una certa crudeltà coloniale.
A tema di Groenlandia e eugenetica, Danimarca e «diritti riproduttivi» ricordiamo i casi di sterilizzazione di massa delle donne inuit promosso dalle autorità danesi. Tra il 1966 e il 1975 i medici danesi hanno impiantato dispositivi intrauterini (IUD) in metà delle donne indigene in Groenlandia per promuovere la salute e fermare la crescita della popolazione autoctona. Presumibilmente, poche donne – alcune di appena 13 anni – hanno dato il loro consenso.
C’è del marcio in Danimarca, diceva il bardo. Aveva proprio ragione.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Gender
Sei giocatori di hockey si rifiutano di mettere il nastro arcobaleno omotransessualista sulle mazze
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Sostieni Renovatio 21
L’hockey è visibilmente anche uno sport dove alberga un certo nazionalismo, come dimostra la recente partita della nazionale americana contro il Canada, dove ad apertura partita si videro tre risse in nove secondi dopo che il pubblico canadese aveva fischiato l’inno USA. Come riportato da Renovatio 21, un evento di hockey transessuale portò al ferimento per trauma cranico di una donna che si presentava come maschio che si era scontrata con un maschio che si presentava come donna.“I respect everybody and I respect everybody’s choices. My choice is to stay true to myself and my religion.”
Flyers defenseman Ivan Provorov on refusing to wear a rainbow jersey for warm ups during “Pride Night” due to his Russian Orthodox faith. pic.twitter.com/wCUl8slmRB — Greg Price (@greg_price11) January 18, 2023
Come riportato da Renovatio 21, poco dopo aver raggiunto il record di goal segnati, l’Ovechkin è stato messo nella kill list ucraina Mirotvorets.“Get a stretcher! Get a medic!”
Words heard at the first NHL All-Trans Draft Tournament after a male player casually bumps into a female player. The contact doesn’t look serious on video. But the size diff between players is so great that the female suffers a concussion. 🧵 pic.twitter.com/U4y0huo0oA — WomenAreReal (@WomenAreReals) December 9, 2022
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Immigrazione2 settimane faLe nostre città ridisegnate dagli immigrati
-



Armi biologiche1 settimana faI vaccini COVID mirano a ridurre la popolazione mondiale avvelenando miliardi di persone: parla un medico sudafricano
-



Geopolitica1 settimana fa«L’ordine basato sulle regole» non era reale: ora siamo nell’era della fantasia geopolitica imperiale. Cosa accadrà al mondo e all’Italia?
-



Salute2 settimane faI malori della 3ª settimana 2026
-



5G2 settimane faKennedy: le radiazioni wireless sono un «grave problema di salute»
-



Pensiero6 giorni faCaschi blu attaccati, carabinieri umiliati, cristiani uccisi: continua il privilegio di sangue di Israele
-



Persecuzioni2 settimane faUomo profana l’altare e il Santissimo Sacramento all’interno della Basilica di San Pietro
-



Pensiero2 settimane faIl discorso di Trump a Davos














