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Gaza, la Messa di Natale è tornata
La comunità cattolica di Gaza ha celebrato la sua prima funzione natalizia dall’inizio della guerra tra Hamas e Israele, due anni fa, riunendosi per la celebrazione natalizia nel contesto di un cessate il fuoco che ha interrotto le principali operazioni di combattimento nell’enclave.
La funzione si è svolta presso la chiesa della Sacra Famiglia, l’unica parrocchia cattolica di Gaza, ripetutamente bombardata durante il conflitto mentre fungeva da rifugio per le famiglie sfollate. Le celebrazioni si sono svolte esclusivamente all’interno della chiesa, dove, oltre alle preghiere, è stato decorato un albero di Natale e sono stati intonati canti natalizi.
المسيحيون في غزة يحتفلون بعيد الميلاد في كنيسة العائلة المقدسة#الإمارات_اليوم pic.twitter.com/KiDSv6S4ws
— الإمارات اليوم (@emaratalyoum) December 25, 2025
At the Holy Family Church in Gaza City, the only Catholic church in Gaza, forcibly displaced Palestinian worshippers are lighting candles as the church holds Christmas services for the first time in more than two years.
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— Al Jazeera English (@AJEnglish) December 25, 2025
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Le forze israeliane hanno colpito più volte con bombardamenti la Chiesa della Sacra Famiglia e altri siti religiosi a Gaza. A luglio, un carro armato israeliano ha esploso un colpo contro il complesso della chiesa, causando la morte di tre persone e il ferimento di altre dieci, incluso il sacerdote locale. Le IDF hanno qualificato l’episodio come accidentale, mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha presentato le sue scuse al papa, parlando di un incidente provocato da «munizioni vaganti».
«Stiamo ancora uscendo dalle conseguenze della guerra», ha dichiarato alla NBC il coordinatore della comunità George Anton, precisando che tutte le consuete attività festive, al di fuori della celebrazione religiosa, sono state annullate.
La comunità cristiana di Gaza si è drasticamente ridotta. I responsabili locali stimano che ne siano rimasti circa 1.000, contro i circa 3.000 del 2007.
Come riportato da Renovatio 21, ad agosto padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza ha dichiarato che era «stato emesso un ordine di evacuazione per l’intero quartiere».
La strage della parrocchia di Gaza la scorsa estate provocò la dura reazione dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò.
«A quanti morti, a quanti feriti dovremo ancora assistere, prima che gli Stati Uniti d’America e l’intero Occidente si destino da questo asservimento a uno Stato che replica con maggior ferocia (e dopo esserne stato vittima) gli orrori del totalitarismo nazionalsocialista?» ha scritto il prelato lombardo su Twitter. «Nessun Presidente o primo ministro delle nazioni vassalle di Tel Aviv – in primis gli Stati Uniti d’America – oserà mai fiatare, essendo con ogni probabilità tenuto sotto ricatto dal Mossad e dai suoi emissari».
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Spirito
«Dolore e indignazione», avanti con le consacrazioni: mons. Viganò sull’incontro tra la FSSPX e il Dicastero per la Dottrina della Fede
Non posso che prendere atto con dolore e indignazione del Comunicato diffuso oggi dal Dicastero per la Dottrina della Fede, a firma del Card. Víctor Manuel Fernández, al termine del suo incontro con Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X.… pic.twitter.com/8uFA0390jA
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) February 12, 2026
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Spirito
Comunicato della Casa Generalizia FSSPX sull’incontro di Roma
Oggi 12 febbraio 2026, don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, è stato ricevuto presso il Palazzo del Sant’Uffizio da Sua Eminenza il cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede. Questo incontro gli era stato proposto dal Cardinale a seguito dell’annuncio pubblico, lo scorso 2 febbraio, di future consacrazioni episcopali in seno alla Fraternità San Pio X.
L’incontro, svoltosi a quattr’occhi secondo il desiderio del Cardinale, è durato un’ora e mezza, in un’atmosfera al contempo cordiale e franca. Esso ha consentito a don Pagliarani di ascoltare attentamente il Prefetto e di precisare la portata dell’annuncio del 2 febbraio, nonché il senso dei passi intrapresi presso la Santa Sede nel corso di questi ultimi mesi.
Il Superiore Generale ha così potuto presentare a voce la situazione attuale della Fraternità San Pio X e il suo dovere, nella necessità spirituale in cui si trovano le anime, di assicurare la continuazione del ministero dei suoi vescovi.
Egli ha tenuto soprattutto a esporre lo spirito di carità con cui la Fraternità considera queste consacrazioni, così come il suo desiderio sincero di servire le anime e la Chiesa romana.
Ha infine rinnovato il suo desiderio che, tenuto conto delle circostanze del tutto particolari in cui si trova la Santa Chiesa, la Fraternità possa continuare a operare nella sua condizione attuale, eccezionale e temporanea, per il bene delle anime che si rivolgono ad essa.
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Da parte sua, il cardinale Fernández ha presentato un approccio differente alla questione. Rilanciata in un comunicato ufficiale rapidamente pubblicato dalla Santa Sede, la sua proposta consiste in «un percorso di dialogo specificamente teologico, con una metodologia ben precisa [… per] evidenziare, nei temi dibattuti, i minimi necessari per la piena comunione con la Chiesa Cattolica», cosa che permetterebbe «di delineare uno statuto canonico della Fraternità».
Tali scambi avrebbero come scopo, in particolare, di intendersi su «i differenti gradi di adesione che richiedono i diversi testi del Concilio Ecumenico Vaticano II e la sua interpretazione». Il Cardinale ha precisato oralmente che, se si poteva dialogare sul Concilio, non se ne potevano correggere i testi.
Come condizione preliminare a questo dialogo, è richiesto che sia sospesa la decisione delle consacrazioni episcopali annunciate.
Il Prefetto del Dicastero ha esplicitamente chiesto al Superiore Generale di voler presentare questa proposta ai membri del suo Consiglio e di prendersi il tempo necessario per valutarla.
Don Pagliarani risponderà dunque tra qualche giorno. Scriverà direttamente al cardinale Fernández e renderà nota la sua risposta anche a tutti i fedeli.
Il Superiore Generale ha rinnovato presso il cardinale Fernández il suo desiderio di poter incontrare personalmente il Santo Padre. Egli è molto sereno e ringrazia per tutte le preghiere offerte. Continua a raccomandare questa situazione alla preghiera dei fedeli.
Menzingen, 12 febbraio 2026
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine da FSSPX.News
Spirito
Ordinazioni FSSPX, comunicato del Dicastero per la Dottrina della Fede dopo l’incontro con don Pagliarani
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