Connettiti con Renovato 21

Animali

Furetti alcolizzati, cani cocainomani, scimmie che videogiuocano: eccezionale lista degli sprechi governativi USA

Pubblicato

il

Secondo l’ultimo rapporto annuale «Festivus Report» del senatore americano Rand Paul, nel corso dell’anno il governo federale statunitense ha dissipato oltre 1,6 trilioni di dollari in programmi considerati inutili, tra cui esperimenti per insegnare ai furetti a bere alcolici fino all’ubriacatura e somministrare cocaina ai cani.

 

L’edizione 2025 del senatore repubblicano del Kentucky – capofila dei libertarian come il padre Ron Paul – denuncia uno spreco complessivo di 1.639.135.969.608 dollari, di cui 1,22 trilioni destinati al pagamento degli interessi sul debito nazionale, che si avvicina ormai ai 40 trilioni di dollari.

 

Tra le voci specifiche contestate spiccano 2,1 milioni di dollari impiegati da ricercatori per raccogliere campioni di saliva e intervistare partecipanti a festival EDM a New York City sull’uso di sostanze stupefacenti. I National Institutes of Health hanno investito 5,2 milioni di dollari per dare la cocaina a cani, mentre oltre 13,8 milioni sono andati a esperimenti sui beagle.

 

Altri progetti evidenziati includono 14,6 milioni di dollari per far giocare scimmie a un videogioco ispirato a «Il prezzo è giusto», procedura che comportava l’inserimento di perni metallici nel cranio degli animali. Il Dipartimento per gli Affari dei Veterani ha speso 1 milione di dollari per uno studio in cui furetti adolescenti sono stati costretti a consumare alcol. Mustelidi ebbri e dove trovarli.

Sostieni Renovatio 21

Il rapporto critica anche spese legate alla diversità e agli aiuti esteri. Si citano 3,3 milioni di dollari assegnati alla Northwestern University per creare «quartieri scientifici», nominare «ambasciatori dello spazio sicuro» e formare comitati per «smantellare il razzismo sistemico». Il dipartimento di Stato ha inoltre investito 244.252 dollari nella produzione di un cartone animato per bambini in Pakistan sul tema dei cambiamenti climatici.

 

Paul ha denunciato l’inefficienza delle spese connesse al COVID-19, tra cui oltre 40 milioni di dollari pagati a influencer sui social media per promuovere la vaccinazione tra le minoranze. L’USAID, abolita dal presidente Donald Trump durante l’estate, avrebbe speso 54 milioni di dollari per raccogliere e inviare campioni di coronavirus di pipistrello a Wuhan per ricerche sul guadagno di funzione.

 

Il senatore Paul – che si trova negli ultimi mesi in aperto conflitto con Trump – inoltre rilevato che, sui 7,5 miliardi di dollari stanziati dall’ex presidente Joe Biden per realizzare 500.000 stazioni di ricarica per veicoli elettrici in tutto il Paese, ne risultano operative soltanto 68.

 

Molti dei programmi segnalati da Paul sono stati approvati durante l’amministrazione Biden. Paul ha riconosciuto che Trump ha successivamente ridotto la spesa estera, ma si tratta comunque di «solo una goccia nel mare», accusando il Congresso di «spingere denaro verso progetti personali e interessi particolari» a danno dei contribuenti americani.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Animali

Ecco la gara internazionale di corsa per cagnolini Corgi

Pubblicato

il

Da

La quinta edizione della Corgi Race di Vilnius ha attirato cani e proprietari al parco Vingis della capitale lituana sabato scorso, in quella che gli organizzatori hanno definito l’edizione più grande di sempre. Lo riporta l’agenzia Associated Press.   Tra i partecipanti figuravano concorrenti provenienti da Lituania, Lettonia, Polonia, Estonia, Germania, Ucraina, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Gran Bretagna, il Paese più strettamente legato alla razza, celebre per essere stata una delle preferite della defunta regina Elisabetta II.   Novantaquattro cani hanno preso parte alla gara principale, affrontando qualificazioni, semifinali e finale.   Nella finale, disputata su una distanza di 25 metri, il vincitore è risultato l’americano GG, abbreviazione di Gustave the Girl Dog. Un altro partecipante statunitense, Mr. Corgington, si è classificato secondo per un soffio. La lituana Moka, due volte campionessa in passato, ha ottenuto il terzo posto.   Gran parte del programma, tuttavia, andava oltre la velocità per valorizzare le altre abilità dei cani e dei loro proprietari.

Aiuta Renovatio 21

Si è tenuta una sfilata in costume con 38 corgi vestiti in abiti differenti, tra cui un costume da dinosauro, un abito elegante e un completo sportivo per cani. Amigo ha trionfato sia nella votazione della giuria composta da quattro giudici, sia nel voto del pubblico su Facebook, grazie a un costume impeccabile che richiamava un cavaliere.   Nella sfida del «naso più intelligente», i cani hanno cercato bocconcini nascosti. I corgi lettoni Tora e Rusty si sono spartiti la vittoria.   E poi c’era la gara di abbaio più forte. Il primo concorrente britannico, Duke, un Pembroke Welsh Corgi di 12 anni proveniente da Sedbergh, nel nord-ovest dell’Inghilterra, non ha preso parte alla gara principale a causa della sua età avanzata, ma era un serio candidato alla gara di abbaio dopo, come ha riferito il suo proprietario, essersi allenato per tutta la vita.   È stata tuttavia il signor Corgington a conquistare la gara di abbaio più forte.   Era uno dei concorrenti che aveva percorso la distanza maggiore. La gara finale gli offriva la rivincita dopo il secondo posto ottenuto contro GG in un’importante corsa all’Emerald Downs di Auburn, Washington, dove lei aveva vinto per la seconda volta consecutiva.   Metà dei corgi iscritti a Vilnius quest’anno partecipavano per la prima volta. Ma sei veterani – Amigo, vincitore del premio per il miglior costume, Foksas, Foksis, Madeira, Bulka e Dziugas – hanno preso parte a tutte le edizioni.   Il termine Corgi deriva dal gallese cor, «nano», e ci. La stramba razza di cane da pastore viene dal Galles. Esistono due razze distinte: il Pembroke Welsh Corgi e il Cardigan Welsh Corgi.   Il Cardigan è il più antico: i suoi antenati arrivarono con i Celti intorno al 1200 a.C. e appartengono al gruppo Teckel (simile al bassotto). Il Pembroke deriva invece da cani di tipo Spitz portati dai Vichinghi e dai tessitori fiamminghi tra il X e il XII secolo. Entrambi erano usati per guidare il bestiame, mordendo i talloni delle mucche e schivando i calci grazie alla bassa statura. Furono riconosciuti come razze separate nel 1934.   Entrambi i gruppi hanno corpo allungato, zampe corte e robuste, testa a forma di volpe e orecchie erette. Il Pembroke è più piccolo (altezza 25-30 cm, peso fino a 14 kg), con coda corta o assente e orecchie appuntite. Il Cardigan è più grande (27-32 cm, 11-17 kg), con coda lunga e folta e orecchie arrotondate. Il mantello è doppio, impermeabile, nei colori rosso, sabbia, nero focato o tricolore.   Sono cani resistenti, agili e longevi, in grado di vivere anche 12-15 anni.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Daniel Stockman via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic  
Continua a leggere

Animali

Orca di Gibilterra vista con possibili ferite da armi da fuoco: e ora cosa succederà?

Pubblicato

il

Da

Ultime dalla teppa delle orche devastatrici che incrocia vicino Gibilterra: autorità locali e giornali di tutto il mondo riportano scandalizzati che una di esse sarebbe stata vista con possibili ferite derivanti da armi da fuoco.

 

Il che significa che qualcuno, per difendere la propria imbarcazione e quindi se stesso, potrebbe aver loro sparato. Una prospettiva che, nel mondo post-Roggero, pare a tutto l’establishment come completamente inaccettabile.

 

 

Il giornale Guardian, che è britannico come varie vittime dell’infame banda orcina, riporta che «venerdì, il ministero dell’ambiente spagnolo ha dichiarato che Toñi, il membro vivente più anziano del branco, era stata avvistata mentre nuotava nello Stretto di Gibilterra con segni sulla pinna dorsale “compatibili con colpi di fucile ad aria compressa”».

 

Capito, la belva ha un nome carino, anzi cariñoso, Toñi. Tipo: l’orca assassina Antonietta.

 

A dire la verità, per inciso, qualche anno fa Renovatio 21, che tiene conto del fenomeno e in generale non vuole dimenticare le cose, aveva già veduto immagini di un marinaio che apre il fuoco su di un’orca che gli stava affondando la barca. Che volete farci: Renovatio 21, a differenza dei giornali, non è fatta per indurre il lettore all’oblio, ma per ricordare tutto quanto può essere necessario a comprendere il mondo moderno.

 

Sostieni Renovatio 21

Torniamo al fattaccio della pinna bucherellata stile groviera. Ecco che il principale giornale del Regno d’Ispagna, El Pais, spiega che alcuni dei proiettili sono rimasti conficcati nella pinna dell’orca, rappresentando un rischio di infezione. Il ministero è in contatto con le autorità portoghesi, ha aggiunto la fonte, poiché i segni sono stati rilevati dopo che l’orca si era allontanata dalle acque al largo della città portoghese di Faro.

 

Ancora il Guardian: «nei giorni successivi alla scoperta delle ferite di Toñi, WeWhale e l’associazione Iberian Orca Guardians (IOG) hanno monitorato attentamente l’animale per individuare eventuali segni di debolezza. “Conosciamo Toñi. Eravamo con lei qualche settimana fa e queste ferite non c’erano”, ha dichiarato Janek Andre, co-fondatore dell’IOG».

 

«Eravamo con lei», dice l’ONGista. Tipo: a prendere il tè? A giuocare a rubamazzo? A guardare Beautiful dopo pranzo? È impressionante il linguaggio di carineria ed intimità che scappa qui a cetaceisti e giornalisti vari. E infatti arriva la lagrima.

 

«“Vedere Toñi, la Abuela [«la nonna», ndr], in queste condizioni è devastante”, ha aggiunto. “Se qualcuno le ha sparato deliberatamente con un fucile, non si tratta solo di un atto di estrema crudeltà contro un singolo animale. È un attacco a uno degli ultimi esemplari rimasti di una popolazione in pericolo critico di estinzione”».

 

Povere orche assassine. Infatti, l’articolo si chiude con la bella tesi giustificazionista, assicurando che  «da tempo i ricercatori cercano di evidenziare i numerosi fattori di stress a cui è sottoposta questa popolazione di orche, costretta a vivere lungo un’importante rotta marittima» insiste il Guardiano. «La scarsità di cibo, le ferite e l’inquinamento hanno ridotto la popolazione a un numero esiguo, compreso tra 30 e 40 individui».

 

Eccallà: le orche non sono assassine, sono gli esseri umani ad averle rese tali. La tesi ha avuto una nuova declinazione psico-ittica qualche mese fa, con i sapientoni (fidatevi degli esperti, sempre!) che sostengono che si tratta di un gruppo di orche adolescenti abbandonate dai genitori cetacei boomer per colpa del troppo pesce pescato dai pescherecci. Tipo, pollicino ma nel mondo delfinide, e l’orco cattivo è il pescatore bipede. Non una grinza, diciamo pure.

 

Impressionante poi l’arrivo di un nuovo personaggio, ignorato dalla stampa sino a ieri: ecco spuntare la «nonna» Antonietta, definita pure matriarca, dopo che tale titolo spettava fino a poco fa a tale Gladis, orchessa capobanda che dirigerebbe le aggressioni criminali: come sa il lettore di Renovatio 21, anche qui vi sono pletore di teorie giustificazioniste, per cui la bestiona si comporterebbe così a causa di un trauma subito, ma guarda, dagli esseri umani.

 

L’allarme verso la crudeltà contro le orche arriva, paradossalmente, quando sta circolando la storia della crudeltà delle orche verso le altre creature. Non ci riferiamo ai pericoli e i danni agli esseri umani, quelli, lo sappiam, non contano: parliamo della scoperta di come i cetacei bianconeri si divertano sadicamente a far esplodere i pesci luna.

 

Che volete farci: sono le PR pro-orche, che sbucano ciclicamente per difendere il predatore marino. Ricordiamo mesi fa la notizia, battuta con orgoglio e tenerezza da tutte le testate del mondo, che sarebbero state viste adottare cuccioli di globicefalo. Cosa ne facciano poi non è dato sapere – e sappiamo come si divertano a torturare i delfini – ma intanto la notizia è data, e poi i servizi sociali per i mammiferi marini non sono stati ancora istituiti (per il momento: quando lo saranno, conoscendo quello che succede ai minori in Italia, abbiamo una mezza idea di dove possano andare a finire).

 

 

Iscriviti al canale Telegram

Lo abbiamo scritto, lo ripetiamo: con le orche stiamo percorrendo la scala di Geist, quella che fa comprendere l’escalation etologica di lupi e di altre fiere selvatiche verso la violenza contro gli umani. A breve, noi prediciamo, vi saranno persone divorate vive dalle orche.

 

E quindi, avanti così con la società estinzionista, con l’impero della Necrocultura e le sue armi animali ed animaliste.

 

L’uomo non può difendersi, né dai rapinatori, né dai lupi, né dagli orsi, né dalle orche.

 

L’essere umano deve accettare, una volta per tutte, di sparire dal pianeta, e basta. È, direbbe il generale de Gaulle, un vaste programme.

 

Osiamo fare una domanda, che gli ecofascisti non osano: cui prodest? A chi giova la riduzione dell’uomo, la sua sottomissione, la sua disintegrazione?

 

Il primo animalista che risponde a modo vince un abbonamento gratuito a Renovatio 21.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

Continua a leggere

Animali

Ippopotamo attacca proditariamente imbarcazione

Pubblicato

il

Da

Un ippopotamo maschio fortemente territoriale ha rincorso una barca di turisti nel Delta dell’Okavango, in Botswana, scatenando il panico a bordo prima che la guida riuscisse a seminare l’animale accelerando al massimo. L’episodio è diventato virale in tutto il mondo grazie al video ravvicinato ripreso da una turista.   Il gruppo di visitatori stava navigando lungo un canale d’acqua quando la guida ha avvistato il grosso ippopotamo solitario. Per non disturbarlo, l’imbarcazione ha inizialmente rallentato, ma la guida ha notato subito segnali di forte aggressività e ha ordinato ai passeggeri di reggersi forte.   L’ippopotamo è scattato in avanti balzando ripetutamente fuori dall’acqua a pochissimi metri dai turisti, ma il conducente ha spinto i motori al massimo, sfruttando la velocità della barca per distanziare l’animale prima che potesse colpire o ribaltare il mezzo.     L’incredibile filmato dell’inseguimento è stato registrato dalla turista Oznur Bell, che si trovava a bordo insieme ai suoi tre figli e a un’amica. La donna ha descritto l’accaduto ai media internazionali come uno dei momenti più terrifying della sua vita, sottolineando l’incredibile picco di adrenalina generato dalla velocità dell’animale. Fortunatamente la vicenda si è conclusa senza alcun ferito.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Nonostante siano erbivori, gli ippopotami sono considerati tra gli animali più letali e imprevedibili dell’Africa. Proteggono strenuamente il proprio spazio acquatico e vedono le imbarcazioni come minacce dirette al proprio harem o territorio. Non nuotano nel senso classico del termine, ma si muovono con estrema rapidità spingendosi con forza sul fondale del fiume, riuscendo a raggiungere velocità sorprendenti.     A dispetto del loro aspetto bonario, vendutoci da decenni di film, TV e réclame di pannolini, l’ippopotamo è una bestia particolarmente aggressiva e distruttiva, e costituisce, dopo la zanzara della malaria, la bestia che ogni anno provoca più morti in Africa. Nonostante la mole che può superare le 2 tonnellate, a terra possono correre a velocità di circa 30 km/h, superando un uomo in uno scatto breve. Possiedono una forza di morso spaventosa e denti canini inferiori che possono raggiungere i 50 centimetri di lunghezza, capaci di spezzare una piccola imbarcazione o causare traumi fatali immediati.   La maggior parte degli attacchi avviene all’alba o al tramonto, quando gli ippopotami escono dall’acqua per nutrirsi sulla terraferma.     Ogni anno gli ippopotami causano un numero stimato di circa 500 morti, sebbene alcune fonti storiche o locali parlino di stime più ampie fino a 3.000 decessi. Il violento erbivoro supera nettamente leoni, elefanti e bufali, giocandosela solo col coccodrillo nilotico.     Il lettore di Renovatio 21 sa che gli orrendi pachidermi attaccano spesso le barche e gli esseri umani a bordo. Nel maggio 2023 un bambino di un anno è annegato e 23 persone risultano disperse dopo che un ippopotamo ha ribaltato una barca sul fiume più grande del Malawi, lo Shire.   Come riportato da Renovatio 21, nello ste un ippopotamo appartenuto al narcotrafficante Pablo Escobar è stato ucciso in un incidente autostradale il Colombia.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
   
Continua a leggere

Più popolari