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Epifania della «controchiesa prona all’anticristo»: mons. Viganò commenta le parole del gesuita Spadaro

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Renovatio 21 pubblica questo testo dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò in reazione ad un testo del gesuita Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, apparso su Il Fatto Quotidiano. Il testo è stato descritto e commentato in un precedente articolo di Renovatio 21. Le opinioni dei testi pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Nelle parole di Spadaro affiora, come rimestando in una pozza di liquami, la feccia del peggior Modernismo che impesta la Chiesa da ormai più di un secolo. Quel Modernismo mai definitivamente estirpato dai seminari e dagli atenei sedicenti cattolici, al quale una setta di eretici e traviati ha eretto il totem del Concilio, sostituendolo a duemila anni di Tradizione.

 

Fino a qualche tempo fa questa «sintesi di tutte le eresie» cercava di rendersi presentabile omettendo di manifestarne l’indole anticristica, che pure le era consustanziale: vi era pur sempre il rischio che qualche Prelato vagamente conservatore e non ancora del tutto acquisito alla causa potesse accorgersi della sua pericolosità intrinseca.

 

Certo, la divinità di Cristo era considerata un pio desiderio sgorgato dall’esigenza di sacro della «comunità primitiva», i Suoi miracoli erano esagerazioni, le Sue parole metafore; d’altra parte, «non c’erano registratori», come ha detto Arturo Sosa, Preposito Generale della Compagnia di Satana.

 

 

Oggi, protetti da un gesuita che in violazione alla Regola di Sant’Ignazio occupa il Soglio di Pietro, i peggiori seguaci di questa setta si sentono liberi di dare la stura alle loro farneticazioni e giungono, in un delirio infernale, a bestemmiare Gesù Cristo, già fatto oggetto di inquietanti epiteti da parte di Bergoglio.

 

«Gesù si è fatto serpente, si è fatto diavolo», ha detto l’Argentino tempo fa.

 

 

Gli fa eco Spadaro (…) Inutile spiegare a queste menti irretite ciò che i Santi Padri hanno insegnato sul passo evangelico della Cananea: a loro interessa tenere ben alto sul suo piedistallo l’idolo del Vaticano II; e poco importa se per difendere i loro errori devono calpestare il Figlio di Dio, offendendoLo e bestemmiandoLo come nemmeno i peggiori eresiarchi del passato avevano osato fare.

 

Quella di Spadaro non è una semplice provocazione – cosa già di per sé inaudita – ma la manifestazione, l’epifania, come la chiamerebbe qualche «teologo» di Santa Marta, di una controchiesa con i suoi falsi dogmi, i suoi precetti mendaci, la sua predicazione ingannatrice, i suoi ministri corrotti e corruttori.

 

Una controchiesa prona all’Anticristo, a tutto ciò che rappresenta la negazione e la sfida alla Signoria di Dio sull’uomo. Orgoglio. Orgoglio luciferino. Orgoglio che non conosce limiti né freni.

 

La setta che eclissa la Chiesa di Cristo non si nasconde più: essa si mostra e pretende di sostituirsi definitivamente alla vera Chiesa, mostra i suoi idoli ed esige che li si adori, al prezzo di rinnegare il Salvatore stesso, confutare la Sua divinità, giudicare le Sue azioni, contestare le Sue parole.

 

Ma se i semplici hanno già compreso che il prezzo di questa hybris è la nemesis, la quasi totalità dei Pastori – Cardinali, Vescovi, sacerdoti – si volta e guarda altrove.

 

Essi sanno bene che la loro pavidità, il loro conformismo, il loro desiderio di non apparire retrogradi li ha resi corresponsabili di questa rivoluzione infernale, che pure avrebbero potuto fermare a suo tempo; ma siccome per sessant’anni hanno preso parte anch’essi al culto del Concilio, preferiscono proseguire sulla strada intrapresa verso la rovina della Chiesa e delle anime, piuttosto che fermarsi e tornare al punto in cui hanno deviato il cammino.

 

Finiscono così per preferire il trionfo dei malvagi – e con esso il vilipendio blasfemo di Gesù Cristo – all’umile ammissione di aver sbagliato. Preferiscono lasciar dire che abbia sbagliato Nostro Signore, «accecato dal rigorismo teologico», piuttosto di riconoscersi essi stessi imprigionati negli errori e nelle eresie del Modernismo.

 

La misura è colma, ed è giunto il momento di scegliere da che parte schierarsi. Con Bergoglio e Spadaro, con il Sinodo sulla Sinodalità, con una chiesa umana e contraffatta asservita al Nuovo Ordine Mondiale, o con Dio, la Sua Chiesa, i Suoi Santi.

 

E a ben vedere è già inaudito il solo dover ipotizzare che dei Cattolici – non dico dei sacerdoti o dei Prelati – possano considerare possibile esservi una scelta.

 

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

 

 

27 Agosto 2023

Dominica XIII Post Pentecostem.

 

 

 

Renovatio 21 pubblica questo testo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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Leone autorizza i vescovi a rimuovere i superiori dei monasteri autonomi. I Francescani dell’Immacolata inglese vengono dissolti

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Papa Leone XIV ha emanato giovedì un nuovo regolamento che autorizza un vescovo diocesano a destituire il superiore maggiore di un monastero autonomo.

 

Il rescritto vaticano, firmato dal Segretario di Stato cardinale Pietro Parolin, concede al Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica «l’autorità di autorizzare il vescovo diocesano competente a emettere il decreto di dimissioni», secondo il documento Rescriptum ex Audientia Sanctissimi.

 

Il rescritto sottolinea che papa Francesco aveva già espresso il suo sostegno alla modifica del diritto canonico. La nuova autorizzazione viene concessa ai sensi del canone 699 §2 del Codice di Diritto Canonico, riguardante «il decreto di dimissione da un istituto, per giusta causa, di un membro professo temporaneo o perpetuo».

 

Nel 2022, Bergoglio aveva modificato il can. 699 §2 in modo che il potere di dimettere un membro di un monastero autonomo fosse delegato al superiore maggiore del monastero anziché al vescovo locale.

 

La nuova norma potrebbe avere conseguenze di vasta portata per i monasteri indipendenti, soprattutto per quelli tradizionali, dato che i vescovi diocesani non di rado si mostrano ostili alle pratiche cattoliche tradizionali, come la Messa tradizionale in latino.

 

Questo mese, In Gran Bretagna, i sacerdoti dell’Associazione della Famiglia di Maria Immacolata e San Francesco, meglio conosciuti come Francescani dell’Immacolata (Marian Franciscans, in inglese), una comunità tradizionale dedita alla messa antica che segue la spiritualità di San Massimiliano Kolbe, verranno sciolti a seguito delle pressioni del loro vescovo locale. Andrew McKenzie, ordinato vescovo di Dunkeld il 10 agosto 2024, ha informato i frati nel febbraio 2025 che avrebbero dovuto lasciare la diocesi.

 

I Francescani dell’Immacolata furono bersagliati immediatamente dopo l’ascesa al Soglio di Bergoglio nel 2013. Nel settembre del 2025, il Dicastero per la Vita Consacrata ha notificato la dispensa dai voti per il fondatore dell’Istituto dei Francescani dell’Immacolata, Padre Stefano M. Manelli, che proviene da una famiglia legata a Padre Pio di Pietrelcina.

 

La vicenda del commissariamento e delle tensioni tra il Vaticano e l’ordine dei Francescani dell’Immacolata  è stata definita dagli ambienti tradizionalisti cattolici come una vera e propria «persecuzione» ideologica e istituzionale. Al contrario, la Santa Sede ha sempre motivato gli interventi con la necessità di sanare divisioni interne – dovute in particolari a frati «dissidenti» che lamentavano la celebrazione della Messa in latino invece che quella conciliare di Paolo VI.

L’11 luglio 2013 Bergoglio, papa da poche settimane, approva il decreto che dispone il commissariamento dell’istituto maschile. Il decreto impone una forte restrizione: l’uso della «forma straordinaria» del rito romano (la Messa antica) viene subordinato a un’esplicita autorizzazione delle autorità ecclesiastiche, revocando di fatto le tutele del precedente Summorum Pontificum di Benedetto XVI.

 

Numerosi frati vicini al fondatore Padre Manelli vengono trasferiti in conventi isolati o all’estero, come ad esempio in Albione. Nel 2015 fu commissariato anche il ramo femminile delle Suore Francescane dell’Immacolata.

 

Fu quindi avviata un’indagine della Procura della Repubblica di Avellino nei confronti di padre Manelli per presunte malversazioni e truffe legate ai beni delle associazioni laiche. Nel giugno 2025,  il tribunale penale di Avellino dichiara il «non doversi procedere» per prescrizione nei confronti di padre Manelli per le accuse sui beni immobili.

 

Sul fronte canonico, ai frati e alle suore fedeli alla linea originaria viene sistematicamente negata la possibilità di fare ricorso formale ai tribunali vaticani (come la Segnatura Apostolica), spingendo molti religiosi e religiose alla fuoriuscita volontaria o alla richiesta di dispensa dai voti.

 

Nel maggio 2022, dopo 9 anni, il Vaticano dichiara concluso il commissariamento. Il Capitolo Generale elegge Padre Immacolato M. Acquali come nuovo Ministro Generale, sancendo l’allineamento definitivo dell’ordine alle direttive post-conciliari. A settembre dello scorso anno si consuma la rottura definitiva: il Vaticano concede a Padre Stefano Maria Manelli la dispensa dai voti religiosi, sancendo la sua uscita definitiva dall’istituto da lui stesso fondato

 

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Immagini dal Pellegrinaggio tradizionalista di Chartres

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Come ogni anno si è tenuto negli scorsi giorni il pellegrinaggio Parigi-Chartres. Si tratta di uno storico cammino di oltre 100 km che si tiene ogni anno nel fine di settimana di Pentecoste.   Il Pellegrinaggio è divenuto un unto di riferimento per i cattolici tradizionalisti, è diventato un grande fenomeno di massa che attira circa decine di migliaia  giovani, con un’età media di soli 22 anni. I fedeli arrivano davvero da tutto il mondo.   Il tragitto si articola in 3 giorni di marcia partendo da Parigi (solitamente dalla chiesa di Saint-Sulpice) fino ad arrivare alla suggestiva Cattedrale di Chartres. Durante ogni fase del cammino viene celebrata la Santa Messa in rito tradizionale. La messa finale è stata celebrata dal cardinale Raimondo Leone Burke.   Queste sono alcune immagini della Parigi-Chartres 2026.  

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Papa Leone tiene una «preghiera interreligiosa» con il sindaco goscista di Chicago che aveva celebrato la «Giornata degli abortisti»

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Papa Leone XIV ha ricevuto lo scorso giovedì in udienza privata il sindaco goscista radicale di Chicago, Brandon Johnson. Nel corso dell’incontro avrebbero affrontato temi quali le retate dell’ICE (cioè la forza di polizia per l’immigrazione USA) nella metropoli illinoisiano, le riparazioni per la schiavitù e la guerra con l’Iran, ma non questioni morali fondamentali come l’aborto e l’ideologia LGBT, posizioni entrambe sostenute dal sindaco. Lo riporta LifeSite.

 

Sebbene il Vaticano non abbia reso pubblico il contenuto dell’incontro avvenuto il 28 maggio, il Johnson, protestante e di estrema sinistra, ha dichiarato in una conferenza stampa successiva che i due avevano discusso della politica migratoria del presidente Donald Trump e di altre questioni care alla sinistra. Il sindaco della città natale di Papa Leone non ha dato alcuna indicazione sul fatto che il pontefice avesse toccato i temi dell’aborto o dei diritti LGBT.

 

Durante l’udienza, la delegazione di Johnson si è unita a Leone in una preghiera interreligiosa e ha invitato il papa a visitare la sua città natale per celebrare la messa a Grant Park.

 

Il sindaco ha riferito ai giornalisti che la posizione di Leone nei confronti di Trump «era dettata più dal disaccordo con il suo approccio».

 

«Il papa voleva sapere in che modo l’ICE avesse avuto un impatto sulla nostra città e se ci fossero ancora episodi di retate dell’ICE in corso», ha detto Johnson. «Ho parlato di come il nostro team di pronto intervento si sia unito per sostenere le famiglie… Ho parlato dei miei decreti esecutivi, per i quali si è mostrato molto gentile e incoraggiante, soprattutto per quelli che ho firmato per proteggere i cittadini di Chicago».

 

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Tra gli ordini esecutivi di Johnson figura anche quello riguardante la cosiddetta «violenza contro le donne transgender», cioè gli uomini con confusione di genere.

 

Il sindaco vanta un curriculum fortemente a favore dell’aborto e dei diritti LGBT, scrive LifeSite. In passato ha promesso pillole abortive gratuite e ha minacciato azioni legali contro i volontari pro-vita che offrono consulenza per strada. Nel 2024 ha inoltre celebrato la «Giornata nazionale di apprezzamento per chi fornisce servizi di aborto».

 

«Lodiamo il coraggio e la resilienza di chi pratica l’aborto e non vediamo l’ora di continuare a sostenere i loro sforzi per garantire che i diritti riproduttivi siano tutelati e rispettati», aveva dichiarato Johnson all’epoca. «Insieme, possiamo resistere ai tentativi di annullare i progressi che abbiamo compiuto, assicurando che Chicago rimanga un luogo sicuro per la libertà di scelta».

 

Inoltre, la sua amministrazione si è impegnata a ridurre l’intervento delle forze dell’ordine nei confronti di chi si identifica come «LGBT», promettendo «nessuna disparità negli arresti tra le popolazioni [cosiddette] LGBTQ+ e le persone eterosessuali cisgender, riducendo le interazioni con la polizia» e ponendo fine alle presunte «molestie e negligenze da parte della polizia» verso persone con confusione di genere e omosessuali.

 

Nel primo anno del suo pontificato, papa Leone, seguendo le orme del predecessore papa Francesco, ha più volte criticato i tentativi dell’amministrazione Trump di contenere l’immigrazione di massa. Il 267° pontefice ha affermato che i fedeli saranno giudicati per come «accolgono lo straniero» e ha persino insinuato che sostenere il presunto «trattamento disumano degli immigrati negli Stati Uniti» sotto Trump equivalga a sostenere l’aborto.

 

Il papa, insieme alla grande maggioranza dei prelati cattolici, pur ricordando correttamente che gli Stati hanno il dovere di trattare ogni migrante con dignità umana, ha in gran parte omesso di menzionare i gravi crimini commessi da membri della banda MS-13 e da altri entrati illegalmente, violazioni che ledono la dignità dei cittadini e degli stessi migranti. Il Vaticano ha inoltre ignorato le vite salvate grazie alle politiche dell’amministrazione.

 

Il Johnson ha anche riferito di aver discusso con il pontefice delle scuse espresse da Leone per il presunto ruolo della Chiesa nella schiavitù nella sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, e della possibilità di offrire riparazioni per tale pratica. Ha tuttavia precisato che il papa non ha assunto una posizione chiara sulle riparazioni.

 

«Abbiamo parlato delle conseguenze che la lunga eredità della schiavitù e del disinvestimento ha avuto sugli afroamericani e sulle persone di colore in tutto il mondo», ha dichiarato il sindaco di Chicago. «Ho avuto una conversazione con lui sulle riparazioni e sul perché sia importante adoperarsi per riparare i danni causati dalla brutale eredità della schiavitù».

 

I critici dell’enciclica di Leone hanno evidenziato il ruolo fondamentale svolto dalla Chiesa cattolica nella lotta contro la schiavitù. San Patrizio, egli stesso ex schiavo, è considerato da molti storici come la prima persona ad aver condannato pubblicamente l’istituzione. Nel 1537 Papa Paolo III, con l’enciclica Sublimis Deus, proibì la riduzione in schiavitù delle popolazioni indigene del Nuovo Mondo sotto pena di scomunica. L’enciclica In Supremo Apostolatus di papa Gregorio XVI del 1839 condannò la tratta transatlantica degli schiavi quasi trent’anni prima dell’abolizione negli Stati Uniti.

 

Il Johnsone, sostenitore dell’aborto senza limiti, ha inoltre affermato di aver discusso con il pontefice della guerra in corso in Iran, dichiarando ai giornalisti che le «guerre illegali» non solo lasciano una «scia di lacrime e traumi», ma «danneggiano e brutalizzano la nostra umanità». Il pontefice americano si è mostrato molto critico verso il conflitto, suscitando la reazione di Trump.

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«Nel bel mezzo di un tiranno brutale, orribile e ignorante che attualmente occupa la Casa Bianca, è imperativo che camminiamo veramente nella vera essenza della nostra fede», ha detto il Johnsone ai giornalisti dopo l’incontro. «L’impatto dei suoi fallimenti sulla nostra economia globale è gravissimo. È una vergogna per la sensibilità della nostra umanità».

 

È significativo notare che, mentre papa Leone XIV ha trovato il tempo per incontrare il sindaco di Chicago, non cattolico e orientato a sinistra, non ha invece concesso udienza alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), che intende consacrare quattro nuovi vescovi il 1° luglio.

 

Padre Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ha riferito ad aprile che Leone non ha ancora risposto alla loro richiesta di un incontro prima della data di consacrazione prevista per il 1° luglio.

 

«Prima di dichiarare eventualmente scismatica una società che conta più di mille membri e che rappresenta un punto di riferimento per centinaia di migliaia di fedeli in tutto il mondo, sarebbe opportuno conoscere personalmente coloro che saranno giudicati», ha affermato il superiore generale FSSPX.

 

Come noto, il Vaticano di Leone XIV intenderebbe procedere alla scomunica della Fraternità Sacerdotale San Pio X in seguito alle consacrazioni.

 

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