Pensiero
Ecco la «Onniguerra»: «militarizzazione di tutti i diversi sistemi, cibo, sanità, finanza»
Catherine Austin Fitts è di sicuro una delle voci da seguire in questo nostro tempo. Già Segretario assistente per l’edilizia abitativa e lo sviluppo urbano per l’edilizia abitativa per l’amministrazione Bush, i lettori possono ricordarla quando a Milano, in piena pandemia, si palesò in conferenza con Robert F. Kennedy jr. per parlare di moneta digitale in correlazione al green pass.
Dopo una persecuzione legale legata alle sue idee, ha fondato il Solari Report, una pubblicazione ricca di informazioni fondamentali non certo disponibili a tutti e analisi di profondità abissale.
La Fitts ha idee precise, e talvolta spiazzanti, su molte cose – come quando un mese fa ha sconvolto Tucker Carlson e milioni di ascoltatori dicendo che l’élite ha fatto sparire diecine di trilioni di dollari per creare le infrastrutture (sotterranee, o spaziali) per una «breakaway civilization», ossia per una civiltà separata che sopravvivrà ad una qualche apocalisse prevista o programmata ma taciuta alle masse.
Renovatio 21 l’anno passato ha pubblicato la sua tirata contro i codici QR, che a suo giudizio non andrebbero usati «mai». La signora è nemica giurata delle CBDC, le monete elettroniche da banca centrale – come l’euro digitale – che ritiene essere, più che denaro, un «control grid», cioè una rete di controllo degli esseri umani.
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Ora Catherine ha pubblicato Omniwar («onniguerra»), dove si asserisce che l’umanità è sotto attacco da ogni parte, e non solo per controllarci, ma anche per ucciderci.
«La guerra omnicomprensiva è la militarizzazione di ogni cosa» scrive la Fitts utilizzando una parola usatissima nel gergo inglese, «weaponization» (cioè, l’«uso come arma») difficilmente traducibile in italiano. «Si tratta della militarizzazione di tutti i diversi sistemi che utilizziamo, tra cui cibo, sanità e finanza…»
«Esistono letteralmente iniezioni che sono armi biologiche, e questa è la militarizzazione del nostro sistema sanitario» dice in un’intervista a USAWatchdog, alludendo chiaramente alla vaccinazione di massa. «Faccio uno screening per un fondo comune di investimento, e una delle società di pompe funebri è un titolo azionario, il cui valore è più che raddoppiato o quasi raddoppiato da quando l’abbiamo acquistata. Quindi, abbiamo un titolo di un’assicurazione sanitaria che di recente è sceso del 40%, mentre le imprese di pompe funebri stanno salendo significativamente».
«La gente se ne è accorta perché questa non è la prima compagnia assicurativa a crollare a causa del calo dell’aspettativa di vita e dell’accelerazione dei decessi» afferma l’ex funzionaria del governo Bush jr.
Il veleno che stiamo ricevendo ci viene somministrato di proposito, suggerisce: è altamente tecnologico, e non si trova solo nelle iniezioni COVID.
«Stiamo ingerendo queste nanoparticelle o nanobot. Abbiamo rilasciato interviste su Solari sui misteriosi ingredienti presenti nel cibo. Quindi, sono presenti nelle iniezioni, negli spray e nel cibo. Questa è una delle cose che credo causi tutte queste malattie (…) Tutto questo fa parte del grande avvelenamento» spiega la Fittsa. «Ho abbonati che sono al corrente di tutto questo da più di un decennio. Capiscono che il grande avvelenamento è in atto. Sono in guerra, è una guerra totale, e hanno iniziato a intervenire su come organizzare la loro salute, il loro cibo e le loro finanze. (…) Lo so, è deprimente».
In Omniwar, la Fitts affronta i numerosi fronti di guerra. Analizza a fondo la griglia di controllo in continua espansione. Lo scrittore David Hughs descrive il fenomeno di Omniwar come «una guerra in ogni ambito concepibile condotta da una classe dirigente transnazionale contro il resto dell’umanità». La Fitts racconta come gli esseri umani vengano riprogettati con la biologia sintetica.
L’indomita attivista mostra come reagire a questo scenario con una «lista di azioni da controllare».
In chiusura dell’intervista, la direttrice del Solari Report sottolinea perché è ancora ottimista sull’oro: «uno dei motivi per cui sono rialzista sull’oro è ciò che l’amministrazione Trump farà con le stablecoin (…) faranno sì che molte grandi banche e altre aziende lavorino per creare filiali per emettere stablecoin. È molto simile a una CBDC, ma più pericolosa… Il primo obiettivo delle stablecoin è convincere le persone che non usano il dollaro a passare al dollaro (…) Credo che molti Paesi con grossi problemi di debito passeranno al dollaro».
«L’obiettivo è costruire un nuovo, vasto mercato per i titoli del Tesoro. Ci sarà un’esplosione, o uno tsunami, di stablecoin e di credito. Potrebbe essere uno dei più grandi eventi di iperinflazione al mondo. Questo potrebbe dare un significato completamente nuovo al termine “helicopter money“, perché sarà globale».
«Pensate ai pallet di denaro contante iracheni» dice, ricordando un episodio emerso durante l’occupazione americana dell’Iraq. «Questi sono i pallet di denaro contante iracheni in formato digitale. Stiamo semplicemente diffondendo dollari in tutto il mondo».
«Questo potrebbe dare altri 10-15 anni al dollaro come valuta di riserva… I beni reali brilleranno. Questo significa oro, e questo significa argento… C’è una forte spinta a monetizzare l’oro».
Come sempre, quando si ascolta la Fitts si rimane a bocca aperta. L’intervista completa, in inglese, è visibile su Rumble.
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Civiltà
La devastazione prodotta dalla Scuola di Francoforte
The Most Destructive Intellectual Project of the Twentieth Century.
The Frankfurt School. You should know what it was, what it built, and why you are still living inside it. 1. The Institute for Social Research was founded in Frankfurt in 1923 and relocated to Columbia… https://t.co/tuqvEblLIN pic.twitter.com/hXnNKmqPrW — Krzysztof Szczawinski 🇵🇱 (@Kristof_Poland) August 19, 2026
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Pensiero
Storia di rune e cani che abbaiano
Ai cortesi e umani lettori agostani porgiamo un’amena storiella, o se si preferisce un apologo.
Un vecchio cane stava di guardia a un vecchio cascinale di campagna. La maggior parte del tempo stava a dormire nella polvere.
Spesso sognava di inseguire lepri e selvaggine di vario tipo, e allora si agitava tutto con piccoli scatti inutili, il muso diventava feroce e batteva i denti gialli per azzannare una preda inesistente.
Al risveglio, si grattava un po’ e gironzolava a coda bassa, slanciandosi in brevi corse, poiché aveva il fiato corto, contro qualche passero che subito volava via per posarsi più in là.
La sua vera e unica passione era abbaiare alla gente.
Nella parte davanti costeggiava l’edificio un sentiero sterrato, usato come scorciatoia. Al passaggio della gente il cane correva al cancello con grandi latrati, quasi fosse il doppio più grosso e animoso.
Sulle prime i passanti si spaventavano, poi ridevano e qualcuno gli tirava una sassata, facendolo scappare guaendo e ringhiando. Nessuno in verità si sognava di entrare nella proprietà, non per paura del cane, ma perché l’edificio era cadente e abbandonato, e dava un senso di tristezza.
Un giorni il proprietario mandò un muratore per aggiustare una parte del muro di cinta che stava per rovinare. Ogni volta che lo vedeva al cancello il cane faceva la scena di gettarglisi incontro veementemente, come volesse sbranarlo. Dopo qualche tempo il muratore, che amava gli animali e ne conosceva il linguaggio, si sedette sui talloni e lo interrogò attraverso le sbarre:
«Perché fai così? E’ una settimana che vengo qui ogni giorno, ormai mi conosci. Lo sai che mi ha mandato il tuo padrone per riparare quel muro. In più hai già visto che lavoro di fuori e che non mi interessa entrare nel cancello. Non ti tratto male e neppure ti lancio delle pietre. Non hai niente da temere da me. Eppure mi abbai contro oggi come il primo giorno».
«La proprietà privata non si tocca» rispose il cane. «Che ci sia chi voglia entrare è intollerabile. Il gesto poi è ancora più condannabile perché questo cascinale è un bene storico. È già accaduto in passato, e non deve accadere più. Se qualcuno anche solo accenna a passare la soglia bisogna levare alta la voce. Che tu sia un amico non è un buon motivo per far passare le provocazioni» aggiunse il cane.
«Mai cedere, mai credere di essere al sicuro. E in fondo, a dirtela chiara, più abbaio e più mi sento bene e importante, e più la scodella mi si riempie. Perciò, sappi che anche domani, quando mi passerai davanti con il tuo secchio e i tuoi arnesi, latrerò, ululerò e ringhierò furiosamente, come se non ti avessi mai visto prima.
«Come ti chiami, bel cagnone?»
«Pavlov».
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Piaciuta la favola? Sentite quest’altra.
A Pisa, il 17 agosto, sul muro di una scuola primaria, appaiono delle scritte inneggianti al fascio, e dei simboli chiaramente runici.
Un’ondata di sdegno pervade le istituzioni.
Il vicepresidente del Consiglio regionale toscano, PD, scatta: «Pisa è una città insignita della Medaglia di bronzo al valor militare per la Resistenza e non può esserci spazio per simboli e richiami a ideologie fasciste e naziste. Episodi come questo vanno condannati da tutti con fermezza e senza ambiguità».
Queste scritte sono, incalza, «un gesto gravissimo e intollerabile, ancora più odioso perché colpisce una scuola, luogo di educazione, libertà e democrazia».
Inoltre, «Fa impressione che siano apparse oggi, giorno in cui ricorre il ritrovamento del corpo di Giacomo Matteotti». Senza dimenticare la ricorrenza appena celebrata dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.
Da palazzo Madama gli fa subito eco una senatrice, sempre progressista: «Dopo l’imbrattamento della lapide dedicata a Franco Serantini e altri luoghi continuano ad apparire scritte e riferimenti nostalgici».
Poi si scopre che la scuola primaria è in ristrutturazione e che le scritte le hanno lasciate gli operai come indicazioni. La scritta «Sì fascia» non auspicava il ritorno del Duce, ma il luogo dove applicare il cappotto termico. Le terribili celtiche non erano altro che frecce tracciate alla buona.
Ci si poteva arrivare, si dirà.
Già, forse. Ma intanto nel prendere atto del granchio il PD, se si può dire, si chiude a riccio.
L’eccesso di zelo è stato causato dalla proliferazione dei rigurgiti fascisti. «Possiamo anche sorridere dell’equivoco, ma non liquidare con battute il clima nel quale è maturato. Riconoscere un errore non significa abbassare la guardia: Pisa ha bisogno di attenzione e di una condanna netta di ogni intimidazione fascista».
La storiella finisce qui. De te fabula narratur, dice Orazio, e sinceramente non sapremmo che altro aggiungere.
Massimo Zanetti
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Pensiero
Il fascismo evergreen
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