Sorveglianza
Dalle telecamere stradali ai robot per sorvegliare e reprimere la popolazione
Il comune di Corciano (provincia di Perugia) ha recentemente installato un nuovo sistema di sorveglianza stradale di ultima generazione in grado di interagire in tempo reale con la banca dati del Viminale.
Il sito dell’azienda, che è leader del settore spiega che «l’innovativo dispositivo Targa System è un sistema certificato di software e telecamere di lettura targhe per il controllo stradale, risultato di uno studio congiunto con le forze di Polizia, di cui costituisce un valido supporto nel rilevare importanti infrazioni. Un software aperto e personalizzabile, di installazione rapida e semplice, sia su server all’interno del comando di Polizia sia su auto di servizio».
Il comune ha installato una telecamera fissa per controllare i veicoli in entrata e in uscita dalla frazione umbra. Inoltre un’altra videocamera è stata posta in una vettura della polizia locale che pattuglierà le strade fino ai propri confini
Sostieni Renovatio 21
Come scritto in un recente articolo pubblicato sul quotidiano locale Corriere dell’Umbria, apprendiamo che «si tratta di strumenti di controllo e prevenzione che consentiranno di identificare immediatamente veicoli rubati, soggetti a fermi amministrativi, privi di assicurazione o revisione, e sarà un supporto cruciale nelle indagini legate a furti e altre attività illecite».
Lo stesso sindaco, tramite i suoi canali social, ci tiene a sottolineare che nelle «scorse settimane abbiamo implementato il sistema di videosorveglianza esistente arrivando a un numero totale di telecamere veramente importante per un territorio delle nostre dimensioni. 108 telecamere, ma la vera novità è, per la prima volta, la presenza di telecamere Targa System nel nostro territorio (…) una telecamera in grado di leggere e tenere in una banca dati tutte le targhe di tutte le auto che entrano ed escono dal nostro territorio. L’altra, sempre telecamera Targa System, invece è mobile e verrà messa all’interno dell’auto in pattuglia in modo da garantire ancora più sicurezza nelle nostre strade».
«Ovviamente siamo all’inizio di un percorso» prosegue. «L’obiettivo è di estendere Targa System in più parti possibili».
In un solo giorno il nuovo sistema, che qualcuno chiama «grande fratello stradale», ha «scansionato» circa diciassette mila veicoli in transito sul piccolo comune umbro.
Qualcuno potrebbe pensare alla possibilità che ci sia qualche incongruenza con le politiche di privacy per gli automobilisti, ma l’azienda, per bocca dei suoi responsabili ha fatto sapere che «I dati raccolti vengono utilizzati solo per scopi legittimi, come la prevenzione del crimine e la sicurezza pubblica. Inoltre, il sistema è soggetto a rigorosi controlli e certificazioni per garantire che venga utilizzato in modo responsabile e nel rispetto delle leggi sulla privacy e per prevenire problemi di cybersicurezza».
La sorveglianza stradale sempre più capillare, non è un fenomeno nuovo negli Stati moderni, infatti in Inghilterra l’uso del riconoscimento automatico delle targhe (ANPR) starebbe ora producendo una sorveglianza di massa su scala davvero massiccia: le telecamere catturano targhe circa 44,5 volte al secondo. Ciò equivale a più di un miliardo di volte all’anno, come ha scoperto il gruppo per la privacy e i diritti civili Big Brother Watch tramite le richieste FOIA (Freedom of Information Act), che hanno interessato otto autorità locali o regionali.
Il caso britannico costituisce «una delle più grandi reti di sorveglianza al mondo», riassume la situazione il gruppo Big Brother Watch.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Su Renovatio 21 è stato discusso varie volte un tema ulteriore riguardante le telecamere, che è quello della face recognition, ossia dei software di riconoscimento facciale impiegati già in tante parti del mondo, a partire dal caso più eclatante, quello della Cina comunista.
La polizia spagnola ha iniziato a utilizzare uno strumento di riconoscimento facciale automatico, soprannominato ABIS (sistema di identificazione biometrica automatica), che utilizza l’intelligenza artificiale per identificare i sospetti. Il programma confronta le immagini introdotte dalle forze dell’ordine, come un’immagine ottenuta da una telecamera di sicurezza, con le immagini memorizzate in un database, che conterrà oltre cinque milioni di immagini di sospetti e detenuti già in archivio. Gli arrestati dopo l’avvio del sistema verranno aggiunti al database.
L’attenzione deve essere comunque massima, perché anche le macchine più all’avanguardia possono incappare in errori i quali possono danneggiare pesantemente gli abitanti di ogni singolo Stato.
Un caso che ha avuto eco nella stampa statunitense descrive come i software di face recognition abbiamo portato all’errato arresto di un uomo della Georgia. Nel novembre di tre anni fa, un cittadino era stato arrestato nella contea di DeKalb, in Georgia appunto, dopo che le forze dell’ordine in Louisiana hanno utilizzato il riconoscimento facciale per collegarlo erroneamente al furto di borse di lusso a Baton Rouge, in Louisiana, Stato della Federazione dove il Reid mai era stato.
Ai lettori di Renovatio 21, come alle persone che conservano ancora un po’ di memoria, può non tornare alla mente il nostro recente «passato pandemico», dove si è cercato di applicare un controllo capillare sulla popolazione con app sul telefonino, tracciamenti vari e delazioni da parti di concittadini particolarmente zelanti.
Non erano mancate al tempo, ad esempio sempre in Gran Bretagna dove è stata implementata una legge per la verifica dell’età tramite face recognition, le proposte di unire al «green pass» i software di riconoscimento facciale – qualcosa a cui gli Emirati Arabi sembravano essersi avvicinati materialmente. Anche in Italia, in realtà, vi erano state proposte non dissimili, come a Ravenna, dove si era pensato di combattere il COVID con la geolocalizzazione.
Tuttavia, possiamo segnalare che la telecamera è solo un primo stadio di una tendenza che stiamo vedendo in azione ovunque – la fase successiva è quella della sorveglianza (e della repressione) ottenuta tramite androidi, robocani, droni.
I casi di cui abbiamo parlato in questi anni sono tantissimi. Come non ricordare un curioso robot per la sorveglianza di dimensioni umane prodotto da Knightscope, schierato in un quartiere a nord-est di Las Vegas Valley.
«Westy», così è chiamato il dispositivo cibernetico, impiega una serie di telecamere, quattro in totale, insieme alla tecnologia di riconoscimento facciale, lettura delle targhe, avvisi verbali e connettività Internet agli agenti di sicurezza umani in caso di incidente. «Può avvisare le persone quando escono dopo il coprifuoco delle 22:00 e le quattro videocamere tendono a far sì che le persone lo evitino. Quando abbiamo segnalazioni di atti di vandalismo, possiamo esaminare il video e ottenere un intervallo di tempo di quando è successo. Ha un pulsante in modo che le persone possano ottenere rapidamente aiuto umano in caso di emergenza».
Come riportato da Renovatio 21, in quegli anni anche Singapore schierò robot autonomi per controllare i propri cittadini che non violassero le restrizioni COVID e mantenessero il «distanziamento sociale». Ogni robot ha installate telecamere e altoparlanti e può essere controllato da remoto tramite un operatore.
A futura memoria resteranno i robocani e i droni impiegati nel mega-lockdown che subì nel 2022 la megalopoli di Shanghai.
Aiuta Renovatio 21
Come sa il lettore di Renovatio 21, i robocani sono oramai dappertutto: ne dispongono reparti di polizia e pompieri americani così come l’esercito cinese, indiano, americano, australiano, ucraino, israeliano e ora parrebbe perfino quello italiano.
Questo sito ha segnalato la presenza di robocani per scopi «scientifici» sulle spiagge liguri e nella campagna umbra.
Con tutta questa nuova tecnologia – venduta come strumento per aumentare la sicurezza delle persone – dobbiamo avere contezza che sia quanto mai sicura nell’avere rispetto della nostra sfera personale, delle nostre libertà individuali e che debba rispettare in maniera seria, chiara e trasparente la nostra privacy.
Il piano dove si gioca questa partita è particolarmente scivoloso ed è evidente che ci stanno mettendo dinanzi un’ulteriore step di invasione del privato in nome di una sbandierata sicurezza pubblica.
L’impiego di queste nuove tecnologie in forza alla polizia rimanda alla mente una fantascienza distopica che mano a mano diviene realtà accettabile: la finestra di Overton sul nuovo totalitarismo digitale, fatto di video, algoritmi e robotica, ha iniziato a spalancarsi.
Francesco Rondolini
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sorveglianza
I rivoltosi di Minneapolis utilizzano sistemi di riconoscimento automatico delle targhe?
As a former Special Forces Warrant Officer with multiple rotations running counterinsurgency ops—both hunting insurgents and trying to separate them from sympathetic populations—I’ve seen organized resistance up close. From Anbar to Helmand, the pattern is familiar: spotters,…
— Eric Schwalm (@Schwalm5132) January 25, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Internet
Google pagherà 68 milioni di dollari per lo «spionaggio» dell’assistente vocale
Il colosso tecnologico statunitense Google ha raggiunto un accordo preliminare per versare 68 milioni di dollari al fine di risolvere una causa legale in cui il suo assistente vocale è accusato di aver spiato gli utenti di smartphone. Lo riporta l’agenzia Reuters, citando documenti giudiziari.
Secondo stime preliminari riportate da The Verge, gli acquirenti di dispositivi potrebbero ricevere un risarcimento compreso tra 18 e 56 dollari. Chi ha utilizzato Google Assistant o ha vissuto in una casa con un dispositivo che avrebbe registrato conversazioni potrebbe ottenere da 2 a 10 dollari.
Gli utenti sostengono che Google, controllata da Alphabet, abbia registrato illegalmente conversazioni private attraverso Google Assistant per poi sfruttarle nella creazione di pubblicità mirate. L’intesa preliminare di class action è stata depositata venerdì presso il tribunale federale di San Jose, in California, come visionato da Reuters, e attende l’approvazione della giudice distrettuale statunitense Beth Labson Freeman.
Sostieni Renovatio 21
L’assistente vocale è programmato per attivarsi in risposta alle «parole chiave» come «Ehi Google» o «Okay Google», analogamente a Siri di Apple e Alexa di Amazon. I querelanti contestano il fatto che l’assistente abbia riconosciuto erroneamente il linguaggio normale come comandi vocali – fenomeno noto come «false accepts» – portando alla ricezione di annunci pubblicitari non richiesti.
L’accordo riguarderebbe gli utenti che hanno acquistato dispositivi Google o hanno subito «false accettazioni» a partire dal 18 maggio 2016.
Il caso mette in luce la tensione costante tra le nuove tecnologie e la tutela della privacy. Nel novembre 2025 Google è stata nuovamente citata in giudizio per aver intercettato, tramite l’assistente di Intelligenza Artificiale Gemini, comunicazioni private su Gmail, chat e piattaforme di videoconferenza. A settembre aveva accettato un accordo da 425,7 milioni di dollari in un’altra class action per presunte violazioni della privacy.
Come riportato da Renovatio 21, nel dicembre 2024 Apple ha patteggiato per 95 milioni di dollari in relazione alle accuse secondo cui il suo assistente Siri avrebbe registrato conversazioni private senza consenso.
Amazon, invece, ha affrontato una class action nazionale per presunte violazioni della privacy legate al suo assistente vocale Alexa: un giudice federale ha autorizzato gli utenti a presentare reclami sostenendo che i dispositivi abbiano registrato e conservato conversazioni private senza esplicito consenso, in violazione delle leggi sulla tutela dei consumatori.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Sorveglianza
La nuova legge di Berlino consente alla polizia di installare spyware nelle case
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Autismo2 settimane faEcco la Barbie autistica: il mondo verso la catastrofe sanitaria (e il Regno Sociale di Satana)
-



Immigrazione2 settimane faLe nostre città ridisegnate dagli immigrati
-



Spirito2 settimane fa«Sinodalità e vigile attesa»: mons. Viganò sul mito del Concilio Vaticano II «sicuro ed efficace»
-



Armi biologiche6 giorni faI vaccini COVID mirano a ridurre la popolazione mondiale avvelenando miliardi di persone: parla un medico sudafricano
-



Gender2 settimane faIl giornale dei vescovi italiani difende la transessualità nei bambini
-



Geopolitica7 giorni fa«L’ordine basato sulle regole» non era reale: ora siamo nell’era della fantasia geopolitica imperiale. Cosa accadrà al mondo e all’Italia?
-



Salute1 settimana faI malori della 3ª settimana 2026
-



Pensiero1 settimana faIl discorso di Trump a Davos














