Epidemie
Cronologia del coronavirus: le responsabilità del Partito Comunista Cinese
Renovatio 21 pubblica per gentile concessione questo articolo già apparso sul sito Bitter Winter – Libertà religiosa e diritti umani in Cina. scritto dallo studioso Massimo Introvigne.
Bitter Winter «funziona grazie a qualche centinaio di reporter cinesi, una cinquantina dei quali sono stati arrestati e una trentina ancora in prigione».
Renovatio 21 pubblica questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Si tratta di una cronologia ancora parziale, poiché arriva sino a fine marzo, e moltissime altre cose nel frattempo sono accadute, specie riguardo all’influenza immane che il Partito Comunista Cinese pare avere sulle classe dirigenti del resto del mondo. Tuttavia molti degli episodi qui citati sono assolutamente sconosciuti all’opinione pubblica. E si tratta di racconti di gravità sconcertante.
Chi cercasse la pistola fumante l’ha trovata. Una successione di ritardi, insabbiamenti e fake news provano come il mondo debba incolpare il PCC dell’attuale epidemia mortale.
17 novembre 2019: a Wuhan viene individuato il primo caso di quello che sarebbe poi stato identificato come COVID-19
17 novembre 2019: a Wuhan viene individuato il primo caso di quello che sarebbe poi stato identificato come COVID-19
10 dicembre: il cinquantasettenne Wei Guixian, un commerciante nel reparto del pesce del mercato degli animali di Wuhan, risulta malato, accusando quelli poi identificati come sintomi di COVID-19
26 dicembre: i dati dei pazienti di Wuhan vengono inviati a diverse aziende cinesi che si occupano di genomica, aziende in grado di rilevare nuovi virus. A quanto sembra, almeno una di queste aziende ha ricevuto ordine di interrompere i test e di distruggere i materiali
27 dicembre: Zhang Jixian, medico nell’Ospedale provinciale di medicina integrata cinese e occidentale dell’Hubei, comunica alle autorità sanitarie cinesi di essere convinto che la malattia fosse causata da un nuovo coronavirus
31 dicembre: alcuni funzionari cinesi comunicano alla sede cinese dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che a Wuhan erano stati registrati casi di «una nuova forma di polmonite». Contemporaneamente la censura di Internet imposta dal PCC inizia a bloccare le ricerche per «polmonite ignota a Wuhan», «mutazione della SARS», «mercato degli animali di Wuhan» e simili
31 dicembre: alcuni funzionari cinesi comunicano alla sede cinese dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che a Wuhan erano stati registrati casi di «una nuova forma di polmonite». Contemporaneamente la censura di Internet imposta dal PCC inizia a bloccare le ricerche per «polmonite ignota a Wuhan», «mutazione della SARS», «mercato degli animali di Wuhan» e simili
1° gennaio 2020: otto medici che avevano lanciato l’allarme per un’epidemia causata da un nuovo coronavirus a Wuhan, fra cui il dottor Li Wenliang (1986-2020), poi morto a causa di questo morbo, vengono arrestati e interrogati dalla polizia del Partito per «aver diffuso dichiarazioni false». Li è stato costretto a firmare una lettera di scuse
1° gennaio: la Commissione per la sanità dell’Hubei impone a tutte le aziende che si occupano di genomica contattate il 26 dicembre di interrompere i test e di distruggere i materiali ricevuti (che avrebbero costituito la prova che dati sul virus erano disponibili già dalla fine di dicembre)
1° gennaio: le autorità chiudono il mercato degli animali di Wuhan, senza effettuare tamponi sui singoli animali e sulle gabbie, e senza prelevare il sangue a chi vi lavorasse né controllare in altro modo se quelle persone potessero essere state infettate
1° gennaio: le autorità chiudono il mercato degli animali di Wuhan, senza effettuare tamponi sui singoli animali e sulle gabbie, e senza prelevare il sangue a chi vi lavorasse né controllare in altro modo se quelle persone potessero essere state infettate
3 gennaio: la Commissione nazionale cinese per la sanità emette un ordine di non pubblicazione, impedendo così a tutte le istituzioni mediche del Paese di rivelare informazioni relative alla malattia
5 gennaio: il professor Zhang Yongzhen, del Centro clinico per la salute pubblica di Shanghai, fornisce alle autorità cinesi la sequenza genomica del virus
5 gennaio: la Commissione comunale per la sanità di Wuhan smette di pubblicare gli aggiornamenti quotidiani sui nuovi casi di malattia
9 gennaio: l’OMS rilascia una dichiarazione sulla situazione di Wuhan lasciando intendere che sia attivo un nuovo virus
3 gennaio: la Commissione nazionale cinese per la sanità emette un ordine di non pubblicazione, impedendo così a tutte le istituzioni mediche del Paese di rivelare informazioni relative alla malattia
10 gennaio: la Televisione Centrale Cinese trasmette una dichiarazione di Wang Guangfa, importante esperto del governo in materia di Sanità, che afferma che la «polmonite di Wuhan» è «sotto controllo» e presente per lo più «in forma lieve» (11 giorni più tardi, a quel che si dice, lo stesso esperto del governo risulta positivo al tampone)
11 gennaio: il laboratorio di Shanghai del professor Zhang Yongzhen, che aveva fornito la sequenza genomica del virus, viene chiuso per essere “rettificato” dalla Commissione per la sanità cittadina dopo che Zhang ha messo online i dati scoperti onde metterli a disposizione della comunità scientifica internazionale. Solo dopo questo atto (per il quale il professore è stato appunto punito) la Commissione nazionale per la sanità annuncia l’intenzione di condividere la sequenza (in quel momento già disponibile online) con l’OMS
1 gennaio: il laboratorio di Shanghai del professor Zhang Yongzhen, che aveva fornito la sequenza genomica del virus, viene chiuso per essere “rettificato” dalla Commissione per la sanità cittadina dopo che Zhang ha messo online i dati scoperti onde metterli a disposizione della comunità scientifica internazionale
12 gennaio: per la prima volta la Commissione nazionale per la sanità condivide le informazioni sulla genomica del virus con l’OMS. Le informazioni erano disponibili sin dal 5 gennaio
14 gennaio: l’OMS (e non le autorità cinesi) avanzano l’ipotesi che il virus si stia trasmettendo da uomo a uomo
14 gennaio: i giornalisti che cercano di realizzare un servizio sull’esplosione dell’epidemia nell’ospedale Jinyintan di Wuhan vengono bloccati dalla polizia del regime comunista, che sequestra loro videocamere e telefoni
15 gennaio: la Cina risponde all’OMS attraverso una dichiarazione del dottor Li Qun, responsabile del Centro cinese per il controllo delle malattie e del Centro d’emergenza per la prevenzione, il quale comunica che, secondo i rilevamenti, il rischio di trasmissione da uomo a uomo è «basso»
17 gennaio: la Commissione comunale per la sanità di Wuhan ripristina gli aggiornamenti quotidiani sui nuovi casi di coronavirus, interrotti il 5 gennaio
18 gennaio: nonostante l’esplosione del virus, la città di Wuhan ospita un banchetto dove ciascuno degli ospiti porta una pietanza. Partecipano più di 40mila famiglie per far concorrenza al Guinness dei primati per il maggior numero di piatti serviti a un evento
18 gennaio: nonostante l’esplosione del virus, la città di Wuhan ospita un banchetto dove ciascuno degli ospiti porta una pietanza. Partecipano più di 40mila famiglie per far concorrenza al Guinness dei primati per il maggior numero di piatti serviti a un evento. L’amministrazione cittadina ha annunciato di aver distribuito 200mila biglietti gratuiti agli abitanti per le celebrazioni della Festa del nuovo anno lunare
20 gennaio: il dottor Zhong Nanshan, autorevole esperto di SARS, afferma in un’intervista televisiva che la trasmissione da uomo a uomo è reale e che le autorità si sono dimostrate negligenti nel diffondere le informazioni sul virus
20 gennaio: il sindaco di Wuhan Zhou Xianwang ammette di non aver diffuso tutte le informazioni sul virus in possesso dell’amministrazione cittadina, aggiungendo però di avere seguito le «regole di Pechino»
20 gennaio: viene decretato l’isolamento di Wuhan, ma solo dopo che circa 5 milioni di persone hanno già lasciato la città senza essere state sottoposte al tampone
6 febbraio: il presidente Xi Jinping dà personalmente l’ordine di intensificare la censura su Internet per tutto ciò che riguarda il virus e di chiudere i profili WeChat di chiunque esprima critiche al regime
6 febbraio: il presidente Xi Jinping dà personalmente l’ordine di intensificare la censura su Internet per tutto ciò che riguarda il virus e di chiudere i profili WeChat di chiunque esprima critiche al regime
6 febbraio: scompare l’avvocato e “giornalista civico” Chen Qiushi, che ha postato su Internet un video in cui si vedono ospedali sovraffollati e famiglie in preda al panico
7 febbraio: il dottor Li Wenliang, il medico che aveva dato l’allarme sul nuovo coronavirus (e che per questo era stato arrestato), muore proprio di coronavirus. Si è discusso se Li, che aveva partecipato a una chat cristiana, si fosse veramente convertito al cristianesimo
6 febbraio: scompare l’avvocato e “giornalista civico” Chen Qiushi, che ha postato su Internet un video in cui si vedono ospedali sovraffollati e famiglie in preda al panico
9 febbraio: Fang Bin, un altro “giornalista civico” che aveva postato alcuni video sull’epidemia non autorizzati, “scompare” a Wuhan
9 febbraio: Fang Bin, un altro “giornalista civico” che aveva postato alcuni video sull’epidemia non autorizzati, “scompare” a Wuhan
15 febbraio: il presidente Xi Jinping inasprisce ulteriormente la censura su Internet per qualsiasi cosa riguardi il virus
15 febbraio: l’attivista per i diritti umani Xu Zhiyong, che aveva chiesto pubblicamente al presidente Xi Jinping di scusarsi per avere insabbiato le notizie sul virus e quindi di dimettersi, viene arrestato
16 febbraio: il docente universitario Xu Zhangrun viene posto agli arresti domiciliari con il divieto di usare Internet dopo che ha pubblicato un saggio in cui afferma che «l’epidemia di coronavirus ha rivelato il cuore marcio del regime cinese»
16 febbraio: un documento postato da due scienziati cinesi, il dottor Botao Xiao della South China University of Technology di Guangzhou, e il dottor Lei Xiao, della Wuhan University of Science and Technology, nel database internazionale per la ricerca ResearchGate, in cui suggeriscono che il virus possa essersi originato da alcuni pipistrelli provenienti da due laboratori di Wuhan (e non da pipistrelli selvatici), “scompare” da ResearchGate
4 marzo: il magnate cinese Ren Zhiqiang “scompare” a Pechino dopo aver postato commenti critici sulla gestione della crisi del coronavirus da parte del presidente Xi Jinping
19 febbraio: la Cina espelle tre giornalisti di The Wall Street Journal che stavano realizzando dei servizi sull’epidemia
26 febbraio: l’agenzia stampa statale Xinhua annuncia la pubblicazione di un libro del Dipartimento centrale per la propaganda del PCC che sarà tradotto in sei lingue e che spiega come «l’eccezionale leadership, propria di un capo grande e potente», del presidente Xi Jinping abbia sconfitto il virus
8 marzo: le ambasciate cinesi di tutto il mondo ricevono espressa istruzione di promuovere l’idea che il virus non abbia avuto origine in Cina
22 marzo: il Global Times, quotidiano controllato dal PCC, citando in maniera errata un’affermazione del farmacologo italiano Giuseppe Remuzzi, proclama che il virus non ha avuto origine in Cina (e neppure negli Stati Uniti), ma in Italia
12 marzo: il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian dichiara pubblicamente che il virus non ha avuto origine a Wuhan, né peraltro in Cina, bensì vi è giunto dagli Stati Uniti d’America attraverso i soldati che hanno preso parte ai Giochi militari di Wuhan a ottobre
14 marzo: il magnate cinese Ren Zhiqiang “scompare” a Pechino dopo aver postato commenti critici sulla gestione della crisi del coronavirus da parte del presidente Xi Jinping
18 marzo: il governo annuncia che saranno espulsi altri 13 giornalisti di The New York Times, The Washington Post e The Wall Street Journal
19 marzo: la Sicurezza pubblica di Wuhan si scusa con la famiglia del dottor Li Wenliang, ammettendo che la sua detenzione è stata «inappropriata» e dichiarando che i due agenti che «hanno gestito malamente» il caso sono stati sottoposti a provvedimento disciplinare
22 marzo: il Global Times, quotidiano controllato dal PCC, citando in maniera errata un’affermazione del farmacologo italiano Giuseppe Remuzzi, proclama che il virus non ha avuto origine in Cina (e neppure negli Stati Uniti), ma in Italia
Massimo Introvigne
Articolo apparso su Bitter Winter con il titolo «Cronologia del coronavirus: il responsabile è il Partito Comunista Cinese. Ecco le prove».
Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Epidemie
L’India si muove per contenere l’epidemia del mortale virus Nipah, oltre 100 persone in quarantena
Il governo indiano sta prendendo provvedimenti per contenere un’epidemia del mortale virus Nipah, trasmesso dagli animali all’uomo, nello stato orientale del Bengala Occidentale.
Sono stati confermati cinque casi della malattia, che solitamente si trasmette dai pipistrelli all’uomo e per la quale non esiste un vaccino o una cura, e almeno 100 persone sono state costrette a mettersi in quarantena. Si segnala che un paziente è in condizioni critiche.
I sintomi precoci della malattia ne rendono difficile la diagnosi, favorendone la diffusione.
Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) degli Stati Uniti, il periodo di incubazione è compreso tra quattro e 21 giorni, anche se sono possibili intervalli più lunghi tra l’esposizione e la malattia.
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I malati hanno iniziato la malattia con una malattia simil-influenzale (febbre, mal di testa e dolori muscolari) e spesso sviluppano sintomi respiratori, tra cui la polmonite. Il sintomo più grave della malattia è l’encefalite, ovvero l’infiammazione del cervello. Sintomi neurologici gravi, tra cui confusione, convulsioni e coma, possono manifestarsi giorni o addirittura settimane dopo i sintomi iniziali. I pazienti possono anche sviluppare la meningite.
Il Nipah ha un tasso di mortalità elevato, compreso tra il 40% e il 75% a seconda del ceppo del virus. I sopravvissuti devono spesso affrontare danni neurologici a lungo termine e il virus può riattivarsi dopo una fase di quiescenza all’interno dell’organismo.
Secondo quanto riportato da The Independent, «i principali portatori naturali sono i pipistrelli della frutta (specie Pteropus); gli esseri umani possono contrarre l’infezione attraverso il contatto diretto con pipistrelli o altri animali infetti, oppure consumando cibo contaminato da saliva, urina o feci di pipistrello. È stata segnalata anche la trasmissione da uomo a uomo, in particolare attraverso il contatto ravvicinato con i fluidi corporei di una persona infetta».
Il virus è stato identificato per la prima volta nel 1999, dopo un’epidemia tra gli allevatori di suini in Malesia e Singapore. Sono stati registrati ripetuti focolai nell’Asia meridionale, in particolare in Bangladesh e nell’India nordorientale.
Nell’India meridionale, il Kerala ha segnalato la sua prima epidemia di Nipah nel 2018. Sono state segnalate infezioni anche nelle Filippine. Sono stati rilevati anticorpi contro il virus Nipah nei pipistrelli in Asia e Africa.
Le autorità sanitarie hanno avvertito che il virus ha il potenziale per una trasmissione su larga scala o addirittura per una pandemia globale, una situazione drammatizzata nel film Contagion (2011), che utilizzava documenti OMS per sviluppare la sua trama.
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Come riportato da Renovatio 21, un virus simil-Nipah era al centro di un’esercitazione pandemica, Dark Winter, nel 2018, che ribattezzava il virus con il nome fittizio «Clade X».
«Clade X si è rivelata un’arma biologica ingegnerizzata, che combinava la virulenza del virus Nipah con la facilità di trasmissione della parainfluenza» scriveva un giornalista del New Yorker che aveva preso parte all’esercitazione. Era stato intenzionalmente rilasciato da A Brighter Dawn, un gruppo fittizio modellato sul culto giapponese del giorno del giudizio Aum Shinrikyo, che ha effettuato gli attacchi con gas sarin nella metropolitana di Tokyo, nel 1995».
«L’obiettivo dichiarato di A Brighter Dawn era quello di ridurre la popolazione mondiale ai livelli preindustriali. Alla fine della giornata, che rappresentava venti mesi nella simulazione, erano riusciti a uccidere centocinquanta milioni di persone perfettamente rispettabili. “L’America è stata appena spazzata via”» scriva il New Yorker.
Dark Winter potrebbe essere stato citato, non si sa se con cognizione di causa, da Biden durante la sua terrifficante campagna elettorale 2020.
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Immagine di NIAID via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Epidemie
Kennedy: RFK Jr.: «la manipolazione psicologica dei pazienti affetti dalla malattia di Lyme è finita»
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«Questa malattia ha distrutto delle vite»
La malattia di Lyme è un’infezione batterica che si diffonde attraverso le punture di zecca. I Centers for Disease Control and Prevention stimano che ogni anno vengano diagnosticate e trattate 476.000 persone. I dati federali suggeriscono che nell’ultimo decennio tra i 5 e i 7 milioni di americani siano stati infettati. Secondo il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), gli attuali test basati sugli anticorpi spesso non rilevano le infezioni in fase iniziale e avanzata, ritardando il trattamento. Fino al 20% dei pazienti presenta sintomi persistenti che degenerano in patologie croniche e debilitanti. I relatori hanno sottolineato ripetutamente che la malattia di Lyme non è una semplice infezione, ma una malattia complessa e multisistemica, spesso complicata da coinfezioni che possono imitare o scatenare altre condizioni, tra cui la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide e la fibromialgia. «Conosco moltissime persone la cui vita è stata distrutta da questa malattia, che vanno da un medico all’altro nel tentativo di trovare qualcuno che possa curarle», ha detto Kennedy. Ha descritto la tavola rotonda come un punto di svolta. «Questa giornata segna una pietra miliare per questa agenzia, in cui riconosciamo che si tratta di una malattia», ha affermato. «Uno dei motivi per cui abbiamo voluto ospitare questo incontro, come ho chiarito, è annunciare al mondo che il gaslighting sui pazienti affetti dalla malattia di Lyme è finito».Sostieni Renovatio 21
L’Intelligenza Artificiale, i nuovi test e la copertura Medicare segnalano una rottura con la precedente politica sulla malattia di Lyme
Il secondo panel si è concentrato sull’innovazione, con ricercatori dell’HHS, dei National Institutes of Health e di istituzioni private che hanno illustrato nuovi strumenti diagnostici e approcci basati sui dati per il trattamento della malattia di Lyme. I relatori hanno evidenziato i test di rilevamento diretto, l’apprendimento automatico per analizzare dati biologici complessi e le terapie progettate per affrontare sia le infezioni che le infiammazioni croniche. Nel corso della sessione, Kennedy ha annunciato il rinnovo del LymeX Innovation Accelerator, un partenariato pubblico-privato lanciato nel 2020 e sostenuto dalla Steven & Alexandra Cohen Foundation. Secondo l’HHS, il programma prevede oltre 10 milioni di dollari in finanziamenti per promuovere lo sviluppo di sistemi diagnostici di nuova generazione, con diversi team attualmente impegnati nella convalida clinica e nella revisione normativa. Secondo l’HHS, il rinnovato impegno si concentrerà sull’innovazione incentrata sul paziente e sugli strumenti diagnostici basati sull’intelligenza artificiale «che supportano un rilevamento più precoce e accurato in tutte le fasi dell’infezione». L’HHS ha inoltre inaugurato una pagina web sulla malattia di Lyme e delineato una strategia nazionale che mette in risalto i dati aperti, la ricerca trasparente e il coinvolgimento diretto dei pazienti. In un importante aggiornamento delle norme, Mehmet Oz, amministratore dei Centers for Medicare and Medicaid Services, ha chiarito che Medicare coprirà esplicitamente l’assistenza per la malattia di Lyme cronica secondo le linee guida aggiornate sulla gestione delle cure croniche per condizioni complesse. «Possiamo coprire la malattia di Lyme cronica. In realtà è già coperta», ha detto Oz. La malattia di Lyme cronica ha fattori scatenanti infettivi chiaramente identificabili, quindi «abbiamo aggiornato il nostro sito web per renderlo più chiaro», ha aggiunto.Iscriviti al canale Telegram ![]()
«Il peso è enorme» per i pazienti e le famiglie
I legislatori hanno accolto con favore il cambiamento. Il deputato repubblicano della Virginia Morgan Griffith, che ha dichiarato di soffrire della sindrome di Alpha-gal, nota anche come allergia alla carne rossa, legata all’esposizione alle zecche, ha definito la discussione un segno di serio impegno federale. “La tavola rotonda di oggi dimostra che il Segretario Kennedy, il Dott. Oz e i legislatori si sono impegnati fermamente per affrontare la malattia di Lyme e altre malattie trasmesse dalle zecche negli Stati Uniti”, ha affermato Griffith nel comunicato stampa dell’HHS. Le storie dei pazienti hanno evidenziato il costo umano della malattia di Lyme. Olivia Goodreau ha affermato di aver consultato 51 medici nell’arco di 18 mesi prima di ricevere una diagnosi di Lyme. La diagnosi è stata seguita da anni di test per identificare molteplici coinfezioni. Samuel Sofie ha descritto le famiglie che prosciugano i propri risparmi alla ricerca di cure efficaci. «Alcuni pazienti passano anni a investire tutti i loro soldi nelle cure, ma non migliorano», ha detto Sofie. Kennedy ha sottolineato che la malattia di Lyme contribuisce in modo significativo alle malattie croniche in tutto il Paese. «Il peso è enorme. E i costi economici non sono stati quantificati da nessuna parte, ma… ci sono costi collaterali di ogni tipo. Quando le persone non possono lavorare, le famiglie vengono distrutte. E ho visto la pressione che questo esercita sulle famiglie», ha affermato. Il vicesegretario dell’HHS, Jim O’Neill, ha inquadrato la tavola rotonda come parte di un più ampio sforzo federale per affrontare le malattie croniche attraverso la tecnologia. «Questo evento dimostra che non aspettiamo il nuovo anno per agire», ha affermato. I sostenitori hanno accolto con favore il cambiamento, ma hanno sottolineato la necessità di darne seguito. Dorothy Kupcha Leland, presidente di LymeDisease.org, ha scritto sul suo blog che la tavola rotonda ha affrontato esigenze di lunga data dei pazienti, tra cui test, trattamenti e copertura assicurativa migliori, ma ha avvertito che un cambiamento significativo richiederà una volontà politica costante, infrastrutture e finanziamenti. «Non è stato un brutto modo per iniziare una conversazione tanto necessariaÌ, ha scritto. «Ma resta da vedere se ne uscirà qualcosa». Lo staff di The Defender © 22 dicembre 2025, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Epidemie
Fauci torna per dire che i complottisti minacciano la democrazia
Il dottor Anthony Fauci ha affermato che la proliferazione di teorie del complotto sui social media potrebbe accelerare il crollo della democrazia.
L’ex plenipotenziario USA per il COVID ha lanciato il suo avvertimento durante un discorso alla Harvard TH Chan School of Public Health in ottobre, affermando di essere preoccupato per la «normalizzazione delle falsità».
«Questo è diverso dalla normalizzazione delle falsità, delle teorie del complotto e delle cose folli che stanno accadendo ora e che non ho bisogno di spiegare, accendete la televisione o andate sui social media e le vedrete», ha detto Fauci alla Harvard TH Chan School of Public Health in ottobre.
«Stiamo vivendo tempi molto, molto difficili. Quello che si può fare è, per quanto possibile, contrastare la disinformazione e la disinformazione. Non bisogna accettare la normalizzazione delle falsità come qualcosa di normale», ha dichiarato un frustrato Fauci.
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Fauci ha continuato affermando che una «teoria delela cospirazione» falsa è che siano morte più persone a causa del vaccino che a causa del COVID stesso.
«Sapete, i social media continuano a sputare fuori cose assolutamente false, come il fatto che i vaccini contro il COVID abbiano ucciso più persone del COVID stesso. Voglio dire, i dati non significano nulla».
L’ex direttore del NIH ha poi affermato che la verità viene sopraffatta dalle ripetute bugie, rendendo difficile per il profano distinguere il vero dal falso, e conclude in modo inquietante che le bugie potrebbero far crollare la democrazia.
«E quando la gente dice questo e la cosa viene amplificata sui social media, chi non è come noi e lo fa per vivere, se ne accorge. E quando si normalizzano le falsità, allora nessuno sa cosa… è veramente vero».
«E indovinate un po’? Quando si guarda alla storia, quando succede questo, è allora che le democrazie crollano».
Come riportato da Renovatio 21, durante i suoi controversi studi sull’AIDS, Fauci sparò fake news altamente lesive come quella per cui la malattia si trasmetteva in famiglia, nonché, secondo il libro di Kennedy The Real Anthony Fauci, studi di crudeltà indicibili su bambini orfani a Nuova York, usati impunemente come cavie umane.
Come riportato da Renovatio 21, la comunità all’epoca gay prese ad odiare Fauci come attore negativo dell’emergenza AIDS, al punto da definirlo un nemico pubblico e «idiota incompetente». In particolare, è stata presa di mira la sua scelta di utilizzare un farmaco, l’AZT, accusato di aver causato la morte di tantissimi.
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Fauci – a cui la nuova amministrazione ha tolto immediatamente la scorta – è stato graziato nelle ultime ore dal presidente in uscita Joe Biden con una inusitata «grazia preventiva» per crimini federali che potrebbe aver commesso dal 2014. Il dottore ha accettato la grazia preventiva, dicendo però che non ne aveva bisogno perché non aveva fatto nulla di male.
In molti hanno ricordato, tuttavia, che la grazia si applica ai reati federali e non a quelli dei singoli Stati. Vari singoli Stati USA si starebbero muovendo contro Fauci. L’atto di perdono presidenziale di Biden su Fauci è inoltre contestato dallo stesso Trump che considera invalidi gli atti firmati con l’autopenna.
Come riportato da Renovatio 21, in molti chiedono l’incarcerazione, magari presso Alcatraz, del dottore.
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