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Cosa c’è dietro la strage di Praga?

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La polizia ceca ha identificato come autore della sparatoria di massa che ha provocato la morte di 14 persone giovedì a Praga come David K., uno studente di 24 anni, avrebbe ucciso suo padre giovedì nella sua città natale di Kladno, prima di recarsi nella capitale ceca per una missione di morte massiva conclusa con il suicidio.

 

I media cechi in seguito hanno detto che il nome esteso del presunto assassino è David Kozak e hanno pubblicato la sua foto.

 

Il presidente della polizia Martin Vondrasek ha detto ai giornalisti che Kozak ha pubblicato una serie di post sui social media prima della sua furia ed è stato «ispirato da un evento terribile simile all’estero», senza rivelare ulteriori dettagli. L’assassino «diceva che voleva uccidersi», ha aggiunto Vondrasek.

 

Tuttavia, i media cechi hanno portato alla luce screenshot di un account Telegram apparentemente aperto da Kozak all’inizio di questo mese.

 

In un post in lingua russa del 9 dicembre, Kozak avrebbe affermato che avrebbe utilizzato la piattaforma come «diario mentre mi avvicino a una sparatoria a scuola».

 

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In una serie di aggiornamenti del 10 dicembre, il poster si è presentato come «David» e ha detto che «vuole fare una sparatoria a scuola e possibilmente suicidarsi», nominando gli assassini della scuola russa Alina Afanaskina e Ilnaz Galyaviev come ispiratori della sua follia omicida.

 

 

«Ho sempre desiderato uccidere, pensavo che in futuro sarei diventata un maniaco», si legge nel post. «Poi, quando Ilnaz ha agito, ho capito che era molto più redditizio fare omicidi di massa che seriali. Alina è diventata l’ultimo punto. Era come se fosse venuta in mio aiuto dal cielo giusto in tempo».

 

Kozak era uno studente della Università Carolina, ha detto la polizia. Secondo i media cechi, ha studiato storia e ha vinto un premio per la sua tesi di laurea nel 2018.

 

La polizia ha detto che Kozak è stato «eliminato» nell’edificio dell’università dove è iniziata la sua furia. Tuttavia, non è chiaro se sia stato colpito da un proiettile della polizia o se abbia puntato la pistola contro se stesso, ha osservato Vondrasek.

 

 

Kozak era stato avvistato mentre brandiva un fucile sul tetto dell’edificio poco prima della sua morte, e il sindaco di Praga Bohuslav Svoboda ha affermato che l’assassino è caduto mortalmente.

 

La polizia ha detto che Kozak possedeva legalmente più armi da fuoco. Il possesso di armi è comune nella Repubblica Ceca e la costituzione del Paese garantisce il diritto di portare armi e usarle per legittima difesa.

 

La piazza Jan Palach di Praga, dove si trova l’edificio universitario, è rimasta chiusa al pubblico fino a mezzanotte mentre continuano le indagini della polizia. Quando l’edificio è stato evacuato, gli agenti hanno trovato 14 vittime morte e almeno altre 25 ferite.

 

I resoconti dei media avevano suggerito che Kozak potesse aver piazzato degli esplosivi nell’edificio, tuttavia il ministro degli Interni Vit Rakusan ha detto ai giornalisti che il pubblico «non è in pericolo immediato».

 

L’attacco è la peggiore sparatoria della recente storia ceca. Sebbene la Costituzione ceca garantisca il diritto di portare armi e usarle per legittima difesa, i crimini legati alle armi da fuoco sono rari e il paese registra ogni anno meno omicidi con armi da fuoco rispetto a Francia, Australia e Paesi Bassi.

 

Più recentemente, un uomo ha ucciso sei persone nella sala d’attesa di un ospedale nella città di Ostrava nel 2019 prima di puntare la pistola contro se stesso, mentre otto persone sono state uccise in un incidente simile in un ristorante nella città di Uhersky Brod nel 2015.

 

Lo spree – cioè la furia omicida – del Kozak sarebbe iniziata, secondo quanto viene ora suggerito, la settimana prima. Il 15 dicembre 2023, un padre di 32 anni e la sua figlia di due mesi in un passeggino sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco nella foresta di Klanovice, alla periferia orientale di Praga. La polizia ha condotto una perquisizione dettagliata dell’intera foresta con centinaia di agenti, mentre è stata istituita una task force speciale per trovare l’autore del reato. Il 20 dicembre, la polizia ha affermato di non avere piste sul caso ma di continuare a cercare l’autore del reato.

 

Il sito web sulle armi da fuoco zbrojnice.com aveva notato una somiglianza del caso con gli omicidi del «Assassino della Foresta» del 2005, in cui un ex agente di polizia uccise tre vittime a caso nelle foreste in preparazione di un omicidio di massa pianificato nella metropolitana di Praga, che fu impedito dal suo arresto anticipato; l’articolo si concludeva con un appello ai lettori affinché rimanessero vigili e portassero le armi da fuoco nascoste.

 

Cinque ore dopo l’attacco all’università, la polizia ha diffuso l’informazione di aver trovato prove nella casa di David Kozak che lo collegavano agli omicidi della foresta di Klanovice. In una conferenza stampa il 22 dicembre, l’investigatore capo della prima unità anticrimine generale di Praga ha dichiarato che Kozak era uno dei circa 4.000 sospettati nel caso della foresta di Klanovice.

 

Tuttavia, poiché viveva nella Boemia centrale, mancavano pochi giorni per impedire la sparatoria. La Boemia centrale è una regione separata dalla città di Praga e ogni regione del paese ha una direzione di polizia separata. Più tardi quello stesso giorno, la polizia ha confermato che un’arma da fuoco trovata a casa di Kozák era stata confrontata balisticamente con i proiettili usati negli omicidi nella foresta di Klanovice. Il 27 dicembre 2023, la testata Denik N ha riferito che gli investigatori della polizia avevano trovato una lettera a casa di Kozak in cui questi confessava gli omicidi avvenuti nella foresta di Klanovice.

 

Kozak aveva iniziato la sua ultima giornata con il parricidio: come in tanti casi che abbiamo imparato purtroppo a conoscere, l’assassino sembra dapprima accanirsi su quello che gli è più vicino.

 

Il 21 dicembre 2023 alle 12:20, la polizia della Boemia centrale era stata allertata dalla madre di Kozak, la quale ha affermato di aver ricevuto un messaggio da un amico secondo cui suo figlio stava progettando di togliersi la vita e che era in viaggio dalla sua città natale di Hostoun a Praga. Alle 12:45 la polizia trovava il corpo del padre di Kozak nella sua casa. Secondo quanto riportato, una perquisizione approfondita della casa era ostacolata da ordigni esplosivi improvvisati.

 

La polizia ha scoperto che Kozak era uno studente della Facoltà di Lettere dell’Università Carolina. Un mandato di perquisizione è stato emesso e pubblicato subito dopo; il mandato indicava che Kozak era armato e pericoloso. La polizia aveva inoltre avviato un’operazione di sicurezza all’aeroporto Váaclav Havel di Praga, dove il padre di Kozak lavorava nel dipartimento di sicurezza dell’aeroporto.

 

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L’attacco è stato l’omicidio di massa più mortale avvenuto nella Repubblica Ceca dalla sua indipendenza nel 1993, superando l’attacco incendiario di Bohumín del 2020. È stata una delle sparatorie di massa più sanguinose avvenute in Europa dal massacro al teatro Bataclan del 2015 a Parigi.

 

La domanda che ci facciamo è sempre la stessa: il Kozak era stato «curato» con droghe psichiatriche? C’è uno psicofarmaco dietro ad un’alterazione della sua mente tale da portarlo verso un desiderio di distruzione totale, specie delle cose che gli sono più vicine (la famiglia, l’Università)?

 

È possibile che la psicofarmaceutica, la cui possibilità di suicidio come effetto collaterale sono note e perfino inserite nei bugiardini, abbia indotto la prospettiva pantoclastica assassina?

 

Il problema va posto soprattutto perché né psichiatri, né sociologi, né giornalisti sono in grado di spiegare perché questi personaggi si concentrino proprio sulle scuole – e questo in ogni Paese, dagli USA alla Russia alla Repubblica Ceca. Come se qualcosa invertisse nella mente del killer la legge naturale: ciò che ti è caro, ciò che è buono, ciò che è innocente, deve essere massacrato.

 

Quanti morti dobbiamo ancora aspettare prima di avere qualche risposta?

 

Quanto dobbiamo temere che ciò possa ripetersi nella scuola dei nostri figli?

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Vera rivolta contro il mondo moderno. Mons. Williamson commenta il manifesto di Unabomber

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Renovatio 21 pubblica una trascrizione della lezione che monsignor Richard Williamson (1940-1925), in quella che sembra un’aula di quello che fu il seminario della FSSPX a Winona, in Minnesota, dedicata all’analisi del Manifesto di Unabomber, al secolo Theodor Kaczynsky (1942-2023), matematico, pensatore e terrorista che disseminò di bombe postali gli Stati Uniti per lustri.  Come raccontato da Renovatio 21, non è irrilevante notare che il giovanissimo Kaczynsky, arrivato all’ateneo di Harvard a 16 anni grazie alle sue doti matematiche straordinarie, fu oggetto di un crudele esperimento psicologico (forse legato al famigerato programma di studio del controllo mentale MK Ultra messo in piedi dalla CIA duranta la guerra fredda) volto a distruggerne la persona. Ad ogni modo, la lezione di monsignor Williamson sull’argomento assume particolarmente valore  perché mostra il contatto tra due visioni totalmente critiche del mondo moderno, quella antitecnologica dell’Unabomberro e quella tradizionista di monsignor Williamson, della FSSX e di tutto il cattolicesimo tradizionalista. Sentire la mezzoretta monsignor Williamson commentare la disamina delle questioni della società presente di Kaczynsky vale di più, a nostro avviso, delle centinaia di pagine di Rivolta contro il mondo moderno di Julius Evola, con le sue fumisterie esoteriche intellettualoidi. Notevole, in questo discorso di Sua Eccellenza registrato trenta anni fa, l’attacco sferrato all’Unione Europea, allora non ancora a pieno regime con l’euro, e a quanti, pur dicendosi sovranisti, non sono in grado di fermarla rinunziando alla sua interdipendenza economica. Ulteriormente impressionante la piena condanna del vescovo Williamson contro la scuola moderna, della psicoterapia e soprattutto l’uso degli psicofarmaci, usati per piegare i bambini e gli adulti ad una società sbagliata.     Il manifesto di Unabomber, che è di circa cento pagine in edizione economica, quindi è piuttosto corposo, e lui dice che è già troppo breve. Quindi lui ritiene di avere un grande argomento, e io credo che ce l’abbia. Non penso che sia infallibile, e non penso che sia un santo, ma penso che sia interessante, e penso che abbia ragione su qualcosa.   Leggiamo il breve, brevissimo sommario. «La società moderna  sta distruggendo la dignità umana e la libertà attraverso la sua tecnologia industriale. Le macchine  stanno disumanizzando».   «Un sintomo di questa distruzione è il moderno uomo di sinistra, o sinistrorso – un tipo d’uomo ricorrente in numerosi movimenti di protesta oggi, spesso lui stesso non appartenente a nessun gruppo di minoranza». In altre parole, non è nero, non è nemmeno una donna, non è lesbica, non è ebreo o altro – è un WASP [White Anglo Saxon Protestant, ossia i bianchi di origine britannica e protestante, ndt] – ma nondimeno, «nel nome di una varietà di questi gruppi, attacca la civiltà occidentale con un’ostilità che tradisce la sua mancanza di reale compassione per le presunte vittime». Il tuo sinistrorso finge di simpatizzare con ebrei e neri o omosessuali o quel che sia, e non è vero. Queste cose sono tutte uno strumento per colpire la civiltà occidentale.   Perché vuole colpire la civiltà occidentale? Unabomber non lo sa, ma io e te lo sappiamo: perché la civiltà occidentale ha tradito Dio molto tempo fa.   Quello che Unabomber, nel primo paragrafo, sta di fatto osservando, senza capirlo è che il mondo si sta rivoltando contro la gente. In altre parole, i cuccioli di foca, lo strato di ozono usato – in realtà sono ancora i neri e gli ebrei a essere usati, o gli handicappati, o tutti questi gruppi minoritari usati come leva per distruggere quello che resta ancora di una civiltà cristiana. Perché il sinistrorso dice «questo strato non va bene», e ha ragione in buona parte, perché questo strato è molto lontano dalla Chiesa cattolica, e lui rappresenta diversi tradimenti già avvenuti.   Quindi il sinistrorso attacca – be’, in nome di cosa attacca? Non può attaccare in nome del re, perché sarebbe tirannia. Non può attaccare in nome dell’aristocrazia, perché sarebbe elitismo. Non può attaccare in nome della classe media, perché sarebbe capitalismo. Quindi deve attaccare in nome degli alberi, dei cuccioli di foca, e dei neri e degli ebrei. Quindi è arrivato fin qui – questo è ciò che il sinistrorso sta di fatto facendo.   Unabomber non può vederlo, perché non appartiene a un gruppo di minoranza, ma iltuo sinistrorso, dice Kaczynski, attraversa questa falsa associazione con i gruppi minoritari come mezzo per colpire la civiltà occidentale, e lo fa con un’ostilità che tradisce il fatto che non è realmente interessato o solidale con neri, ebrei e omosessuali. In realtà vuole distruggere quello che resta della civiltà occidentale.   «Né la sua rivolta può essere così autentica contro la società quando desidera integrarli in essa» – questa è un’altra affermazione che richiede di essere discussa intelligentemente. Vedete? Perché lui vuole i neri – dice che i neri sono disprezzo, sono una trappola — vuole i neri di nuovo nella società. Ehi, pensavo avessi detto che la società non andava bene – ma allora perché vuoi tirarci dentro i neri? Vedete, sta cogliendo la contraddizione che c’è in questi sinistrorsi. Dice che il sinistrismo è una barzelletta, e ha ragione, e dice che è un sintomo.   Il sinistrismo è dunque un – la malattia del sinistrismo è un sintomo della malattia della società moderna, e lui darà la colpa della malattia della società moderna alla tecnologia industriale.  

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Punto due. «Il sistema tecnologico-industriale – TI, in breve – rende talmente facile per gli uomini soddisfare i loro bisogni di base di cibo, vestiario e riparo, che il bisogno altrettanto naturale dell’uomo di raggiungere qualche obiettivo attraverso uno sforzo serio da parte sua rimane ampiamente frustrato».   Ha di nuovo ragione. Ai vecchi tempi non c’erano ragazzi che vagavano per le strade e si frustravano, che facevano sparatorie dall’auto e frequentavano cinema squallidi – be’, non succedeva ai vecchi tempi, perché i ragazzi dovevano lavorare la terra, perché se non lavoravano la terra, la madre sarebbe morta di fame a febbraio o marzo.   La dura disciplina del lavoro agricolo faceva sì che i ragazzi non si mettessero nei guai, e nemmeno le ragazze si mettessero nei guai. Le ragazze non avevano la lavatrice, quindi dovevano restare a casa a mandare avanti la fattoria, lavare i vestiti degli uomini mentre gli uomini lavoravano tutto il giorno nei campi. Quindi c’era un’interazione e una necessità e una dura fatica di vita che impediva loro di perdere le misure.   C’è una cosa molto divertente detta a proposito degli immigrati ebrei – che sbarcavano a Brooklyn, e poi, si trasferivano nell’entroterra, nelle zone più eleganti del New Jersey, dove dice: «Sai, quando siamo sbarcati dal Vecchio Mondo a Brooklyn, eravamo troppo miserabili per pensare al suicidio. Ma ora che siamo ricchi, oziosi e agiati nel New Jersey, e abbiamo bellissime case, pensiamo tutti al suicidio. Finché eravamo miserabili eravamo abbastanza felici; ora che siamo completamente felici, siamo tutti miserabili». Ecco, è questo – è questo che sta dicendo Unabomber.   Sta dicendo che un uomo non ha bisogno solo di cibo e vestiti e così via – ha anche bisogno di fare qualcosa con uno scopo nella sua vita, di sentire di aver dato un contributo, di sentire che quello che fa conta. E quel senso che quello che fa conta tende a essere distrutto dalle enormi mietitrebbie che, con una bocca larga come questa stanza, attraversano un campo in poche ore e sfamano l’intero villaggio per tutto l’inverno.   C’è un compromesso per queste macchine magnifiche, ed è tutto molto bello avere una magnifica mietitrebbia che sfamerà l’intero villaggio per tutto l’inverno in poche ore, ma il compromesso è che i ragazzi diventeranno dei fannulloni assistiti. Se non avessi enormi mietitrebbie, non potresti avere fannulloni assistiti, perché i fannulloni assistiti sarebbero tutti fuori a raccogliere cotone, perché dovrebbero guadagnarsi da vivere e mettere il cibo in tavola.   Quindi il compromesso di queste enormi macchine è un tempo libero che molta gente non sa come usare, e in realtà la distruzione del senso del proprio valore per molte persone, perché «non devo lavorare, mi occupo di bollini e assistenza sociale, è tutto…»   «La famiglia o qualsiasi altra lealtà su piccola scala naturale all’uomo…», e intende allora l’uomo locale, di villaggio. Unabomber si rende conto che l’uomo vive naturalmente in piccole comunità. Vive in una famiglia, poi la famiglia vive in un isolato, e l’isolato fa parte di un villaggio o di una strada. E Unabomber dice che gli uomini ne hanno bisogno, ma dice che «qualsiasi lealtà su piccola scala di questo tipo viene necessariamente distrutta dall’impegno su larga scala richiesto dal funzionamento della tecnologia industriale».   È molto acuto. Fermiamoci un momento a pensarci. Ecco una fabbrica che produce in serie, credo sia questo il suo esempio, che produce in serie, diciamo, scarpe, e poiché ne produco così tante, le produco a prezzi molto bassi. Ma se produco, a Cleveland, Ohio, un’enorme quantità di scarpe, devo farle arrivare in tutte le parti del Paese. In altre parole, ci deve essere una distribuzione perché le scarpe siano prodotte così a buon mercato. I camionisti, gli autotrasportatori, devono portarle fuori; gli autotrasportatori non devono scioperare. Gli autotrasportatori devono essere sincronizzati con la fabbrica, e poi i rivenditori devono essere sincronizzati con gli autotrasportatori, sincronizzati con la fabbrica. La produzione su larga scala richiede il buon funzionamento di una macchina enorme.   Quindi, dice, è questo che intende per «l’impegno su larga scala richiesto dalla tecnologia industriale». La tecnologia industriale richiede un impegno su larga scala per funzionare. Dice che un solo frigorifero richiede acciaio, richiede freon – la fabbrica che produce freon, o qualcosa di simile – richiede qualcuno che lo trasporti attraverso il Paese, richiede un’infinità di cose a cui non pensi quando il frigorifero è semplicemente lì, fermo. Ma dietro un frigorifero c’è tutto un sistema, un intero sistema su vasta scala e grande, tutto necessario perché un frigorifero funzioni – a cui si aggiunge, ovviamente, la necessità di un’intera centrale elettrica locale.   Insomma, la tecnologia industriale distrugge i valori familiari, perché devi mettere la lealtà verso il grande sistema al di sopra della lealtà verso il mio piccolo villaggio, altrimenti il grande sistema semplicemente non funzionerà. E quindi il grande sistema è in guerra con i piccoli sistemi, e se metti tutta la tua fede e il tuo denaro nei grandi sistemi, questo distruggerà necessariamente i piccoli sistemi.   Quindi quando la gente dice «vogliamo la famiglia, vogliamo i valori familiari, vogliamo la famiglia, vogliamo i valori familiari», e poi nel respiro successivo dice «ma vogliamo beni prodotti in serie che siano tutti molto economici, così da avere uno stile di vita comodo e agiato», Unabomber dice che queste persone si contraddicono senza rendersene conto. Vogliono un’infinità di cose che minano quello che, dall’altra parte, pensano anche loro di volere.   E così l’intero sistema della vita americana, per esempio, tende alla distruzione della famiglia, tanto che quando poveri americani si alzano in piedi e dicono «voglio difendere la mia famiglia, credo nei valori familiari, voglio difendere la mia famiglia», quasi sempre quegli stessi americani, due o tre o cinque o dieci o cinquanta minuti dopo, si schiereranno a favore della tecnologia, o a favore dell’industria, o a favore di qualcosa che mina proprio quella famiglia che avevano appena detto di voler difendere. Quindi c’è sempre un compromesso, e il compromesso della tecnologia industriale è costoso.

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Esattamente la stessa cosa sta succedendo in Europa. In Europa, inglesi perbene dicono «vogliamo l’Inghilterra», tedeschi patriottici dicono «vogliamo la sovranità della Germania», un francese perbene dice «vogliamo la Francia cattolica all’antica» – ma un quarto d’ora dopo, quello stesso inglese, quello stesso tedesco e quello stesso francese dicono tutti «ma vogliamo anche la bella vita che è offerta dalla produzione su scala europea». Ma nel momento in cui ti schieri per la produzione su scala europea, in modo che le scarpe vengano dalla Spagna, i pomodori vengano dall’Italia, i rasoi vengano dall’Olanda, il manzo venga dall’Inghilterra, qualsiasi cosa sia — nel momento in cui vuoi la produzione su scala, con le banane che vengono dall’Irlanda, qualsiasi cosa possa essere – devi necessariamente mettere l’Europa al primo posto. E così questi cari europei, che da un lato vogliono difendere il proprio Paese, dall’altro vogliono la vita morbida, economica e facile – si contraddicono senza rendersene conto.   Se vuoi un Paese bello e sovrano, devi pagarne il prezzo, che è avere meno beni manifatturieri comodi ed economici. Se vuoi questi beni prodotti in serie, comodi, economici e facilmente disponibili, devi dire, prima o poi, addio alla sovranità nazionale. Scegli – paghi i tuoi soldi, fai la tua scelta – ma non puoi avere entrambe le cose. Unabomber lo vede, ed è un uomo intelligente, e dice: non puoi avere sia la tecnologia industriale su scala nazionale sia la famiglia – non puoi avere entrambe le cose, dovrai fare una scelta. Quindi, distrugge i valori familiari.   «Allo stesso modo, la moltitudine di regole e regolamenti imposti dal funzionamento della tecnologia industriale soffoca la capacità dell’uomo di agire per conto proprio per raggiungere obiettivi reali» – che è ciò che Unabomber chiama «la sua vera libertà». E quindi, secondo Unabomber, la tecnologia industriale non è solo contro la famiglia, la tecnologia industriale è anche contro la libertà. Ha questo pallino della libertà, ma c’è qualcosa di vero.   Tre: «nessun adattamento o compromesso minore può riconciliare la tecnologia industriale con la libertà, sia perché la tecnologia industriale deve regolare da vicino il comportamento umano per poter funzionare, sia perché tutte le parti della tecnologia industriale sono interdipendenti». È una cosa che dimostra nel dettaglio.   Se prendi, ad esempio, un’acciaieria. Come sapete, un’acciaieria, un forno per rotaie d’acciaio, deve restare caldo tutto il tempo. Ci vuole molto tempo per riscaldare un forno d’acciaio, e una volta che è caldo, devi tenerlo in funzione. In altre parole, dovrai avere operai attivi ventiquattr’ore su ventiquattro – operai per il primo turno, operai per il secondo turno, operai per il terzo turno. E se uno degli operai del turno molla, il forno si raffredda e gli altri operai del turno vanno nei guai. Devi entrare nel sistema e diventare parte del sistema e obbedire al sistema perché il sistema funzioni.   Mentre quando gestisci la tua piccola fattoria, con i tuoi piccoli cavalli, indipendentemente da qualsiasi altra fattoria, non devi preoccuparti di ciò che qualcun altro sta facendo nella sua fattoria – sei tu l’unità, l’unità di lavoro è solo la tua piccola fattoria, l’unità di lavoro al massimo è il tuo piccolo villaggio. Ma la tecnologia industriale fa sì che la tua unità di lavoro sia o l’intero Paese o l’intero continente, e in Europa la cosa sta diventando drammatica, perché la sovranità nazionale di queste famose vecchie nazioni sta andando in rovina, e sta andando in rovina sotto le ruote del colosso inarrestabile della tecnologia industriale.   Tutte le parti sono interdipendenti. Per esempio, i produttori di frigoriferi hanno assolutamente bisogno di elettricità, e l’elettricità ha assolutamente bisogno di qualcuno che produca le macchine che necessitano di elettricità. Tutto il sistema si intreccia su una scala enorme. Tutto il sistema deve intrecciarsi – non puoi negarlo, semplicemente non puoi negarlo. E c’è sempre un compromesso, ma se hai la tecnologia su scala nazionale, c’è una grave perdita per quanto riguarda la famiglia.   Ed egli argomenta che «il desiderio degli uomini per la tecnologia industriale e per i benefici che la tecnologia industriale offre da tempo si è dimostrato più forte del loro desiderio di libertà, per una varietà di ragioni, cosicché l’avanzata della tecnologia industriale sembra a molte persone irreversibile». Sono sicuro che a molti di voi sembra reversibile.   Per esempio, un esempio interessante, l’uso dell’automobile era originariamente facoltativo. Quando le automobili sono apparse per la prima volta, potevi averne una o potevi non averla, non eri obbligato ad averla. Tuttavia poi, dopo un po’, dopo che le automobili erano arrivate – specialmente negli Stati Uniti – le città sono state disegnate in funzione dell’automobile, i sobborghi hanno immediatamente iniziato a estendersi molto più ampiamente, e per andare ai negozi hai bisogno di un’automobile.

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Nelle città e nei paesi all’antica, come nel New England, potevi andare a piedi ai negozi o alle case – ma non più oggi. Il centro commerciale è a cinque o dieci minuti in automobile, e tutti non pensano due volte per saltare in macchina e guidare fino al centro commerciale per fare acquisti – ti serve un’automobile per arrivare al centro commerciale. A volte non hanno nemmeno più marciapiedi o passaggi pedonali per andare dai sobborghi o dalle case ai centri commerciali, e se cammini da casa tua al centro commerciale, passa la volante della polizia a chiederti cosa stai facendo, perché sei una creatura strana se sei ancora sulle tue due gambe.   In altre parole, in origine l’uso dell’automobile era facoltativo, ma l’automobile stessa ha cambiato talmente l’assetto delle città che ora devi avere un’automobile. Quindi, argomenta, la tecnologia industriale non sarà fermata da nessuna riforma su piccola scala, ma solo da una rivoluzione totale. Quindi vuole un’altra rivoluzione per smantellare l’establishment della tecnologia industriale.   Va ammesso: l’uomo ha un po’ di cervello. Quattro: lo scontro tra tecnologia industriale e libertà umana è messo in evidenza dal fatto che la tecnologia industriale persegue attualmente modi per domare il comportamento umano selvaggio; per esempio, il controllo della scuola, il controllo della genitorialità, le droghe – come si chiama quella famosa che danno ai bambini, il Ritalin o qualcosa del genere – la psicoterapia, la neurologia, la genetica, e presto, è dietro l’angolo, l’ingegneria del cervello.   Queste sono tutte forme di manipolazione con cui la tecnologia industriale, se può, re-ingegnerizzerà la natura stessa dell’uomo per adattarla alla tecnologia industriale. Ha ragione! In altre parole, è la coda che scodinzola il cane. L’uomo ha creato la tecnologia industriale per servirlo, ma ora l’uomo sarà cambiato per servire e adattarsi alla tecnologia industriale. Questo è ciò che sta succedendo – sta succedendo proprio attorno a noi.   Sai, diamo ai bambini le medicine perché non si adattano alle nostre meravigliose scuole, o non si adattano al nostro meraviglioso stile di vita. «Mia moglie sta pensando che io sono un figlio di hmh – be’, devo mandarla dallo psicoterapeuta perché ha un problema». No – forse non ce l’ha, forse sei tu il problema. Forse tutti questi ragazzi che non si adattano alla società moderna — forse non sono loro gli inadatti, forse è la società a essere inadatta.   Ascolti questi cantanti rock – ho menzionato i Pink Floyd – ascolti questi cantanti rock, sono in preda al dolore, sono in preda al dolore per la società moderna. «Non abbiamo bisogno di istruzione, non abbiamo bisogno di controllo del pensiero» – si lamentano delle scuole, perché il sistema scolastico processa e fa il lavaggio del cervello, il sistema scolastico nega a questi ragazzi il loro valore e la loro importanza come esseri umani. Vuole trasformarli in macchine, vuole trasformarli in nerd informatici.   E c’è una frase meravigliosa nel libro che dice è che gli insegnanti nelle scuole di oggi sono troppo occupati a togliere coltelli e pistole ai ragazzi per avere il tempo di trasformarli in nerd informatici. Detto bene, molto ben detto, perché i ragazzi non vogliono essere trasformati in nerd informatici.   Cosa vogliono i ragazzi? Non lo sanno, non sanno cosa vogliono – tutto quello che sanno è che non vogliono la società moderna. Non sto dicendo che i ragazzi siano santi o angeli, ma sto dicendo che la società moderna ha molte cose profondamente sbagliate, e Unabomber, anche senza la fede, è abbastanza intelligente da essere sulla traccia di queste cose che la società moderna ha sbagliato.   Quello che sta succedendo è – ed è qui che ci ricolleghiamo alle encicliche – la Chiesa cattolica comprende la natura umana come Dio l’ha fatta, ma i massoni vogliono cambiare la natura umana. Vogliono piegarla, vogliono sostituire la natura data da Dio con una nuova natura tutta loro. Ma la nuova natura, il nuovo mondo, il nuovo mondo tecnologico, il nuovo mondo delle macchine che stanno producendo per cambiare la natura umana, non si adatta alla natura umana, e quindi i poveri ragazzi strillano e urlano, perché sanno che non si adatta.   Poi i ragazzi raggiungono l’età di vent’anni, e cedono. I ragazzi dicono: «Be’, mi offrono un lavoro bello comodo da cinquantamila l’anno, e c’è una bella ragazza qui, quindi mi accontenterò di una casetta scadente, una moglie scadente, un’auto scadente, uno stipendio scadente, e avrò una felicitàscadente, e poi so che i miei figli ascolteranno il rock and roll quando cresceranno, ma so che ne usciranno, proprio come è successo a me». Che razza di mondo è questo?   Quindi, tutte queste sono forme di manipolazione attraverso cui la tecnologia industriale nazionale, se può, re-ingegnerizzerà la natura stessa dell’uomo per adattarla alla tecnologia industriale – la coda sta già scodinzolando il cane. Abbiamo un profondo problema umano, e Unabomber sta uccidendo persone per svegliare la gente su questo problema. Non sto dicendo che abbia ragione  – ma l’uomo è così frustrato nel tentativo di far arrivare un messaggio serio a persone che non vogliono essere raggiunte, che ricorre a uccidere per farsi ascoltare.   «Attualmente, sempre più esseri umani si sollevano in rivolta contro la tecnologia industriale, ma se la tecnologia industriale prevale, nemmeno i governanti, i manipolatori, i tizi al comando della tecnologia industriale, avranno molta libertà di movimento». Okay – è verissimo. Sono seduto in cima a questa macchina, che sta schiacciando tutti gli altri, ma devo restare nella cabina di questa macchina, e devo continuare a controllare tutti questi comandi – altrimenti non sarò più seduto qui a lungo. Qualcun altro prenderà il mio posto, perderò il controllo, loro smetteranno di essere schiacciati, e allora sarò io a essere schiacciato insieme a tutti gli altri.

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Quindi la macchina schiaccia le persone sotto di essa in un modo, e schiaccia le persone che la guidano in un altro. È un trionfo del diavolo – un assoluto trionfo del diavolo. Tutti vengono disumanizzati, tutti vengono schiacciati.   Se vince, allora nemmeno i conducenti della tecnologia industriale avranno molta libertà di movimento, mentre se la tecnologia industriale viene distrutta – questo è il sogno di Unabomber – potrebbe esserci il caos, ma almeno l’umanità avrà un’altra possibilità, e il caos potrebbe causare meno sofferenza rispetto al proseguimento della nostra tecnologia industriale.   E lui argomenta ogni punto lungo il percorso. Cinque: perché se la tecnologia industriale sopravvive, allora il futuro appare cupo, perché ha varie alternative. Se non viene spezzata e distrutta, se non prendiamo mazze per demolire l’intero stile di vita della tecnologia industriale, se la tecnologia industriale continua, ci sono varie alternative.   O, per ragioni di efficienza, le macchine saranno in totale controllo e nessun uomo avrà alcuna libertà, «oppure un’élite resterà al comando, e l’élite gestirà le macchine padrone. E allora ci sono di nuovo due alternative: l’élite gestirà le macchine padrone in modo da eliminare le masse, così che pochi siano al comando mentre il resto sia tutto morto; oppure gestiranno le macchine in modo da domare le masse, addomesticare le masse, così che i pochi siano incatenati alla macchina – devono restare al posto di guida e continuare a premere i pulsanti – mentre il resto non ha libertà o significato nelle proprie vite».   «Se la tecnologia industriale sopravvive, in qualunque modo, l’uomo dovrà essere re-ingegnerizzato oltre ogni riconoscimento». Ora, questo è o tecnologia industriale o uomo – scegli. È questo che sta argomentando. È un forte sei.   Sei: la la tecnologi aindustriale non è inarrestabile. Possiamo inceppare gli ingranaggi. L’alternativa positiva di cui abbiamo bisogno ora – è qui che entra la natura selvaggia, è per questo che è andato a vivere in una capanna nel Montana, libero dagli uomini, o con uomini selvaggi. Quindi torna a distruggere esseri umani – non ha risposta, non ha una vera risposta. Vede il problema, è molto bravo con il problema, ma senza la fede non ha idea di come rimetterlo insieme, o come uscirne.   Quindi la sua risposta è logica: dato che la tecnologia industriale è il problema, allora dobbiamo tornare alla natura selvaggia. E aveva quella piccola capanna nel mezzo del Montana, nel mezzo del nulla.   Qual è il vantaggio della natura selvaggia? È completamente non tecnologica – sai, vipere e felci e cespugli e fiumi e torrenti e montagne e nuvole. Non è tecnologia, è bella, si prende cura di sé stessa, permette la sopravvivenza – la vita. Si può avere il mal di denti, ma meglio il mal di denti che la tecnologia industriale.   «I mezzi per rovesciare la tecnologia industriale sono una rivoluzione che non sarà solo politica, ma economica e tecnologica, mondiale, perché non può essere rovesciata pezzo per pezzo». Quindi sta sognando una massiccia sollevazione mondiale contro la macchina.   Soprattutto – quindi vuole un’altra rivoluzione, ne abbiamo avute una, due, tre, quattro, quindi vuole una quinta rivoluzione, è tutta la stessa cosa.,, « Poiché la tecnologia industriale non può essere rovesciata pezzo per pezzo, soprattutto, che i nostri rivoluzionari abbiano l’unico obiettivo chiaro: la tecnologia industriale deve sparire (…) Tutti i mezzi per raggiungere quell’obiettivo possono poi essere adattati pragmaticamente». E qui parla come Lenin, sai – parla come un comunista, e dice che abbiamo bisogno di una rivoluzione, e i rivoluzionari devono fissarsi sull’obiettivo e poi adattare tutti i mezzi, se prendi quello che diceva Lenin.   Sette, infine: che i nostri rivoluzionari non si mescolino con i sinistrorsi, che sono anti-individualisti quanto la tecnologia industriale stessa, e quindi i sinistrorsi si opporranno alla tecnologia industriale solo per poi usarla contro tutti gli altri. Lui conosce i sinistrorsi a fondo – ha detto che odia la tecnologia industriale, e poi odia i sinistrorsi, e vuole tornare alla natura selvaggia. È solo un’altra soluzione anomala, in effetti, ma ha ragione – come spesso, fino in fondo – ha ragione sui difetti dell’establishment precedente. Enrico VIII aveva torto, perché Enrico stava attaccando la Chiesa cattolica, ma tutti gli altri hanno più o meno ragione in quello che attaccano.   «Inoltre, il sinistrismo è abitualmente incline a collaborare con le rivoluzioni con i non-sinistrorsi solo per poi tradirli in seguito. Il sinistrismo è totalitario per natura – infatti è una religione sostitutiva, il bisogno di credere nella quale farà sì che anche seguaci onesti condonino i crimini più indecenti dei loro leader».   E così ha iniziato con la delinquenza del sinistrismo, e finisce con la delinquenza del sinistrismo, quindi sa che il sinistrismo non è una risposta – sta protestando contro il sinistrismo, sta protestando contro i socialisti di Franklin Delano Roosevelt, i socialisti assistenzialisti di FDR e il loro Stato assistenziale, il loro Stato assistenziale tecnologico-industriale.   È un altro gradino più in basso, poveretto – se solo potessei avesse saputo tornare alla fede.  

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L’attacco alla raffinerie è per ridurre la popolazione mondiale e distruggere America ed Europa

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Renovatio 21 pubblica la trascrizione del discorso di Tucker Carlson tenuto durante il suo recente podcast sulla situazione mondiale. La riflessione sull’identità di scopo tra l’agenda climatica e la guerra merita una grande riflessione, così come tanti altri punti toccati dal popolare giornalista.

 

Non vogliamo essere cinici, ma a volte capita che forse stiamo parlando delle cose sbagliate. Intendiamo dire che quando accade un evento di grande rilevanza e tutti i media parlano di un suo aspetto, e di solito anche noi facciamo parte di quel gruppo, con un certo imbarazzo, a un certo punto bisogna chiedersi: «Hmm, non è che la cosa di cui stiamo parlando non sia la più importante? Non è che ne stiamo parlando o che veniamo indotti a parlarne di proposito?».

 

Voglio dire, ripeto, non voglio sembrare un complottista, ma è possibile che succeda. Ed ecco un esempio concreto. Si tratta dello Stretto di Ormuzzo . Abbiamo realizzato diverse trasmissioni sullo Stretto di Ormuzzo. Lo Stretto di Ormuzzoè ovviamente di fondamentale importanza. È la via d’acqua, ormai famosa per essere all’estremità orientale del Golfo Persico, attraverso la quale transita gran parte dell’energia mondiale. L’Iran ha la costa più lunga lungo quello stretto. Ormai siamo tutti esperti di geografia.

 

E quindi ora sappiamo tutti che è essenziale mantenere aperta quella via navigabile, che poi curva sul Mar Rosso lungo la costa di un Paese chiamato Yemen, controllato quasi interamente da un gruppo chiamato Houthi. Le persone stanno ricevendo una formazione continua su questo argomento e perché è importante? È importante perché non si può estrarre petrolio dalla regione produttrice di petrolio più ricca del mondo se non si ha accesso attraverso quelle vie navigabili.

 

Direttamente da chi si affaccia sul Mar Rosso. Quindi, la discussione in corso… di nuovo, inclusa la discussione a cui abbiamo partecipato, riguarda come aprire lo Stretto di Ormuzzo, come far passare quel petrolio. Ma se ci pensiamo bene, è davvero questa la domanda più importante che emerge dalla guerra con l’Iran? Quindi una via navigabile, ovviamente, è intrinsecamente importante. D’altra parte, questo è un problema che si può risolvere molto rapidamente.

 

Se una via navigabile è bloccata, se un paese dice che non si può passare o che farà saltare in aria le petroliere, beh, si potrebbe raggiungere un accordo con quel Paese. E si potrebbe risolvere la questione in circa 10 minuti se tutte le parti fossero disposte a farlo. Ciò che è più difficile da risolvere è la distruzione delle infrastrutture energetiche, degli oleodotti, delle teste dei pozzi, ma soprattutto delle raffinerie.

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Una raffineria è l’impianto, la fabbrica, dove il petrolio greggio estratto dal sottosuolo viene trasformato in prodotti che si possono effettivamente utilizzare. E… la gente potrebbe non rendersi conto di quanto sia diverso il petrolio greggio dai prodotti raffinati che se ne ricavano. Dal petrolio greggio otteniamo, notoriamente, la benzina, il carburante per aerei, ovvero il cherosene. Arriviamo fino all’asfalto. Otteniamo il gasolio. E otteniamo anche molti degli elementi precursori per i fertilizzanti.

 

Quindi nessuna di queste cose proviene direttamente dal sottosuolo. Vengono prodotte. Da questa materia prima chiamata petrolio greggio. E vengono prodotte in impianti chiamati raffinerie. Quindi senza raffinerie, non si può davvero gestire una società. Non si può gestire un paese con il petrolio greggio,In realtà, con il petrolio greggio si può fare ben poco. Non si può nemmeno usarlo in un motore diesel. E questi funzionano con olio vegetale, ma non con il greggio, bisogna raffinarlo. Quindi le raffinerie sono l’anello più importante della catena che va dall’estrazione all’accensione delle luci in casa, al prendere un aereo o al mangiare cibo coltivato nella terra.

 

Il problema delle raffinerie è che non ce ne sono molte. Ci sono molti pozzi di petrolio e gas. In realtà, nessuno conosce il numero esatto. Ogni anno vengono perforati circa 70.000 nuovi pozzi di petrolio e gas in tutto il mondo. Solo negli Stati Uniti ci sono quasi un milione di pozzi di petrolio e gas attivi, ma le raffinerie, che sono assolutamente necessarie, sono un’altra questione. Quindi, quante raffinerie ci sono in tutto il mondo? Sulla Terra, in questo momento, conosciamo la risposta perché non è un numero molto elevato.

 

Ci sono in totale 825 raffinerie sul pianeta per una popolazione di 8,3 miliardi di persone. 825, quindi circa una raffineria ogni 10 milioni di persone. Una raffineria per ogni New York City, più due milioni. Quindi, quando si distrugge una raffineria, è un grosso problema perché una grande raffineria è incredibilmente costosa. 25 miliardi di dollari, per esempio, molto costosa da costruire e richiede molto tempo, potrebbero volerci più di 10 anni per costruire una grande raffineria.

 

Quindi, quando se ne distrugge una, si ha un effetto immediato e duraturo in un modo che la chiusura di uno stretto non può ottenere. Distruggere una raffineria è una cosa seria. E quindi, tenendo presente questo, viene da chiedersi cosa stia succedendo alle raffinerie. All’improvviso, vengono colpite dai nostri calcoli e potremmo sbagliarci, potremmo sottostimare, ma pensiamo che, ad oggi, sette raffinerie nel Golfo Persico siano state colpite, distrutte, danneggiate, chiuse.

 

Almeno per un po’, forse anche a lungo termine, finora in questa guerra, che non è nemmeno iniziata da un anno. Sette raffinerie. Quindi, se vi state chiedendo perché il diesel costa 650 dollari a livello nazionale e molto di più in altre parti del mondo, è per questo motivo. Colpisce le raffinerie, non solo nel Golfo Persico, ma anche in Russia, che produce circa il 7% del diesel mondiale.

 

E quindi, in che modo? Come aiuta esattamente? Anche in caso di guerra, si prenderebbe di mira una raffineria? Sarebbe la prima cosa da fare? Beh, è ​​stata la prima cosa da fare in entrambi i conflitti. Abbiamo delle immagini, senza audio, ma giusto per farvele vedere, risalgono ai primissimi giorni della guerra con l’Iran. Siamo all’inizio di marzo, e questo è il risultato di un attacco di droni israeliani a una raffineria in Iran. Incredibile. Quindi scoppia la guerra.

 

Ci viene detto che questa guerra è un tentativo di fermare il programma nucleare iraniano perché sono a pochi minuti dal lanciare una bomba atomica su Miami. Ed è questo il punto. Si tratta solo di quel programma nucleare, che non accetteremo. Ma se è vero, perché gli israeliani, invece di colpire un impianto nucleare o assassinare altri fisici nucleari, come hanno fatto in Iran, perché colpire una raffineria? Hmm. Nessuno ha risposto a questa domanda perché quasi nessuno se l’è posta.

 

Perché il governo ucraino dovrebbe colpire le raffinerie russe proprio ora? Cosa che sta facendo, in tutta la Russia. A quanto pare il 60% della capacità di raffinazione russa è stata colpita e non sappiamo esattamente quanta sia stata disattivata in modo permanente o a breve termine, ma il 60% della loro capacità è stata colpita dagli ucraini.

 

Perché le raffinerie? Questo è il primo mistero. Il secondo mistero è: perché nessuno ne parla? Perché il problema di colpire una raffineria è che rilascia enormi quantità di CO2 nell’atmosfera. Ora, negli ultimi due anni, nessuno ha parlato delle emissioni di CO2. Nei 20 anni precedenti, ogni bambino di ogni ordine e grado nelle scuole americane ha imparato che la CO2 è un veleno e che sta aumentando la temperatura della Terra. E che la Florida sarà presto sott’acqua e che stiamo distruggendo il pianeta ogni volta che emettiamo CO2. All’improvviso, nessuno ne parla più. E non c’è niente che emetta CO2 in quantità maggiore, a nostra conoscenza, della distruzione delle infrastrutture energetiche.

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La distruzione del gasdotto Nord Stream da parte dell’amministrazione Biden, il gasdotto che collegava l’est all’ovest, dalla Russia all’Europa, è stata, a nostro avviso, la più grande emissione di CO2 di origine antropica nella storia dell’umanità. Eppure, nessuno ha detto una parola. Ad esempio, il Sierra Club, che è il gruppo ambientalista e l’organizzazione per il cambiamento climatico più finanziata degli Stati Uniti, con un budget di circa cento milioni di dollari, non ha detto una parola sulla distruzione del Nord Stream da parte dell’amministrazione Biden. Beh, è ​​molto, molto curioso, se ci pensate.

 

Non hanno detto nulla nemmeno sulle bombe che gli Stati Uniti, sotto le amministrazioni Biden e Trump, hanno inviato a Israele, bombe da 2.000 libbre. Quanta CO2 emette una bomba da 2.000 libbre? Beh, lo sappiamo perché degli accademici di Londra l’hanno calcolato, hanno fatto i calcoli. Circa tre tonnellate metriche, quanto sono? Beh, sono tante. Infatti, sono più di tre volte le emissioni annuali di uno scaldabagno a gas medio in un’abitazione, se controlliamo.

 

Ora, perché il paragone tra una singola bomba da 2.000 libbre e Biden che ne ha inviate circa 14.000 a Israele, per eliminare Gaza, per commettere un genocidio a Gaza? Trump ne sta inviando 40.000 di questo tipo e molte altre, ma noi scegliamo solo la bomba da 2.000 libbre. Perché paragonarla a uno scaldabagno domestico?

 

Beh, perché il Sierra Club ha pubblicato innumerevoli comunicati stampa sugli scaldabagni domestici, sugli scaldabagni a gas, quelli che funzionano bene, che sono efficienti, e ha anche pagato un team di avvocati per assicurarsi che non possiate averne uno. E non solo scaldabagni a gas, ma cucine a gas, stufe a legna, praticamente qualsiasi elettrodomestico che vi piace e che sia efficace. Asciugatrici, lavatrici, secondo il Sierra Club, la nostra più grande organizzazione ambientalista, tutte queste attività rappresentano una minaccia per la Terra, perché emettono CO2.

 

Eppure, per qualche ragione, il Sierra Club, per quanto ne sappiamo, non ha mai menzionato le emissioni di CO2 derivanti da munizioni, bombardamenti o dalla distruzione di raffinerie. Non ne hanno mai parlato. Ora, perché? Viene da chiedersi se il movimento ambientalista, il movimento per il cambiamento climatico, che per due decenni è stato una sorta di ideologia dominante della classe dirigente, fosse davvero molto preoccupato. Se negli ultimi 20 anni vi è mai capitato di cenare con una signora benestante, magari con la moglie di un investitore di private equity, a un certo punto si sarebbe rivolta a voi con gli occhi languidi e avrebbe detto: «Sono molto preoccupata per il clima. Stiamo distruggendo questo pianeta con le nostre emissioni», e si sarebbe commossa. Lo pensavano davvero. Ma improvvisamente, non una parola sulle maggiori emissioni di CO2 della nostra vita, causate da questa guerra e dalla guerra in Ucraina.

 

Che strano. Possibile che non abbiano mai veramente considerato l’anidride carbonica un veleno? Perché, ovviamente, non è veleno. La respiriamo, la espiriamo tutto il giorno. Non è un veleno, e non l’hanno mai creduto veramente. Possibile che il vero fascino del movimento ambientalista risiedesse nei suoi effetti sul modo di vivere delle persone? Quindi, se ci pensate un attimo, cosa vi dicevano gli ambientalisti che avreste dovuto fare?

 

A cosa avreste dovuto rinunciare? Come avreste dovuto cambiare la vostra vita per salvare il pianeta che voi, da soli, avevate distrutto? Non la Cina, il più grande emettitore di carbonio al mondo. No, non l’hanno mai menzionata. Ma voi, come americani, come europei, come occidentali, a cosa dovrete rinunciare? Beh, innanzitutto, alla vostra mobilità. Dovrete vivere in una città da 15 minuti. Non potrete andare da nessuna parte. Sarete di fatto confinati. Ma per il bene del pianeta, ammesso che vi importi del pianeta. Dovrete aumentare il consumo di carne, ovviamente.

 

Potresti dover indossare un maglione in casa d’inverno perché riscaldare la casa a 21 gradi è uno spreco, ovviamente. Non fa bene all’ambiente. E non puoi avere elettrodomestici funzionanti, non puoi avere niente che ti dia comfort a basso costo, perché sarebbe un peccato. Quindi, invece, dovrai avere, non so, un termostato che può essere controllato dalla sede centrale del Sierra Club, o dalla capitale del tuo stato, o almeno dal consiglio comunale. Dovrai rinunciare alla tua autonomia e abbassare il tuo tenore di vita. Questo è ciò che dovrai fare per salvare la Terra.

 

È affascinante pensare a questi effetti, che, tra l’altro, sono estremamente impopolari. Nessuno vuole indossare un maglione in casa a febbraio. Nessuno vuole avere freddo e fame. In effetti, per tutta la storia dell’umanità, i due obiettivi principali nella mente di ogni persona sul pianeta sono stati: non avere freddo né fame.Quindi non è che qualcuno lo volesse. Non c’è un grande consenso per il freddo e la fame. Ma bisognava pur farlo. E ovviamente, chi è al comando, e lo ripete spesso, lo voleva. Lo volevano, ma la cosa interessante è che lo otterranno comunque.

 

Non stiamo parlando di cambiamento climatico perché, notoriamente, Larry Fink, l’uomo d’affari più potente del mondo, a capo di BlackRock, profondamente coinvolto nella guerra in Ucraina e che ovviamente ne trae profitto, ha abbandonato le sue richieste sul cambiamento climatico. In altre parole, l’idea era che BlackRock non avrebbe fatto affari con te a meno che tu non aderissi all’agenda climatica.

 

Beh, ha abbandonato anche questa posizione, perché? Forse perché stanno ottenendo la stessa cosa da queste guerre. Perché quando distruggi le raffinerie, cosa fai? Beh, fai salire il prezzo del diesel, della benzina e del carburante per aerei oltre ogni limite. E la traiettoria è ormai segnata. 650 dollari per un gallone di diesel? Qual è la fonte di energia che trasporta tutti i nostri beni dal produttore al magazzino fino a casa? Sì.

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Quindi, distruggendo la capacità di raffinazione mondiale, si otterrà lo stesso effetto che si otterrebbe attuando il Piano 2030, o come lo chiamavano, per scongiurare il cambiamento climatico. Esattamente la stessa cosa. E naturalmente, se si abbassa il tenore di vita delle persone, cosa si ottiene? Meno persone. Perché o muoiono di fame, e ci troviamo ad affrontare questa possibilità molto presto. In paesi di tutto il mondo, in particolare in Africa, e questo, inutile dirlo, innescherà migrazioni di massa verso l’Occidente, ci sono un miliardo di persone nell’Africa subsahariana, e se soffrono la fame, pensate che se ne staranno lì a morire di fame? No, saranno a Los Angeles, ovviamente, e a Francoforte, e a Lisbona.

 

Quindi c’è questa possibilità: muoiono di fame, oppure decidono di avere meno figli. Quindi uno degli obiettivi dell’agenda climatica era ridurre la popolazione mondiale. E l’hanno appena detto. Voglio dire, lo fanno continuamente. Bill Gates, odio dare la colpa di tutto a Bill Gates, quel povero anziano autistico. Bill Gates è unico tra i governanti dell’universo perché è abbastanza danneggiato da dire cose oscure ad alta voce perché chiaramente non conosce la differenza. Non sa cosa non dovrebbe dire, Bill Gates. Ma tutti loro hanno detto questo: abbiamo bisogno di meno persone.

 

Jeffrey Epstein, notoriamente, forse non così notoriamente. Ve lo leggeremo. Ecco una parte di uno scambio che Jeffrey Epstein ha avuto nei ormai famosi Epstein files, quelli che sono stati pubblicati e non sono stati nascosti dall’amministrazione Trump. E stiamo citando, questo risale al 2016. Ed è in uno scambio con Joske Bach, uno scienziato cognitivo. E dice questo sul cambiamento climatico: forse il cambiamento climatico è un buon modo per affrontare la sovrappopolazione. Gli incendi della Terra, potenzialmente una cosa positiva per la specie. Troppe persone.Il motivo per cui così tante esecuzioni di massa di anziani e infermi hanno un senso risiede nel fatto fondamentale che tutti, prima o poi, muoiono.

 

Ora, Jeffrey Epstein: se avete letto i documenti di Epstein, sapete che era praticamente analfabeta, quindi non è del tutto chiaro cosa intendesse. Ma sta applaudendo alla morte di massa, ovviamente. E sta inviando questa email a una persona normale, qualcuno che probabilmente, non abbiamo verificato, ma probabilmente ha ancora un lavoro e cammina tra noi. È uno scienziato cognitivo, un eminente scienziato cognitivo. E stanno parlando di un numero di persone.

 

E a proposito, a un certo livello, ben al di sopra del livello in cui viviamo io e voi, le persone che governano i paesi pensano in termini di popolazione. Se valutate la vostra vita, pensate ai vostri figli, al vostro lavoro, a vostra moglie, a come vanno le cose e se guadagnate abbastanza per pagare tutto. Se governate un paese, se siete a capo di una civiltà, se fate parte della classe di persone che prendono grandi decisioni su popolazioni enormi, in che termini pensate? Demografia.

 

Quante persone vivono qui? Di quante persone abbiamo bisogno qui? Questa è la prima domanda che chi governa un Paese si pone e pone ai propri consiglieri. Abbiamo il numero giusto di persone? Quindi, quando si verificano eventi importanti nel mondo, se scoppia una guerra completamente insensata nell’Europa orientale e ti dicono: «oh, è tutta colpa di queste tre oblast’ nell’Ucraina orientale di cui nessuno ha mai sentito parlare, e dobbiamo prendere posizione per principio perché Churchill è di nuovo in guerra con Hitler», puoi essere assolutamente certo che non sia questa la causa della guerra, e che sia questo il motivo per cui si protrae da quasi cinque anni.

 

C’è qualcos’altro in gioco, qualcosa di molto più importante di chi controlla tre oblast, qualunque cosa sia un’oblast’, perché in realtà a nessuno importa. E devi riflettere. Guardando questo, forse uno dei motivi di quella guerra è il suo effetto, e il suo effetto è quello di spopolare completamente il Paese più grande d’Europa, che è l’Ucraina, che ha meno della metà delle persone che aveva all’inizio della guerra e non sarà mai più ucraina.

 

Quindi anche un bambino avrebbe potuto saperlo prima di entrare in guerra. Se questa guerra continua, e se è di tipo Prima Guerra Mondiale… Stallo, tritacarne, il Paese con la popolazione più piccola perderà una parte considerevole della sua popolazione in età lavorativa. Dovrai cambiare la popolazione. Pensi che la gente non lo sapesse prima? Pensi che la NATO e l’amministrazione Biden, pensi che l’amministrazione Trump non lo sappiano? Pensi che la leadership dell’UE non lo sappia? Pensi che il primo ministro britannico non lo sappia, certo che lo sanno. Voglio dire, non sono dei geni, ma non sono del tutto stupidi e pensano in grande. Questo è il punto.

 

Quindi quando il proxy occidentale, l’esercito ucraino, cerca di eliminare il 60% di tutta la produzione di diesel della Russia,Probabilmente non si tratta solo della Russia, vero? Si tratta dell’aumento del prezzo del diesel a livello globale, cosa che è avvenuta immediatamente, ovviamente. E questo ha l’effetto di imporre le stesse restrizioni che avevano richiesto nell’agenda climatica. Ma che sono state ampiamente respinte dalla popolazione.

 

È come dire: sì, mi interessa la Terra, ma non posso controllare il mio termostato. Posso avere una stufa a legna. Non ho uno scaldabagno funzionante. Non credo. Cioè, non mi interessa poi così tanto. E lo stesso vale per la guerra con l’Iran. L’Iran può avere armi nucleari. Ok, sì. Non suona bene. L’Iran ha armi nucleari, sembrano cattivi. Di certo non parlano inglese. Sembrano piuttosto stranieri. Una religione strana. Non so, non dovrebbero avere armi nucleari. Ma a questo punto, a quanti americani importa se l’Iran ha armi nucleari? Voglio dire, probabilmente non vogliono che l’Iran abbia armi nucleari o che chiunque altro le abbia, ma davvero, come giustificazione per il diesel a 6,50 dollari al gallone, non gliene importa niente.

 

Quindi cosa significa? Il diesel a 6 dollari e 50 centesimi non è un effetto collaterale di questa guerra, è il suo scopo principale. Lo scopo di un sistema è ciò che produce. Ed è così che si capisce la verità. Perché non importa cosa ti dicono, la giustificazione, il fatto che lo facciano per questo motivo. No. Guarda cosa fanno. Considera il risultato che producono. Se continuano a farlo e il risultato è sempre lo stesso, quel risultato è lo scopo dell’operazione. Non serve essere un genio per capirlo.

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Quindi, quando la gente, gente stupida come me, si presenta davanti alle telecamere e dice: «oh mio Dio, se continua così, avremo la carestia in Africa e migrazioni di massa. Tutta l’Africa subsahariana si trasferirà in Europa, negli Stati Uniti e in Canada». Pensate che non ci abbiano pensato? Se continua così, il tenore di vita negli Stati Uniti crollerà. La gente non potrà permettersi i beni di prima necessità. Dovrà smettere di mangiare carne. Pensate che non ci abbiano mai pensato prima?

 

Voglio dire… A un certo punto, tutti noi dobbiamo svegliarci e fondare la nostra comprensione della realtà sulla realtà stessa. Siate come il vostro cane. Il vostro cane non capisce una parola di quello che dite, eppure ha una straordinaria capacità di anticipare le vostre mosse. Come funziona? Perché non sentendovi, il cane è costretto a osservare le vostre azioni. E osservare le azioni delle persone è, col tempo, un indicatore molto più affidabile del perché le compiono.

 

Cercate le motivazioni comprendendo le azioni delle persone, non le loro parole. Le parole ingannano, le azioni dicono la verità. E queste azioni, sia in Ucraina che in Iran, sia nell’Europa orientale che nel Golfo Persico, hanno lo stesso effetto, ovvero abbassare il tenore di vita in Occidente, non in Cina, ma in Occidente. La Cina ha costruito raffinerie a ritmi forsennati e nessuna di esse è stata fatta saltare in aria. La Cina sta producendo energia. liquefacendo il carbone come fecero i tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale perché non hanno riserve di petrolio sufficienti. Quindi hanno un massiccio programma di gassificazione del carbone. Hanno grandi riserve di carbone. Stanno prendendo il carbone e lo stanno trasformando in combustibile liquido, in pratica diesel.

 

Quindi la Cina in realtà sta bene, noi no. L’Europa è fregata. Era ovvio fin dall’inizio che sarebbe successo. L’hanno fatto comunque. Perché l’hanno fatto? Non ascoltare, come il tuo cane, quello che dicono, valuta quello che fanno. L’hanno fatto per distruggere il tenore di vita negli Stati Uniti e in Europa, per fare strada all’impero cinese.

 

Ovviamente, oh, è una follia. È una follia? Guarda cosa stanno facendo. Distruggendo le raffinerie, si stanno assicurando che l’Occidente sarà molto più povero di quanto non lo sia ora, e questo non è risolvibile rapidamente, e loro lo sanno. E con «loro», di chi stiamo parlando? Beh, di chiunque stia prendendo le decisioni nella guerra in Ucraina. E non è Putin. Putin!

 

A questo punto i russi stanno reagendo. Stanno rispondendo alla crescente aggressività dell’Ucraina. Beh, l’Ucraina è a corto di uomini. Non conosciamo i numeri perché sono ancora segreti, ma centinaia e centinaia, probabilmente oltre un milione di ucraini sono stati uccisi. E certamente ben oltre un miliardo sono stati uccisi o feriti. Quindi non c’è più una forza combattente ucraina. Ma stanno intensificando l’aggressione? Cos’è? E chi prende questa decisione? Beh, guardate il seguente video e lo scoprirete.

 

Questo è Donald Trump. È successo proprio l’altro giorno, quando i prezzi del diesel hanno iniziato a salire negli Stati Uniti e Trump, nonostante i suoi molti difetti, che abbiamo catalogato in modo piuttosto esaustivo, capisce i prezzi delle materie prime perché non sono difficili da capire. Una materia prima è davvero semplice.

 

Non c’è niente di complesso nel gasolio. Si deve raffinarlo. Il processo è complesso, ma il diesel come materia prima è facile da capire. È il liquido che entra nei camion e fa funzionare l’economia globale. E senza di esso, l’economia globale si ferma, letteralmente. Quindi Trump lo capisce. E potete controllare i prezzi del diesel sul vostro telefono e non c’è dubbio che lo capisca. Quindi la sua paura fin dall’inizio di questo conflitto era che i prezzi delle materie prime sarebbero aumentati e si è concentrato molto sul prezzo del petrolio Brent.

 

Il petrolio Brent è uno dei tanti indicatori dei prezzi globali del petrolio, che prende il nome da un giacimento petrolifero ormai esaurito nel Mare del Nord chiamato giacimento petrolifero Brent. Ma è una sorta di misura che le persone usano. È come l’S&P dei mercati energetici. Sapete, è solo un marchio e la gente lo controlla. E i prezzi del petrolio Brent sono rimasti, sapete, hanno superato i cento, ma non sono a 300.

 

Quindi i prezzi dei combustibili fossili, o del petrolio greggio, sono rimasti piuttosto, voglio dire, relativamente a livelli ragionevoli rispetto a quello che è successo. Ma sono i prodotti raffinati che le persone usano effettivamente, carburante per aerei, benzina, gasolio e fertilizzanti, quelli che dovrebbero iniziare a preoccupare seriamente, e il gasolio in particolare, perché a differenza del carburante per aerei e dei fertilizzanti, il prezzo del gasolio viene pubblicizzato al distributore di benzina locale, quindi sai quanto costa.

 

Quindi Trump sta osservando la situazione e ne è terrorizzato. Ovviamente. Perché verrà giudicato e sa che, non importa quanti archi costruisca o quanti Kennedy Center intitoli a suo nome o qualsiasi altra triste follia, cerca sempre di assicurarsi di essere ricordato con affetto. Se il prezzo del gasolio arriva a otto dollari, non c’è speranza. Sai, sarai sempre ricordato come un fallimento. Punto. E lui lo sa. Perché, nonostante le apparenze, non è stupido a questo livello. Quindi Trump ha chiaramente chiesto ai suoi consiglieri: «cosa sta succedendo con il gasolio?». E dicono: «beh, in realtà non è il Medio Oriente a causare l’impennata, ma gli ucraini che colpiscono tutte queste raffinerie di diesel russe». E si scopre che la Russia è uno dei maggiori produttori, credo il secondo al mondo per il diesel. E quindi Trump si agita così tanto che chiede a Zelens’kyj di smettere di colpire le raffinerie di diesel. Guardate un po’.

 

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«Il signor Zelens’kyj deve fare una cosa. Deve smettere di colpire i depositi di gasolio in Russia. Lasciatelo colpire i suoi obiettivi, ma non il gasolio, perché sta causando una carenza di gasolio. Questo non è opera del Medio Oriente. È opera di ciò che sta accadendo in Russia, e voi lo pubblicate. Quindi ne abbiamo parlato con il signor Zelens’kyj. Ci sono molti altri obiettivi. Non colpite il gasolio perché sta danneggiando il mondo. Non vogliamo che colpisca i depositi di gasolio».

 

Quindi è abbastanza chiaro. Domenica scorsa Trump ha detto questo, ed è una cosa piuttosto buona da dire, una cosa piuttosto intelligente da vedere. Voglio dire, ha identificato una delle cause principali del problema, il motivo per cui il prezzo del nostro diesel sta aumentando. È perché gli ucraini stanno attaccando le raffinerie russe. E lui pensa, comprensibilmente, di essere al comando.

 

Come se non ci fosse l’Ucraina, beh, non ci sarebbe una nazione ucraina se non fosse per il supporto degli Stati Uniti. E certamente non ci sarebbe uno sforzo bellico ucraino. Non è che il popolo ucraino lo voglia. Sono tenuti in ostaggio da un presidente non eletto che ha eliminato le libertà civili nel paese, ha messo al bando la più grande denominazione cristiana, ha messo in prigione persone per averlo criticato. È un pazzo e un tiranno.

 

E perché continua? Beh, l’unica ragione per cui continua è perché l’amministrazione Trump, attraverso le sue agenzie di intelligence, sta fornendo agli ucraini informazioni sugli obiettivi. Quindi, quando hanno colpito un obiettivo in Russia, da dove provenivano quelle informazioni? Dalle loro agenzie di intelligence? No, dalle nostre. Quindi, qualunque cosa vi dicano, l’amministrazione Trump sta permettendo che questa guerra continui. È un dato di fatto, ok?

 

E quindi Trump ritiene, comprensibilmente, di poterla fermare perché sta accadendo solo perché lui lo permette e aiuta il governo di Zelens’kyj. Ora, Dio solo sa perché lo sta facendo. Questa è una domanda molto più profonda a cui qualcuno dovrebbe dare una risposta. Penso che lo sappiamo. In ogni caso, è logico che Trump abbia pensato: «ok, basta, fermate tutto. Mi state danneggiando, state danneggiando l’America». Questo è successo domenica scorsa. Ecco Trump venerdì, venerdì scorso, solo l’altro giorno, che dichiara missione compiuta. Guardate.

 

 

«Abbiamo il più alto tasso di occupazione che abbiamo mai avuto nella storia. Tutti questi indicatori sono ai minimi storici. Abbiamo il tasso di povertà più basso, il più basso nella storia del nostro Paese. E le persone oggi guadagnano più di quanto abbiano mai guadagnato. E abbiamo qualcosa di cui sono molto orgoglioso. L’Iran non avrà un’arma nucleare. Ora, per questo, le persone dovranno pagare un po’ di più per la benzina. Penso che la maggior parte delle persone, se potessero votare sulla riduzione dei prezzi della benzina o sul permettere all’Iran di avere una nuova arma nucleare, io sarei disposto a votare. Sarebbe una vittoria schiacciante. La gente non vuole che l’Iran abbia un’arma nucleare. E sapete una cosa? Non l’avrà. E la guerra finirà presto. E quando finirà, i prezzi della benzina scenderanno ai livelli di prima, forse anche più bassi».

 

Sì, ignorate pure queste cose sull’Iran che ha un’arma nucleare. Voglio dire, ovviamente sono solo delle tristi divagazioni, ma a questo punto a nessuno importa davvero. Israele ha una nuova arma nucleare, Israele ha minacciato più volte di usare armi nucleari contro vari paesi e in Israele non ci sono ispezioni nucleari. Gli ispettori non sono mai stati a Dimona.

 

Quindi, se c’è un Paese al mondo che viola il diritto internazionale in materia di armi nucleari, e questo è Israele, ovviamente, rappresenta una minaccia molto maggiore rispetto all’inesistente programma nucleare iraniano. E onestamente, a questo punto, a nessuno importa davvero e Trump deve saperlo, ecco perché continua a ripeterlo. Ma è la prima parte di questa affermazione che, a posteriori, suona quasi toccante.

 

Quindi ecco Trump, solo un paio di giorni dopo aver detto: «Dirò agli ucraini di smetterla di attaccare le raffinerie russe, faremo scendere i prezzi del diesel”. E dice: “Sì, l’economia va alla grande». Perché si sente come se avesse la situazione sotto controllo. Sta manovrando le leve dell’economia globale. E se i prezzi del diesel salgono alle stelle, beh, è ​​il presidente degli Stati Uniti. Può farli scendere. Beh, non è una magia. Basta tenere a freno il suo rappresentante e il gioco è fatto.

 

La vera pillola nera, il fatto radicalizzante, il momento in cui pensi «oh cavolo, non so come risolvere questa situazione», è quando ti rendi conto che non importa cosa dica Trump. Perché non ha il controllo. E certo che ce l’ha, non voleva entrare in questa guerra in primo luogo. Ed è stato spinto a farlo da Benjamin Netanyahu.

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Quindi il presidente non ha il potere di prendere decisioni indipendenti su certi argomenti. Sui grandi argomenti, non ha sovranità, così come gli Stati Uniti non ne hanno, è tutta un’illusione. Ma ci si aspetterebbe almeno che potesse tenere a freno l’Ucraina, che non è nemmeno un vero paese, il paese più corrotto del mondo. Potremmo almeno dire al dittatore nano a capo di quel paese cosa fare, visto che siamo l’unica ragione per cui è ancora vivo. Ma il fatto radicalizzante, e questo è un dato di fatto perché sappiamo cosa è successo dopo, è che Trump non può dirgli cosa fare. Lui gli fa il dito medio e fa quello che vuole perché non lavora per Trump. Non lavora per gli Stati Uniti, nonostante le apparenze.

 

E tra l’altro, a quanto pare Trump non ha alcun controllo sulle sue agenzie di Intelligence. Pensate che potrebbe convocare John Ratcliffe e i capi delle altre 16 agenzie di Intelligence e dire: «se fornite informazioni sugli obiettivi all’esercito ucraino, vi incriminerò». Come se lavoraste per me, non foste stati eletti, lo sono stato io.

 

Questo è il nostro sistema. Non avete alcuna legittimità intrinseca. Non siete voi il presidente, lo sono io. E vi incriminerò per reati gravi, per tradimento, se verrete sorpresi a disobbedire al comandante in capo in tempo di guerra.È una cosa semplicissima e legale, tra l’altro. Ma lui non l’ha fatto. E siccome non l’ha fatto e siccome in realtà non è responsabile di nulla di concreto, il che potrebbe spiegare perché è così concentrato sul cambio di nome del Kennedy Center, almeno questo è qualcosa che può fare. Costruire un arco insignificante alla fine del Memorial Bridge. Va bene, costruisce la sua sala da ballo. Ma sulle questioni di ripartizione del potere globale, non ha voce in capitolo. E sappiamo che non otterrà una sospensione perché è successo questo.

 

Ecco il servizio della BBC News di circa due giorni dopo. Guardate.

 

 

«Con un’ondata di centinaia di droni e alcuni missili, un messaggio consegnato a Mosca con il fuoco. Questa raffineria di petrolio, a soli 16 chilometri dal Cremlino, è la più grande della capitale e fornisce carburante alla città e, secondo l’Ucraina, anche all’esercito russo. I funzionari ucraini affermano che l’obiettivo è portare la guerra di Vladimir Putin a casa».

 

In altre parole, una settimana dopo che Trump dice pubblicamente a Zelens’kyj di non bombardare le raffinerie russe perché sta facendo impennare i prezzi del diesel qui negli Stati Uniti e nel mondo, Zelens’kyjbombarda una raffineria russa a 16 chilometri da Mosca.

 

E poi la BBC, che ci descrive tutti con dettagli pornografici e ansimanti, con una sola mano, come si diceva una volta, manda un messaggio a Vladimir Putin: la quantità di pornografia bellica, la quantità di adorazione della violenza nella copertura mediatica di questi conflitti è ripugnante e le persone che vi partecipano hanno bisogno di cure psichiatriche immediate perché è disgustoso, la gente muore e voi vi masturbate su questo, cosa che fanno, è disgustoso al di sotto del disprezzo, ma in ogni caso ci dicono che gli ucraini hanno fatto questo perché diranno ai russi che c’è un costo per quello che stanno facendo.

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Beh, ovviamente, nessuna persona sana di mente pensa che l’esercito ucraino spingerà l’esercito russo a una resa o addirittura a una soluzione negoziata. È praticamente impossibile. E lo sappiamo per molte ragioni, ma una è la popolazione. La Russia ha circa cento milioni di abitanti in più dell’Ucraina. È una follia. Ed è sempre stata una follia. Non funzionerà mai.

 

E quindi quello che otterremo sarà la distruzione totale della nazione ucraina e prezzi dell’energia così alti che si formeranno città da 15 minuti e la gente mangerà insetti. Quindi bisogna chiedersi: è questo l’obiettivo? È sempre stato questo l’obiettivo? Non lo so. Lo scopo di un sistema è ciò che fa e questo sistema lo sta facendo.

 

Quindi sì, questo è l’obiettivo. Non può essercene un altro. E se volete sapere quanto è totalmente impotente il presidente degli Stati Uniti, e non vogliamo prendercela con Trump, che almeno ha avuto il giusto istinto sul diesel, tipo «ci state uccidendo, fermatevi», se volete sapere quanto è totalmente impotente, guardate il panel della CNN mentre celebrano il governo ucraino che fa il dito medio al suo protettore, il suo presunto protettore, gli Stati Uniti, guardate.

 

 

«£L’Ucraina ha condotto il più grande attacco con droni mai visto contro Mosca, colpendo un’importante raffineria di petrolio dopo che il presidente Trump aveva chiesto all’Ucraina di smettere di colpire obiettivi petroliferi russi perché, ovviamente, ciò contribuisce all’aumento dei prezzi, in particolare del gasolio negli Stati Uniti. Cosa ne pensa di questa escalation? Cosa le dice sulle capacità e sul punto in cui ci troviamo in questa guerra?” “Ho una sola parola da dire agli ucraini: congratulazioni. Devono aumentare questi attacchi, e farlo è l’unico modo in cui possono fare pressione su Vladimir Putin”».

 

Okay, quindi conservate quella registrazione perché vi dirà tutto. Ora, chi è quell’uomo che parla? Beh, è ​​un ammiraglio americano a quattro stelle in pensione [James Stavridis, ndt]. Era il capo della NATO sotto Barack Obama. Quindi, per chi parla esattamente? Cos’altro fa? Chi è quell’uomo? Beh, quell’uomo è socio del Carlisle Group. Quell’uomo è stato il direttore della Fletcher School of Law and Diplomacy. Quell’uomo è l’attuale presidente del consiglio di amministrazione della Rockefeller Foundation.

 

Quell’uomo, in altre parole, è l’incarnazione fisica dei veri governanti degli Stati Uniti e del mondo. E non sono figure politiche. Non sono persone elette da nessuno, perché quella sarebbe democrazia e noi non ce l’abbiamo. Le decisioni concrete vengono prese da persone con interessi commerciali in qualsiasi conflitto in corso e con una visione molto più ampia di come andrà a finire. Alla fine.

 

Lo scopo di questa operazione è detronizzare gli Stati Uniti dal ruolo di dominatori del mondo, indebolire gli Stati Uniti, impoverire gli Stati Uniti e l’Europa, che qui è una sorta di spettatore innocente, ma che verrà completamente distrutta, e fare spazio a una nuova era in cui non saremo noi al comando, e ovviamente, probabilmente, lo sarà la Cina. Quindi queste sono le persone che prendono le decisioni. E lo sapete perché quel tizio, l’ex capo della NATO, l’ammiraglio a quattro stelle, il presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Rockefeller, il socio di Carlyle, sta prendendo le parti dell’Ucraina, le parti di Zelens’kyj , contro il presidente americano eletto.

 

Quindi Zelens’kyj fa un gesto di sfida al presidente degli Stati Uniti e l’ex capo della NATO, l’ammiraglio a quattro stelle, colui che ha dedicato la sua vita a salvare, aiutare e difendere gli Stati Uniti, dice: «no, no, io sto con Zelensky». E sa, perché ha guidato la NATO, che non c’è letteralmente alcuna possibilità. Non c’è alcuna possibilità che questa tattica o strategia funzioni. Potreste far saltare in aria ogni raffineria in Russia. Potreste uccidere Putin. Non c’è alcuna possibilità che la Russia si arrenda all’Ucraina o a chiunque altro.

 

Quindi, il meglio che potete fare è distruggere l’Ucraina e le nazioni che la sostengono, tra cui il resto dell’Occidente. E questo, signore e signori, è l’obiettivo dell’operazione. Sembra che molte persone lo sappiano. Sembra che molte persone molto più intelligenti di me, ad esempio, che ci abbiano pensato fin dall’inizio. E sanno che qui non c’è liberazione. Possono chiamare Zelens’kyj «Churchill» quanto vogliono, ma alla fine nessuno sarà liberato. Nessuno otterrà sovranità e libertà.

 

Anzi, l’effetto diretto di tutto questo è la morte. Per gli uomini e le donne in età militare in Occidente, la popolazione di origine occidentale, non le persone che si sono appena trasferite qui da qualche paese straniero. Loro non si arruolano, ovviamente. Ma le persone i cui antenati erano qui 100 anni fa, moriranno,E quelli che sopravvivranno saranno molto meno liberi di quanto lo fossero all’inizio di tutto questo. Ora, come lo sappiamo? Sembra una cosa cupa. Sembra uno sproloquio di Alex Jones. Nuovo Ordine Mondiale, c’è un piano.

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Beh, siamo arrivati ​​al punto in cui lo dicono semplicemente in televisione via cavo. Quindi l’unica domanda è: state ascoltando? Non c’è bisogno di alcuna interpretazione. Non serve la Stele di Rosetta per capire cosa stanno dicendo. Non dovete soffermarvi su ogni inflessione o sfumatura. Lo stanno solo dicendo. Quindi ecco un certo Sir Jacob Rees-Mogg, e dovremmo avvertirvi prima che inizi che l’effetto nella sua voce, che secondo noi è piuttosto finto, è così esagerato che sembra di guardare un cartone animato, ma a quanto pare è tutto vero.

 

Quest’uomo è una figura politica conservatrice nel Regno Unito ed è in televisione sulla rete conservatrice del Regno Unito, che è praticamente come la nostra rete conservatrice, per niente conservatrice. È uno strumento di adorazione della violenza per qualunque cosa stia per arrivare, qualunque cosa sarà questo nuovo assetto, quella stazione e questo tizio sono i portatori di lance di quel progetto. Ovviamente, non c’è niente di conservatore in questo. Non stanno cercando di conservare ciò che abbiamo, stanno cercando di introdurre la nuova cosa nuova e l’unica cosa che sappiamo della nuova cosa nuova, qualunque cosa sia, è che non ne trarrete beneficio e lo sappiamo perché ve lo stanno dicendo, quindi ecco il signor Rupert Jacob Rees-Mogg o come si chiama.

 

Guardate. Non stanno cercando di conservare ciò che abbiamo, stanno cercando di introdurre la nuova, nuova cosa e l’unica cosa che sappiamo della nuova, nuova cosa, qualunque essa sia, è che non ne trarrete beneficio e lo sappiamo perché ve lo stanno dicendo quindi ecco il signor Rupert Jacob Rees-Mogg o come si chiama.

 

 

«Potremmo trovarci ad affrontare una guerra, e se ci troveremo ad affrontare una guerra avremo bisogno di persone che si arruoleranno nelle forze armate e che andranno a fare il loro dovere. Potremmo persino trovarci in circostanze in cui le persone dovranno morire per salvare il proprio paese, come è successo nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale e in molte altre guerre prima e dopo. Questo è ciò che permette a un Paese di sopravvivere; se le persone non sono disposte a fare il loro dovere, allora il paese verrà conquistato da un altro paese, in un modo o nell’altro. Questo è uno dei motivi per cui l’antica Roma è caduta».

 

«Ricordate, questo è un britannico. Quindi pensereste che sappia che l’ultima volta che la Gran Bretagna è stata invasa è stato quasi esattamente mille anni fa. In realtà, è successo nel 1066 per mano di scandinavi che si spacciavano per francesi, provenienti dalla Normandia. Invasero il Paese e lo cambiarono completamente, facendo quello che fanno gli eserciti invasori: ridussero in schiavitù la popolazione, e poi col tempo la gente in qualche modo dimenticò tutto e si formò l’aristocrazia.

 

Conoscete la storia, se avete un minimo di familiarità con la storia europea. Ma il punto è… l’ultima invasione della Gran Bretagna risale a mille anni fa. Quindi le ultime due guerre, le grandi guerre a cui la Gran Bretagna ha partecipato, la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, non furono una risposta a un’invasione. Nessuno stava cercando di invadere la Gran Bretagna. Furono entrambe guerre di scelta. E qual è stato il loro effetto? Beh, il loro effetto è stato quello di distruggere completamente il Paese. Completamente.

 

Nel 1914, quando iniziò la Prima Guerra Mondiale, quando la Gran Bretagna entrò nella Prima Guerra Mondiale, la Gran Bretagna dominava il mondo. E nel 1945, quando la Seconda Guerra Mondiale finì… la Gran Bretagna era un guscio vuoto, con il razionamento che durò per i successivi 10 anni. E il primo ministro che guidò la Gran Bretagna attraverso quella guerra, il tanto amato negli Stati Uniti, Winston Churchill, fu respinto dagli elettori come un fallimento. Lo disprezzavano perché sapevano ciò che i nostri storici non ammetteranno mai, ovvero che distrusse l’impero e il loro Paese, che non si è mai più ripreso.

 

Quindi le guerre che quel buffone cita come necessarie erano in realtà l’opposto di necessario. Se avete domande, non esitate a porle nella sezione commenti qui sotto. Pensate che la guerra debba essere combattuta in difesa di una nazione a beneficio delle persone che ci vivono. E nel corso della storia, si è sempre dato per scontato che questa sia l’unica ragione per cui si fa la guerra: per aiutare le persone che vivono nel proprio paese, perché si agisce per loro conto e si chiede loro, come ci ha ricordato quel buffone, di morire per questo scopo.

 

Quindi, se non li aiuta, è chiedere troppo a chiunque. Vai a morire per qualcosa che mi aiuta, qualcosa per cui io personalmente non sono disposto a morire. E i miei figli non sono disposti a morire, ma vorremmo che tu andassi a morire per questa cosa che non aiuterà affatto i tuoi parenti sopravvissuti. Anzi, distruggeremo il nostro Paese. Ed è esattamente quello che ha fatto la Gran Bretagna in quelle due guerre. E non c’è una vera e propria controargomentazione.

 

Voglio dire, si arrabbieranno e ti insulteranno, e diranno che sei un odiatore se lo dici. Ma cosa c’è di non vero in questo? È vero. È vero. Ed è vergognoso. E le persone che lo difendono sono vergognose. Quindi, in realtà, se fai notare qualcosa di vero e prendi posizione contro l’uccisione inutile di persone, non sei tu il criminale. E ovviamente cercano subito di ribaltare la situazione. Beh, sei tu la persona cattiva, hai odio, sei l’odio.

 

No, sono contro la morte inutile delle persone. Sto di nuovo uccidendo degli innocenti. Il cattivo non sono io, lo eri tu.Quindi è molto importante mantenere la lucidità e non soccombere alle vertigini morali. E le vertigini morali, ovviamente, sono, sapete, un’arma davvero efficace. Dici: «Aspetta, stai commettendo un genocidio. Sei un odiatore, stai zitto», e vieni censurato. Ma le persone che commettono un genocidio, non so, oggi possono parlare all’ONU.

 

Quindi non funziona così. No, funziona così: se invochi la morte di innocenti, sei il cattivo. Io non sono il cattivo per averti criticato per questo. Quindi ricordatelo se state guardando da casa. Non siete i cattivi se vi opponete a mandare i giovani della vostra nazione a una morte inutile. Siete i buoni e vi state scontrando con i cattivi e dovreste metterli alle strette. Non è possibile che continuino a invocare la morte inutile del nostro popolo e a ergersi a paladini della moralità. È oltraggioso. Ciò che chiedono è criminale, vile, disgustoso e totalmente indifendibile, e dovrebbero vergognarsi. Non dovreste vergognarvi di opporvi.

 

In ogni caso… stanno cercando di far vergognare la popolazione del Regno Unito, la popolazione che ha ereditato il Regno Unito, le persone che guardano i telegiornali britannici, per farle morire in una guerra che non ha nulla a che fare con la Gran Bretagna. E ovviamente la Gran Bretagna non è nemmeno controllata da cittadini britannici. Non ha sovranità. Ci sono truppe americane sul suo territorio. Tutta questa storia è una farsa. Ma qual è il vero obiettivo?

 

Persino Jacob Rees-mog, o come si chiama, probabilmente non è entusiasta di una guerra totalmente inutile. C’è un motivo. C’è una ragione per cui vogliono farlo. Quindi vogliamo farvi ascoltare una clip, che fa parte di un colloquio tra lui e, presumibilmente, il suo interlocutore. Quindi, quello che avete appena visto, Rees-mog, è quello che nel Regno Unito viene definito un conservatore. Quindi sta da una parte. Ecco un certo Paul Richards, che sta dalla parte completamente opposta. Non hanno niente in comune. Non sono d’accordo su niente. Sono poli opposti, bloccati in questa battaglia di idee per il controllo di una grande nazione democratica. Oh, ma non è vero, perché, come negli Stati Uniti, entrambe le parti sono schierate contro la popolazione sulle questioni che contano davvero. E la questione che conta sopra tutte le altre, perché tocca ogni altra questione, è la questione di chi viene ucciso.

 

La guerra. Questo conta. Quindi non lasciatevi distrarre da tutte queste altre sciocchezze. Ciò che conta è chi vive nel vostro Paese e chi viene ucciso. Bene, iniziamo dalle cose che contano davvero. E questo conta. E quindi su queste questioni, chi vive nel vostro Paese e chi viene ucciso, nel Regno Unito come negli Stati Uniti, entrambe le parti sono in totale accordo contro la popolazione che non vuole niente di tutto questo. Non vogliono avere un Paese completamente diverso a ogni generazione a causa dell’immigrazione. E non vogliono andare a combattere guerre per altre nazioni o interessi commerciali o altro. Non vogliono morire senza motivo. Moriranno in difesa della loro nazione. Non vogliono morire per nessun altro motivo e non c’è niente di male. Non sei un antisemita per pensarlo e vaffanculo se suggerisci il contrario.

 

Comunque, ecco questo tizio, Paul Richards, il liberale, se questa fosse la televisione americana, che si scontra con il conservatore, guardatelo mentre spiega ad alta voce qual è il punto di tutto questo. Questa clip incredibile, guardatela.

 

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«Penso che gli inglesi si ribellerebbero come se fossero costretti. Dovremmo rinchiudere alcune persone, tra l’altro. Alcune voci filo-russe dicono che non c’è una minaccia. Non combattete per il vostro paese. Non andate in guerra per Burnham. Dovremmo indagare su di loro. Beh, e anche in nome della difesa del regno, quindi sapete, dovremmo ricorrere a queste misure e dovremmo anche considerare cose come la coscrizione».

 

È un quadro piuttosto eloquente. Bene, la prima cosa che faremo, si capisce subito che questi sono strateghi militari molto informati, perché non iniziano dicendo: «Ok, il fronte di questa guerra è qui, dobbiamo attraversare il fiume Dnipah per farlo». No, no, no. La prima cosa da fare è imprigionare chiunque non sia d’accordo con noi. E poi dobbiamo mandare a morire i figli di tutti gli altri, perché, ovviamente, questi ragazzi non parteciperanno fisicamente a questa guerra. Non andranno a combattere. Pensate che Paul Richards andrà a combattere?

 

Ora, la prima cosa da fare, la primissima cosa da fare è rinchiudere le persone che si oppongono a questa guerra. E poi Jacob Reesmonger, o come si chiama, che si atteggia a esperto di storia inglese, chiaramente non ne sa nulla, dice: «sì, lo abbiamo fatto durante le guerre napoleoniche». No, amico, lo avete fatto nella Seconda guerra mondiale.

 

La prima cosa che fece il governo britannico fu imprigionare il partito di opposizione, definendoli nazisti, cosa che non erano, guidati da uno dei grandi eroi di guerra della Prima Guerra Mondiale, Oswald Mosley. Oh, era un nazista. No, non lo era. Se fosse stato un nazista, vivrebbe in Gran Bretagna, in Germania. Non voleva la guerra. E da allora è stato calunniato. È come… spaventoso persino difenderlo.

 

Non sto nemmeno difendendo quest’uomo, sto solo dicendo che in una società libera si possono avere le proprie opinioni. Non si possono imprigionare le persone per le loro opinioni e, quando lo si fa, come si può essere migliori di coloro contro cui si combatte? Quindi lo hanno fatto nella loro ultima grande guerra e ora imprigionano il partito di opposizione.

 

Hanno mandato in prigione anche le loro mogli. Perché cosa fanno le mogli? Oh, sono sposate con questi uomini. Non gli piaceva, si chiama colpa di sangue. Non è proprio quello che facciamo nella civiltà occidentale. In realtà, questo è l’opposto della civiltà occidentale: in Occidente giudichiamo le persone in base alle loro azioni. Puniamo i colpevoli, risparmiamo gli innocenti, facciamo ogni sforzo per risparmiare gli innocenti.

 

Ma in Gran Bretagna hanno smesso di farlo nel 1940. E hanno semplicemente imprigionato le mogli, comprese le donne incinte. La gente moriva in prigione. E sono rimaste lì per tutta la durata della guerra sotto Churchill, il signor combattente per la libertà. Quindi sì, l’avete fatto nella vostra ultima grande guerra e non vedete l’ora di rifarlo. Non vedete l’ora di diffamare chiunque si opponga a questa guerra definendolo filo-russo, proprio come avete diffamato chiunque fosse contro l’ultima grande guerra definendolo filo-nazista. Siete filo-nazisti! No, solo contro la guerra, che ne dite? Non credo che ci aiuterà. Questo è filo-nazista, filo-russo.

 

Ma questo è il loro primo piano d’azione: mettere in prigione le persone che non sono d’accordo con loro. Oh, okay, quindi tornando al nostro piano per comprendere la realtà, non è un sottoprodotto del piano. È lo scopo del piano. Lo scopo della guerra è cambiare, non l’Iran o la Russia o chiunque altro dicano, no, è cambiare noi. È cambiare le nostre vite.

 

È un cambiamento nel modo in cui il potere viene ripartito nella nostra società. Toglierlo alla popolazione, questo assetto che avevamo chiamato democrazia, e poi in democrazia, ovviamente, non andresti in guerra se la popolazione si opponesse in modo schiacciante perché… Come si potrebbe giustificare? Da dove verrebbe l’autorità per farlo? Ma lo facciamo, non è nemmeno in discussione.

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La gente non lo vuole, a chi importa se lo vuoi o no. Cosa c’entri tu? Stai zitto. Ma ora, chiaramente, il piano è di passare alla fase successiva in cui è tipo, beh, ti mandiamo semplicemente a morire. E a proposito, chiunque ti dica che la coscrizione negli Stati Uniti è totalmente fuori discussione sta mentendo perché è fuori discussione. Difficile credere che possa accadere. Onestamente, è difficile credere che possa accadere. E forse non accadrà, ma hanno già messo in atto i meccanismi per farlo accadere. Ma in Gran Bretagna, sono proprio andati avanti.

 

La Gran Bretagna è una società fallita, governata da persone senza autorità, credibilità e legittimità. E si trovano ad affrontare, di fatto, una rivolta della propria popolazione, del tutto giustificata. La loro risposta non è migliorare la vita delle persone che presumibilmente rappresentano. La risposta è iniziare una guerra che potrebbe concludersi con l’annientamento nucleare, perché non gliene importa niente, perché sono nichilisti, e usare quella guerra per porre fine a tutte le libertà civili nel loro Paese.

 

E se pensate che questo non possa accadere qui, se pensate che non faccia parte di ciò che state vedendo ora, con le raffinerie che saltano in aria in tutto il mondo, dovreste rifletterci più a fondo.

 

Tucker Carlson

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Pensiero

Preghiera dell’equinozio d’autunno

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È arrivato l’equinozio. Oggi il giorno e la notte saranno in equilibrio. Renovatio 21, come sempre, registra l’evento cosmico.   Oggi l’estate 2026 muore per sempre, l’autunno rinasce. Tra meno di un anno, l’estate rinascerà: è la forma ciclica dell’universo, tangibile ed incontrovertibile. Di come questo si rifletta sulle nostre esistenze, lo lasciamo meditare al lettore.   Non sappiamo quanta parte della popolazione – inurbata, immigrata, modernizzata – possa rimanere ancora insensibile a questa magia dell’universo, che sento offerta come un dono continuo. Vivere in una giungla di cemento, tra falsi idoli e la disperazione come rumore di fondo (come da programma della Necrocultura) forse distrugge la sensibilità all’incantesimo e alla meraviglia.   Molti sentono l’autunno come una privazione. È la stagione, ti insegnano da bambino a scuola, dove «cadono le foglie». In realtà, nel profondo, l’autunno pare essere legato all’abbondanza. Il participio latino auctus, da augere («accrescere», «aumentare») unito al suffisso -mnus indicherebbe originariamente la «stagione che accresce». L’autumnus porta a compimento e arricchisce i frutti della terra.   Risalendo ancora più nella profondità degli idiomi terrestri, si rintraccia una radice indoeuropea e più chiaramente sanscrita (av-, au-) legata all’idea del godere, del saziarsi e del favore della natura. Avati, forma base della radice verbale primaria coniugata (presente, terza persona singolare), nei Rig Veda assume anche il significato specifico di «compiacersi di», «gustare con gioia» o «saziare». Āvayati, forma causativa del verbo (derivata sempre da av), in contesti letterari classici sanscriti significa letteralmente «mangiare con gusto», «divorare» o «consumare godendone».   Il lettore può sentire come, dalle vertigini millenarie della storia umana, si può arrivare al latino habere, e all’italiano avere. L’estate, la forza del sole, produce i frutti che noi abbiamo.   Ora, in questo equinozio, riflettiamo su quanto l’ultima estate ci ha dato. Non solo la luce e il caldo, ma una situazione di caos globale che deve, se siamo rimasti esseri umani benevoli e responsabili (cioè, lettori di Renovatio 21), preoccuparci, deve spingerci alla reazione.   Quale sia una prima reazione alla catastrofe mondiale che progredisce inesorabile, lo abbiamo detto: pregare.   Preghiamo il Signore con una preghiera d’equinozio. Signore, riporta anche nel cuore degli uomini l’equilibrio tra la luce e il buio. Signore, permettici di godere dei frutti dell’autunno. Signore, lascia che godiamo ancora del ciclo delle stagioni, della natura stupenda che hai creato per noi, della vita. Signore, riporta la vita in equilibrio con la morte.   Un’ultima cosa. Dobbiamo chiedere al lettore un piccolo aiuto in un momento di difficoltà di Renovatio 21. Per fare in modo che anche questa testata veda il prossimo ciclo.   Potete comprare qualcosa dal nostro shop (dove le maglie crociate sono in sconto al 50% con codice EQ21) o effettuare una donazione con PayPal, sempre specificando la causale: «Sostegno al giornalismo indipendente»   SOSTIENI RENOVATIO 21
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