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Epidemie

Chi è Tedros, il direttore generale dell’OMS?

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Chi è Tedros Adhanom, diretto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità?

 

All’apparenza sembra che il direttore generale dell’OMS abbia agito prontamente e seriamente all’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del coronavirus in Cina. Ha incontrato i leader cinesi per discutere della situazione e il 30 gennaio, dopo il suo discorso a Pechino e le riunioni con il corpo consultivo, Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato che il coronavirus è un’«Emergenza per la Salute Pubblica Mondiale» (PHEIC, Public Health Emergency of International Concern).

Esistono molte questioni ancora aperte sulla diffusione del nuovo Coronavirus (COVID-19)

 

Quello che l’OMS ha fatto, e in particolare le affermazioni del Direttore Generale, lasciano intendere che sia mosso motivazioni ben diverse dalla tutela della salute mondiale.

 

Esistono molte questioni ancora aperte sulla diffusione del nuovo Coronavirus (COVID-19), notato per la prima volta nel dicembre 2019 nella città di Wuhan, Cina centrale.

Oggi, i principali finanziatori dell’OMS sono la Fondazione Gates e la Gavi Alliance per i vaccini. Con le spalle coperte da personaggi del calibro di Gates e Clinton, non sorprende che Tedros sia riuscito, dopo una parentesi come Ministro degli Esteri etiope, ad ottenere la posizione di Direttore Generale dell’OMS, nonostante fosse il primo non medico a ricoprire tale ruolo

 

Intorno al 20 gennaio, gravi casi di disturbi respiratori si erano diffusi a tale velocità da costringere Pechino a prendere decisioni drastiche, tra cui la cancellazione della principale festività, il Capodanno Cinese, e imporre un cordone sanitario intorno a Wuhan, città che conta 11 milioni di abitanti, nel disperato tentativo di arginare qualunque cosa si stesse diffondendo. La quarantena è stata imposta dopo che almeno 5 milioni di residenti erano già in viaggio per far visita ad amici e parenti per la lunga vacanza.

 

Il 28 gennaio Tedros ha incontrato a Pechino il presidente Xi Jinping per discutere la situazione.

 

Il 30 gennaio Tedros ha dichiarato che la situazione del Coronavirus in Cina era da considerarsi una «Emergenza per la Salute Pubblica Mondiale» (PHEIC), ma è trascorsa un’intera settimana prima che fosse decretata la chiusura di Wuhan.

 

Un tale isolamento non si era mai verificato nella storia moderna.

 

Nel giorno in cui Wuhan è stata sigillata dalle autorità, Gauden Galea, rappresentante cinese dell’OMS, ha dichiarato a Reuters: «Il blocco di 11 milioni di persone non ha precedenti nella storia della salute pubblica, quindi per certo non si tratta di una raccomandazione dell’OMS».

«Il blocco di 11 milioni di persone non ha precedenti nella storia della salute pubblica, quindi per certo non si tratta di una raccomandazione dell’OMS»

 

Quando Tedros arrivò in Cina, il Direttore Generale aveva solo parole di encomio per le straordinarie misure adottate dal governo di Pechino per arginare i contagi.

 

Nel quartier generale dell’OMS a Ginevra, Tedros annunciò che la Cina aveva «stabilito un nuovo standard» nella gestione dell’epidemia. «Stanno facendo molto di più di quanto sia richiesto», affermò.

 

Tedros ha asserito che i paesi non possono vietare i viaggi aerei in Cina come precauzione

Poi, inspiegabilmente, ha asserito che i paesi non possono vietare i viaggi aerei in Cina come precauzione. Ha dichiarato: «Non è il momento di giudicare … è il momento della solidarietà, non della stigmatizzazione», rifiutando di appoggiare le limitazioni ai viaggi e ai commerci verso la Cina.

 

Cosa possa significare non è del tutto chiaro, ma stava chiaramente cercando di frenare la risposta mondiale in un momento critico. In qualità di principale autorità sanitaria internazionale, l’OMS influenza in modo considerevole le risposte dei paesi a simili minacce per la salute della popolazione. Questa considerazione rende degna di nota la condanna delle restrizioni dei viaggi aerei verso la Cina. Tutto questo solleva questioni sull’agenda nascosta dell’OMS.

L’OMS influenza in modo considerevole le risposte dei paesi a simili minacce per la salute della popolazione

 

Chi è Tedros dell’OMS

Tedros Adhanom Ghebreyesus venne eletto Direttore Generale dell’OMS nel 2017 al posto della controversa Dr.ssa Margaret Chan di Hong Kong.

 

È il primo africano a dirigere l’agenzia sanitaria e il primo a non essere un medico. Secondo Wikipedia, ha una laurea in biologia conseguita all’Università di Asmara, Eritrea. Dopo la laurea aveva servito in ruoli minori all’interno del Ministero della Sanità durante la dittatura marxista di Mengistu. Dopo la caduta del dittatore nel 1991, Tedros si trasferì nel Regno Unito dove conseguì la specializzazione in Salute delle Comunità all’Università di Nottingham nel 2000 con una dissertazione intitolata «Gli effetti delle dighe nella trasmissione della malaria nella regione del Tigray, Etiopia del nord».

 

Divenne poi Ministro della Salute dal 2005 al 2012 sotto il Primo Ministro Meles Zenawi. Ebbe l’occasione di incontrare l’ex presidente americano Bill Clinton e iniziò una stretta collaborazione con la Clinton Foundation e la Clinton HIV/AIDS Initiative (CHAI). Sviluppò anche una stretta relazione con la Fondazione Bill e Melinda Gates. In qualità di Ministro della Salute, Tedros presiedeva anche il Fondo Globale per la Lotta ad AIDS, Tubercolosi e Malaria, creato insieme alla Fondazione Gates. La storia del Fondo Globale è costellata da scandali di frode e corruzione.

Tedros bbe l’occasione di incontrare l’ex presidente americano Bill Clinton e iniziò una stretta collaborazione con la Clinton Foundation e la Clinton HIV/AIDS Initiative (CHAI). Sviluppò anche una stretta relazione con la Fondazione Bill e Melinda Gates

 

Oggi, i principali finanziatori dell’OMS sono la Fondazione Gates e la Gavi Alliance per i vaccini. Con le spalle coperte da personaggi del calibro di Gates e Clinton, non sorprende che Tedros sia riuscito, dopo una parentesi come Ministro degli Esteri etiope, ad ottenere la posizione di Direttore Generale dell’OMS, nonostante fosse il primo non medico a ricoprire tale ruolo.

 

Nei tre anni di campagna per ottenere il ruolo all’OMS, venne accusato di aver nascosto tre gravi epidemie di colera mentre era Ministro della Salute in Etiopia, minimizzando i casi come “dissenteria liquida acuta” (AWD) – sintomo del colera – nel tentativo di sminuire la portata dell’epidemia, accuse che ha respinto in toto.

 

In qualità di Ministro della Salute, Tedros presiedeva anche il Fondo Globale per la Lotta ad AIDS, Tubercolosi e Malaria, creato insieme alla Fondazione Gates

«Non stigmatizzare … »

Mentre i casi confermati o sospetti di Nuovo Coronavirus negli altri paesi sono aumentati nelle ultime settimane, diverse compagnie aeree hanno adottato precauzioni e temporaneamente cancellato voli da e per la Cina.

 

Tedros, dichiarando ufficialmente che il Nuovo Coronavirus uscito da Wuhan è una “Emergenza per la Salute Pubblica Mondiale” (PHEIC) – nel 2009 l’OMS l’aveva definita una pandemia globale di livello 6 – ha ripetutamente e aspramente criticato i paesi che limitavano o proibivano i viaggi verso la Cina.

 

Il 7 febbraio il China Peoples’ Daily riportava le affermazioni di Tedros, la sua disapprovazione dei divieti di viaggio in Cina, evidenziando che «tali restrizioni possono avere l’effetto di aumentare le paure e le stigmatizzazioni, senza avere effetti benefici sulla salute pubblica

 

La cosa più importante per contenere un’epidemia è riconoscere quanto prima la malattia.

 

Ethiopian Airlines

Ma c’è un paese che non ha cancellato i voli per la Cina: l’Etiopia di Tedros.

 

L’Ethiopian Airlines mantiene le tratte giornaliere provenienti dalle principali città cinesi. All’aeroporto di Addis Abeba ai passeggeri viene effettuato un superficiale controllo della temperatura, misura insufficiente per limitare la diffusione in Africa di un virus patogeno con un periodo di incubazione di 14 giorni. Mentre 59 vettori aerei hanno sospeso i voli per la Cina, l’Ethiopian Airlines insiste nel seguire le direttive dell’OMS e mantiene regolari i voli verso la Cina.

 

Mentre 59 vettori aerei hanno sospeso i voli per la Cina, l’Ethiopian Airlines insiste nel seguire le direttive dell’OMS e mantiene regolari i voli verso la Cina

L’ingresso principale per l’Africa è l’Etiopia. I cinesi hanno costruito un nuovo aeroporto ad Addis Abeba ed è il «collegamento» per i viaggiatori tra paesi africani come lo Zambia e la Cina. Il Bole International Airport in Etiopia conta almeno 1500 passeggeri al giorno provenienti dalla Cina. Si stima che i lavoratori cinesi che lavorano in Africa, tra Zambia e Nigeria, siano circa un milione, e l’Etiopia di Tedros è l’entrata principale.

 

Il problema è che l’Etiopia è un paese estremamente povero e, come la maggior parte del continente africano, non è preparato a gestire la diffusione del coronavirus.

I cinesi hanno costruito un nuovo aeroporto ad Addis Abeba ed è il «collegamento» per i viaggiatori tra paesi africani come lo Zambia e la Cina

 

Nonostante i cittadini abbiano protestato contro la prosecuzione dei rischiosi viaggi da e verso la Cina, il governo continua a usare le affermazioni dell’OMS e di Tedros per restare in affari.

 

Un segnale allarmante è che il primo caso confermato di cCoronavirus in Botswana è uno studente africano proveniente dalla Cina su in volo della Ethiopian Airlines.

 

Con 1500 passeggeri cinesi che transitano ogni giorno dall’aeroporto internazionale di Bole, il sistema sanitario dell’Etiopia non è in grado di adottare le dovute precauzioni. È uno dei paesi più poveri dell’Africa uscito da decenni di guerra civile. Il principale investitore è la Cina, che considera l’Etiopia come il fulcro africano della strategia di investimenti per la nuova Via della Seta.

 

Il principale investitore è la Cina, che considera l’Etiopia come il fulcro africano della strategia di investimenti per la nuova Via della Seta

È per non mettere a repentaglio le relazioni economiche che Tedros, come direttore dell’OMS, non fa pressione sulla compagnia di bandiera affinché adotti precauzioni a breve termine dichiarando la sospensione dei voli da e verso la Cina? Quando venne eletto all’OMS, Tedros era membro dell’ufficio politico del Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray, che aveva governato l’Etiopia con il pugno di ferro dal 1991. Oggi è più preoccupato della salute finanziaria dell’Ethiopian Airlines e del futuro degli investimenti cinesi nel suo paese per i suoi alleati di partito che dei principi preventivi a tutela della salute pubblica durante una crisi internazionale che è fuori controllo?

 

Nei giorni scorsi, comunque, Tedros ha mostrato segni di preoccupazione, notando che l’OMS ha registrato «eventi preoccupanti» di diffusione del virus tra persone che non avevano viaggiato in Cina, asserendo che «potrebbe trattarsi della scintilla che scatena un incendio». Dobbiamo vedere da vicino se questo si tradurrà in un cambiamento delle politiche dell’OMS, non solo per i voli da e per la Cina dell’Ethiopian Airlines.

 

 

William Engdahl

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

Questo articolo , tradotto e pubblicato da Renovatio 21 con il consenso dell’autore, è stato pubblicato in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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Epidemie

Il CDC chiude i laboratori con scimmie tra i timori della tubercolosi

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Il CDC, l’ente nazionale USA per il controllo epidemico, porrà fine a ogni indagine su primati non umani svolta nelle sue sedi, costituendo la prima occasione dal ritiro degli scimpanzé da parte dei National Institutes of Health nel 2015 in cui un’agenzia sanitaria federale di primo piano ha decretato la cessazione totale di un proprio protocollo interno sulle scimmie. Lo riporta la rivista Science.

 

Tale determinazione coinvolge approssimativamente 200 macachi alloggiati nel complesso di Atlanta dei CDC. Un portavoce dell’agenzia ha attestato a Bloomberg che si sta approntando un programma di smantellamento, pur astenendosi dal delineare scadenze precise o sul destino degli esemplari.

 

La scelta matura all’indomani di lustri di contestazioni da parte di associazioni per la tutela animale e taluni ricercatori, i quali lamentano che i paradigmi su scimmie abbiano generato un apporto traslazionale scarso, soprattutto nella elaborazione di sieri anti-HIV, ove decine d’anni di analisi su primati non hanno ancor prodotto un rimedio omologato. I CDC hanno invocato tanto sensibilità etiche quanto un viraggio tattico verso opzioni antropomorfe, come sistemi organ-on-a-chip, colture cellulari evolute e simulazioni algoritmiche, quali elementi cardine della risoluzione.

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In via distinta, i CDC hanno affrontato episodi di vulnerabilità biosicurezza legati a primati importati. Archivi interni scrutinati dall’organizzazione animalista PETA rivelano che, dal 2021 al 2024, i vagli di quarantena hanno smascherato 69 episodi di tubercolosi nei macachi in transito, con ulteriori 16 occorrenze scoperte post-liberazione verso i laboratori.

 

«La PETA ha allertato i CDC sin dal 2022 che il loro circuito di importazione di scimmie configura una mina vagante per la tubercolosi», ha dichiarato la dottoressa Lisa Jones-Engel, consulente scientifico per la sperimentazione sui primati della PETA. «Nondimeno, la loro ostinata miopia ha consentito a un pericolo biosicuro manifesto di infiltrarsi negli Stati Uniti. Invitiamo i CDC a interrompere l’afflusso di scimmie nei laboratori, a tutela della salute collettiva, della validità scientifica e degli stessi primati».

 

La dismissione progressiva si allinea a iniziative federali più estese per comprimere la sperimentazione su animali. Ratificato nel 2022, il Modernization Act 2.0 della Food and Drug Administration (FDA) ha soppresso l’esigenza di prove animali preliminari alla sperimentazione umana, mentre NIH, EPA e FDA hanno esteso gli stanziamenti per metodiche prive di impiego animale.

 

«Questa svolta è epocale. Per la prima volta, un ente statunitense opta per una scienza contemporanea e umana anziché per un apparato obsoleto di test su scimmie», ha esultato Janine McCarthy, direttrice facente funzioni delle politiche di ricerca al Physicians Committee for Responsible Medicine. «Ora i CDC dovrebbero destinare quei budget alla ricerca antropocentrica e assicurare che queste scimmie siano ricollocate in santuari per il resto dei loro giorni».

 

«I CDC hanno appena trasmesso un segnale all’intero ecosistema biomedico: l’epoca degli esperimenti su scimmie è conclusa», ha soggiunto McCarthy.

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Epidemie

L’Etiopia segnala sei decessi a causa della diffusione del virus Marburg

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Il conteggio delle vittime causate dall’epidemia di virus Marburg in Etiopia è giunto a sei, ha reso noto mercoledì il Ministero della Salute nazionale.   In un comunicato, l’ente ha precisato che 73 sospetti sono stati sottoposti a screening dall’Istituto di Sanità Pubblica Etiope (EPHI), con cinque ammalati tuttora in trattamento. Le istituzioni hanno inoltre indicato che 349 contatti sono stati rintracciati, di cui 119 hanno ultimato la fase di sorveglianza.   Il 15 novembre, i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC) hanno reso pubblico che l’Etiopia ha ufficialmente accertato il suo primo episodio di Marburg, a seguito di analisi di laboratorio che ne hanno identificato la presenza nella zona meridionale della nazione.   Le componenti sanitarie hanno riferito di aver predisposto strutture di quarantena nelle zone interessate, di aver schierato team medici specializzati e di aver approntato forniture vitali per potenziare le cure ai colpiti. Sono stati intensificati i controlli negli scali aerei, ai posti di confine e in ulteriori accessi al territorio.   «In aggiunta, l’Etiopia è in sinergia con nazioni che hanno già fronteggiato focolai di Marburg, al fine di condividere know-how, trarre lezioni dal loro vissuto e reperire terapie nonché vaccini», recita il documento.   Scoperto per la prima volta nel 1967 in occasione di focolai in Germania e Serbia, il virus Marburg provoca una febbre emorragica acuta e diffusissima, affine all’Ebola. Tra i segni clinici figurano nausea, conati di vomito, infiammazione alla gola e fitte addominali intense, con forme critiche che sfociano in sanguinamenti interni e decesso. Il contagio si propaga via contatto ravvicinato con liquidi organici infetti o oggetti infetti.

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Sul finire della settimana scorsa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rilevato che «l’Etiopia sta gestendo crisi sovrapposte e svariati focolai, come colera, morbillo e dengue, che riducono drasticamente le risorse del sistema sanitario».   Tale emergenza si inserisce in un contesto di plurime crisi igienico-sanitarie che attanagliano l’Africa. Lunedì, il Ministero della Salute e dei Servizi Sociali namibiano ha denunciato un’epidemia di febbre emorragica Congo-Crimea (CCHF) nella regione di Khomas. La patologia rappresenta un’infezione virale veicolata da zecche, che induce febbre acuta repentina, dolori muscolari marcati e, nelle fasi terminali, emorragie interne.   Il continente è pure alle prese con la più grave escalation di colera degli ultimi 25 anni, con più di 300.000 episodi sospetti e accertati e oltre 7.000 lutti annotati nel 2025.   Come riportato da Renovatio 21, ad inizio anno la Tanzania aveva negato, nonostante le dichiarazioni OMS, lo scoppio di un focolaio del virus di Marburgo.   Il Ruanda ha confermato di recente che i pipistrelli sono la probabile fonte dei primi casi registrati del virus di Marburgo.   Nel 2023, la Tanzania e la Guinea Equatoriale hanno segnalato casi di malattia, dopo i focolai in Ghana nel 2022 e in Uganda nel 2017.   Come riportato da Renovatio 21, vi era stato allarme alla stazione di Amburgo pochi mesi fa quando due persone provenienti dal Ruanda avevano mostrato dei sintomi mentre erano in treno. La banchina di arrivo del treno era stata quindi isolata dalle autorità tedesche.   Come riportato da Renovatio 21, l’OMS aveva dichiarato il focolaio di Marburg in Ghana, per poi convocare una riunione «urgente» sulla diffusione del virus.   La Russia sta sviluppando un vaccino contro il morbo.  

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Immagine di NIAID via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Epidemie

Boris Johnson sotto inchiesta per le morti COVID

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Un devastante rapporto ufficiale dell’inchiesta pubblica britannica sulla gestione della pandemia ha stabilito che i governi centrali e devolved del Regno Unito hanno fallito clamorosamente nella risposta al Covid-19, provocando migliaia di morti evitabili.

 

Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno agito «troppo poco e troppo tardi»: misure tempestive come autoisolamento, quarantena domiciliare e distanziamento sociale avrebbero potuto salvare fino a 23.000 vite, secondo i modelli citati.

 

Le amministrazioni locali si sono mostrate eccessivamente dipendenti da Westminster, mentre il governo di Boris Johnson è stato descritto come dominato da una «cultura tossica e caotica». Le decisioni cruciali sono state spesso monopolizzate o paralizzate dalla cerchia ristretta del premier.

 

L’ex giudice Heather Hallett, che ha presieduto l’inchiesta, ha denunciato «comportamenti destabilizzanti» da parte di figure chiave, tra cui Dominic Cummings, accusando Johnson di non averli contrastati e, in alcuni casi, di averli «incoraggiati attivamente». Ne è derivata un’atmosfera in cui «le voci più forti prevalevano e le opinioni degli altri colleghi, soprattutto delle donne, venivano sistematicamente ignorate», compromettendo la qualità delle scelte.

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Problemi analoghi sono emersi in Scozia, dove il dibattito politico è stato indebitamente ristretto, e in Irlanda del Nord, dove la frammentazione istituzionale e i contrasti tra partiti hanno ostacolato la risposta.

 

Il rapporto sottolinea inoltre come le ripetute violazioni delle regole COVID da parte di funzionari e consulenti – culminate nello scandalo «Partygate» a Downing Street nel 2020-2021 – abbiano minato irreparabilmente la fiducia dei cittadini, infliggendo a Johnson danni politici fatali e contribuendo alle sue dimissioni anticipate nel 2022.

 

Durante il lockdown (che fu inflitto in forma molto intensa ai cittadini britannici) emersero articoli su festini, con tracce di cocaina, del suo governo. Johnson dapprima aveva rifiutato i lockdown, dopo, persuaso da scenari apocalittici elaborati da enti come l’Imperial College e da un’intubazione in ospedale dopo aver lui stesso contratto il COVID, è stato visto ospitare il miliardario vaccinale mondialista Bill Gates.

 

Il recente libro di memorie di Johnson ha fatto rivelazioni interessanti, come il progetto di invadere l’Olanda con un commando militare per sequestrare i preziosi vaccini AstraZeneca, la microspia trovata nel suo water dopo una visita di Netanyahu nonché l’ammissione che il COVID è «interamente artificiale» e fuggito dal laboratorio di Wuhano.

 

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Immagine di Governo do Estado de São Paulo via Wikimedia pubblicata su licenza

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