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Caso Colombari: il green pass può aumentare i contagi?

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Il green pass può aumentare il contagio di COVID-19?

 

È la domanda, logica, che sorge dal recente caso recente di Martina Colombari

 

La bella showgirl Martina Colombari, ex Miss Italia, in un’intervista al Corriere della Sera racconta di essersi accorta, grazie ad un tampone fatto per girare un film, di essere positiva al COVID. Il problema è che aveva fatto le due dosi del vaccino. Era quindi, teoricamente, «completamente» immunizzata.

 

Lungi dal fermare il contagio, il green pass può potenzialmente moltiplicarlo

La riccionese racconta di avere avvertito i sintomi del raffreddore mentre si trovava dalla famiglia in Romagna, ma non si è preoccupata perché «ho fatto la seconda dose di vaccino due mesi fa». Motivo per cui continua a fare la vita di sempre, girando e incontrando persone: il green pass vaccinale serve per dare questa libertà.

 

Lo scorso venerdì, dopo essersi sottoposta ad un tampone molecolare per le riprese di un film, scopre di essere positiva. L’attrice si mette in isolamento e comincia «un giro di messaggi con tutte le persone che ho visto». Viene detto che sarebbero interessati anche due ristoranti: né questi né Colombari hanno alcuna colpa, perché a certificare l’immunità c’era un documento dello Stato, il green pass.

 

Il sito del giornalista Nicola Porro si occupa del caso e tira le conclusioni logiche necessarie.

 

«Com’è possibile sia successo? Semplice: ovunque Colombari andasse la facevano entrare perché poteva esibire quel green pass che gli esperti “indicano come una specie di via libera“».

 

«Questo dimostra, se davvero ve ne fosse ancora il bisogno, che il lasciapassare non serve a bloccare l’epidemia. Tutt’altro. È uno strumento surrettizio per costringere alla vaccinazione, chiaro, ma nient’altro».

Quindi, lungi dal fermare il contagio, il green pass può potenzialmente moltiplicarlo.

 

«Nessuno si è posto il problema che il vaccinato potesse essere comunque positivo. E infatti, lasciata libera dal passaporto verde, Martina in realtà stava portando a spasso il virus. Se non avesse lavorato per il cinema o per la tv, ma per una normale azienda, il tampone “extra” non lo avrebbe fatto (“tanto ho il green pass”) e avrebbe partecipato da infetta a chissà quanti altri incontri sociali».

 

Il certificato verde è «ininfluente dal punto di vista epidemiologico, può anzi essere potenzialmente dannoso: apre le porte della socialità a tutti i vaccinati, pure quelli infetti. Potenziali “bombe” virologiche, col bollino del green pass».

«Questo dimostra, se davvero ve ne fosse ancora il bisogno, che il lasciapassare non serve a bloccare l’epidemia. Tutt’altro. È uno strumento surrettizio per costringere alla vaccinazione, chiaro, ma nient’altro».

 

Il certificato verde è «ininfluente dal punto di vista epidemiologico, può anzi essere potenzialmente dannoso: apre le porte della socialità a tutti i vaccinati, pure quelli infetti. Potenziali “bombe” virologiche, col bollino del green pass».

 

C’è da ricordare, simmetrico, il caso della cantante Mietta, che ha dovuto rinunciare ad essere presente ad un programma TV a causa dell’infezione COVID. Contro Mietta, non vaccinata, si è scatenata una vera «caccia alle streghe», con tanto di virologo inquisitore che la interroga, via social, su quali sono i motivi del suo mancato inchino al dogma vaccinale. La privacy, sì. è un miraggio lontano, perfino per i VIP.

 

 

 

 

Immagine di Bruno Cordiali via Flickr pubblicate su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

Vaccini

Il governo giapponese cauto sui vaccini ai ragazzi: «possibili gravi effetti collaterali»

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Il ministero della salute giapponese ha ufficialmente segnalato l’infiammazione del muscolo cardiaco e del rivestimento esterno del cuore nei maschi più giovani come possibili gravi effetti collaterali dei vaccini mRNA Moderna e Pfizer. Lo riporta l’emittente pubblica nipponica NHK.

 

Tokyo sostiene che a partire dal 14 novembre, su ogni milione di maschi che hanno ricevuto il vaccino Moderna, effetti collaterali sono stati segnalati in 81,79 maschi di età compresa tra 10 e 19 anni e 48,76 maschi di età compresa tra 20 e 20 anni.

 

Le cifre erano rispettivamente 15,66 e 13,32 per coloro che avevano il vaccino Pfizer.

 

Il ministero ha tenuto sabato un gruppo di esperti e ha proposto di avvertire del rischio stampando «gravi effetti collaterali» sui documenti allegati ai vaccini.

 

«Richiederà inoltre agli ospedali di segnalare in dettaglio gli incidenti che coinvolgono persone che hanno sviluppato i sintomi entro 28 giorni dalla vaccinazione, secondo la legge» scrive NHK.

 

Il Giappone va così a sommarsi alla quantità di Paesi – in partenza gli scandinavi – che hanno limitato l’uso di alcuni vaccini ai giovani temendo la grave reazione avversa della miocardite.

 

A fine estate si erano avuti nel Paese due morti dopo la vaccinazione che avevano causato la sospensione di 2,6 milioni di dosi del vaccino Moderna. Le autorità sanitaria dissero che le fiale erano contaminate «con un metallo che reagisce al magnete».

 

Secondo l’agenzia Reuters, il vaccino COVID dovrebbe essere esteso ai bambini giapponesi dai 5 agli 11 anni entro febbraio. Salvo ripensamenti da parte del governo edochiano.

 

 

 

 

 

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Vaccini

Quando muore un «no-vax» vaccinato con due dosi

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Il quotidiano La Stampa, quello del «vogliamo i colonnelli» con la siringa, non finisce mai di stupirci.

 

In un articolo del 6 dicembre 2021 intitolato «Malato di COVID rifiuta le cure e muore in casa a Padova. I vicini: era No Vax» ci rivela un fatto nuovo ed interessante.

 

Un signore padovano, positivo al COVID, avrebbe rifiutato cure ospedaliere e sarebbe morto perché, a quanto dicono i vicini di casa, era no-vax.

 

Rileggiamo: «l’uomo era vaccinato, ad agosto aveva fatto la seconda dose». Sì: un antivaccinista vaccinato a doppia iniezione

Mentre ci aspettiamo l’ennesimo pistolotto sull’importanza della terza e di chissà quante altre dosi, ecco che si viene presi da sconcerto leggendo queste parole: «Stando a fonti ospedaliere, l’uomo era vaccinato, ad agosto aveva fatto la seconda dose».

 

Rileggiamo: «l’uomo era vaccinato, ad agosto aveva fatto la seconda dose». Sì: un antivaccinista vaccinato a doppia iniezione.

 

O si tratta dell’ennesima assurdità contradditoria che mostra come, nella tragica situazione in cui viviamo, al grottesco non ci sia mai fine oppure lo storico quotidiano torinese, tra le righe e quasi subliminalmente, ci sta dicendo qualcosa.

 

Che ci stia informando del fatto che con due sole dosi presto nessuno avrà il diritto di far parte della popolazione «supergreenpassata»? Del resto lo sapevamo già da un po’

 

La Stampa con questo articolo potrebbe invece volerci dire qualcosa di ancora più importante ossia, come dichiarato dal politico australiano Howard Gunner, premier dello Stato dei Territori del Nord (quello dove sono attivi i lager COVID):

 

«Se sei anti-obbligo, sei assolutamente no vax. Non mi interessa quale sia il tuo stato vaccinale. Se tu sostieni o dai il via libera a chiunque discuta contro il vaccino, tu sei assolutamente un no vax, il tuo stato vaccinale diventa irrilevante».

 

Se sei anti-obbligo vaccinale o addirittura se ti vuoi curare da solo, se sei schivo, se sei solitario, se non vai d’accordo con i vicini sei un potenziale no-vax.

 

È nato dunque il «no-vax» come archetipo di «cattivo» eternamente spendibile, uno spauracchio, un mostro che ti salta addosso da un palazzo diroccato come in un vecchio videogioco arcade o peggio una categoria all’origine di tutti i mali della Nazione

È nato dunque il «no-vax» come archetipo di «cattivo» eternamente spendibile, uno spauracchio, un mostro che ti salta addosso da un palazzo diroccato come in un vecchio videogioco arcade o peggio una categoria all’origine di tutti i mali della Nazione, un capro espiatorio su cui concentrare tutte le ire del popolo vaccinato e assetato di spritz, da sacrificare al momento opportuno.

 

Del resto è già da un po’ che gli aiuto cuochi di chi fa «le pentole ma non i coperchi» stanno indicando la via, che è quella sovietica: il dissidente è fuori dalla legge, ma è anche e soprattutto, pazzo. 

 

 

Nicolò Volpe

 

 

 

Immagine di AlphaDoggo01 via NewsGrounds pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-NC-SA 3.0)

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Neonati ospedalizzati dopo il vaccino COVID

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Due bambini brasiliani sono finiti in ospedale dopo che un’infermiera ha confuso le fiale e ha iniettato loro erroneamente il vaccino Pfizer anti COVID invece dei vaccini pediatrici. Lo riportamo RT e CNN Brasil.
 

Lo scioccante caso di malsanità mRNA è stato riportato per la prima volta dai media e confermato ufficialmente domenica dalla Prefettura di Sorocaba, nello stato brasiliano di San Paolo.

 

Un’infermiera ha confuso le fiale e ha iniettato loro erroneamente il vaccino Pfizer anti COVID invece dei vaccini pediatrici

Mercoledì scorso una bambina di due mesi e un bambino di quattro mesi erano arrivati ​​in una struttura medica della zona per farsi le iniezioni del vaccino pentavalente per difterite, pertosse, tetano, epatite B e Haemophilus influenzae B (Hib).

 

Tuttavia, poco dopo essere tornati a casa, i bambini hanno sviluppato la febbre alta, vomitato e si sono rifiutati di bere latte. Le medicine somministrate loro dai genitori non è riuscita a migliorare le loro condizioni.

 

Le famiglie sono state poi contattate dal segretario alla salute di Sorocaba, Vinicius Rodrigues, che le ha informate che era stato commesso un errore e ai bambini è stato iniettato il vaccino contro il COVD-19.

 

Poco dopo essere tornati a casa, i bambini hanno sviluppato la febbre alta, vomitato e si sono rifiutati di bere latte. Le medicine somministrate loro dai genitori non è riuscita a migliorare le loro condizioni

«La mia vita è stata capovolta», ha detto la madre della ragazza alla CNN Brasile nel momento in cui ha appreso la notizia.

 

I bambini sono stati ricoverati nella tarda serata di giovedì nell’ospedale locale Gpaci.

 

Secondo quanto riferito, ora starebbero meglio, ma non potranno tornare a casa per un po’ di tempo. Le autorità locali hanno contattato Pfizer e gli è stato detto che i bambini dovevano essere monitorati per i prossimi 10-15 giorni.

 

Il bimbo e la bimba sono ora sottoposti a test ogni 48 ore, con prelievi di sangue ed eseguiti esami ecografici ed ECG

Il bimbo e la bimba sono ora sottoposti a test ogni 48 ore, con prelievi di sangue ed eseguiti esami ecografici ed ECG. Finora non sono state riscontrate complicazioni che potrebbero essere state causate dal vaccino contro il COVID-19. I due riceveranno anche i loro vaccini pentavalenti mentre sono in ospedale.

 

Il personale sanitario ha scoperto che ai bambini bambini è stata somministrato il vaccino il giorno dopo le iniezioni mentre stavano controllando le loro scorte di vaccini.

 

L’infermiera responsabile ha detto di aver confuso le fiale perché sembravano troppo simili. Era stata sospesa in attesa delle indagini.

 

 

 

 

Immagine d’archivio

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