Persecuzioni
Bombay, indagato politico induista che «ricompensa» atti violenti contro cristiani
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Gopichand Padalkar, del del Maharashtra Legislative Assembly, in un comizio aveva deriso le basi della fede cristiana e promesso denaro per attacchi contro fedeli. Egli avrebbe anche collegato il suicidio di una donna a Jalna a presunte «conversioni forzate». Per settimane, nonostante proteste e reclami, la magistratura si era rifiutata di aprire un fascicolo.
Dopo settimane di polemiche scatenate da commenti denigratori e di odio a sfondo confessionale, l’Alta Corte di Mumbai ha avviato ieri un contenzioso di interesse pubblico (PIL) contro Gopichand Padalkar, esponente del BJP e membro del Maharashtra Legislative Assembly (la Camera bassa).
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A determinare l’azione giudiziaria tramite PIL – strumento che consente a individui o gruppi di intentare cause su questioni di ampia interesse pubblico senza aver subito un danno personale diretto – i «discorsi denigratori» del politico esponente del partito del premier Narendra Modi. La petizione sostiene che Padalkar abbia fatto dichiarazioni «incendiarie» collegando il suicidio di una donna alle conversioni religiose forzate da parte di missionari (evangelici) cristiani, deridendo le basi della fede e offrendo «ricompense» per «atti di violenza» contro esponenti della minoranza.
La petizione presentata dall’attivista Melwyn Fernandes, con sede a Thane, afferma che il 17 giugno, durante un comizio pubblico a Kupwad, Sangli, il politico del BJP ha rilasciato dichiarazioni incendiarie e di natura settaria.
In particolare, Gopichand Padalkar avrebbe collegato il suicidio di una donna di Jalna avvenuta il 6 giugno alle presunte «conversioni religiose forzate» da parte del clero cristiano. Secondo i querelante, queste accuse costituiscono un abuso di potere pubblico e sono un «tentativo malizioso di diffamare la comunità cristiana, fomentare la discordia tra le comunità e usurpare il ruolo delle autorità investigative, minando così lo Stato di diritto».
Un video del discorso del membro dell’Assemblea legislativa è di dominio pubblico su piattaforme online come YouTube, social network e notiziari; nel filmato Padalkar avrebbe affermato che erano previste «ricompense» per chi picchiava i cristiani che praticavano conversioni religiose e per chi uccideva i sacerdoti. Il politico BJP, proveniente dal collegio elettorale Jat nel distretto di Sangli, avrebbe continuato a fare commenti – si legge nell’istanza – che «fomentavano divisioni tra le comunità, alimentando così l’odio e la sfiducia nei confronti della minoranza religiosa».
Il deputato avrebbe anche «deriso i principi fondamentali della fede cristiana ridicolizzando le sacre credenze religiose». «Se Gesù può davvero compiere miracoli, che mi rimuova dal mio incarico, allora vi ascolterò. Ma lui non fa nulla. Allora» ha detto Padalkar «perché tutte queste proteste?».
Il firmatario sostiene che, nonostante l’indignazione pubblica diffusa e le proteste pacifiche di oltre 5 mila cristiani e altre persone interessate in tutto il Maharashtra, compresa Mumbai, le autorità non hanno avviato un’azione penale d’ufficio contro Padalkar e i suoi sostenitori. «Questa inazione» afferma l’attivista Melwyn Fernandes «riflette l’apatia istituzionale, favorisce l’impunità politica e mina la fiducia del pubblico nella costituzione, nella governance e nello Stato di diritto».
«Le dichiarazioni» aggiunge «hanno il pericoloso potenziale di radicalizzare individui economicamente e socialmente vulnerabili, incitare alla violenza di massa e disturbare l’armonia comunitaria, in particolare nei confronti delle minoranze cristiane».
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I promotori del PIL chiedono al tribunale di ordinare allo Stato di registrare un primo rapporto informativo (FIR) contro Padalkar ai sensi delle sezioni 153A (promozione dell’inimicizia tra gruppi), 196 (promozione dell’inimicizia basata sulla religione, ecc.), 351 (intimidazione criminale), 74 (aggressione contro le donne) 352 (violazione intenzionale della pace) e altre disposizioni pertinenti del Bharatiya Nyaya Sanhita, 2023, per «discorsi provocatori che costituiscono una grave minaccia all’armonia comunitaria, ordine pubblico ed etica laica sancita dalla Costituzione indiana».
Infine, sempre nel Maharashtra è di questi giorni la notizia secondo cui i dalit (fuori casta) che si convertono a cristianesimo o islam perderanno privilegi e prerogative concessi alle scheduled castes, le cosiddette «caste riconosciute». Lo ha dichiarato il Chief Minister Devendra Fadnavis, che ufficializza l’applicazione di una sentenza della Corte suprema in materia del novembre dello scorso anno. I benefici, spiega, saranno garantiti solo ai dalit buddisti, indù e sikh, escludendo quelli di fede cristiana e musulmana che rischiano una ulteriore emarginazione.
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Immagine screenshot da YouTube
Persecuzioni
Tucker Carlson scopre le persecuzioni israeliane contro i cristiani
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Persecuzioni
La Turchia usa la pianificazione urbana contro il cristianesimo
Dietro i grandi progetti di modernizzazione della Turchia e i piani di sviluppo urbano per il 2026 si nasconde una realtà ancora più oscura per le minoranze religiose. Secondo un recente rapporto, Ankara sta ora utilizzando la pianificazione urbana come strumento di «persecuzione soft» per emarginare, indebolire e persino espropriare le storiche istituzioni cristiane.
Sulla cartolina, i paesaggi sono magnifici e la Turchia è pubblicizzata come uno stato laico e tollerante. I numeri raccontano una storia ben diversa: in un secolo, la popolazione cristiana si è ridotta dal 20% ad appena lo 0,2%. Oggi, questa erosione non è più causata dalla forza bruta, ma dalla sottigliezza dei codici urbanistici e dei regolamenti urbanistici.
«Zonizzazione»: un labirinto amministrativo selettivo
Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace. Le autorità utilizzano norme tecniche – altezze dei soffitti, quote di parcheggio o standard di sicurezza – per respingere sistematicamente le richieste di ristrutturazione o costruzione da parte delle comunità cristiane.
Ad Ankara, ad esempio, le richieste della comunità cattolica caldea sono state ripetutamente respinte per motivi puramente tecnici, che non sembrano mai applicarsi alle moschee o ai complessi commerciali limitrofi.
Come sottolinea l’esperto di urbanistica Turgut Tatlılıoglu, «le normative possono sembrare neutrali sulla carta, ma la loro applicazione è chirurgica». Le chiese sono soggette a standard impossibili da rispettare nelle aree urbane densamente popolate, condannando gli edifici storici a un degrado irreparabile a causa della mancanza di permessi di lavoro.
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L’altra tattica, più radicale, prevede la rizonizzazione dei terreni appartenenti alle fondazioni cristiane. Designando un appezzamento di terreno come «spazio verde» o «zona di pubblica utilità», il comune priva la fondazione proprietaria del suo uso religioso o economico. Così, a Istanbul, le fondazioni armene e greche hanno visto i loro terreni trasformarsi in parchi virtuali sulle mappe catastali.
Perdendo l’uso commerciale di questi terreni (spesso bar o negozi i cui ricavi finanziano scuole e chiese), queste istituzioni si ritrovano finanziariamente prosciugate. E una volta che il terreno viene riclassificato, lo Stato ha un diritto di prelazione o può procedere con l’espropriazione entro cinque anni, spesso convalidata dai tribunali in nome del «turismo» o della «riduzione della densità urbana». Tanto machiavellico quanto inarrestabile.
Questa «ingegneria demografica» attraverso l’architettura fa parte di un programma politico più ampio. In regioni come il Sud-Est (Mardin), decine di chiese e monasteri siro-ortodossi sono stati trasferiti sotto il controllo del Tesoro di Stato o della Presidenza degli Affari Religiosi (Diyanet), cancellando gradualmente il carattere cristiano di queste terre ancestrali.
La visita di papa Leone XIV in Turchia nel 2025 sembra già storia antica e le nobili dichiarazioni d’intenti sulla pace tra le religioni sono svanite nelle sabbie dell’Anatolia.
Sul campo, la realtà è ben diversa e se le pietre potessero parlare, direbbero che l’attuale pianificazione urbanistica turca non mira a costruire una città comune, ma piuttosto a completare, attraverso piani e compassi, ciò che i seguaci di Maometto iniziarono con la spada.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Alexxx1979 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Persecuzioni
Tucker Carlson detenuto in Israele
Greetings from Israel. pic.twitter.com/1uBWvqBNST
— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) February 18, 2026
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Tucker Carlson is a chickenshit.
The guy who’s been spouting lies about Israel for the past two years, landed today at Ben Gurion airport, took a quick picture in the logistics zone, tweeted it to pretend he’s actually IN Israel (so he can later claim that he’s a serious… https://t.co/ZWZ8aY7BAG — Naftali Bennett נפתלי בנט (@naftalibennett) February 18, 2026
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