Oligarcato
Bill Clinton sarà nominato nella causa Epstein
L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton sarà identificato come «John Doe 36» (espressione utilizzata dalla giustizia USA per l’anonimato delle persone coinvolte in un crimine) in una serie di documenti giudiziari riguardanti il defunto pedofilo Jeffrey Epstein, ha riferito ABC News. La relazione di Clinton con il ricco pedofilo è stata oggetto di un attento esame dopo l’arresto di Epstein nel 2019.
Centinaia di pagine di documenti oscurati verranno declassificati e rilasciati martedì, a seguito di un ordine del giudice di Manhattan Loretta Preska a dicembre. I documenti derivano da una causa civile del 2015 intentata contro l’ex madame di Epstein, Ghislaine Maxwell, da Virginia Giuffre, la quale sosteneva di aver subito abusi sessuali e traffico di esseri umani dalla coppia.
Secondo la ABC, Clinton è menzionato più di 50 volte nei documenti. Si dice che la maggior parte delle menzioni riguardino i tentativi falliti di Giuffre di costringere Clinton a testimoniare contro Epstein e Maxwell, con la ABC che afferma che i file non implicano Clinton in alcuna attività criminale.
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Nei documenti verranno nominati più di 170 altri individui, precedentemente indicati come «John Doe» e «Jane Doe». Si prevede che alcuni siano dipendenti del defunto molestatore sessuale, come autisti e guardiani della sua isola privata di Little Saint James, nonché soci di alto profilo come il miliardario della tecnologia Bill Gates e il principe Andrea britannico.
«I nomi di più di 170 persone – conosciute in precedenza solo come John e Jane Doe – con legami con Epstein dovrebbero essere rivelati nei documenti dopo che il giudice federale di Manhattan Loretta Preska ha stabilito poco prima di Natale che sarebbero stati aperti nel nuovo anno», riporta il New York Post. «A causa delle vacanze di Capodanno, i documenti dovrebbero essere pubblicati a partire dal 2 gennaio».
«Ci si aspetta che molti accusatori e presunte vittime vengano nominati, insieme a persone che hanno lavorato per Epstein nel corso degli anni, facevano parte della sua cerchia ristretta o presumibilmente hanno partecipato ai suoi crimini» continua il giornale neoeboraceno.
Epstein era stato incarcerato nel 2008 per aver adescato un bambino alla prostituzione. È stato nuovamente arrestato nel 2019 e accusato di aver abusato sessualmente di dozzine di ragazze minorenni, tra cui Giuffre, ma è stato trovato morto nella sua cella di Manhattan prima che potesse essere processato. La sua morte è stata ufficialmente dichiarata un suicidio. Pochissime persone al mondo credono a questa versione dei fatti.
Clinton ha rilasciato una dichiarazione nel 2019 affermando di «non essere mai stato a Little Saint James Island», dove si ritiene siano avvenuti alcuni dei peggiori reati di Epstein, e che «non sa nulla» dei crimini di Epstein. Tuttavia, Giuffre ha affermato di aver visto Clinton sull’isola più volte, così come un membro dello staff di Epstein e uno degli ex aiutanti di Clinton.
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I registri di volo mostrano che Clinton ha viaggiato a bordo del jet di Epstein – un Boeing 727 soprannominato «Lolita Express» – almeno 26 volte, secondo quanto riferito senza i suoi accompagnatori di sicurezza in almeno cinque viaggi. Nella sua dichiarazione del 2019, Clinton ha ammesso di aver fatto quattro viaggi a bordo del «Lolita Express», ma di non aver visitato l’isola.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa emersero imbarazzanti foto di Bill Clinton assieme ad Epstein e il suo entourage. Ha fatto scalpore inoltre la foto al matrimonio di Chelsea Clinton che mostra Ghislaine Maxwell, che si dice pure fosse amante di Bill, tra gli invitati. È stato ricostruito dai registri che Epstein e la Maxwell avrebbe visitato la Casa Bianca dei Clinton decine di volte.
Il caso di Giuffre contro Maxwell si è concluso nel 2017 con un accordo extragiudiziale, così come una causa intentata contro il principe Andrea nel 2021, sostenendo che era stata consegnata al principe da Epstein e Maxwell. Il procedimento penale contro Epstein si è concluso con il suo apparente suicidio, sebbene la Maxwell sia stata condannata a 20 anni di carcere nel 2022 per adescamento di minori e traffico sessuale di ragazze minorenni.
Oltre a Clinton, altri grandi nomi che dovrebbero abbandonare questi file sono il miliardario co-fondatore di Microsoft Bill Gates e il principe reale britannico caduto in disgrazia Andrea d’Inghilterra.
L’Andrea in particolare, secondo quanto riferito, teme la notizia, scrive il NY Post: «il Duca di York è “totalmente tormentato” per la pubblicazione anticipata a gennaio dei documenti depositati in una causa per diffamazione risolta da allora dall’accusatrice di Epstein, Virginia Roberts Giuffre, intentata contro la madame del pedofilo condannata, Ghislaine Maxwell, nel 2015».
«Il nome di Andrew è lì dentro», ha detto una fonte al giornale britannico Daily Mail. «È fuori di sé per questo ultimo sviluppo e tutti quelli che gli sono vicini sono preoccupati per il suo benessere mentale».
Intanto continuano i misteri intorno ad Epstein, anche ad anni dalla sua morte. Due anni fa Jean-Luc Brunel, socio parigino di Epstein esperto in modelle, fu trovato pure lui impiccato in cella. Un anno fa Steven Hoffenberg, finanziere considerato mentore di Epstein, è stato trovato morto nel suo appartamento.
Come riportato da Renovatio 21, il caso più inquietante è tuttavia quello di Mark Middleton, ex consigliere di Bill Clinton considerato filo conduttore tra l’ex presidente e il miliardario pedofilo, trovato appeso a un albero con un colpo di fucile al petto all’inizio di maggio 2022 fuori da un ranch in Arkansas.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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Oligarcato
Re Carlo perde il titolo di «Difensore della Fede»
Secondo il rapporto annuale sulle finanze reali del Regno Unito, Buckingham Palace ha eliminato il titolo di «Difensore della Fede» dalla descrizione ufficiale dell’incarico di Re Carlo, sostituendo la denominazione vecchia di 500 anni con un impegno più vago a salvaguardare la religione nella «nazione multireligiosa» britannica.
Il rapporto del Sovereign Grant per il biennio 2025-2026, pubblicato venerdì, stabilisce che «Sua Maestà è il Governatore Supremo della Chiesa d’Inghilterra e protegge lo spazio per la fede all’interno della nazione multireligiosa». La formulazione, tuttavia, differisce significativamente dalla versione dell’anno scorso che descriveva Carlo come «Capo della Chiesa d’Inghilterra e Difensore della Fede». Il titolo, tuttavia, rimane sul sito web della famiglia reale.
L’espressione «Difensore della Fede» risale al 1521, quando papa Leone X la concesse a Enrico VIII dopo che il re si era schierato apertamente contro la Riforma di Martin Lutero. Poi, come noto, purtroppo cambiò idea, forse per una malattia od un trauma che ne alterava la psiche, divenendo motore dello scisma anglicano per divorziare e sposare una donna, Anna Bolena, che poi farà decapitare.
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Curioso che il titolo di supposto «Difensore della Fede» sparisca proprio mentre un altro papa Leone, il XIV, lo invita in Cappella Sistina per pregare con lui, per poi ricevere a San Pietro la grottesca «vescovessa» di Canterbury messa in testa alla oramai svuotata (di fedeli, di significato) chiesa scismatica d’Inghilterra. Va ricordato inoltre che papa Prevost ha cnominato Carlo III «confratello reale» di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro basiliche papali. A tal proposito, a Carlo sarà concesso l’uso di una cattedra speciale e permanente.
Questo cambiamento riaccende un dibattito che accompagna Carlo da tre decenni. Nel 1994, quando era ancora principe di Galles, suggerì di preferire essere «difensore della fede» piuttosto che «difensore della Fede», indicando di voler rappresentare tutte le religioni, non solo il cristianesimo.
Durante la sua incoronazione nel 2023, non ha modificato il giuramento a questo proposito, ma il preambolo del voto affermava che la Chiesa d’Inghilterra «cercherà di promuovere un ambiente in cui le persone di tutte le fedi e credenze possano vivere liberamente».
In passato, i messaggi a sfondo religioso avevano già messo Carlo nei guai dopo che, a febbraio, aveva registrato un messaggio di auguri per il Ramadan rivolto ai musulmani britannici, ma si era rifiutato di inviare un messaggio personale per Pasqua, attirando le accuse di commentatori cristiani che lo ritenevano intenzionato a emarginare la chiesa di cui è formalmente a capo.
In seguito alle polemiche, l’account social della famiglia reale ha pubblicato un breve messaggio di «Buona Pasqua», sebbene Carlo non abbia mai pronunciato un discorso personale.
Per fare un confronto, la regina Elisabetta II non ha mai registrato un messaggio per il Ramadan e ha diffuso un solo messaggio dedicato alla Pasqua durante il suo regno, in occasione del lockdown per il COVID del 2020. Tradizionalmente, inoltre, registrava messaggi natalizi che menzionavano anche altre fedi oltre al cristianesimo.
L’ultimo emendamento giunge dopo che un sondaggio IPSOS della scorsa settimana ha rilevato un sostegno alla monarchia pari al 55%, la cifra più bassa degli ultimi decenni, in calo rispetto al picco dell’80% raggiunto nel 2012.
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Più che le premure religiose, per il sovrano contano altri progetti.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa re Carlo ha annunciato che il Regno Unito procederà con l’introduzione di un sistema di identificazione digitale per «modernizzare» i servizi pubblici, nonostante le forti controversie sulle implicazioni per la libertà e la privacy.
La storia del Carlo, come universalmente noto, ma per qualche ragione non considerato, non è stata limpidissima, dalla morte Diana ai milioni presi dalla famiglia Bin Laden in buste di plastica. Un anno fa emerse che nel 1983 l’allora principe di Galles aveva ricevuto un premio da un veterano nazista, una laurea ad honorem presso l’università dell’Alberta, in Canada.
Andrebbero anche ricordati l’amicizia, e le donazioni milionarie, che a Carlo fece il misterioso petroliere americano (per qualcuno spia KGB) Armand Hammer: quando nel 1988 la piattaforma petrolifera marina Piper Alpha della Occidental Petroleum collassò nelle fiamme a 200 miglia da Aberdeen uccidendo 160 persone, il futuro re si precipitò a difendere Hammer, che se la cavò alla grande. Sulla questione della dinastia degli Hammer, miliardari ebrei americani di origini russe a cui fu permesso per qualche motivo di restare vicini al Cremlino, andrebbe scritto un articolo a parte, specie dopo le accuse, sulle quali oltre ai presunti stupri i giornali hanno pure fatto aleggiare lo spettro di perversioni cannibalistiche, del nipote divo di Hollywood Armie Hammer.
Per non parlare dell’amicizia personale con Jimmy Savile, il popolare DJ e conduttore TV della BBC che, secondo accuse emerse appena dopo la sua morte nel 2011 ma che circolavano come voci da decenni, avrebbe abusato in istituti scolastici e manicomiali di cui era donatore, di qualcosa come 400 ragazzine.
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Immagine di Prime Minister’s Office of the United Kingdom via Wikimedia pubblicate su licenza Open Government Licence v3.0
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