Spirito
Bergoglio sta per chiedere le dimissioni del vescovo che si è opposto ai vaccini fatti con gli aborti
Papa Francesco si sarebbe incontrato con i funzionari vaticani durante il fine settimana per discutere la richiesta di dimissioni del vescovo Joseph Strickland di Tyler, Texas, noto, tra le altre cose, per la sua posizione totalmente contraria ai vaccini ricavati da linee cellulari di feto abortito. Lo riporta la testata cattolica statunitense The Pillar.
Papa Francesco ha incontrato sabato l’arcivescovo Robert Prevost, dell’Ordine di Sant’Agostino (OSA), capo del Dicastero per i vescovi del Vaticano, e l’arcivescovo Christophe Pierre, nunzio apostolico negli Stati Uniti.
The Pillar scrive che diverse fonti vicine al dicastero avevano riferito al sito prima dell’incontro che i due prelati, entrambi nominati cardinali da papa Francesco a luglio, avrebbero presentato al papa i risultati di una recente visita apostolica alla diocesi di Tyler oltre alle «azioni pubbliche» del vescovo Strickland a seguito della visita.
Si prevede che Papa Francesco chiederà le dimissioni di mons. Strickland, secondo un alto funzionario vicino al Dicastero per i Vescovi.
«La situazione del vescovo Strickland è all’ordine del giorno», ha detto il funzionario vaticano a The Pillar, «e l’aspettativa è che il Santo Padre chieda le sue dimissioni – questa sarà sicuramente la raccomandazione che gli verrà rivolta».
«Il funzionario aveva predetto che difficilmente il papa avrebbe deciso di deporre Strickland come vescovo della sua diocesi, un atto canonicamente raro, ma ha detto a The Pillar che a papa Francesco sarebbe stato consigliato di incoraggiare il vescovo a dimettersi», ha riferito il quotidiano.
«Il consenso nel dicastero è che gli verrà chiesto di prendere in considerazione le dimissioni», ha detto il funzionario. «Questa è stata la sostanza della discussione tra i membri».
«A seconda di come risponde il vescovo, la forza di tale incoraggiamento potrebbe aumentare», ha aggiunto il funzionario.
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The Pillar aveva precedentemente riferito che fonti a conoscenza della visita del vescovo Strickland avevano affermato che ai funzionari diocesani e al clero intervistati nell’ambito dell’indagine era stato chiesto informazioni sulle sue potenziali dimissioni e sui possibili successori.
Monsignor Prevost è uno dei tre prelati americani membri del Dicastero per i Vescovi, insieme al cardinale Blase Cupich di Chicago e al cardinale Joseph Tobin di Newark, entrambi noti modernisti.
La potenziale mossa di Francesco va contro uno dei vescovi più schietti degli Stati Uniti, che ha ottenuto un notevole sostegno sia dall’interno che dall’esterno della sua diocesi per la sua promozione dell’insegnamento cattolico tradizionale.
Strickland e la sua diocesi sono stati oggetto di grande attenzione da parte dei media cattolici da quando è stato rivelato che era oggetto di una visita apostolica nel giugno 2023. La sua visita è stata condotta da due vescovi in pensione: il vescovo Dennis Sullivan di Camden, New Jersey, e l’ex vescovo Gerald Kicanas di Tucson, Arizona.
Come scrive LifeSite, la visita di monsignor Kicanas ha allarmato i cattolici a causa dei suoi problemi in materia di aborto e omosessualità. Il vescovo emerito arizonese avrebbe difeso il finanziamento dei gruppi pro-aborto da parte dei Catholic Relief Services nel 2012 e, tra le altre cose, è sarebbe stato appoggiato da un gruppo omosessuale nella probabilità che diventasse presidente della conferenza episcopale degli Stati Uniti.
Nessun annuncio pubblico riguardante l’esito della visita di Strickland era stato rilasciato al pubblico prima dell’articolo apparso su The Pillar.
L’anno scorso, Papa Francesco aveva rimosso il vescovo Daniel Fernández Torres, un altro schietto sostenitore della dottrina cattolico, dalla diocesi di Arecibo, Porto Rico, senza spiegazioni, secondo quanto riferito a causa del suo sostegno alle obiezioni di coscienza contro gli obblighi di vaccinazione contro il COVID.
Il papa, tuttavia, non ha disciplinato numerosi vescovi che hanno contraddetto pubblicamente la dottrina cattolica sull’attività omosessuale, sul genere, sulle «benedizioni» dello stesso sesso, sull’ordinazione delle donne e sulla ricezione dell’Eucaristia.
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A marzo, Papa Francesco ha nominato il cardinale gesuita Jean-Claude Hollerich, di Lussemburgo membro del Consiglio cardinalizio dopo che Hollerich aveva affermato di ritenere che l’insegnamento della Chiesa sulla sodomia sia «falso». Francesco ha anche nominato Hollerich relatore generale del suo Sinodo sulla sinodalità.
Più recentemente, il papa ha nominato il cardinale argentino designato Victor Manuel Fernández prefetto del Dicastero (ex Congregazione) per la Dottrina della Fede, nonostante l’eterodossia di Fernández su vari argomenti.
Intervenendo in un episodio di luglio del suo podcast The Bishop Strickland Hour, monsignor Strickland ha paragonato la sua visita apostolica all’«essere chiamato nell’ufficio del preside». Tuttavia ha suggerito che sia il risultato della sua testimonianza vocale alla dottrina cattolica:
«No, non è qualcosa per cui mi offrirei volontario, per affrontare una visita apostolica. Perché in un certo senso mette un’ombra sulla diocesi, e molte persone sono convinte che ci sia qualcosa di veramente sbagliato. Ma penso di aver affrontato tutto questo perché sono stato abbastanza coraggioso e amo abbastanza il Signore e la Sua Chiesa da continuare semplicemente a predicare la verità».
Il vescovo Strickland, 64 anni, è noto per la sua difesa inequivocabile della dottrina cattolico, il deposito di insegnamento che oggi viene spesso confuso dalle dichiarazioni o dai messaggi papali.
Le posizioni più pubbliche di Strickland su questioni morali e dottrinali includono l’esortazione a Francesco a negare la Santa Comunione all’ex presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi per il suo sostegno all’aborto legale, l’accusa al papa di oraicare un «programma volto a minare il deposito della fede» e la condanna dell’aborto legale e la condanna di quella che chiama «blasfemia» pro-LGBT del gesuita padre James Martin, molto vicino a Bergoglio.
È stato anche particolarmente schietto sulle controversie morali nella politica e nella cultura degli Stati Uniti, compreso lo spionaggio dei cattolici da parte dell’amministrazione Biden e le manifestazioni pubbliche di gruppi autodefiniti «satanici». Quest’estate, ha parlato ad una protesta contro i Los Angeles Dodgers che ospitavano un gruppo di drag queen anticattoliche chiamate le «Sorelle dell’Indulgenza Perpetua», che si definiscono «suore grottesche».
Ma si ritiene che la visita apostolica sia stata particolarmente motivata da un post su Twitter del 13 maggio in cui affermava esplicitamente: «Respingo il suo programma [di Papa Francesco] di minare il Deposito della Fede».
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I lettori di Renovatio 21 conoscono Strickland per l’intransigenza mostrata dal prelato nei confronti dei vaccini ottenuti da linee cellulari di feto abortito.
«Preferisco morire piuttosto che beneficiare di qualsiasi prodotto che utilizzi un bambino abortito» aveva dichiarato a inizio 2022, quando la campagna vaccinale mondiale e i sistemi di sottomissione alla siringa genica, come il green pass, impazzavano.
Monsignor Strickland aveva cominciato a parlare di rifiuto del vaccino fatto con linee cellulari di feto abortito ancora a inizio 2020, quando si era lontani dalla realizzazione dei vaccini ora in distribuzione globale.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2020 fa il vescovo texano aveva dichiarato su Twitter:
«Rinnovo la mia richiesta di rifiutare qualsiasi vaccino sviluppato utilizzando bambini abortiti (…) anche se ha avuto origine decenni fa, significa ancora che la vita di un bambino era finita prima che nascesse e quindi il suo corpo era usato come pezzi di ricambio (…) Tragicamente, le persone non sono a conoscenza o hanno scelto di chiudere un occhio sui progressi della scienza medica che consentono lo sviluppo di vaccini con l’uso all’ingrosso di corpi di bambini abortiti».
In una puntata del The Bishop Strickland Show il vescovo texano, mai pago nell’attaccare i «vaccini» COVID contaminati dall’aborto, ha evidenziato anche il fallimento dei vescovi, incapaci di compiere il loro dovere di opporsi agli obblighi totalitari di vaccinazione vaccinazioni.
Spirito
Dal 1° all’8 novembre, indulgenze per le anime del Purgatorio
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Che cos’è un’indulgenza?
L’indulgenza è la remissione, davanti a Dio, della pena temporale dovuta ai peccati di cui la colpa è già stata perdonata. Non sostituisce dunque il sacramento della penitenza e non concede il perdono dei peccati, ma permette di ottenere la remissione delle pene che restano da espiare dopo la loro assoluzione. Per concedere questa remissione, la Chiesa attinge al suo tesoro spirituale, costituito dai meriti sovrabbondanti di Nostro Signore Gesù Cristo, della Santissima Vergine Maria e dei santi. Esistono due specie di indulgenze. L’indulgenza plenaria rimette la totalità della pena temporale dovuta ai peccati, di modo che un’anima che morisse dopo averla ottenuta, senza aver contratto un nuovo debito verso la giustizia divina, entrerebbe direttamente in Cielo. L’indulgenza parziale, da parte sua, ne rimette solo una parte. Concedendo queste indulgenze, la Chiesa viene in soccorso alla debolezza umana, che rende così difficile l’espiazione completa delle colpe durante la vita terrena. Incoraggia così le opere di pietà e di carità, ricordando al tempo stesso la necessità di soddisfare la giustizia divina. Questa misericordia può giovare anche ai defunti, ai quali i fedeli possono applicare le indulgenze a modo di suffragio. È per questo che la Chiesa prevede, all’inizio del mese di novembre, diverse occasioni di ottenere un’indulgenza plenaria a favore delle anime del purgatorio.Come ottenere un’indulgenza per i defunti?
Il 2 novembre, giorno della commemorazione dei fedeli defunti, si può ottenere un’indulgenza plenaria applicabile alle sole anime del purgatorio visitando piamente una chiesa o un oratorio e recitandovi un Padre nostro e un Credo, fatte salve le consuete condizioni. Dal 1° all’8 novembre inclusi, i fedeli possono inoltre ottenere ogni giorno un’indulgenza plenaria applicabile ai defunti visitando piamente un cimitero e pregando per loro, anche solo mentalmente. Questa preghiera è libera: non è imposta alcuna formula particolare. In entrambi i casi, il compimento dell’opera prescritta deve essere accompagnato dalle disposizioni generali richieste dalla Chiesa:- Essere in stato di grazia e compiere l’opera prescritta.
- Confessarsi nei giorni che precedono o seguono l’opera.
- Ricevere la santa comunione.
- Pregare secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, per esempio recitando un Padre nostro e un’Ave Maria.
- Essere distaccati da ogni affetto al peccato, anche veniale.
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Un atto di carità alla portata di tutti
La visita a un cimitero, spesso compiuta per fedeltà familiare, assume così una dimensione soprannaturale quando è accompagnata dalla preghiera e dalle disposizioni richieste dalla Chiesa. Non si tratta più soltanto di mantenere vivo il ricordo di coloro che ci hanno lasciato, ma di portare loro un soccorso vero, contribuendo alla loro liberazione dalle pene del purgatorio. Questi primi giorni di novembre sono dunque un invito a non dimenticare i defunti, in particolare le anime più abbandonate, per le quali nessuno prega più. E se oggi abbiamo il potere di aiutarle, forse domani avremo bisogno, a nostra volta, delle preghiere di coloro che ci sopravvivranno.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Mons. Viganò: il vero orrore non è Halloween ma la liturgia postconciliare
Renovatio 21 pubblica lo scritto apparso su X a firma dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò.
Si condannano zucche, streghe e fantasmi, ma si tace molto più facilmente davanti alla crisi della Liturgia, alla comunione sulla mano, alle profanazioni, all’ecumenismo, ai riti pagani introdotti anche in contesti cattolici e al progressivo silenzio sui Novissimi: Morte, Giudizio, Inferno, Purgatorio e Paradiso.
Il punto, allora, non è assolvere Halloween. Al contrario: è denunciarne con chiarezza la deriva, senza però trasformarlo nell’unico bersaglio «consentito».
Perché il problema più grave nasce quando i cattolici vengono abituati a indignarsi solo contro ciò che non costa nulla denunciare, mentre si evita accuratamente di contestare ciò che avviene dentro la Chiesa e viene avallato, promosso o tollerato dalla sua stessa gerarchia.
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Immagine da Twitter
Spirito
Mons. Eleganti: l’«inclusività» sinodale lascia fuori i cattolici tradizionalisti
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