Gender
Bar celebra il «mese della bellezza eterosessuale»: birra gratis ai non-gay
Un bar sito in quel di Eagle, nello Stato statunitense dell’Idaho, si sta opponendo alla correttezza politica e all’ideologia LGBT celebrando giugno come «Hetero Awesomeness Month», ossia «mese della bellezza eterosessuale». Lo riporta LifeSiteNews.
Il gestore del locale Mark Fitzpatrick, un ex agente di polizia che si definisce un «cristiano credente nella Bibbia», offre birra gratis e sconti agli avventori eterosessuali che visitano il suo Old State Saloon a circa 16 chilometri a Ovest della capitale dello Stato, Boise.
«C’è l’aspettativa che dovresti stare dietro e sostenere qualcosa», ha detto il Fitzpatrick ai media locali KTVB quando gli è stato chiesto perché lo sta facendo. «E le persone semplicemente lo rifiutano. Si alzano in piedi e dicono: “Adesso basta”, non vogliamo tutto questo».
It’s Monday!
Who is headed to Old State Saloon?@idahowildmark pic.twitter.com/SktD80gIP7
— Idaho Freedom Caucus (@freedomcaucusID) June 3, 2024
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Secondo il suo profilo da agente immobiliare su Zillow.com, Fitzpatrick si è trasferito in Idaho sei anni fa dalla California meridionale. Il suo profilo X mostra che supporta il Bitcoin.
Ha tenuto eventi al Saloon intitolati «La pazzia woke rivelata», «L’inevitabilità del nazionalismo cristiano» e «la nefasta agenda dei vaccini». Ha anche condotto lotterie con armi da fuoco (cosa legale nello Stato) e ospitato raccolte fondi per gli agenti delle forze dell’ordine caduti in servizio.
I grabbed a delicious coffee this morning from one of my favorite conservative-owned establishments, Old State Saloon in downtown Eagle. I love seeing Mark (@idahowildmark) and his team and all the patriots that hang out here! Stop by for drinks all day, lunch, or dinner. pic.twitter.com/Pd2eMl9xb9
— Ryan Spoon (@SpoonForIdaho) June 1, 2024
Idaho bar owner celebrating June as “Heterosexual Awesomeness Month” with discounts for Heterosexuals speaks to @worldnetdaily about his motivations.
“This country is ready to stand up and say hey, enough is enough!” @oldstatesaloon pic.twitter.com/VbaQc3AiS0 https://t.co/O9TPCIRrra
— Libs of TikTok (@libsoftiktok) June 3, 2024
Il Saloon ha registrato una popolarità fuori scala nelle ultime settimane, con vendite che hanno superato i record precedenti. Il mercoledì le coppie etero ricevono uno sconto del 15% sul conto.
Il giovedì, le donne eterosessuali ricevono uno sconto sull’happy hour. Gli uomini eterosessuali ricevono una pinta gratis il lunedì.
Yesterday was our highest Wednesday in sales ever by 3x! Thanks for your support! #heteroawesome
— Old StateSaloon (@OldStateSaloon) June 6, 2024
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Il bar ha ricevuto attenzione nazionale e internazionale. Ne hanno parlato organi di stampa locali e nazionali e internazionali come l’Idaho Statesman, il New York Post e il Daily Mail del Regno Unito.
Il Fitzpatrick ha avviato una campagna di raccolta fondi con l’obiettivo di costruire un centro comunitario pro-famiglia. Spiega che c’è stata una significativa resistenza da parte delle voci pro-LGBT.
«Da quando abbiamo annunciato il Mese della bellezza etero, abbiamo avuto alcune reazioni significative: furto della nostra proprietà, venditori che si rifiutano di soddisfare i nostri ordini di ingredienti, cancellazione del catering per matrimoni, diffamazione, calunnie – persino il proprietario è stato falsamente accusato di essere un molestatore sessuale!» è scritto sulla pagina GoFundMe, che ha ricevuto oltre 11.000 dollari in donazioni.
Forse non sorprende che l’account del Saloon su X, ex Twitter, abbia subito problemi tecnici. L’azienda spiega che, nonostante l’elenco dei suoi follower sia cresciuto fino a raggiungere diverse migliaia solo negli ultimi giorni, il numero dei follower si reimposta ripetutamente a meno di un centinaio.
#FollowGate#ElonIsAnActor#OldStateSaloon https://t.co/ECm8l3GQWd pic.twitter.com/pQYTV19zmr
— Orwell on his iPhone (@thegistofitis) June 6, 2024
They’re just outright deleting all of the followers over and over.. someone at X is spiraling ???? https://t.co/B96eTFWwYO
— Witsit (@WitsitGetsIt) June 6, 2024
Il giornalista di LifeSiteNews ha tentato di seguire l’account in quattro occasioni solo per doverlo «seguire di nuovo» ogni volta. I sostenitori del Saloon hanno tentato di attirare l’attenzione del proprietario di X, Elon Musk, per risolvere il problema, che alcuni hanno definito essere una forma di shadow ban, ossia di censura invisibile – la pagina è visibile ma non viene distribuita normalmente nei feed degli altri utenti.
In risposta ai critici goscisti, Fitzpatrick ha pubblicato un post su Facebook spiegando perché non si inchinerà al «Mese del Pride», sottolineando che «Non cambieremo idea e non cederemo al gruppo di coloro che stanno rispondendo al vetriolo».
«TUTTI sono invitati a venire a celebrare l’eterosessualità con noi a giugno!» ha dichiarato il gestore del bar.
Il caso ricorda da vicino quello dei cosiddetti «Straight Pride», una serie di manifestazioni sorte in reazione all’omotransessualizzazione della società già negli anni Novanta.
Parate dello Straight Pride si sono tenute in Canada nel 2005 e nel 2018, a Budapest nel 2010, e San Paolo del Brasile nel 2011, a Boston e financo nella Mecca LGBT, San Francisco, nel 2019.
Nell’ambito della teoria del gender oramai interamente assimilata dalla società e dagli Stati, vi è stato il tentato inserimento dei «super straight» («super etero»), ossia di persone che dichiarano che il proprio genere è di essere totalmente eterosessuali al punto da giammai avere rapporti con i transessuali: un «genere» basato su inclinazioni sessuali che, in teoria, dovrebbe essere accettato da LGBT e autorità, ma così non sembra essere.
Il trend super straight è esploso su TikTok nel primo 2021, per poi dilagare su siti come 4chan, Reddit, Twitter.
I super straight hanno pure una loro bandierina colorata, come quella arcobalenata. È bicolore, fatta da un quadrato nero giustapposto ad uno giallo scuro.
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Immagine da Twitter
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Mons. Strickland: perché i leader della Chiesa continuano a sostenere l’agenda LGBT?
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Gruppo omosessuale conservatore abbandona il transessualismo: «siamo LGB».
Il gruppo repubblicano omosessuale americano Log Cabin Republicans (LCR) ha annunciato il 20 agosto che escluderà il transessualismo dalle aree tematiche LGBT di cui si occupa, segno che il movimento per la fluidità di genere non ha ottenuto lo stesso livello di accettazione culturale dell’omosessualità. Lo riporta LifeSiteNews.
Scrivendo su Townhall, il presidente di LCR Ross Hemminger ricorda che l’organizzazione «ha votato per aggiungere la “T” sotto l’ombrello della nostra missione» nel 2015 «per la convinzione che a tutti gli adulti debba essere consentito di perseguire la propria felicità, liberi da interferenze governative, purché ciò non ostacoli i diritti inalienabili degli altri».
Il movimento transgender, sostiene, ha però smesso di concentrarsi sugli adulti: quasi tutti i suoi sforzi, e quelli dei gruppi affiliati, riguardano i minori. Spingono le scuole a insegnare un’ideologia di genere radicale; chiedono che uomini biologici partecipino alle competizioni sportive femminili indipendentemente dalle conseguenze; e, aspetto ritenuto il più grave, sostengono trattamenti di riassegnazione di genere per i minori, spesso all’insaputa e senza il consenso dei genitori, pur sapendo che tali trattamenti sono in gran parte irreversibili.
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«Ecco perché, dopo un’approfondita discussione con i nostri membri, il nostro Consiglio di Amministrazione ha votato per ridefinire l’orientamento nazionale di Log Cabin Republicans, concentrandosi specificamente sulle questioni relative all’orientamento sessuale e ai valori conservatori: in altre parole, siamo un’organizzazione di difesa dei diritti LGB, come i nostri fondatori avevano immaginato e come il nostro centro morale ci impone di essere», annuncia. Hemminger sostiene che le restanti questioni di LCR – il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso, l’adozione, il servizio militare, la non discriminazione e la libertà religiosa – «si allineano perfettamente con l’impegno repubblicano per un governo limitato e la parità di trattamento di fronte alla legge. Quando rimaniamo concentrati su questi principi, vinciamo».
Il cambio di linea riflette tensioni presenti fin dall’inizio tra attivisti transgender e il resto della coalizione di sinistra. L’idea che il genere sia un costrutto sociale e psicologico fluido e mutevole entra in conflitto con la tesi, diffusa a sinistra, che l’omosessualità sia innata e immutabile. In particolare le femministe (come l’autrice J.K. Rowling) hanno denunciato che l’inclusione delle persone transgender avviene spesso a scapito del benessere delle donne negli spazi intimi, nello sport e in altri ambiti. Gli attivisti transgender hanno etichettato queste liberali come «femministe radicali trans-escludenti», o TERF.
Le cause transgender risultano anche molto meno popolari presso il grande pubblico rispetto al «matrimonio» tra persone dello stesso sesso, in gran parte per esperienze concrete con squadre sportive femminili e spogliatoi, e per resoconti su interventi chirurgici o trattamenti chimici che modificano i corpi di minori con disforia di genere.
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Il nuovo orientamento dei gay del Grand Old Party americano riflette anche l’equilibrio scelto dall’attuale leader del Partito Repubblicano, il presidente Donald Trump, da tempo in rapporti amichevoli con l’organizzazione. Trump è entrato in carica sostenendo pienamente il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso e corteggiando apertamente il voto gay, pur adottando una linea dura contro quelle che definisce aggressioni transgender.
Osservatori conservatori sostengono però che «LGB» e «T» non si possano separare con facilità. Uno degli argomenti originari contro la ridefinizione del matrimonio era che rendere irrilevante il sesso biologico per il significato dell’istituto avrebbe finito per indebolire il riconoscimento delle differenze sessuali anche in altri ambiti, una previsione che gli attivisti transgender avrebbero poi contribuito a realizzare.
Il termine LGBT, ora arricchito da nuove lettere al punto che i non-eterosessuali ora sono chiamati dai detrattori «alphabet people» («le persone dell’alfabeto»), è nato gradualmente nel tempo, e non è possibile tracciarne l’origine precisa, anche se è ipotizzabile che esso sia stato architettato minuziosamente.
Negli anni Settanta, dopo le violenze Stonewall (1969) che crearono il movimento omosessualista, il termine più usato era gay, poi gay and lesbian. Le lesbiche chiedevano visibilità perché «gay» veniva associato soprattutto agli uomini. A metà-fine anni Ottanta si diffonde LGB o GLB (lesbiche, gay, bisessuali). «Gay» da solo non bastava più. Prime attestazioni dell’uso della sigla LGB e GLB si trovano già intorno al 1988–1990.
La T (transgender, cioè transessuale) entra dopo. Il termine «transgender» esisteva dagli anni Sessanta, tuttavia l’inclusione nella sigla collettiva è più tarda, intorno al 1988, con diffusione negli anni Novanta. Tra chi ha spinto per far comparire B e T nei nomi delle organizzazioni ci sono, tra gli altri, l’attivista bisessuale Maggie Rubenstein e l’attivista transgender Susan Stryker.
Dopo la T sono arrivate altre lettere (Q, I, A, +, fino ad arrivare al Canada di Trudeau con l’ufficializzazione dei «diritti 2SLGBTQI+»), ma la sigla LGBT come unione di lesbiche, gay, bisessuali e persone trans è un prodotto degli anni ’90, con radici già alla fine degli anni ’80. Non è nata in un unico momento, ma da una lunga trattativa interna al movimento su chi doveva essere nominato.
All’inizio circolava sia la sigla GLBT e LGBT. LGBT ha prevalso soprattutto a partire dagli anni 2000, per mettere in evidenza le lesbiche (storicamente meno visibili rispetto agli uomini gay) e, in alcune narrazioni, anche per il ruolo delle donne lesbiche nell’assistenza durante l’epidemia di AIDS. Non è l’unica spiegazione: pesano anche il femminismo e la scelta politica di non mettere sempre «G» per prima.
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Nel saggio del 1989 di Marshall Kirk (neuropsicologo) e Hunter Madsen (esperto di pubblicità) After The Ball: How America Will Conquer Its Fear and Hatred of Gays in the 90s («Dopo il ballo: come l’America supererà la paura e l’odio verso gli omosessuali negli anni Novanta») viene escogitato un piano di relazioni pubbliche per far accettare l’omosessualità all’America eterosessuale. Gli autori lo chiamano apertamente propaganda.
Nonostante vengano notate nel libro le tensioni possibili tra femministe e lesbiche o gay, il movimento femminista è da considerarsi come un modello di minoranza da seguire nel «processo educativo di massa». L’obiettivo dichiarato è far sì che l’odio anti-gay in pubblico sia insostenibile come oggi lo sono razzismo e antisemitismo. I gay vanno presentati come vittime di una condizione non scelta — «non più di quanto scelgano altezza, colore della pelle, talenti o limiti». L’analogia con la razza serve a togliere l’argomento «è una scelta / è un peccato». In pratica gli omosessuali dovevano copiare il cosiddetto movimento per i diritti civili e le sue ramificazioni ed inserirvisi, fino ad essere considerato non solo parte di esso, ma la parte dominante. Tale dirottamento è divenuto particolarmente visibile negli ultimi 15 anni.
Una delle frasi più citate del testo, ritenuto un vero manuale della conquista della società da parte delle forze omotransessualiste, è che i gay sono costretti a «nascondersi come un ebreo tedesco degli anni ’30». Il piano di propaganda prevedeva quindi una spinta pubblicitaria classica (slatentizzatasi poi negli anni Novanta con film e serie TV) con il concetto di «minoranza vittima immutabile», che sfruttava certamente il tabù americano del razzismo.
Alcuni osservatori sostengono che anche l’unione dei gruppi di lesbiche, omosessuali, bisessuali e transessuali sia fittizia: tali consorzi in realtà si odiano l’un l’altro, con i bisessuali organizzati ritenuti praticamente inesistenti e i transessuali considerati ai margini se non pensati dagli altri «compagni» non eterosessuali come casi psichiatrici spesso impresentabili.
Chi conosce San Francisco sa che vi sono aree a maggioranza lesbica, perché il rapporto con i gay – che hanno il privilegio di chiamarle con l’appellativo altramente dispregiativo dike – non è idiliaco.
Sui rapporti infra-LGBT aveva realizzato un interessante sketch il comico Dave Chapelle, immaginando i quattro gruppi in un’automobile. C’è chi guida e sa dove andare, c’è quello che disturba, c’è l’autostoppista….
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Gender
Arrestato transessuale che complottava l’assassinio del segretario del Tesoro USA (che è gay)
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