Geopolitica
«Il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Joe Biden è controllato al 100% dal Partito Comunista Cinese» dice un video della TV cinese
Secondo la testata National File, la G-TV cinese, l’outlet che per primo ha diffuso su Internet i sex tape di Hunter Biden, ha pubblicato un altro video in cui si afferma (senza che la cosa sia comprovata) che i Biden sono stati ricattati e corrotti in atti che hanno agito direttamente contro gli interessi degli Stati Uniti.
Fotogrammi alla fine di un video pubblicato on line da G-TV, un canale cinese in mandarino, afferma che i Biden non solo furono compromessi dal governo comunista cinese attraverso corruzione e ricatto, ma facevano parte delle mosse territoriali della Cina nel Mar Cinese Meridionale
«Il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Joe Biden è controllato al 100% dal Partito Comunista Cinese»

Uno dei frame successivo del canale ha affermato che gli agenti del Partito Comunista Cinese «approfittano di tutti quei politici, celebrità e famiglie occidentali che sono avidi della ricchezza cinese e li minacciano impossessandosi e registrando i loro video di sesso e droga, costringendoli a per svendere i loro paesi e le persone, e persino la loro sicurezza nazionale».
Gli agenti del Partito Comunista Cinese, «approfittano di tutti quei politici, celebrità e famiglie occidentali che sono avidi della ricchezza cinese e li minacciano impossessandosi e registrando i loro video di sesso e droga, costringendoli a per svendere i loro paesi e le persone, e persino la loro sicurezza nazionale»
Un frame successivo dichiara che «il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Joe Biden è controllato al 100% dal Partito Comunista Cinese».
Ma l’affermazione più seria è incentrata sull’esposizione degli asset della Central Intelligence Agency.
Un articolo del 2017 del New York Times raccontava la scomparsa di 18-20 fonti della CIA dal 2010 al 2012. Il Times ha riferito che gli investigatori non sapevano se si trattava di una talpa della CIA o se i cinesi erano in grado di hackerare un database CIA, ma affermava che il numero degli asset persi rivaleggiava con quelli eliminati dopo che le informazioni erano state trasmesse a Mosca dalle spie Aldrich Ames e Robert Hanssen.
È questo incidente a cui allude l’ultimo fotogramma del video di G-TV. Si legge: «… così come la fornitura da parte di Biden di un gran numero di agenti dei servizi segreti della CIA in Cina al Partito Comunista Cinese».
«… così come la fornitura da parte di Biden di un gran numero di agenti dei servizi segreti della CIA in Cina al Partito Comunista Cinese»
«Al momento di questo post, National File non è stata in grado di verificare in modo indipendente la veridicità delle affermazioni di G-TV – precisa il sito americano – Se fossero vere, ciò aprirebbe una serie di preoccupazioni completamente diverse non solo per i Biden, ma per il popolo americano e il governo degli Stati Uniti».
Geopolitica
Israele attacca un centro culturale russo in Libano
Mosca ha accusato Israele di un «atto di aggressione immotivato» in seguito al bombardamento da parte delle forze israeliane di un centro culturale russo in Libano.
L’attacco alla struttura situata nella città meridionale di Nabatieh è stato reso noto domenica dal suo direttore, Asaad Diya, il quale ha precisato che l’edificio era vuoto al momento dell’incidente. Rossotrudnichestvo, l’agenzia russa per la cooperazione umanitaria internazionale che mantiene un ufficio ufficiale a Beirut, ha dichiarato che il proprio personale resta in contatto con i partner libanesi e sta fornendo attivamente assistenza ai civili colpiti dalle ostilità.
Israele ha ripreso gli attacchi aerei e le operazioni terrestri in Libano all’inizio di questo mese, concentrandosi su Hezbollah, dopo aver affiancato gli Stati Uniti in una guerra per un cambio di regime contro l’Iran.
Russian Cultural Center destroyed in Lebanon after Israeli strike
According to the center’s director, Assad Diya, no one was injured — the facility had been closed after the escalation of the conflict and staff had previously left the building. pic.twitter.com/Ti0K4usnPH
— NEXTA (@nexta_tv) March 9, 2026
🚨⚡️ RED LINE CROSSED! 🇷🇺🇮🇱
Israeli jets bombed the House of Russian Culture in Nabatiya, South Lebanon. Rossotrudnichestvo has officially confirmed the hit.
This is a direct attack on the cultural property of a UNSC permanent member and a nuclear-armed state. pic.twitter.com/2GUNT40EkR
— RussiaNews 🇷🇺 (@mog_russEN) March 9, 2026
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Rossotrudnichestvo ha sottolineato che il centro culturale di Nabatieh «non è stato coinvolto in alcuna attività militare» e che l’attacco risulta pertanto ingiustificabile.
L’agenzia ha inoltre ricordato che, durante la guerra del 1973 contro le nazioni arabe, Israele colpì il centro culturale sovietico a Damasco, in Siria, causando la morte di un’insegnante di lingua russa e di un dipendente locale. L’aereo responsabile del bombardamento fu abbattuto e il suo pilota catturato dalle forze siriane, ha aggiunto.
Nella guerra dello Yom Kippur, Israele si trovava nella posizione di parte in difesa. Sebbene il conflitto, di breve durata, si sia concluso con una situazione di stallo militare, esso spinse anche gli stati arabi produttori di petrolio a imporre un embargo nei confronti dei sostenitori di Israele, provocando uno shock globale dei prezzi.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
La Von der Leyen evita di condannare la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran
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AB Komisyonu Başkanı Ursula von der Leyen:
”İran rejimi için gözyaşı dökülmemeli. Bu rejim kendi halkına ölüm getirdi ve baskı uyguladı. 17 bin genci katlettiler. Bu rejim, vekil güçleri aracılığıyla bölgede yıkım ve istikrarsızlık yarattı. Ülke içinde ve dünyanın dört bir… pic.twitter.com/kYR8FH3Vyz — Odak TV (@OdakTV1) March 9, 2026
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Geopolitica
Putin e Trump si sono telefonati
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo statunitense Donald Trump, ha riferito ai giornalisti il consigliere del Cremlino Yurij Ushakov. La chiamata è stata avviata dal presidente americano per discutere degli ultimi sviluppi internazionali, ha precisato.
Secondo l’assistente, il colloquio si è concentrato sul conflitto iraniano e sui negoziati trilaterali tra Mosca, Washington e Kiev finalizzati a risolvere il conflitto ucraino. Il dialogo tra i due leader è stato «professionale, aperto e costruttivo», ha dichiarato Ushakov, sottolineando che entrambi i presidenti si sono detti disponibili a mantenere contatti regolari.
Putin e Trump hanno parlato per circa un’ora, ha aggiunto l’Ushakov.
Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito l’interesse di Washington nel porre fine alle ostilità tra Mosca e Kiev e nel raggiungere una soluzione duratura del conflitto ucraino. Putin ha ringraziato Trump per gli sforzi di mediazione continui della sua amministrazione, secondo quanto riferito da Ushakov.
Putin ha inoltre condiviso le sue considerazioni sul conflitto in corso in Iran e ha riferito a Trump delle conversazioni avute la scorsa settimana con i leader delle nazioni del Golfo e con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Trump, da parte sua, ha espresso la propria opinione sulla situazione, ha detto Ushakov, precisando che la discussione sulla questione è stata molto «sostanziale».
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Trump ha definito la conversazione con Putin «un’ottima telefonata», dichiarando in una conferenza stampa tenutasi più tardi lunedì che i due leader hanno discusso sia della guerra con l’Iran sia della «lotta senza fine» in Ucraina.
L’ultima telefonata tra i due presidenti risaliva a dicembre. In quell’occasione, la Casa Bianca l’aveva descritta come «positiva».
Lunedì mattina, Putin aveva avvertito che la prosecuzione del conflitto in Medio Oriente rischia di compromettere gravemente i flussi globali di petrolio e gas, soprattutto a causa della chiusura di fatto dello Stretto di Ormuzzo, una rotta marittima cruciale.
Il conflitto potrebbe provocare un’interruzione della produzione petrolifera del Golfo e condurre a una «nuova… realtà dei prezzi», ha affermato durante una riunione di governo. Mosca resta un «fornitore di energia affidabile», ha dichiarato il presidente, aggiungendo che continuerà a fornire petrolio e gas alle nazioni che considera partner affidabili.
Mosca ha condannato la campagna di bombardamenti statunitense e israeliana contro l’Iran, definendola un «atto di aggressione premeditato e immotivato». Lo stesso Putin non ha espresso una valutazione pubblica complessiva dell’operazione, ma ha descritto l’uccisione della Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, come una «cinica violazione» della moralità e del diritto internazionale.
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