Politica
Collassano le negoziazioni per l’alleanza anti-FPO: il cancelliere austriaco si dimette
I tentativi dell’Austria di formare una coalizione centrista si sono conclusi con un fallimento, nonostante i lunghi negoziati seguiti alle elezioni del settembre 2024.
Il cancelliere Karl Nehammer ha annunciato sabato che i colloqui tra il Partito Popolare Austriaco (OVP) e il Partito Socialdemocratico (SPO) non avevano prodotto un accordo. Nel frattempo, il Partito della Libertà Austriaco (FPO) di destra è emerso più forte che mai, nonostante gli sforzi per escluderlo dal potere.
I partiti coinvolti nei negoziati avevano mirato a mettere da parte l’FPO, che si era assicurato un decisivo 28,8% dei voti di settembre. L’OVP e l’SPO erano indietro con rispettivamente il 26,3% e il 21,1%.
Nehammer, cancelliere dell’Austria dal 2021, ha espresso rammarico per il fallimento dei colloqui, riconoscendo che le parti non sono state in grado di raggiungere i compromessi necessari, soprattutto dopo che il piccolo partito liberale Neos ha abbandonato i colloqui venerdì.
«Mi dimetterò da cancelliere e da leader del People’s Party nei prossimi giorni e consentirò una transizione ordinata», ha detto il Nehammer in una dichiarazione video su X sabato. «Nell’interesse del Paese, abbiamo portato avanti i negoziati in buona fede, ma è diventato chiaro che un accordo non è possibile».
Il Nehammer ha affermato che le «forze distruttive» nello SPO avevano «preso il sopravvento» nei negoziati, aggiungendo che “i radicali non offrono una soluzione a un singolo problema».
Il leader dello SPO Andreas Babler, a sua volta, ha accusato l’OVP di giocare a giochi politici che avrebbero portato a «un governo FPO-OVP con un cancelliere estremista di destra che metterà in pericolo la nostra democrazia in molti modi».
Dopo le elezioni di settembre, il presidente Alexander Van der Bellen ha incaricato i conservatori di Nehammer di formare un governo che rispetti le «fondamenta della nostra democrazia liberale». Venerdì, ha ribadito il suo appello a formare un governo «senza indugio».
L’Austria ora affronta la possibilità di nuove elezioni se non si riesce a formare una coalizione valida. Fino ad allora, ci si aspetta che un governo ad interim guidato dal successore di Nehammer gestisca gli affari quotidiani.
L’FPO è una presenza fissa nella politica austriaca dagli anni Cinquanta, ma fino al 2024 non aveva mai superato né l’OVP né l’SPO per aggiudicarsi il primo posto in un’elezione nazionale. Il partito si è unito a una coalizione conservatrice nel 1999 e di nuovo nel 2018, ma è stato costretto a lasciare il governo l’anno successivo.
Sotto la guida di Herbert Kickl, il partito ha promesso agli elettori severe restrizioni all’immigrazione, tra cui la «remigrazione di stranieri non invitati».
Il Kickl è anche un oppositore delle sanzioni dell’UE alla Russia e l’FPO si è impegnato a smettere di versare denaro nel fondo per le armi del blocco per l’Ucraina. «Siamo a favore di una politica attiva di pace e neutralità», si legge nel manifesto del partito. Tre settimane fa è emerso che il politico è oggetto di indagine della magistratura, fenomeno che sta interessando i leader di destra di tanti Paesi.
Kickl è considerato uno stretto alleato del premier ungherese Vittorio Orban. L’FPO, il Fidesz di Orban e il partito di opposizione ceco ANO hanno formato un’alleanza al Parlamento europeo a giugno. Orban ha giurato che il gruppo, chiamato «Patrioti per l’Europa», «diventerà molto rapidamente la fazione più grande della destra europea».
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Il cancelliere Karl Nehammer, il cui ÖVP aveva precedentemente formato due coalizioni con l’FPÖ, ha escluso la possibilità che entrassero al governo con Kickl al comando. All’epoca, ha descritto Kickl come un «rischio per la sicurezza».
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa il Kickl aveva accusato il presidente Nehammer di ignorare la volontà popolare. Il cancelliere Nehammer, va ricordato, venne trovato positivo al COVID dopo essere stato trivaccinato: secondo quanto riportato dai giornali all’epoca, si sarebbe infettato ad un meeting per promuovere la vaccinazione obbligatoria, dove si presuppone fossero tutti sierati come lui. Negli stessi giorni aveva dichiarato che l’Austria avrebbe multato fino a 50 mila euro i media che violano le regole di censura UE.
Kickl è noto per le sue posizioni durante la pandemia COVID-19, quando l’Austria subì uno dei lockdown più draconiani del continente, con arresti in strada, mascherine sulle piste di sci, lotterie vaccinali e persino proposte di carcere per i non vaccinati. Il Kickl ha sostenuto l’uso dell’ivermectina e anche definito l’Organizzazione Mondiale della Sanità «uno strumento per far rispettare gli interessi di potere».
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Immagine di European People’s Party via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Israele approva la pena di morte per i palestinesi, ma non per gli israeliani ebrei che commettono crimini identici
Video del Ben Gvirro che festeggia felice stanno circolando in rete. «Presto li conteremo uno per uno» dice versando alcolici ad un gruppo di amici con la kippah.Today, the State of Israel has taken a historic and necessary step in the global fight against terrorism.
The passage of the law allowing for the death penalty for terrorists who commit premeditated, nationalistically motivated acts of murder sends a clear message: those who… pic.twitter.com/5al3vgDU6j — איתמר בן גביר (@itamarbengvir) March 31, 2026
VIDEO | Israeli National Security Minister Ben Gvir, outside the Knesset chamber, celebrates the passing of the death penalty law for Palestinian detainees, describing it as historic and saying, “Soon we will count them one by one.” pic.twitter.com/yc4Aan0dLf
— The Cradle (@TheCradleMedia) March 30, 2026
Israel’s NS Minister Ben Gvir pops champagne to celebrate Knesset’s passage of a death penalty law for Palestinian detainees. He and his party members wore golden noose-shaped pins.
“Soon we will get them one by one.” Netanyahu, who almost never votes, also came in to say… pic.twitter.com/VLXRd1nwcz — Chay Bowes (@BowesChay) March 31, 2026
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Politica
Il Belgio schiera l’esercito per proteggere i siti ebraici
Il Belgio ha schierato l’esercito per proteggere i siti ebraici nelle principali città del paese, ha dichiarato il ministro della Difesa Theo Francken.
La scorsa settimana le autorità belghe hanno annunciato che le forze armate inizieranno a collaborare con la polizia per la sorveglianza dei luoghi di culto ebraici e degli istituti scolastici nella capitale Bruxelles, nonché ad Anversa e Liegi. La decisione è giunta in seguito all’attacco a una sinagoga di Liegi e ad episodi simili nei Paesi Bassi, dopo l’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran alla fine di febbraio.
Lunedì, il Francken ha confermato che i soldati avevano iniziato la loro missione, pubblicando una foto di truppe con giubbotti antiproiettile e fucili in mano ad Anversa.
«La città è di nuovo un po’ più sicura… e anche la comunità ebraica. Diciamo NO all’antisemitismo», ha scritto il ministro.
Il presidente del Comitato di coordinamento delle organizzazioni ebraiche belghe, Yves Oschinsky, ha dichiarato a Reuters che la comunità ebraica del Paese è sempre più preoccupata per la propria sicurezza dopo l’esplosione avvenuta in una sinagoga di Liegi il 9 marzo.
Nessuno è rimasto ferito nell’incidente, poiché l’esplosione è avvenuta nelle prime ore del mattino. L’attacco, che ha mandato in frantumi le finestre e causato altri danni all’edificio storico, è oggetto di indagine come atto terroristico.
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Parlando del dispiegamento di truppe nelle città belghe, Oschinsky ha affermato che «ne abbiamo bisogno», aggiungendo che «in qualche modo ci sentiamo rassicurati, ma non siamo mai senza preoccupazione».
«Abbiamo sempre bisogno di protezione, di sicurezza. Abbiamo bisogno di sicurezza per i nostri figli, per le scuole, per i movimenti giovanili», ha insistito.
Nel mese di marzo, anche nei Paesi Bassi alcune istituzioni ebraiche sono state oggetto di attacchi: esplosioni hanno colpito una scuola ad Amsterdam e una sinagoga a Rotterdam. Nei due episodi non si sono registrati feriti.
Il ministro della Giustizia olandese David van Weel ha dichiarato la scorsa settimana che «la possibilità di un coinvolgimento dell’Iran» nell’attentato di Rotterdam «è oggetto di indagine esplicita».
Come riportato da Renovatio 21, lunedì quattro ambulanze gestite dall’organizzazione di volontariato ebraica Hatzola sono state incendiate a Londra e le autorità stanno indagando sull’attentato come crimine d’odio.
Come riportato da Renovatio 21, nelle scorse settimane il rito ebraico della circoncisione ha segnato un piccolo incidente diplomatico tra il governo belga e l’ambasciatore americano a Brusselle.
Immagine screenshot da YouTube
Politica
AfD vince le elezioni in Renania-Palatinato
The fightback is on.@Alice_Weidel AfD taking 20% of the vote in the state of Rhineland-Palatinate, more than double the 8.3% it received in the last election in 2021.
Only @AfD will save Germany 🇩🇪 The future belongs to patriots. pic.twitter.com/LRf0xXOeeu — Tommy Robinson 🇬🇧 (@TRobinsonNewEra) March 22, 2026
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