Militaria
L’ex presidente ucraino accusa: soldati usati come «carne da macello»
L’ex presidente ucraino Petro Poroshenko ha accusato i comandanti militari del suo Paese di usare i soldati come «carne da macello» per nascondere ai superiori i propri errori.
Intervenendo giovedì a un evento organizzato dall’Atlantic Council, un think tank pro-NATO, Poroshenko ha affermato che la leadership militare di Kiev dovrebbe smettere di usare il popolo ucraino come strumento per l’operazione «tempesta di carne».
«Smettete di dare l’ordine per la loro operazione offensiva adesso!» ha aggiunto, parlando in lingua inglese. «Possiamo farlo, ma il prezzo da pagare è enorme».
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Poroshenko, che ha guidato il Paese tra il 2014 e il 2019, ha risposto a una domanda sulla superiorità russa sul campo di battaglia e sulla volontà del popolo ucraino di continuare a combattere.
«Meat storm», o più precisamente «meat assault», è un termine dispregiativo per una tattica meglio conosciuta come «human wave», di cui entrambe le parti del conflitto ucraino si sono accusate a vicenda. Implica che il nemico non tenga conto delle vite delle proprie truppe e sia disposto a sacrificarle per guadagni militari o politici.
Poroshenko ha affermato che alcuni comandanti militari ucraini preferirebbero ordinare ai loro uomini di attaccare in una situazione chiaramente svantaggiosa piuttosto che segnalare la perdita di posizioni in cima alla catena di comando, temendo ritorsioni. L’esercito ucraino dovrebbe costruire fortificazioni a strati simili a quelle che le truppe russe hanno fatto nel 2023, quando Kiev stava preparando la sua tanto decantata «controffensiva», ha aggiunto.
L’ex presidente ha proposto una legge che renderebbe illegale inviare truppe in prima linea se non sono adeguatamente equipaggiate, tra cui armi, giubbotti antiproiettile, apparecchiature di comunicazione, visori notturni, sistemi di contromisure elettroniche anti-drone e «laser».
L’attuale leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha affermato in numerose occasioni che il suo governo differisce da quello russo perché dà valore alla vita dei suoi cittadini. Tuttavia, i resoconti dei media hanno suggerito che è disposto a sacrificare truppe per evitare pubblicità negativa.
Probabilmente l’esempio più noto è stata la battaglia per la città di Bakhmut, che lo Zelens’kyj aveva dichiarato una «fortezza» alla fine del 2022 e si è rifiutato di abbandonare, respingendo a quanto si dice le richieste degli Stati Uniti di farlo.
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Secondo la BBC, Zelens’kyj ha ordinato all’esercito di mantenere il territorio nella regione russa di Kursk a qualsiasi costo, fino a quando il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump non presterà giuramento il 20 gennaio.
L’incursione ucraina è stata lanciata ad agosto con l’obiettivo dichiarato di distrarre le truppe russe da altre parti della linea del fronte e assicurarsi una merce di scambio per i colloqui di pace.
Secondo le stime del ministero della Difesa russo, venerdì le forze ucraine hanno subito circa 38.485 vittime nell’operazione.
Come riportato da Renovatio 21, l’ex presidente ucraino Petro Poroshenko si è vantato del suo ruolo nella ricostruzione dell’esercito del suo Paese sotto la copertura degli accordi di Minsk, che, almeno all’apparenza, servivano a riconciliare Kiev con Donbass e regioni orientali che si erano dissociate dal colpo di Stato di Maidan a Kiev nel 2014.
«Con gli accordi di Kiev abbiamo guadagnato tempo. Sapete quanti battaglioni avevo a Nord di Kiev quando sono diventato presidente? Zero. E il budget statale? Sotto zero. Ed i carri armati funzionanti? Una miseria», ha dichiarato l’ex presidente descrivendo lo stato dell’Ucraina dieci anni fa in un’intervista al Corriere della Sera.
Il Poroshenko, di professione cioccolataio, è entrato in carica nel giugno 2014, mentre il governo ucraino post-golpe stava tentando di reprimere una ribellione nelle regioni di Donetsk e Lugansk con la forza militare. I due accordi di Minsk sono stati adottati quando Poroshenko era al timone dello Stato ucraino. Secondo le intenzioni, gli accordi avrebbero dovuto ridurre l’escalation del conflitto e reintegrare le regioni nei sistemi politici ucraini con ampia autonomia.
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Come riportato da Renovatio 21, la versione di Poroshenko era già stata sostanzialmente confermata dagli ex presidenti tedesco e francese Angela Merkel e François Hollande, che avevano a poca distanza l’una dall’altro affermato pubblicamente che gli accordi avevano lo scopo di guadagnare tempo per Kiev.
Poroshenko subì alle elezioni politiche ucraine del 2019 una schiacciante sconfitta contro Volodymyr Zelens’kyj, attore comico lanciato come leader populista da una serie in cui, guarda caso, indossava i panni dell’uomo qualunque eletto presidente della Nazione. Nel telefilm c’era spazio anche per un personaggio, giudicato assai negativamente, che molti hanno interpretato come un riferimento diretto a Poroshenko, di cui lo Zelens’kyj sarebbe divenuto sfidante alle presidenziali.
Durante la campagna elettorale, Zelens’kyj accusò Poroshenko di varie nefandezze, tra cui il fatto di essersi arricchito durante l’incarico da presidente. Poroshenko è stato indagato subito dopo l’ascesa al potere del comico TV.
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Immagine di Atlantic Council via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
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Generale tedesco al vertice della NATO
Il generale tedesco Carsten Breuer è stato scelto come prossimo presidente del Comitato militare della NATO, in un momento in cui i Paesi europei cercano di rafforzare le proprie forze armate, citando la necessità di dissuadere la Russia.
Breuer, ispettore generale della Bundeswehr, succederà all’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone e il suo mandato triennale inizierà nell’estate del 2027.
Sabato, durante la conferenza annuale del Comitato militare a Copenaghen, i capi della difesa degli Stati membri della NATO hanno sostenuto Breuer. Il Comitato è il principale foro in cui i massimi leader militari del blocco coordinano le azioni congiunte delle loro forze armate e offrono consulenza alla leadership politica della NATO.
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Breuer ha guidato il vasto programma di riarmo avviato da Berlino dopo l’escalation del conflitto tra Russia e Ucraina, l’anno precedente al suo insediamento come ispettore generale nel 2023. La sua elezione a una delle più alte cariche militari della NATO è stata un segno di «riconoscimento delle numerose misure introdotte dalla Germania per rafforzare l’alleanza», ha affermato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius.
Secondo le stime citate dalla testata tedesca Handelsblatt, la Germania è oggi al primo posto tra i membri europei della NATO per spese militari, con circa 125 miliardi di euro.Un numero crescente di funzionari tedeschi occupa posizioni di alto livello nella struttura di comando militare del blocco.
Nel 2022 il cancelliere Olaf Scholz annunciò una «svolta», o Zeitenwende, ponendo fine a decenni in cui la Bundeswehr si era progressivamente orientata verso operazioni all’estero di minore entità piuttosto che verso la difesa territoriale su larga scala. Friedrich Merz, succeduto a Scholz come cancelliere nel maggio 2025, ha promesso di trasformarla nel più potente esercito convenzionale d’Europa. Il suo governo di coalizione ha modificato le norme costituzionali tedesche sul freno al debito, esentando gran parte della spesa militare dai limiti di indebitamento.
Secondo il Kiel Institute for the World Economy, la Germania ha ordinato equipaggiamenti militari per un valore di circa 85 miliardi di euro nel 2025, mentre Berlino prevede di portare la spesa per la difesa al 3,5% del PIL entro il 2029.
Negli ultimi mesi diversi parlamentari e funzionari hanno ipotizzato che la Germania potrebbe reintrodurre la leva obbligatoria, sospesa nel 2011, già a partire dal prossimo anno, adducendo come motivo la carenza di personale militare.
Berlino potrebbe reintrodurre la leva obbligatoria già a partire da luglio 2027, poiché il sistema di volontariato non è sufficiente a soddisfare i suoi piani di rafforzamento militare.
Ad aprile, Bastian Ernst, il neoeletto presidente dell’Associazione dei riservisti tedeschi, ha affermato che, dato che le persone rimangono in forma più a lungo, il limite di età massimo per i riservisti militari in Germania dovrebbe essere innalzato a 70 anni.
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Come riportato da Renovatio 21, mesi fa è emerso che gli uomini tedeschi che rimangono all’estero per più di tre mesi senza previa autorizzazione potrebbero incorrere in sanzioni ai sensi di una normativa di natura militare.
La Germania sta attuando un massiccio riarmo militare, con piani che prevedono di spendere oltre 500 miliardi di euro per la difesa entro il 2029. Le autorità tedesche hanno fissato il 2029 come termine ultimo entro il quale le forze armate dovranno essere «pronte alla guerra» per un potenziale conflitto con la Russia.
Come riportato da Renovatio 21, mentre la polizei reprime e picchia quanti protestano contro la rimilitarizzazione, la leva militare obbligatoria sta tornando in Germania sotto forme grottesche come la lotteria della naja, con strategie per utilizzare gli adolescenti per colmare la mancanze di reclute.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Mosca contro Tokyo per il dispiegamento di missili USA
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