Spirito
Mel Gibson scrive a Viganò e attacca le Olimpiadi: «hanno deriso la mia Fede»
Il cineasta americano-australiano Mel Gibson ha scritto in un messaggio all’arcivescovo Carlo Maria Viganò tutto il suo disgusto per quanto visto durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi.
«Chi pensano di essere per poter fare questo? Dare la medaglia d’oro a un maschio biologico nel nuoto femminile mi aveva già fatto boicottare i Giochi, ma questa offesa ha chiuso tutto. Chi ha concepito e progettato quella mostra?»
Just received a message from Mel Gibson @MelGibsonFilms about the opening ceremony of the Olympic Games #JO2024 in Paris:
“That the Olympic ceremony in France mocked my faith. Who do they think they are that they can do this? Giving the gold medal to a biological male in… pic.twitter.com/75dkVhTkIF
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) July 29, 2024
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L’uomo incaricato di coordinare la cerimonia è il francese Thomas Jolly, 42 anni. Jolly è un omosessuale che lavora come attore e regista teatrale. In precedenza aveva detto all’edizione britannica di Vogue che voleva assicurarsi che «tutti si sentissero rappresentati» nella cerimonia. Alla stampa ha anche detto «non troverai mai nel mio lavoro il desiderio di denigrare qualcuno o qualcosa».
Come riportato da Renovatio 21, il presidente francese Emmanuel Macron ha pubblicamente ringraziato e lodato Jolly per la sua opera blasfema.
Merci à Thomas Jolly et son génie créatif pour cette cérémonie grandiose. Merci aux artistes pour ce moment unique et magique. Merci aux forces de l’ordre et de secours, aux agents et bénévoles. Merci à tous ceux qui y ont cru.
On en reparlera dans 100 ans !
ON L’A FAIT !
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) July 26, 2024
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L’arcivescovo Viganò ha definito lo spettacolo andato in mondovisione «l’ultimo di una lunga serie di vili attacchi a Dio, alla Religione Cattolica e alla Morale naturale da parte dell’élite anticristica che tiene in ostaggio i Paesi occidentali».
Il Gibson nel suo messaggio a Viganò prende atto del fatto che Papa Francesco non ha commentato la cerimonia nel suo intervento.
«È significativo che l’ayatollah in Iran condanni questa disgustosa manifestazione offensiva e tuttavia la nostra ombra di papa apostata e scismatica non dice nulla, ma sappiamo che gli ultimi 11 anni sono stati come un Halloween per Jorge Bergoglio».
Il riferimento è ad una dichiarazione rilasciata da Ali Khamenei, il leader supremo dell’Iran, che ha condiviso i suoi pensieri in un post su X.
«Il rispetto per #GesùCristo… è una questione indiscutibile e definita per i musulmani. Condanniamo questi insulti diretti alle sante figure delle religioni divine, compreso Gesù Cristo», ha affermato la Guida Suprema della Repubblica Islamica d’Iran.
Respect for #JesusChrist (pbuh) is an indisputable, definite matter for Muslims. We condemn these insults directed at the holy figures of divine religions, including Jesus Christ (pbuh).#Olympic2024
— Khamenei.ir (@khamenei_ir) July 30, 2024
Come riportato da Renovatio 21, Gibson aveva subito scritto a Viganò dopo che gli era stata comminata la scomunica per scisma, scrivendo di sperare che Bergoglio scomunicasse anche lui «dalla sua falsa chiesa».
Il firmatario della lettera di scomunica, monsignor Kennedy, è stato poco dopo promosso da Bergoglio ad arcivescovo.
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Immagine di Kim Davies via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
Spirito
Dal 1° all’8 novembre, indulgenze per le anime del Purgatorio
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Che cos’è un’indulgenza?
L’indulgenza è la remissione, davanti a Dio, della pena temporale dovuta ai peccati di cui la colpa è già stata perdonata. Non sostituisce dunque il sacramento della penitenza e non concede il perdono dei peccati, ma permette di ottenere la remissione delle pene che restano da espiare dopo la loro assoluzione. Per concedere questa remissione, la Chiesa attinge al suo tesoro spirituale, costituito dai meriti sovrabbondanti di Nostro Signore Gesù Cristo, della Santissima Vergine Maria e dei santi. Esistono due specie di indulgenze. L’indulgenza plenaria rimette la totalità della pena temporale dovuta ai peccati, di modo che un’anima che morisse dopo averla ottenuta, senza aver contratto un nuovo debito verso la giustizia divina, entrerebbe direttamente in Cielo. L’indulgenza parziale, da parte sua, ne rimette solo una parte. Concedendo queste indulgenze, la Chiesa viene in soccorso alla debolezza umana, che rende così difficile l’espiazione completa delle colpe durante la vita terrena. Incoraggia così le opere di pietà e di carità, ricordando al tempo stesso la necessità di soddisfare la giustizia divina. Questa misericordia può giovare anche ai defunti, ai quali i fedeli possono applicare le indulgenze a modo di suffragio. È per questo che la Chiesa prevede, all’inizio del mese di novembre, diverse occasioni di ottenere un’indulgenza plenaria a favore delle anime del purgatorio.Come ottenere un’indulgenza per i defunti?
Il 2 novembre, giorno della commemorazione dei fedeli defunti, si può ottenere un’indulgenza plenaria applicabile alle sole anime del purgatorio visitando piamente una chiesa o un oratorio e recitandovi un Padre nostro e un Credo, fatte salve le consuete condizioni. Dal 1° all’8 novembre inclusi, i fedeli possono inoltre ottenere ogni giorno un’indulgenza plenaria applicabile ai defunti visitando piamente un cimitero e pregando per loro, anche solo mentalmente. Questa preghiera è libera: non è imposta alcuna formula particolare. In entrambi i casi, il compimento dell’opera prescritta deve essere accompagnato dalle disposizioni generali richieste dalla Chiesa:- Essere in stato di grazia e compiere l’opera prescritta.
- Confessarsi nei giorni che precedono o seguono l’opera.
- Ricevere la santa comunione.
- Pregare secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, per esempio recitando un Padre nostro e un’Ave Maria.
- Essere distaccati da ogni affetto al peccato, anche veniale.
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Un atto di carità alla portata di tutti
La visita a un cimitero, spesso compiuta per fedeltà familiare, assume così una dimensione soprannaturale quando è accompagnata dalla preghiera e dalle disposizioni richieste dalla Chiesa. Non si tratta più soltanto di mantenere vivo il ricordo di coloro che ci hanno lasciato, ma di portare loro un soccorso vero, contribuendo alla loro liberazione dalle pene del purgatorio. Questi primi giorni di novembre sono dunque un invito a non dimenticare i defunti, in particolare le anime più abbandonate, per le quali nessuno prega più. E se oggi abbiamo il potere di aiutarle, forse domani avremo bisogno, a nostra volta, delle preghiere di coloro che ci sopravvivranno.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Mons. Viganò: il vero orrore non è Halloween ma la liturgia postconciliare
Renovatio 21 pubblica lo scritto apparso su X a firma dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò.
Si condannano zucche, streghe e fantasmi, ma si tace molto più facilmente davanti alla crisi della Liturgia, alla comunione sulla mano, alle profanazioni, all’ecumenismo, ai riti pagani introdotti anche in contesti cattolici e al progressivo silenzio sui Novissimi: Morte, Giudizio, Inferno, Purgatorio e Paradiso.
Il punto, allora, non è assolvere Halloween. Al contrario: è denunciarne con chiarezza la deriva, senza però trasformarlo nell’unico bersaglio «consentito».
Perché il problema più grave nasce quando i cattolici vengono abituati a indignarsi solo contro ciò che non costa nulla denunciare, mentre si evita accuratamente di contestare ciò che avviene dentro la Chiesa e viene avallato, promosso o tollerato dalla sua stessa gerarchia.
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Immagine da Twitter
Spirito
Mons. Eleganti: l’«inclusività» sinodale lascia fuori i cattolici tradizionalisti
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