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Melinda lascia bruscamente la Fondazione Gates

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Melinda Gates ha rivelato che si dimetterà dalla carica di co-presidente della Bill & Melinda Gates Foundation.

 

«Dopo un’attenta riflessione e riflessione, ho deciso di dimettermi dal mio ruolo di copresidente della Fondazione Bill & Melinda Gates, Il mio ultimo giorno di lavoro alla fondazione sarà il 7 giugno» ha scritto la miliardaria su Twitter.

 

Secondo quanto detto, la donna avrebbe intenzione di concentrarsi sui propri sforzi filantropici, sostenuti da una dote di 12,5 miliardi di dollari.

 

«Non è una decisione che prendo con leggerezza. Sono immensamente orgogliosa della fondazione che Bill e io abbiamo costruito insieme e del lavoro straordinario che sta facendo per affrontare le ineguaglianze in tutto il mondo» scrive un documento firmato dalla Melinda. «Ci tengo profondamente al tema della fondazione, ai nostri partner in tutto il mondo, e a tutti coloro che sono toccati dal suo lavoro».

 

 

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«Faccio questo passo con piena confidenza che la fondazione è in grande forma, con un CEO estremamente capace, Mark Suzman, il Team di Leadership Esecutiva, e un board di affiliati esperto sistemati per assicurare che tutto l’importante lavoro continuo. È tempo per me di andare avanti nel prossimo capitolo della mia filantropia» dichiara l’ex moglie dell’oligarca dei computer, primo finanziatore privato della sanità globale.

 

Non poteva mancare la nota parafemminista: «questo è un momento critico per le donne e le ragazze in USA e in tutto il mondo, e coloro che lottano per proteggere ed avanzare l’uguaglianza necessitano urgentemente di sostegno».

 

«Sotto i termini del mio accordo con Bill, lasciando la fondazione, avrò altri 12,5 miliardi di dollari da impegnare nel mio lavoro per conto delle donne e delle famiglie».

 

Quando parla di donne e famiglie, la Gates parla di aborto e contraccezione da diffondere in tutta la Terra, argomento di cui ha parlato apertis verbis per anni e per il quale ha operato pubblicamente, per esempio donando tre anni fa 2,1 miliardi alla multinazionale dell’aborto Planned Parenthood.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel febbraio 2022 era emerso che Melinda Gates non avrebbe donato più la maggior parte della sua ricchezza a Bill & Melinda Gates Foundation, apportando una modifica alla lettera di Giving Pledge alla fine del 2021 in seguito al suo divorzio dal co-fondatore di Microsoft Bill Gates, tuttavia all’epoca non ha specificato che sarebbe andata alla Gates Foundation. Il Giving Pledge è una campagna per incoraggiare le persone estremamente facoltose a contribuire con la maggior parte della loro ricchezza a cause filantropiche. A gennaio 2021, l’impegno ha 231 firmatari da 28 Paesi, tra cui David Rockefeller, George Lucas, Ted TurnerMark ZuckerbergPaul SingerRichard BransonElon Musk.

 

La dotazione della Fondazione Gates supera i 50 miliardi di dollari. A luglio, Bill e Melinda hanno dichiarato che avrebbero impegnato altri 15 miliardi di dollari per la dotazione della Fondazione, che come noto è coinvolta sia scientificamente (con i fondi alla ricerca) che economicamente (perché investitrice di Big Pharma) che mediaticamente (con i programmi finanziati ai giornali di tutto il mondo per centinaia di milioni) politicamente (con le donazioni a enti transnazionali come l’OMS, e la creazione di altri enti come GAVI e CEPI) nel programma sanitario e vaccinale globale.

 

Come riportato da Renovatio 21, Melinda Gates, sedicente cattolica, ha per anni perorato e finanziato la causa dell’aborto – chiamato con l’eufemismo orwelliano «Controllo delle nascite» – specie nel Terzo Mondo. Nelle sue conferenze, Melinda parlava della necessità globale della contraccezione. Esiste ancora un TED piuttosto esplicito.

 

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Il tema della riduzione della popolazione umana fu quindi mixato dalla Gates con quello della catastrofe pandemica: «le prime stime suggeriscono anche che la pandemia causerà 49 milioni di donne in più senza contraccettivi, portando a 15 milioni di gravidanze non pianificate» aveva detto in una intervista concessa a La Stampa e ad altri due giornali internazionali.

 

Se i Gates sino a qualche lustro fa non parlavano d’altro che di riduzione della popolazione – magari a cene organizzate con i Rockefeller e i Soros, come ricordato da Renovatio 21 – risulta difficile credere che la vecchia idea non sia in qualche modo implicata nella loro nuova crociate miliardaria per la vaccinazione universale.

 

Durante la quarantena mondiale Melinda aveva preso parte ad incontri internazionali con i leader dei Paesi europei, poi sfociati nel mastodontico finanziamento pubblico pluriennale (287,5 milioni di euro) anche da parte del governo italiano – il Conte bis – al GAVI, l’alleanza per i vaccini creata dai Gates.

 

Il divorzio tra Bill e Melinda, è stato ipotizzato, potrebbe essere stato provocato anche dal non ancora chiaro rapporto tra Bill e il pedofilo sedicente finanziere (ma quasi sicuramente asset di qualche servizio segreto) Jeffrey Epstein. Come visto in una recente intervista TV, nominare Epstein è qualcosa che imbarazza ancora molto il Bill.

 

È finito sui giornali che l’Epstein presentò a al Gates una giovane giocatrice di Bridge russa, ma i contorni della storia sono oscuri, lasciando gli osservatori a fare solo ipotesi: si trattava di un tentativo di ricatto, secondo il classico schema dell’enigmatico finanziere pedofilo?

 

Secondo quanto riportato dal quotidiano norvegese DN Masinet, Epstein avrebbe partecipato a un incontro del 2013 con Bill Gates e potrebbe essere stato determinante per stabilire connessioni tra Gates e un think tank coinvolto nella produzione di vaccini. L’articolo di DN afferma che la Bill & Melinda Gates Foundation ha risposto alle domande affermando che «la Fondazione non ha mai avuto rapporti finanziari con Epstein».

 

La bizzarra amicizia emersa grazie ad un exposé del New York Times e riemersa con il divorzio dei Gates porta a speculazioni sulla sua natura e i suoi contenuti: Renovatio 21 si è chiesta se, più che le donne, ad unire i due non fosse la prospettiva dell’eugenetica.

 

L’argomento dell’eugenetica era discusso apertamente da Bill e la moglie Melinda dentro e fuori della loro Fondazione; era il tema preferito prima di quello delle Pandemie e dei vaccini, che del controllo della popolazione è diretta conseguenza.

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Immagine di DFID – UK Department for International Development via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic

 

 

 

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Epstein ha proposto alla Rothschild «molte opportunità» nell’Ucraina post-golpe

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I documenti resi pubblici di recente indicano che Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali negli Stati Uniti, ha discusso di possibili opportunità d’affari in Ucraina dopo il colpo di stato di Kiev del 2014, sostenuto dall’Occidente. Ne ha parlato con Ariane de Rothschild, a capo della banca privata svizzera Edmond de Rothschild Group.   La scorsa settimana, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha diffuso un ulteriore lotto di documenti legati a Epstein. Tra questi figura uno scambio di email del marzo 2014, in cui de Rothschild esprimeva l’intenzione di discutere dell’Ucraina durante un prossimo incontro. La risposta di Epstein recitava: «La rivolta in Ucraina dovrebbe offrire molte opportunità, molte».   Pubblicazioni precedenti di documenti avevano già messo in luce i rapporti commerciali tra i due. Nel 2015, dopo la nomina di de Rothschild a CEO del gruppo, lei negoziò un contratto da 25 milioni di dollari con Epstein per «l’analisi del rischio e l’applicazione e l’utilizzo di determinati algoritmi» a beneficio della banca. Nel 2013, lui le chiese di aiutarlo a trovare un’assistente personale donna, che secondo le sue parole doveva essere «multilingue e organizzata». Epstein mise inoltre in contatto de Rothschild – che nel 1999 aveva sposato una donna della famiglia di banchieri svizzeri – con Kathryn Ruemmler, partner di Goldman Sachs ed ex consulente della Casa Bianca durante la presidenza di Barack Obama. Lo studio legale di Ruemmler fu in seguito incaricato di fornire consulenza al gruppo su questioni normative statunitensi.   Le proteste di massa di Maidan nel 2014 sfociarono in un colpo di stato che rovesciò il presidente Viktor Yanukovich. Membri dell’amministrazione Obama contribuirono ad alimentare i disordini e a scegliere i funzionari del nuovo governo ucraino. La rimozione di Yanukovich violò un accordo di de-escalation mediato da Germania e Francia e portò l’Ucraina verso un conflitto con la Russia.

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La famosa famiglia di banchieri ebrei è stata profondamente coinvolta negli affari ucraini dopo il colpo di Stato del 2014. Lo riportava un anno fa un articolo della testata governativa russa Sputnik, sostenendo che la multinazionale finanziaria Rothschild & Co avrebbe avuto un ruolo determinante nella ristrutturazione del debito ucraino di oltre 20 miliardi di dollari nel luglio 2024.   I Rothschild avrebbero coinvolto nei colloqui gli esperti del FMI, mentre sul tavolo c’era anche il piano di sequestrare i beni sovrani congelati della Russia. Secondo l’accusa, il clan stava traendo profitto dallo Stato dell’Europa orientale attraverso vari piani, tra cui la futura «ricostruzione dell’Ucraina».   Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Ucraina ha raggiunto il suo accordo con gli obbligazionisti su una ristrutturazione del debito come risultato degli sforzi di Rothschild & Co. Negli stessi mesi era emerso che i rami svizzero e francese della famiglia Rothschild stavano combattendo per il dominio nel settore della gestione patrimoniale, il che sta causando tensioni e scatenando speculazioni su una fusione che avrebbe un impatto significativo sul panorama finanziario globale.   Dalla banca francese dei Rothschild è passato, notoriamente, l’attuale presidente francese Emmanuel Macron.   Uno dei principali patriarchi della famiglia, espansasi anche a Londra e Nuova York, Evelyn Rothschild, è morto nel 2022. Sette mesi fa è defunto all’età di 87 anni anche Lord Nathaniel Charles Jacob Rothschild, IV barone Rothschild, noto per essere amico dello Stato di Israele e della controversa artista Marina Abramovic.   Come riportato da Renovatio 21, la vedova di Evelyn Rothschild, Lynn Forester de Rothschild ha attaccato l’inchiesta dei trumpiani sull’integrità delle elezioni 2020; la famiglia avrebbe triplicato il loro investimento in Bitcoin.   Nel 2020 Lynn Forester de Rothschild ha formato una coalizione con il Vaticano, le Nazioni Unite, varie multinazionali e la Fondazione Rockefeller chiamata Council for Sustainable Capitalism.   Come riportato da Renovatio 21, un anno fa un membro della dinastia bancaria Rothschild sia rimasto ucciso in un incendio domestico a Los Angeles. A febbraio 2024, Lord Jacob Rothschild, finanziere e pari britannico, è morto all’età di 87 anni. Era amico di Israele e di Marina Abramovic, e nemico della Russia di Putin.   L’erede banchiere Alexandre de Rothschild nel 2024 era stato ingannato in uno scherzo telefonico in cui credeva di parlare con lo Zelen’skyj, mostrandogli tutta la sua disponibilità.  

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Immagine di Bengamy via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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Lord britannico si dimette dal Partito Laburista per i legami con Epstein

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L’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Lord Peter Mandelson, ha annunciato le dimissioni dal Partito Laburista dopo che nuovi documenti statunitensi resi pubblici hanno riportato al centro dell’attenzione la sua relazione con Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali.

 

Mandelson, rimosso dal suo incarico a Washington lo scorso anno in seguito alle rivelazioni su una lettera di dieci pagine indirizzata al suo «migliore amico» Epstein, ha comunicato domenica la decisione di lasciare l’iscrizione al partito per non provocare «ulteriore imbarazzo».

 

In una lettera indirizzata alla segretaria generale del Partito Laburista, Hollie Ridley, Mandelson ha respinto ogni accusa di illecito e ha definito «false» le affermazioni secondo cui Epstein gli avrebbe versato somme di denaro oltre vent’anni fa, dichiarando di non conservare alcuna traccia né ricordo di tali pagamenti.

 

«Mentre approfondisco queste questioni, non intendo causare ulteriore imbarazzo al Partito Laburista e per questo motivo mi dimetto dall’iscrizione», ha scritto. Mandelson ha inoltre rinnovato le sue scuse alle vittime di Epstein, sottolineando che le loro voci «avrebbero dovuto essere ascoltate molto prima».

 

Il Mandelson è omosessuale e i pagamenti coinvolgerebbero anche il suo «partner». A gennaio, nella sua prima intervista dopo essere stato licenziato dall’incarico di ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti a causa dei suoi legami con Epstein, aveva dichiarato alla BBC di pensare di essere stato «tenuto separato» dal lato sessuale della vita del defunto finanziere perché era gay – per cui, dice, non era «consapevole di ciò che [Epstein] stava facendo» e mai aveva veduto ragazzine e baccanali oligarchici vari.

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Venerdì il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha diffuso una nuova serie di documenti, in ottemperanza alla legge sulla divulgazione dei file federali relativi a Epstein. Tra questi figurano estratti conto bancari che sembrano indicare tre distinti versamenti da 25.000 dollari ciascuno dai conti JP Morgan di Epstein a conti collegati al Mandelsone tra il 2003 e il 2004.

 

I file includono anche e-mail e fotografie che coinvolgono Mandelson, tra cui immagini censurate in cui appare accanto a una donna non identificata. Mandelson ha dichiarato di non riuscire a ricordare né il luogo né le circostanze in cui tali foto furono scattate. Il dipartimento di Giustizia ha precisato che i documenti sono stati pubblicati senza contesto aggiuntivo e che la mera menzione in essi non implica necessariamente responsabilità penali.

 

Come riportato da Renovatio 21, il Mandelson era stato destituito dall’incarico di ambasciatore britannico negli Stati Uniti l’anno scorso, dopo che precedenti indiscrezioni avevano evidenziato contatti protratti con Epstein anche dopo la condanna del finanziere nel 2008 per adescamento di minore. In precedenza aveva espresso profondo rimpianto per aver mantenuto quei rapporti, descrivendo Epstein come un «carismatico bugiardo criminale».

 

Le recenti rivelazioni, che comprendono anche nuovi documenti e immagini riguardanti l’ex principe Andrea, hanno provocato una forte reazione politica a Londra. Un portavoce del Partito Conservatore ha criticato il premier Keir Starmer per non aver espulso prima Mandelson, ormai «completamente screditato». Anche esponenti dei Liberal Democratici e dello stesso Partito Laburista hanno sostenuto che Mandelson, il principe Andrea e chiunque possieda informazioni rilevanti sulle attività di Epstein abbiano il dovere morale di trasmettere tutto quanto sanno alle autorità statunitensi.

 

Come riportato da Renovatio 21 il Mandelson è un «peer» (cioè, membro dell’aristocrazia britannica) del partito laburista e un intimo di lunga data di Tony Blair – oltre che di Epstein – ed è chiamato dai detrattori a Londra il «Principe delle Tenebre» o talvolta il «Signore Oscuro», dal nome del cattivo di Harry Potter, Voldemort.

 

Va ricordato che Mandelsone, prima di divenire ambasciatore a Washingtone, si era espresso ad abundantiam contro Donald Trump.

 

Un articolo del 6 febbraio 2025 sul Financial Times scrive che «Mandelson, un ex commissario UE liberale e libero professionista con forti legami con la Cina, la scorsa settimana ha ritirato la sua affermazione “mal giudicata e sbagliata” del 2019 secondo cui Trump era un “pericolo per il mondo” e “poco meno di un nazionalista bianco e razzista».

 

Chris LaCivita, un consigliere della campagna di Trump, aveva descritto il nuovo ambasciatore come «un idiota assoluto» che «dovrebbe restare a casa».

 

Come riportato da Renovatio 21, il Mandelson ovviamente è frequentatore del World Economic Forum di Davos.

 

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Misteri

Starmer invita l’ex principe Andrea a testimoniare sui legami con Epstein

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Il primo ministro britannico Keir Starmer ha invitato Andrew Mountbatten-Windsor a testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti, dopo che l’ex membro della famiglia reale è stato ampiamente menzionato nell’ultima tranche di documenti su Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.   I documenti sono stati pubblicati ai sensi dell’Epstein Files Transparency Act, legge promulgata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel novembre dello scorso anno, che obbliga il Dipartimento di Giustizia a divulgare i documenti federali relativi alle indagini su Jeffrey Epstein. Mountbatten-Windsor, privato dei suoi titoli reali lo scorso anno, compare in e-mail e fotografie incluse nella cache pubblicata venerdì.   Sabato, parlando con i giornalisti, a Starmer è stato chiesto se l’ex principe dovesse scusarsi e fornire prove ai legislatori statunitensi, se richiesto.   «Innanzitutto, ho sempre affrontato questa questione pensando alle vittime di Epstein. Le vittime di Epstein devono avere la priorità assoluta. Quanto all’opportunità o meno di chiedere scusa, questa è una questione che riguarda Andrew», ha affermato.  

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«Ma sì, per quanto riguarda la testimonianza, ho sempre detto che chiunque abbia informazioni dovrebbe essere pronto a condividerle in qualsiasi forma gli venga chiesto. Non si può essere incentrati sulla vittima se non si è disposti a farlo», ha aggiunto.   Il fratello di re Carlo III ha ripetutamente negato ogni illecito e in precedenza aveva affermato di aver interrotto la sua relazione con Epstein dopo la prima condanna del finanziere per aver indotto una minorenne alla prostituzione nel 2008.   Tuttavia, l’ultima pubblicazione include fotografie e scambi di email tra i due risalenti al 2010, due anni dopo che il finanziere caduto in disgrazia si era dichiarato colpevole in Florida.   Le immagini mostrano l’ex membro della famiglia reale inginocchiato su una donna non identificata sdraiata a terra, senza fornire alcun contesto su quando o dove siano state scattate. Le email mostrano anche Epstein che propone ad Andrea di cenare con una «bellissima e affidabile» donna russa di 26 anni.   L’anno scorso, il re ha privato il fratello dei suoi titoli e onori reali a seguito di una rinnovata controversia legata a Virginia Giuffre, morta suicida ad aprile. Nel 2022, Andrew ha patteggiato una causa civile con Giuffre, che sosteneva di essere stata trafficata per l’allora principe per incontri non consensuali quando era ancora minorenne, secondo la legge di New York.  

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