Connettiti con Renovato 21

Gender

Il cattolicesimo tedesco reagisce alle benedizioni gay

Pubblicato

il

Dopo la pubblicazione della Dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) che autorizza la benedizione delle coppie irregolari – non sposate o dello stesso sesso – le reazioni in Germania, in testa con il Belgio fiammingo nella promozione di queste benedizioni, sono diverse, ma mostrano già la gravità del male.

 

Come era prevedibile, le reazioni sono nel complesso molto positive, addirittura entusiaste. Ma digrignano i denti coloro che avrebbero voluto il puro e semplice riconoscimento delle unioni omosessuali. Si lamentano alcune voci conservatrici, come il movimento conservatore Maria 1.0, che sottolinea le incongruenze del testo.

 

Le reazioni soddisfatte

Dei vescovi, come mons. Heinrich Timmerevers, vescovo di Dresden-Meißen, esprimono gioia e sorpresa: «Questo non è mai stato fatto prima nella storia della Chiesa, è un passo importante che il Papa rende ora possibile», ha detto all’ARD.

 

Anche il futuro arcivescovo di Bamberga, mons. Herwig Gössl, ha accolto favorevolmente la decisione di Roma. Esso riprende «un desiderio importante di tanti fedeli, espresso anche nel Cammino sinodale», ha affermato. Sottolinea, tuttavia, che la Dichiarazione Romana riserva il matrimonio tra un uomo e una donna.

 

Il vescovo di Magonza, mons. Peter Kohlgraf, ha apprezzato la pubblicazione vaticana. «Sono molto felice che questo testo possa, spero, porre fine ad alcuni rifiuti aggressivi e che sarà chiaro che l’attenzione data alle persone attraverso la benedizione è veramente cattolica», ha scritto su Facebook.

Mons. Michael Gerber, vescovo di Fulda, ha espresso la sua gratitudine: «Le persone omosessuali ricevono così un segnale importante: il vostro contributo è importante e prezioso, ci arricchiamo a vicenda», ha espresso. Mons. Gerber vede un vero sviluppo nell’insegnamento della Chiesa, che è importante per la vita di molte persone.

 

Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, si è detto sorpreso dalla dichiarazione del Vaticano: «Non pensavo che un segnale del genere sarebbe arrivato così rapidamente». Lo vede come un primo passo che può sembrare piccolo per i cattolici tedeschi, «ma nella Chiesa universale questa possibilità è enorme».

 

Il cardinale ha aggiunto che ogni cultura deve ora sviluppare le proprie regole di applicazione: «Per noi questa non è una novità. Ci stiamo già lavorando». Sono già in fase di elaborazione delle linee guida per renderle disponibili agli agenti pastorali.

 

Quanto a mons. Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca (DBK), ha pubblicato un comunicato stampa sul sito della DBK, in cui contrappone la benedizione al matrimonio sacramentale, il che è riduttivo rispetto alla Dichiarazione. Soprattutto, vede che il testo afferma che «il quadro stabilito è sufficientemente chiaro per dare ai ministri ordinati la necessaria sicurezza di azione».

Sostieni Renovatio 21

Reazioni mitigate

Il vescovo di Würzburg, mons. Franz Jung, ha reagito con riserva: «Gli atti di benedizione sono considerati come un aiuto per una vita migliore, per vivere con maggiore fedeltà i valori del Vangelo», ha scritto. «Bisognerà vedere se gli atti di benedizione servono a raggiungere questo obiettivo nel quadro definito dalla dichiarazione», ha aggiunto. Vede nella Dichiarazione un tentativo di fare la grande differenza tra le esigenze della pratica pastorale e l’insegnamento ufficiale della Chiesa.

 

In una dichiarazione congiunta, due gruppi di donne cattoliche hanno definito la Dichiarazione «attesa da tempo». Ma per entrambe le associazioni è incomprensibile che le benedizioni non possano essere eseguite nell’ambito delle funzioni religiose.

 

L’iniziativa tedesca #OutInChurch [pro LGBT, ndr] ha reagito con scetticismo: «Finché si parlerà di relazioni irregolari e le benedizioni rimarranno vietate nelle funzioni religiose, la gioia sarà molto limitata».

 

Il Comitato cattolico LGBT+ ha espresso un parere simile. La Dichiarazione del DDF mantiene l’attuale insegnamento della Chiesa sul matrimonio, ha criticato il comitato in una dichiarazione. Il magistero continua a parlare di situazioni irregolari riguardo ai rapporti tra persone queer. La benedizione ora possibile sarebbe una «benedizione leggera».

 

Reazioni costernate

È il caso in particolare dell’associazione Maria 1.0 che analizza il testo evidenziandone le incongruenze. Gli autori descrivono «un documento teologicamente molto ambivalente e ambiguo», e spiegano che il male non potrà mai essere oggetto di benedizione. Aggiungono che si tratta di una novità nella storia della Chiesa.

 

E spiegano che: «Molti hanno l’impressione che la Chiesa non consideri più immorali le relazioni omosessuali e altre situazioni irregolari e che le benedica. Sarebbe la lettura peggiore possibile». Descrivono il disordine che già si sta creando sul suolo tedesco che ha accolto con avidità la Dichiarazione.

 

L’associazione «Nuova Partenza», che si è fortemente opposta al Cammino sinodale, tenta un’altra strada: in un comunicato stampa, cerca di dimostrare che Fiducia supplicans non rompe con la dottrina della Chiesa e mette in luce i limiti espressi nella Dichiarazione. – Leggendo questo testo, è doloroso vedere che gli autori sprofondano in un vicolo cieco.

 

Conclusione

Le reazioni in Germania, il cui Cammino sinodale è in prima linea nel promuovere le benedizioni delle coppie dello stesso sesso, non sorprendono. La Chiesa di Germania prende ciò che le è stato donato e ora lo farà fruttificare: non ci sarà quasi alcuna differenza tra benedizione liturgica e non liturgica. Continueranno ad essere utilizzati i «rituali» già approvati in alcune diocesi.

 

Gli scontrosi vedono il bicchiere mezzo vuoto: aspettano il puro e semplice riconoscimento del «matrimonio» omosessuale da parte della Chiesa. Le persone più intelligenti sanno che questo non è necessario per andare avanti. Ora hanno la legge dalla loro parte. Quale vescovo potrà ora vietare qualcosa in questo ambito?

 

Alcuni pensavano che questa Dichiarazione avrebbe potuto scuotere le fondamenta dell’avanguardia sinodale tedesca. Ma è un errore: il testo non fa altro che spingere ulteriormente la Chiesa di Germania sulla strada dello scisma e dell’eresia.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.news.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21



Immagine di Elke Wetzig via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

Continua a leggere

Gender

Lottatrice liceale chiede alla Giustizia di poter evitare di competere con ragazzi transgenderri

Pubblicato

il

Da

Kallie Keeler, una lottatrice di una scuola superiore dello Stato di Washington, ha chiesto il 5 ottobre alla Corte Suprema degli Stati Uniti un’ordinanza d’urgenza che le permetta di gareggiare nella squadra femminile senza dover affrontare atleti maschi, dopo essere stata presumibilmente aggredita sessualmente da uno di loro durante un incontro. Lo riporta Epoch Times.   La Keeler sostiene che la Washington Interscholastic Activities Association abbia violato il Titolo IX consentendo la partecipazione di atleti maschi agli sport femminili e chiede che sua madre venga informata della presenza di qualsiasi avversario maschio.   Il mese scorso la Corte d’Appello del Nono Circuito (la più grande corte d’appello federale degli Stati Uniti) ha respinto le sue richieste, affermando che la situazione non era di emergenza poiché la stagione di lotta non inizia prima di novembre e che la sua richiesta di notifica a tutti gli atleti transgender era troppo generica. Un investigatore del Title IX (la legge federale statunitense che vieta la discriminazione basata sul sesso in qualsiasi programma o attività educativa che riceva finanziamenti federali), dopo aver visionato due video dell’incontro, ha scritto che l’avversaria probabilmente l’ha toccata con forza e il Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti ha aperto un’indagine nel febbraio 2026, ma il procuratore distrettuale ha deciso di non procedere con l’incriminazione.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Come sottolinea Epoch Times, il ricorso di Keeler è giunto nel mezzo di numerose decisioni della Corte Suprema riguardanti lo sport femminile e i diritti dei genitori.   In particolare, a giugno la Corte Suprema ha autorizzato gli Stati a vietare la partecipazione maschile agli sport femminili, respingendo l’argomentazione secondo cui tale divieto violerebbe il Titolo IX. La Corte ha inoltre respinto le argomentazioni di Keeler secondo cui sua madre avrebbe dovuto essere informata e avere l’opportunità di escludere la figlia dalla competizione.   Questa argomentazione si basava in parte sulla sentenza della Corte Suprema del 2025 nel caso Mahmoud contro Taylor, la quale stabiliva che un distretto scolastico del Maryland dovesse informare i genitori in merito ai libri illustrati con contenuti controversi su genere e sessualità.   La Corte d’Appello del Nono Circuito ha affermato che quel caso e un altro relativo ai diritti dei genitori non erano applicabili alla situazione di Keeler.   Il manuale 2025-2026 della Washington Interscholastic Activities Association stabilisce che «gli atleti parteciperanno a programmi coerenti con la loro identità di genere o con il genere che esprimono più frequentemente».   Attualmente a Washington si sta valutando l’Iniziativa 638, che vieterebbe ai ragazzi di partecipare alle competizioni sportive femminili.   La proposta di legge, promossa da Let’s Go Washington, un comitato di azione politica, sarà sottoposta a votazione il 3 novembre. Il gruppo ha affermato che l’Iniziativa 638 ripristina l’equità nelle regole di ammissibilità, vietando agli «uomini biologici» di competere nelle discipline atletiche femminili.

Iscriviti al canale Telegram

Studi scientifici hanno ripetutamente confermato che gli uomini hanno un vantaggio considerevole rispetto alle donne nello sport e nell’atletica. Una recente ricerca pubblicato su Sports Medicine ha scoperto che un anno di farmaci ormonali «transgender» provoca «cambiamenti molto modesti» nei vantaggi intrinseci della forza negli uomini.   Secondo il sito SheWon.org, i transessuali avrebbero vinto centinaia di titoli negli sport femminili. La pagine web mostra centinaia di nomi di atlete superate in gara da transessuali in ben 29 discipline sportive: ci sono ciclismo, atletica, sollevamento pesi, nuoto, canottaggio, corsa campestre, golf, sci alpino, sci nordico, skateboard, surf, biliardo, perfino il poker.   Oltre all’ovvio vantaggio che un maschio biologico ha chiaramente sulle donne in sport come il nuoto o il sollevamento pesi, i principali esperti medici concordano sul fatto che gli atleti transgender hanno un vantaggio ingiusto rispetto alle donne biologiche anche dopo essersi sottoposti a una terapia di soppressione del testosterone.   Come riportato da Renovatio 21, il transessualismo sta divenendo un problema in quantità impressionanti di discipline praticate dalle donne: abbiamo visto casi per il nuoto, la maratona, il ciclismo, la BMX, l’hockey, il sollevamento pesi, il basket…  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di 2017 Canada Summer Games via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
 
Continua a leggere

Gender

Migranti LGBT deportati da Trump in Paesi «ostili»

Pubblicato

il

Da

I migranti LGBT sono stati deportati dall’amministrazione Trump verso Paesi terzi «ostili». Lo riporta l’agenzia Reuters.

 

Almeno 40 migranti LGBT sono stati rimandati in Paesi africani che criminalizzano le relazioni omosessuali o che il Dipartimento di Stato americano ha definito «ostili» a tali relazioni.

 

«Reuters ha seguito il destino di tutte e 40 le persone, provenienti da tutta l’Africa, nonché da Iraq, Giamaica e Russia, intervistando una dozzina di deportati e avvocati specializzati in immigrazione e analizzando centinaia di pagine di documenti legali», riporta l’agenzia.

 

«Sedici di loro si trovano ancora nei paesi in cui sono stati deportati e alcuni sono tuttora detenuti. Altri sedici (…) sono stati rimpatriati nei loro Paesi d’origine contro la loro volontà. Nove si nascondono in Paesi terzi. Un uomo ghanese non è più in contatto con i suoi avvocati o parenti», hanno affermato.

 

I Paesi indicati come ostili sono la Sierra Leone, la Guinea Equatoriale, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo e l’Eswatini, in precedenza Swaziland.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Le espulsioni verso Paesi terzi, cioè i casi in cui una persona viene rimpatriata in un Paese diverso da quello di residenza, erano rare durante la prima amministrazione Trump, ma sono diventate una delle politiche migratorie centrali della seconda. La misura, adottata dal Dipartimento per la Sicurezza Interna nel marzo 2025, consente ai funzionari di espellere cittadini stranieri in sole sei ore.

 

L’amministrazione Trump ha accordi con diverse decine di Paesi per accogliere deportati che non sono loro cittadini. In Africa figurano Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Swaziland, Guinea Equatoriale, Ghana, Ruanda e Uganda. In America Latina hanno accettato di accogliere migranti di Paesi terzi anche Costa Rica, Guatemala, El Salvador e Honduras.

 

Reuters afferma che almeno 40.000 persone sono state deportate in Paesi terzi, di cui circa 900 in Africa.

 

A metà settembre una corte d’appello ha bloccato la politica, sostenendo che l’amministrazione non permetteva ai migranti di esprimere le proprie preoccupazioni sui maltrattamenti prima di essere deportati.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

 

Continua a leggere

Gender

Gli adolescenti americani stanno tornando eterosessuali: nuove statistiche

Pubblicato

il

Da

La quota di adolescenti americani che si definiscono omosessuali o bisessuali sarebbe in diminuzione, stando agli ultimi dati dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Lo riporta LifeSite.   Il CDC ha diffuso l’indagine biennale nazionale sui comportamenti a rischio tra i giovani, che «fornisce un’istantanea della salute e del benessere degli studenti delle scuole superiori negli Stati Uniti nel 2025 e dei cambiamenti avvenuti negli ultimi 2 e 10 anni» su alimentazione, attività fisica, sonno, comportamento online, salute mentale e rischio di suicidio.   Il rapporto evidenzia solo una parte delle questioni che il CDC giudica statisticamente significative. Jean Twenge, professoressa di psicologia alla San Diego State University, ha però esaminato i dati completi del sistema del CDC e ha rilevato che «gli adolescenti più giovani sono ora molto meno propensi a dichiararsi lesbiche, gay o bisessuali».   Il 16% dei ragazzi di 17-18 anni si è identificato come «LGB» (lesbiche, gay o bisessuali), la quota più alta tra i sottogruppi, ma in calo di due punti rispetto al 2023. Tutti i gruppi più giovani erano meno numerosi e hanno registrato flessioni più marcate: il calo maggiore riguarda i 14-15enni, passati dal 17% che si identificava come LGBT nel 2023 all’11% nel 2025.

Sostieni Renovatio 21

La Twenge, che in passato si era espressa in modo contrastante sulla validità di queste dichiarazioni, ha definito il risultato «sorprendente» e ha detto che «sembra davvero un crollo verticale», e che «apparentemente è dovuto quasi esclusivamente alle ragazze». Il cambiamento dipenderebbe in larga parte dal fatto che le ragazze hanno smesso di definirsi bisessuali: dal 26% delle ragazze del nono anno nel 2021 al 13% nel 2025.   L’aumento precedente rende il ribaltamento più netto. «Tra il 2015 e il 2021, il numero di ragazze in età scolare che si identificano come LGB è aumentato del 128%, mentre l’autoidentificazione come LGB dei ragazzi è quasi raddoppiata, con un aumento del 99% tra il 2015 e il 2023», osserva il Daily Caller. «Pertanto, le ragazze del primo anno delle superiori sono state il fattore principale nell’ultimo calo, con la percentuale di ragazze che si identificano come LGB quasi dimezzata, passando dal 30% nel 2021 al 17% nel 2025».   I dati indicano anche un calo dei sentimenti di tristezza o disperazione, dal 40% nel 2023 al 33% nel 2025, e dei problemi di salute mentale, dal 29% al 23%. Ancora più netto il ridimensionamento degli studenti che pianificavano il suicidio, dal 16% al 12%, e dei tentativi effettivi, dal 9% al 6%.   Twenge non ha indicato una possibile causa del mutamento nell’autoidentificazione sessuale. Altri vi hanno visto un’ulteriore prova che queste tendenze, tra giovani suggestionabili, dipendano almeno in parte da influenze culturali e non da un’attrazione sessuale innata e stabile. Una spiegazione possibile sarebbe il numero di ragazze adolescenti che negli ultimi anni hanno subìto le conseguenze dell’«adattamento» dei ragazzi biologici transgender negli sport, nei bagni e negli spogliatoi femminili.   Questi risultati arrivano mentre una reazione culturale diffusa alla difesa aggressiva dei diritti delle persone transgender da parte della lobby LGBT sembra essersi estesa a uno spostamento, minore ma percepibile, che si allontana sia da «LGB» sia da «T». A luglio un sondaggio Economist/YouGov ha rilevato per la seconda volta che il sostegno al «matrimonio» tra persone dello stesso sesso è sceso al 54%: resta una maggioranza, ma è molto al di sotto del 65% e oltre registrato in precedenza da Gallup.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
   
Continua a leggere

Più popolari