Gender
Il Congresso peruviano approva una legge contro il linguaggio inclusivo
La scorsa settimana il Congresso del Perù ha approvato una legge che vieta il linguaggio inclusivo nei libri di testo scolastici e nei documenti ufficiali, con 78 voti a favore, 21 contrari e 5 astensioni. Il governo peruviano ha affermato che intende ignorare la legge.
La legge approvata, promossa dalla deputata Milagros Jáuregui de Aguayo, stabilisce che l’uso della lingua spagnola deve essere rigoroso e libero da influenze ideologiche in tutto il materiale didattico e nei documenti ufficiali.
Nel corso del dibattito, l’autrice del disegno di legge ha preso la parola e ha dichiarato che la scissione della lingua genera «non solo un problema di comunicazione carente, ma anche un problema di comprensione della lettura tra gli studenti, perché l’uso costante della lingua genera una regolare confusione di base».
«Come donna, posso dirvi che non penso che l’uso di “los” e “las” ci renda più visibili o ci permetta di lottare per l’uguaglianza», ha detto la Jáuregui de Aguayo, aggiungendo che avevano chiesto il parere dell’Accademia Peruviana delle Lingue, che si è espressa a favore della sua eliminazione.
La deputata, nota per la sua difesa della vita e della famiglia, ha espresso la sua soddisfazione sui social network.
Il ministro dice che non rispetterà la legge
Tuttavia, Miriam Ponce Cértiz, ministro dell’Istruzione, ha assicurato che la legge non sarà rispettata perché il suo ministero ha già una posizione sul linguaggio inclusivo.
«Non verrà rispettata, credo che ci sia già stata una segnalazione del Ministero dell’Istruzione. Ho sempre detto: sono aperta al dialogo, ma ci sono posizioni che propongono certe cose e altre che ne propongono altre (sic)», ha spiegato.
Una disputa che va ben oltre il linguaggio, ma che riguarda il modo stesso di concepire le cose e gli esseri: la confusione in questo ambito porta a una carenza nella comprensione stessa del mondo. Cosa che non interessa ai promotori del linguaggio inclusivo.
Articolo previamente apparso su FSSPX.news.
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Immagine di Congreso de la República del Perú via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)
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Migranti LGBT deportati da Trump in Paesi «ostili»
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Gli adolescenti americani stanno tornando eterosessuali: nuove statistiche
La quota di adolescenti americani che si definiscono omosessuali o bisessuali sarebbe in diminuzione, stando agli ultimi dati dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Lo riporta LifeSite.
Il CDC ha diffuso l’indagine biennale nazionale sui comportamenti a rischio tra i giovani, che «fornisce un’istantanea della salute e del benessere degli studenti delle scuole superiori negli Stati Uniti nel 2025 e dei cambiamenti avvenuti negli ultimi 2 e 10 anni» su alimentazione, attività fisica, sonno, comportamento online, salute mentale e rischio di suicidio.
Il rapporto evidenzia solo una parte delle questioni che il CDC giudica statisticamente significative. Jean Twenge, professoressa di psicologia alla San Diego State University, ha però esaminato i dati completi del sistema del CDC e ha rilevato che «gli adolescenti più giovani sono ora molto meno propensi a dichiararsi lesbiche, gay o bisessuali».
Il 16% dei ragazzi di 17-18 anni si è identificato come «LGB» (lesbiche, gay o bisessuali), la quota più alta tra i sottogruppi, ma in calo di due punti rispetto al 2023. Tutti i gruppi più giovani erano meno numerosi e hanno registrato flessioni più marcate: il calo maggiore riguarda i 14-15enni, passati dal 17% che si identificava come LGBT nel 2023 all’11% nel 2025.
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La Twenge, che in passato si era espressa in modo contrastante sulla validità di queste dichiarazioni, ha definito il risultato «sorprendente» e ha detto che «sembra davvero un crollo verticale», e che «apparentemente è dovuto quasi esclusivamente alle ragazze». Il cambiamento dipenderebbe in larga parte dal fatto che le ragazze hanno smesso di definirsi bisessuali: dal 26% delle ragazze del nono anno nel 2021 al 13% nel 2025.
L’aumento precedente rende il ribaltamento più netto. «Tra il 2015 e il 2021, il numero di ragazze in età scolare che si identificano come LGB è aumentato del 128%, mentre l’autoidentificazione come LGB dei ragazzi è quasi raddoppiata, con un aumento del 99% tra il 2015 e il 2023», osserva il Daily Caller. «Pertanto, le ragazze del primo anno delle superiori sono state il fattore principale nell’ultimo calo, con la percentuale di ragazze che si identificano come LGB quasi dimezzata, passando dal 30% nel 2021 al 17% nel 2025».
I dati indicano anche un calo dei sentimenti di tristezza o disperazione, dal 40% nel 2023 al 33% nel 2025, e dei problemi di salute mentale, dal 29% al 23%. Ancora più netto il ridimensionamento degli studenti che pianificavano il suicidio, dal 16% al 12%, e dei tentativi effettivi, dal 9% al 6%.
Twenge non ha indicato una possibile causa del mutamento nell’autoidentificazione sessuale. Altri vi hanno visto un’ulteriore prova che queste tendenze, tra giovani suggestionabili, dipendano almeno in parte da influenze culturali e non da un’attrazione sessuale innata e stabile. Una spiegazione possibile sarebbe il numero di ragazze adolescenti che negli ultimi anni hanno subìto le conseguenze dell’«adattamento» dei ragazzi biologici transgender negli sport, nei bagni e negli spogliatoi femminili.
Questi risultati arrivano mentre una reazione culturale diffusa alla difesa aggressiva dei diritti delle persone transgender da parte della lobby LGBT sembra essersi estesa a uno spostamento, minore ma percepibile, che si allontana sia da «LGB» sia da «T». A luglio un sondaggio Economist/YouGov ha rilevato per la seconda volta che il sostegno al «matrimonio» tra persone dello stesso sesso è sceso al 54%: resta una maggioranza, ma è molto al di sotto del 65% e oltre registrato in precedenza da Gallup.
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Fauci omaggiato dagli LGBT. Una volta gli attivisti gay lo chiamavano «assassino»
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