Epidemie
COVID, la maggior parte dei decessi ospedalieri era dovuta a polmonite batterica non curata
Renovatio 21 pubblica questo articolo apparso sulla pagina Substack dello scienziato e attivista James Lyons-Weiler. Degli studi su polmoniti batteriche secondarie e ventilatori polmonari come possibili acceleratori dei morti in ospedale Renovatio 21 aveva pubblicato un articolo dettagliato il mese scorso.
I protocolli ospedalieri che hanno rispettato il rigoroso «protocollo COVID» altamente redditizio potrebbero aver condannato a morte la maggior parte dei pazienti COVID-19 a causa di una tempesta perfetta di fallimento istituzionale.
Ho avvertito per la prima volta la Food and Drug Administration degli Stati Uniti all’inizio del 2020 che, poiché i kit commerciali non utilizzavano controlli negativi interni, ci sarebbero stati tassi di falsi positivi COVID-19 arbitrariamente elevati a causa dell’abuso di PCR non quantitativa.
La maggior parte dei «casi», ho sottolineato, sarebbe falsa perché il test doveva essere usato come dispositivo di screening — e quando si esegue uno screening con un test imperfetto quando la prevalenza è bassa, si finisce con più falsi positivi che negativi nel set di positivi.
Sapendo che le persone che erano sintomatiche per le infezioni respiratorie sarebbero state tra la popolazione più testata e che l’approccio medico del dottor Anthony Fauci al COVID-19 era quello di dire alle persone di stare a casa e ammalarsi il più possibile, era prontamente chiaro che le persone sarebbero morte a causa della mancanza di trattamento per condizioni curabili, come polmonite batterica e infezioni fungine nei polmoni.
Ora uno studio dei ricercatori finanziati dal National Institutes of Health di Chicago ha scoperto che le infezioni respiratorie irrisolte — non necessariamente quelle coinvolte nel SARS-CoV-2 — erano presenti in persone che non «rispondevano» alla ventilazione meccanica.
Gli autori scrivono:
«Dati recenti suggeriscono che la polmonite secondaria è presente fino al 40% e la polmonite o il danno alveolare diffuso è presente in oltre il 90% dei campioni autoptici ottenuti da pazienti con infezione acuta da SARS-CoV-2 (18).
«Coerentemente con queste osservazioni, noi e altri abbiamo riscontrato alti tassi di polmonite associata al ventilatore (VAP) in pazienti con polmonite da SARS-CoV-2 che hanno richiesto ventilazione meccanica, suggerendo che le superinfezioni batteriche come la VAP possono contribuire alla mortalità nei pazienti con COVID-19 (7, 19–22).
«Questi risultati suggeriscono un’ipotesi alternativa che un tasso di mortalità relativamente basso direttamente attribuibile all’infezione primaria da SARS-CoV-2 sia compensato da un maggiore rischio di morte attribuibile a una irrisolta VAP (23)».
Hanno concluso:
«Questi dati suggeriscono che la mortalità associata a grave polmonite da SARS-CoV-2 è più spesso associata a insufficienza respiratoria che aumenta il rischio di VAP irrisolta ed è meno frequentemente associata a disfunzione multiorgano».
Non sorprende che lo studio abbia rilevato che le persone con polmonite batterica che erano sottoposte a ventilazione mostravano la più alta mortalità.
Sebbene la loro analisi abbia limitato la considerazione ai casi di polmonite batterica rilevati 48 ore dopo la ventilazione, non hanno distinto tra casi non diagnosticati di polmonite batterica al momento del ricovero e quelli acquisiti in ospedale (infezione nosocomiale).
Anche il tasso di co-infezione non è chiaro, a causa di test insufficienti per la polmonite batterica nei pazienti una volta diagnosticati con COVID-19.
Lo studio porta al sorprendente potenziale che forse il 58% dei casi di «COVID» erano problemi respiratori diversi dal COVID-19 (43% polmonite batterica, 16% cause non patogene di insufficienza respiratoria). Trattati come «COVID», questi pazienti erano condannati a un destino di non trattamento a causa di diagnosi errate o insufficienti.
Non è chiaro quale percentuale di decessi attribuiti a COVID-19 avrebbe potuto essere prevenuta tramite una terapia standard per la polmonite batterica, ma è potenzialmente molto elevata.
La prescrizione di Fauci — mandare i pazienti a casa a fare nulla — senza corticosteroidi, senza antibiotici nel caso in cui fosse batterica — ha fatto aumentare il tasso di mortalità COVID-19 in maniera di gran lunga superiore a quello che doveva essere.
James Lyons-Weiler
Originariamente pubblicato sulla pagina Popular Rationalism Substack di James Lyons-Weiler.
Traduzione di Alessandra Boni
Renovatio 21 offre questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Epidemie
Fauci si rifiuta di comparire davanti alla commissione del Senato
Il dottor Anthony Fauci si è rifiutato di presentarsi al Campidoglio di Washington per deporre a porte chiuse dopo la sua audizione del 29 luglio davanti alla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato (SHSC), durante la quale non ha risposto alle domande sulla sua responsabilità nell’origine e nella cattiva gestione della crisi COVID-19, invocando il Quinto Emendamento oltre 100 volte nonostante avesse ricevuto la grazia generale dal presidente Joe Biden. Lo riporta LifeSite.
Una settimana dopo, i membri repubblicani della commissione hanno votato all’unanimità per deferire Fauci al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) con l’accusa di oltraggio al Congresso.
Nonostante il silenzio impassibile di Fauci durante l’udienza televisiva del 29 luglio, i senatori intendono ancora ottenere risposte, ma Fauci continua a ripararsi dietro i suoi costosi avvocati.
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«L’avvocato del dottor Fauci ci ha appena informato che Fauci si rifiuta di presentarsi per un’intervista privata trascritta», ha scritto il senatore repubblicano statunitense Ron Johnson del Wisconsin, che insieme al senatore repubblicano statunitense Rand Paul del Kentucky da tempo cerca di ritenere l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) responsabile del suo ruolo durante la pandemia.
«Il popolo americano merita risposte a domande legittime riguardo alla nostra disastrosa gestione della pandemia di COVID-19», ha dichiarato Johnson. «Ad alcune di queste domande può rispondere solo il dottor Fauci. Una volta ha affermato con arroganza di essere “molto felice di testimoniare davanti a qualsiasi commissione di controllo del Congresso. Non ho nulla da nascondere”».
«A quanto pare, ha molto da nascondere», ha aggiunto il Johnson.
«Dato che Fauci si rifiuta di parlare del suo ruolo e delle decisioni prese in relazione al COVID-19, la mia sottocommissione continuerà a richiedere i suoi documenti e a chiedere di parlare con le persone chiave con cui ha collaborato. Valuteremo le opzioni legali a nostra disposizione prima di decidere i prossimi passi», ha promesso il senatore del Wisconsin.
Il senatore Johnson, grande critico della follia pandemica e vaccinale che ricopre anche la carica di presidente della Sottocommissione permanente per le indagini del Senato, ha inviato lettere agli ex funzionari della Food and Drug Administration (FDA) dottor Peter Marks, dottor Narayan Nair, dottor Steven Anderson e dottor Manette Niu, nonché a Fauci, richiedendo la trascrizione delle interviste sul loro ruolo nella risposta alla pandemia di COVID-19, compresa la sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19.
Il 29 aprile Johnson ha pubblicato un rapporto preliminare che descriveva in dettaglio come alti funzionari della FDA avessero ignorato gli avvertimenti secondo cui il loro sistema di monitoraggio della sicurezza dei vaccini nascondeva segnali di pericolo per i vaccini contro il COVID-19.
Nella sua lettera a Fauci, Johnson ha scritto: «Voglio darle un’altra opportunità per fornire la necessaria trasparenza sulla pandemia di COVID-19 e sulla risposta del governo ad essa, compresi i trattamenti precoci e lo sviluppo, la distribuzione, il monitoraggio della sicurezza e l’efficacia dei vaccini contro il COVID-19».
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Come riportato da Renovatio 21, in settimana Fauci sapeva del rischio di aborto spontaneo legato al vaccino anti-COVID.
Fauci, che dinanzi al Congresso si è avvalso del Quinto Emendamento (la facoltà di non rispondere per non incriminarsi) ben 111 volte, non rispondendo di fatto a nulla di quanto gli chiedevano i senatori, sarebbe ora oggetto di un’indagine annunciata dal procuratore generale della Florida.
Nei documenti desecretati dall’ex diretttrice dell’Intelligence nazionale americana Tulsi Gabbard è rivelato che Fauci finanziava la ricerca che diede origine al COVID, e condusse l’insabbiamento con lo spionaggio USA. Al contempo, dai documenti appare che Fauci sapesse dell’origine laboratoriale del coronavirus di Wuhano e pure della scarsa efficacia dei vaccini mRNA.
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Immagine di Sdkb via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
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Epidemie colpiscono Ceuta invasa dai migranti
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Epidemie
Lettera di mons. Viganò all’avvocato antipandemico in carcere
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha mandato un messaggio di solidarietà all’avvocato tedesco avvocato Reiner Füllmich, arrestato il 13 ottobre 2023 all’aeroporto di Francoforte, al rientro dal Messico (dove si trovava e da cui era stato espulso), con l’accusa di appropriazione indebita di fondi donati.
Il tribunale regionale di Göttingen lo ha condannato il 24 aprile 2025 a 3 anni e 9 mesi di reclusione. Al momento della condanna (24 aprile 2025) l’avvocato noto in Germania per la sua battaglia contro le restrizioni pandemiche aveva già trascorso circa 18 mesi in carcere preventivo.
Il tribunale ha deciso di non conteggiare 5 mesi di quella custodia cautelare sulla pena finale, perché secondo i giudici aveva deliberatamente allungato il processo.
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Füllmich ha sempre negato di aver sottratto i fondi: ha dichiarato di averli spostati per «proteggerli» da un possibile sequestro dello Stato. Il tribunale non ha accettato questa versione.
In un video andato in diretta streaming venerdì 7 luglio 2026 in collegamento telefonico con l’avvocato Füllmich, dal minuto 1:25:11 al minuto 1:27:37, viene letto il mio messaggio di spirituale vicinanza e di solidarietà mandato a Füllmich da monsignore.
«Caro dottor Reiner Fuellmich, con profondo dolore e indignazione apprendo che Lei continua a languire in carcere, privato della libertà da quasi tre anni per aver osato indagare e denunciare pubblicamente le menzogne e i crimini compiuti durante la cosiddetta “pandemia”» scrive il prelato.
«La Sua detenzione prolungata, al di là di ogni pretesto giuridico, costituisce un atto di persecuzione politica. Chi ha avuto il coraggio di cercare la verità e di dar voce a milioni di persone private dei propri diritti fondamentali viene oggi trattato come un nemico dello Stato, mentre coloro che hanno architettato e imposto una delle più gravi operazioni di controllo sociale e di danno all’umanità restano impuniti e spesso onorati».
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«La giustizia che confonde la ricerca della verità con un reato costituisce una collaborazione con il tiranno» continua l’arcivescovo.
«Le esprimo la mia piena solidarietà e la mia preghiera. La Sua testimonianza non è vana. La verità, per quanto calpestata, non può essere cancellata.
Chiedo a tutti gli uomini di buona volontà di elevare la voce perché sia liberato immediatamente e perché sia resa giustizia a quanti, come Lei, hanno pagato e stanno pagando il prezzo della propria integrità morale e intellettuale» scrive Sua Eccellenza nella lettera.
«Non è l’avvocato Fuellmich che dovrebbe essere in carcere, ma coloro che hanno perpetrato il più grande crimine contro l’umanità dei nostri tempi.
Dio La sostenga e La liberi presto».
«Auspico che l’appello lanciato per la liberazione del dott. Füllmich non rimanga inascoltato» ha aggiunto l’arcivescovo su X.
Come riportato da Renovatio 21, monsignor Viganò quattro anni fa aveva dato una lunga intervista all’avvocato in cui delineava la questione del colpo di Stato globale rappresentato dalla pandemia COVID e del sovvertimento e della dissoluzione della società cristiana.
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Monsignore a settembre aveva partecipato all’appello per la liberazione dell’avvocato germanico. «In molti Stati autoproclamatisi “democratici”, le voci che denunciano questo colpo di Stato globale vengono messe a tacere attraverso la censura, l’intimidazione, la psichiatrizzazione e persino l’arresto» aveva scritto su X rilanciando l’appello..
«Tra le vittime del regime totalitario che si sta affermando silenziosamente in Europa, Canada, Australia e altre nazioni vassalle delle Nazioni Unite, della NATO, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Forum Economico Mondiale (tutte entità private finanziate dagli stessi poteri) c’è l’avvocato Reiner Fuellmich, ingiustamente imprigionato e ancora in attesa di un giusto processo. Il suo crimine è aver osato dire la verità in un mondo di menzogne criminali» aveva scritto l’ex nunzio apostolico in USA.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2021Fuellmich aveva intervistato il cardiologo texano Peter McCullough, che aveva accennato a «infertilità e cancro come possibili conseguenze del vaccino». L’avvocato ricevette dal gruppo Doctors for COVID Ethics una lettera di confutazione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) che metteva in guardia rispetto ai vaccini genici sperimentali.
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