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Epidemie

La chiesa igienista avanza. In ritirata

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Le ultime restrizioni varate dall’ultimo degli infiniti decreti del governo-Conte pare aver messo definitivamente K.O. quella che da «chiesa in uscita» si è trasformata in «chiesa igienizzata» e barricata in casa.

 

La «chiesa in uscita» professata da Bergoglio in questi ultimi anni ha finalmente gettato la maschera, calando la carta del lockdown alla prima difficoltà e lasciando il gregge senza pastori, senza guida, senza sacramenti e senza conforto. Dopo aver chiuso tutto sospendendo le Messe, le benedizioni pasquali, togliendo l’acquasanta dalle acquasantiere, ora in molti paesi si trovano anche le parrocchie chiuse. Probabilmente ciò avviene anche nelle città. 

 

La «chiesa in uscita» professata da Bergoglio in questi ultimi anni ha finalmente gettato la maschera, calando la carta del lockdown alla prima difficoltà e lasciando il gregge senza pastori, senza guida, senza sacramenti e senza conforto

Vescovi barricati nel sacro palazzo, preti reclusi nelle canoniche, ridotti ad essere operatori della tutela sanitaria al servizio della novella chiesa dell’igiene. Non appena la situazione si è fatta dura, hanno chiuso le porte e tanti saluti.

 

Al posto dell’acqua benedetta, al termine di questa emergenza che non si sa quando finirà (se le chiese ci saranno ancora e non saranno sostituiti da reparti di igiene pubblica in cui adorare la Santa Cura al Sars-Cov-2), probabilmente troveremo litri di amuchina per disinfettarci le mani ma non più fedeli intenti a disinfettarsi l’anima con i sacramenti, perché molti di loro si sentiranno persi, confusi, abbandonati da quelli che credevano essere le loro guide spirituali e che si sono rivelati essere accondiscendenti al becero materialismo.

 

Troveremo forse i banchi separati di un metro e mezzo, il prete con guanti e mascherina e i vescovi che al posto della Croce pettorale porteranno un cartellino con affissa la mansione sanitaria da svolgere. Al posto dei quadri dei santi cristiani ci sarà probabilmente Santa Amuchina Guaritrice, Santa Prevenzione Redentrice ed un paio di protomartiri del Ministero della Salute, primo fra tutti Michele Mirabella, patrono dei ristoranti cinesi e del lavaggio delle mani, oltre che dell’Italia intera ovviamente. La Comunione sulla bocca sarà bandita per assecondare le norme di sicurezza e in virtù della effeminata schizzinoseria del clero che le mani non vuole sporcarsele. L’«odore di pecora» tanto invocato negli ultimi anni sarà sostituito dall’odore di Lysoform che impregnerà pavimenti, abiti e narici dal Vaticano in giù.

 

Il Principe di questo mondo è riuscito nel suo bimillenario intento: disinfettare il Tempio di Dio della propria Fede.

Il Principe di questo mondo è riuscito nel suo bimillenario intento: disinfettare il Tempio di Dio della propria Fede

Proprio nel momento in cui il popolo ha percepito il fallimento del mondo, della materia e del fare umano, la Chiesa avrebbe dovuto e potuto essere il fulcro non solo di ogni speranza, ma anche di ogni resistenza al clima cinese che ha avvolto l’Italia. Lo stesso clima che una fetta di vera Chiesa, in Cina, ha combattuto e ha resistito pur vedendosi svenduta da Roma. Vescovi che hanno continuato a professare la Fede cattolica e non quella decisa dal governo cinese con imprimatur pontificio, pagandone con la propria pelle o con la prigionia. 

 

Nessuno –  se non in qualche timido, iniziale tentativo – ha alzato la voce contro la clausura alla quale sono stati costretti i sacerdoti, lasciando i morti senza alcun tipo di dignità spirituale ma financo materiale attraverso i riti funebri.  

 

La Chiesa avrebbe dovuto e potuto essere il fulcro non solo di ogni speranza, ma anche di ogni resistenza al clima cinese che ha avvolto l’Italia

Hanno accettato che i moribondi morissero senza sepoltura, senza conforto spirituale, senza nulla di nulla.

 

Sono stati timorati del virus ma probabilmente non timorati di Dio, che ha affidato loro il gregge. Si sono adattati, non hanno resistito, e hanno ceduto al primo unum castigabis, centum emandabis attuato dall’attuale governo cino-italiano. La paura ha infettato i loro cuori perché la realtà è che l’episcopato unitamente al clero moderno è privo di Fede.

 

Hanno accettato che i moribondi morissero senza sepoltura, senza conforto spirituale, senza nulla di nulla.

Vi è ancora chi fra i sacerdoti, con apprezzabile coraggio, continua a lottare segretamente celebrando la Messa ed amministrando i sacramenti a piccoli gruppi: il problema, però, è che lo fa di nascosto ai propri vescovi che altrimenti li punirebbero, avvertiti dagli stessi confratelli indispettiti dal fatto che un sacerdote voglia fare il sacerdote ai tempi della chiesa igienista e igienizzante, paladina della lotta al Covid-19.

 

Sono stati timorati del virus ma probabilmente non timorati di Dio, che ha affidato loro il gregge

Un amico sacerdote, uno di quelli resistenti, mi raccontava recentemente che in tempi ancora non sospetti quando celebrare la Messa facendo rispettare tutte le debite norme era ancora lecito, un suo confratello, avendo saputo da alcuni fedeli che il sacerdote in questione continuava a dare la Comunione in bocca nonostante il divieto emanato dalla CEI (Conferenza Episcopale Igienista), lo contattò scandalizzato dicendogli: «Ma lo sai che così potresti infettare le ostie propagando il contagio?»

 

Il concetto, se ci pensate, è allucinante ma tuttavia coerente: non credendo più alla Presenza Reale di Gesù Cristo nella Santa Eucarestia, questi pensano che il Corpo di Cristo – mondatore di ogni male fisico, mentale e spirituale – possa infettarsi o, addirittura, essere causa di infezione e contagio.

 

Non credendo più alla Presenza Reale di Gesù Cristo nella Santa Eucarestia, questi pensano che il Corpo di Cristo – mondatore di ogni male fisico, mentale e spirituale – possa infettarsi o, addirittura, essere causa di infezione e contagio

Dovremmo vedere le schiere di sacerdoti, mandati dai propri vescovi, in fila davanti agli ospedali per chiedere quantomeno di accedere vicino ai reparti degli ammalati e impartendo loro una benedizione, chiedendo a medici ed infermieri di avvisare i pazienti affinché, chi vuole, possa disporre il proprio animo, con un atto di contrizione, per ricevere l’assoluzione che in questi casi di straordinaria emergenza e necessità può essere valida anche se non impartita singolarmente, bastando la vicinanza del sacerdote ad una distanza in cui i fedeli possano almeno percepirne la presenza ed eventualmente udirne la voce (questo imporrebbero anche i concordati e i patti fra Stato e Chiesa, che nessuno sembrerebbe voler fare più valere tranne quando fa comodo). 

 

E invece no, mentre Gesù toccava i lebbrosi, li guariva e li mondava dai propri peccati, questi avanzano in retromarcia.

Dovremmo vedere le schiere di sacerdoti, mandati dai propri vescovi, in fila davanti agli ospedali per chiedere di accedere ai reparti degli ammalati

 

Quante predicazioni vacue, dedite al pensiero del mondo abbiamo sentito, ad esempio, su San Francesco? San Francesco abbracciava i lebbrosi, li guariva. Quante sciocchezze dal sapore moderno ed umanitario abbiamo udito su di lui? Quanti ci hanno cresciuti sul modello tanto buono di Madre Teresa, che però, mentre lor signori si rintanano, nelle fogne di Calcutta ci stava davvero?

 

Nella chiesa di Santa Maria dei Servi, a Cesena, si trova il dipinto di Carlo Saraceni, 1618, in cui è ritratto San Carlo Borromeo intento a comunicare un appestato. Lo comunica – ed è un dipinto che rappresenta la realtà – senza mascherina, senza guanti, sulla bocca e senza paura.

 

Mentre Gesù toccava i lebbrosi, li guariva e li mondava dai propri peccati, questi avanzano in retromarcia

L’unico dispositivo di protezione individuale che indossa è la Fede, quella virtù che manca a quasi tutto l’episcopato e clero moderno.

 

Per grazia di Dio, non volendo scandalizzare nessuno, diremo che la Chiesa Invisibile, cioè la Chiesa di Cristo, voluta da Cristo per opera del Padre e dello Spirito Santo è questa: fatta di Santi e di Martiri. Ella rimane lì, ferma, immutabile, infallibile, e non abbandonerà mai i propri figli, come una buona Madre fa con il frutto del proprio grembo. Così la Chiesa di Cristo, occupata dal cosiddetto «spirito del mondo» per un motivo che noi non conosciamo ma che certamente Dio permette per un maggior Bene, non ci lascia soli, ma ci offre lo strumento della preghiera, in particolare quelle per gli agonizzanti, della Comunione Spirituale, dei sacramentali e delle tre virtù teologali che nessuno potrà mai toglierci: la Fede, la Speranza e la Carità.

 

Dove avremo conservato la Fede, alimentato la Speranza e praticato la Carità, specialmente in uno straordinario momento come il presente, là troveremo Dio ed Egli ci sosterrà in qualsiasi tribolazione.

 

 

Cristiano Lugli 

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Epidemie

L’FBI di Biden ha bloccato l’interrogatorio di Daszak nella ricerca sulle origini del COVID-19

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L’FBI sotto l’amministrazione Biden è intervenuta per impedire che il presidente di EcoHealth Alliance, Peter Daszak, venisse interrogato sulle origini del COVID-19 e sui suoi 15 anni di attività presso il laboratorio cinese da cui probabilmente è fuoriuscito il virus, secondo documenti resi pubblici dal senatore Rand Paul.

 

Il Paul, presidente della Commissione del Senato per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi, ha reso noto che i documenti descrivono in dettaglio come il National Targeting Center della US Customs and Border Protection (CBP) avesse identificato Daszak come «persona di estremo interesse» e intendesse interrogarlo nel febbraio 2021 sulle sue «attività in Cina, i suoi contatti presso il WIV [Istituto di Virologia di Wuhan, ndr] e se avesse raccolto o trasportato campioni biologici», vista la sua partecipazione alla controversa ricerca «gain-of-function», che prevede il potenziamento intenzionale dei virus per studiarne i potenziali effetti.

 

Tuttavia, tre giorni prima dell’arrivo previsto di Daszak all’aeroporto internazionale John F. Kennedy per il suo rientro negli Stati Uniti, «il CBP ha ricevuto una richiesta dall’ufficio dell’FBI di Nuova York: non fermare il soggetto», si legge nel comunicato. «L’ispezione non ha mai avuto luogo».

 

Il Daszak, che negli ultimi tempi ha annunciato anche di avere origini ucraine, è una figura fondamentale nella storia,  ancora non scritta,  della pandemia. Secondo il libro di Andrew Huff, ex vicepresidente Adell’organizzazione del Daszak, EcoHealth Alliance avrebbe avuto, legami con la CIA.

 

«Queste discussioni hanno portato a pubblicazioni che indicano che il dottor Peter Daszak, presidente di EcoHealth Alliance, stava lavorando con la CIA e che l’agente biologico comunemente noto come COVID-19 (SARS-CoV-2) era in fase di sviluppo presso EcoHealth Alliance da allora 2012 e altre prove suggeriscono che la SARS-CoV-2 sia iniziata prima del 2012» si legge nel libro di Huff The Truth about Wuhan.

 

Dopo che il SARS-CoV-2 è scoppiato nella stessa città in cui Daszak stava finanziando manipolazioni il coronavirus da pipistrello, la (un tempo) prestigiosissima rivista scientifica The Lancet aveva pubblicato un documento firmato dallo stesso Daszak con oltre due dozzine di scienziati, in cui insisteva che il virus avrebbe potuto provenire solo da un evento di spillover naturale, probabilmente da un mercato di animali vivi e che gli scienziati «stanno uniti per condannare fermamente le teorie del complotto che suggeriscono che il COVID-19 non ha un’origine naturale».

 

Solo più tardi Lancet avrebbe  notato gli evidentissimi conflitti di interessi di Daszak, che fu grottescamente immesso poi – su pressione anche cinese, si disse – nel gruppo di ispettori che a pandemia dilagante fece una visita-farsa al laboratorio virologico wuhaniano.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’organizzazione del Daszak EcoHealth Alliance aveva ricevuto ancora incredibilmente tre milioni di dollari dal ministero della Difesa dell’amministrazione Biden pure dopo la pandemia.

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«Questa non è tutta la storia. È solo l’inizio», ha anticipato il senatore Paul su X.

 


Le origini del COVID rappresentano uno dei numerosi scandali ancora ufficialmente irrisolti che persistono a cinque anni dalla pandemia. Pubblicamente, la teoria secondo cui il COVID sarebbe sfuggito dal laboratorio di Wuhano, anziché essersi evoluto in natura, è stata ampiamente derisa e respinta sin da quando il senatore statunitense Tom Cotton  l’ha avanzata nel febbraio 2020, e per mesi qualsiasi accenno a tale ipotesi è stato condannato come disinformazione. Solo a metà del 2021, ben dopo che i Democratici avevano riconquistato la Casa Bianca, i principali media hanno iniziato a considerarla una possibilità.

 

Come riportato da Renovatio 21, la svolta fu probabilmente quando nel 2021 uscì un articolo sul Bulletin of Atomic Scientists del noto e rispettato divulgatore scientifico Nicholas Wade.

 

Nel 2024, la Sottocommissione speciale sulla pandemia di coronavirus del Comitato di supervisione e responsabilità della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha pubblicato la sua tanto attesa analisi post-evento sul COVID-19 e sulla risposta del governo.

 

Lo studio ha concluso che il COVID è molto probabilmente «emerso a seguito di un incidente di laboratorio o legato alla ricerca», che il governo federale ha sostenuto la ricerca «gain-of-function» presso il WIV senza adeguata trasparenza o supervisione e che l’ex consigliere della Casa Bianca per il COVID e direttore del National Institute of Allergy & Infectious Diseases (NIAID), il dottor Anthony Fauci, «ha giocato con la semantica della definizione di ricerca “gain-of-function”» per negarla, oltre ad aver promosso la creazione del controverso paper «Proximal Origins» nel tentativo di screditare la teoria della fuga di laboratorio, rilevando inoltre che i funzionari del NIAID hanno attivamente cercato di eludere le richieste di accesso agli atti FOIA (Freedom of Information Act) relative alla questione, ad esempio scrivendo intenzionalmente in modo errato vari nomi e termini per renderli più difficili da trovare nelle ricerche per parole chiave.

 

Due anni fa alcuni scienziati chiesero alla rivista che pubblicò «Proximal Origins», cioè Nature Medicine, di ritrattare l’articolo. A maggio 2025 era emerso che l’amministrazione Trump indaga sull’editore del documento sulle origini del COVID per corruzione, citando l’influenza di Fauci.

 

Come riportato da Renovatio 21, sulle responsabilità di Fauci nel finanziamento del gain-of-function a Wuhano disse di non aver alcun dubbio l’ex direttore del CDC Robert Redfield. Nel corso dello scorso anno è emerso che Fauci aveva detto ai colleghi di cancellare le prime comunicazioni relative al COVID; a ciò si aggiunge la notizia per cui un assistente di Fauci avrebbe distrutto e-mail sensibili ed utilizzato un account privato per nascondere ilegami con il laboratorio wuhaniano. Secondo documenti emersi nelle inchieste, il Fauci sapeva dell’origine laboratoriale del virus e sapeva pure che i vaccini mRNA non avrebbero funzionato.

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Il senatore Paul ha sostenuto che il Dipartimento di Giustizia dovrebbe perseguire Fauci per aver mentito al Congresso su questa e altre questioni relative al COVID, sebbene il presidente Joe Biden abbia concesso a Fauci un’amnistia generale prima di lasciare l’incarico, rendendo altamente improbabile qualsiasi futura azione penale e ancor meno probabile che venga confermata.

 

Il Paul, che lavora da mesi e mesi a richieste di documenti di Intelligence su Fauci, il dottor Ralph Baric e il COVID,  sostiene che il tentativo dovrebbe comunque essere fatto, in modo che i tribunali possano decidere se confermare o meno l’amnistia alla luce dei dubbi sulla capacità mentale e decisionale di Biden nei suoi ultimi giorni di mandato. Già un lustro fa, il senatore aveva dichiarato pubblicamente che «Fauci potrebbe essere il responsabile dell’intera pandemia».

 

Come riportato da Renovatio 21, l’FBI era a conoscenza della possibile fuga da laboratorio già nel marzo 2020. Si discute oramai da anni anche del fatto che militari di tutto il mondo potrebbero aver contratto il coronavirus durante i Giochi sportivi militari di Wuhano nell’ottobre 2019, contribuendo quindi alla diffusione mondiale del COVID. L’Intelligence americana ancora nel 2021 aveva confermato che lavoratori del laboratorio di Wuhano erano già malati a novembre 2019.

 

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Immagine di Tony Webster via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

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Alimentazione

Epidemia di diarrea negli USA, la lattuga sotto accusa

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Le autorità sanitarie statunitensi hanno identificato la lattuga iceberg tritata servita nella più grande catena di fast food di ispirazione messicana del Paese come la fonte di un’epidemia di ciclosporiasi, una malattia parassitaria che causa diarrea grave ed esplosiva.   Dall’inizio di maggio, a livello nazionale sono stati segnalati oltre 1.600 casi di ciclosporiasi confermati in laboratorio, con 94 persone ricoverate in ospedale. Non sono stati segnalati decessi, sebbene i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) abbiano avvertito che il numero effettivo di infezioni è probabilmente molto più elevato, poiché molti casi non vengono diagnosticati.   Venerdì scorso il CDC ha identificato la catena come Taco Bell e ha affermato che un’indagine di tracciabilità ha collegato i prodotti contaminati a un unico fornitore nel Messico centrale. L’ente epidemico ha esortato le persone a non consumare la lattuga iceberg tritata servita nei ristoranti Taco Bell in Indiana, Kentucky, Michigan, Ohio e West Virginia.   L’agenzia ha dichiarato che il fornitore coinvolto, Taylor Farms de Mexico, ha ritirato volontariamente tutta la lattuga iceberg dal mercato statunitense. Le autorità stanno continuando a indagare per accertare se i prodotti contaminati siano stati distribuiti ad altri ristoranti o rivenditori.

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La ciclosporiasi è causata dal parassita microscopico Cyclospora cayetanensis. La malattia si manifesta tipicamente con diarrea acquosa esplosiva, accompagnata da gonfiore, flatulenza, crampi addominali, nausea e vomito. Alcune persone presentano anche affaticamento e febbre, mentre altre non sviluppano alcun sintomo.   Secondo il CDC, l’infezione si contrae solitamente consumando cibo o acqua contaminati da feci, e i sintomi compaiono in genere circa una settimana dopo l’esposizione.   Sebbene la malattia possa essere curata con antibiotici, non viene rilevata dalla maggior parte degli esami di laboratorio di routine, il che rende difficile la diagnosi. Se non trattata, l’infezione può durare più di un mese, con episodi ricorrenti di diarrea come sintomo più caratteristico.   Il parassita è endemico nei Paesi tropicali e subtropicali. Non vi sono prove che sia in grado di trasmettersi da uomo a uomo.   Precedenti focolai di ciclosporiasi negli Stati Uniti sono stati collegati a coriandolo, lamponi, piselli, lattuga e basilico importati dal Messico.   La crescente popolarità del cibo messicano presso la popolazione americana, che con Trump ha di fatto espresso la volontà di tenere i messicani fuori dagli USA, rimane un mistero.   La catena Taco Bell gode di un successo straordinario  che supera l’andamento generale del settore dei ristoranti a servizio rapido (QSR). La catena domina capillarmente il mercato statunitense della cucina di ispirazione messicana, controllando oltre il 26% dei ristoranti di categoria organizzati in catene.   La sua rete commerciale sul suolo americano conta oltre 7.600 pricipali punti vendita distribuiti in tutti gli stati, con una concentrazione record in California che supera gli 880 ristoranti, seguita dal Texas con più di 650. Questa massiccia presenza fisica consente al marchio di servire oltre due miliardi di clienti ogni anno a livello globale, la stragrande maggioranza dei quali concentrata proprio nel mercato domestico.

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I dati finanziari più recenti evidenziano una crescita straordinariamente solida e costante: nel primo trimestre del 2026, Taco Bell ha registrato un aumento dell’8% delle vendite a parità di negozi negli Stati Uniti, segnando l’ottavo trimestre consecutivo di crescita comparabile positiva. Questo incremento segue i già eccellenti risultati dell’ultimo trimestre del 2025, che si era chiuso con un +7% nelle vendite domestiche a parità di posizioni.   A livello di vendite complessive di sistema, il marchio ha registrato un balzo del 10% nello stesso trimestre del 2026, accompagnato da un incremento del 3% nelle transazioni totali e da una crescita dei profitti operativi pari al 39%. L’applicazione mobile di Taco Bell ha superato i 17 milioni di visitatori unici mensili negli Stati Uniti, scalzando giganti storici della ristorazione veloce e posizionandosi come la seconda app di fast food più utilizzata nel Paese.   I fattori chiave di questo successo poggiano sulla capacità di attrarre fasce demografiche trasversali, intercettando sia i consumatori a basso reddito sia le famiglie e i giovani della Generazione Z tra i 18 e i 24 anni.   Ora tutti costoro rischiano di dover correre alla toilette e starvi per lungo tempo – se va bene. Non è dato capire cosa accadrà alla finanze di Taco Bell e del suo gruppo di controllo Yum Brands, tuttavia è difficile pensare che gli americani invertano il loro crescente amore verso il cibo dello spesso diprezzato Paese limitrofo.

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Epidemie

Ebola, gli Stati Uniti impediscono ai cittadini americani residenti nella Repubblica Democratica del Congo di rientrare in patria

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Gli Stati Uniti hanno vietato ai propri cittadini residenti nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) di imbarcarsi su voli commerciali per tornare in patria finché non avranno trascorso almeno 21 giorni in un altro Paese, a causa del peggioramento dell’epidemia di Ebola.

 

Le restrizioni, annunciate lunedì dall’amministrazione Trump, prevedono l’inserimento dei cittadini statunitensi attualmente nella Repubblica Democratica del Congo o che hanno recentemente lasciato il Paese in una lista di persone a cui è vietato l’imbarco, avvalendosi dei poteri federali in materia di trasporti, ha riferito Reuters, citando un funzionario della Casa Bianca.

 

Secondo quanto riferito dal funzionario, circa una ventina di americani si stavano preparando a volare negli Stati Uniti martedì, e il Dipartimento di Stato avrebbe fornito assistenza alle persone interessate durante il periodo di attesa.

 

Il provvedimento giunge nel contesto di una rapida diffusione dell’epidemia del ceppo Bundibugyo di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, dove, all’11 luglio, le autorità sanitarie hanno segnalato 1.926 casi confermati e 702 decessi.

 

Venerdì, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno annunciato che un cittadino americano che lavora per un’organizzazione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo è risultato positivo al virus Ebola. Un altro cittadino statunitense, contagiato mentre lavorava nel Paese centroafricano, è stato ricoverato all’Ospedale Universitario di Francoforte, in Germania, come ha comunicato lunedì il suo datore di lavoro, l’organizzazione cristiana evangelica Samaritan’s Purse. Anche Peter Stafford, chirurgo e leader del gruppo missionario cristiano Serge, che aveva contratto il virus all’inizio dell’epidemia, è stato trasferito in Germania per ricevere cure.

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L’Uganda ha segnalato 20 casi confermati e due decessi. Un caso legato a un viaggio nella Repubblica Democratica del Congo è stato inoltre rilevato in Francia e riguarda un medico rientrato alla fine del mese scorso da una missione umanitaria.

 

Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha affermato che, sebbene l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continui a progredire più rapidamente della risposta all’emergenza, il rischio di una più ampia diffusione internazionale rimane basso.

 

Washington aveva già inasprito le regole di viaggio in risposta all’epidemia. A maggio, il CDC ha innalzato il livello di allerta per i viaggi in alcune zone della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda, mentre il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha disposto che i viaggiatori provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo, dall’Uganda e dal Sud Sudan si sottoponessero a controlli più rigorosi negli aeroporti statunitensi designati.

 

Lunedì, il CDC ha annunciato di aver prorogato di altri 30 giorni la precedente sospensione dell’ingresso di alcuni cittadini non statunitensi che si erano trovati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti.

 

Come riportato da Renovatio 21, il Kenya ha già bloccato il progetto statunitense per la struttura di cura dell’Ebola. Dei 800 milioni di dollari che erano stati stanziati, una parte sarebbe destinata alla fornitura di materiali, medicinali e alla costruzione di una rete logistica regionale.

 

Secondo un Rapporto OMS, entro settembre vi sarebbe il rischio di oltre 8.000 casi di Ebola in Congo.

 

Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa la Francia ha confermato il suo primo caso di Ebola in un medico rientrato di recente da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo. L’India, dove si vociferava vi fossere dei casi, non ha confermato alcun caso di contagio.

 

Nelle scorse settimane manifestanti avevano dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola dopo che era stato loro impedito di portare via il corpo di una presunta vittima per la sepoltura.

 

Come riportato da Renovatio 21, il produttore di sieri genici mRNA Moderna la scorsa settimana si è aggiudicata un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola.

 

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