Militaria
Esercito tedesco, numero degli obiettori alle stelle
Il numero di tedeschi che rifiutano il servizio militare è quasi quintuplicato dall’inizio del conflitto in Ucraina, ha riferito venerdì l’agenzia di stampa RND, citando i dati forniti dall’Ufficio federale per la famiglia e gli affari civili (BAFzA).
«Nel 2021, l’Ufficio federale della famiglia e degli affari civili ha ricevuto 201 domande di esenzione dal servizio militare e nel 2022 ci sono state 951 domande di questo tipo», ha detto un portavoce del BAFzA.
Il ministero della Difesa ha fornito numeri leggermente diversi a RND, affermando che le domande dello scorso anno provenivano da 223 soldati in servizio attivo, 266 riservisti e 593 persone che non avevano prestato servizio nell’esercito.
Il ministero ha osservato che non solo i soldati in servizio attivo possono diventare obiettori di coscienza. Secondo RND, molti hanno spiegato le loro domande dicendo che non si aspettavano che si verificasse il conflitto in Ucraina.
Gli obiettori di coscienza costituiscono ancora una piccola frazione delle circa 183.000 persone attualmente in servizio nelle forze armate tedesche (la Bundeswehr). Ma l’aumento di coloro che si rifiutano di servire è considerato un problema crescente, dato che la Germania ha sospeso il servizio militare obbligatorio nel 2011 e ora sta progettando di potenziare le sue capacità difensive.
L’ufficio di gestione del personale della Bundeswehr ha dichiarato a RND che «il numero effettivo di richiedenti il servizio militare è in calo dall’inizio del 2022».
Nel 2018, Berlino ha annunciato l’intenzione di aumentare il numero delle truppe a 203.000 nel corso di sette anni. Dopo che la Russia ha lanciato la sua operazione militare in Ucraina alla fine di febbraio, la Germania ha fornito a Kiev armi pesanti, compresi veicoli corazzati e obici semoventi.
Come riporta il sito russo RT, la corsa di Berlino ad aiutare l’Ucraina ha anche rivelato diversi problemi all’interno della Bundeswehr, come la carenza di munizioni e casi di equipaggiamento difettoso. I media tedeschi hanno riferito il mese scorso che il paese stava lottando per rispettare i suoi impegni sotto la NATO a causa della mancanza di scorte sufficienti di alcuni tipi di armi e munizioni.
È stato rivelato che, dopo gli incredibili trasferimenti di materiale bellico inviati al regime di Kiev, in caso di guerra l’esercito tedesco avrebbe due giorni di munizioni.
I problemi energetici della Germania a seguito del taglio del gas russo, da cui dipendeva per oltre il 40%, potrebbero addirittura mettere in difficoltà le basi delle forze armate USA presenti su territorio tedesco. Il Paese, in caso di conflitto, potrebbe trovarsi sprovvisto anche dello scudo della difesa USA.
Come riportato da Renovatio 21, la Repubblica Federale Tedesca ha modificato la sua Costituzione per alzare il tetto di spesa militare.
Militaria
Israele continua gli attacchi nel Sud del Libano
Ieri mattina aerei da guerra israeliani hanno effettuato una nuova ondata di attacchi aerei intorno a Nabatieh, importante città e centro amministrativo nel sud del Libano, e le immagini mostrano potenti esplosioni che illuminano il cielo notturno.
Gli attacchi si verificano nonostante un accordo quadro mediato dagli Stati Uniti e raggiunto a giugno, volto a porre fine ai combattimenti tra Israele e Hezbollah, il gruppo armato libanese sostenuto dall’Iran. L’accordo prevede un progressivo ritiro israeliano, parallelamente al dispiegamento dell’esercito libanese e al disarmo di Hezbollah, ma è in una fase di stallo a causa della questione su quale fase debba avere la precedenza.
Secondo la stampa libanese, gli attacchi notturni hanno preso di mira la città di Kfar Rumman, alla periferia di Nabatieh, e le vicine alture di Ali al-Taher. L’artiglieria israeliana ha colpito anche diverse altre località nel sud del Paese.
🚨🇱🇧 🇮🇱 Israeli airstrikes are hitting Kfar Rumman alongside the Ali al-Taher Heights
-Both targets sit in the same corridor just outside Nabatieh in southern Lebanon
-Israel struck the ridge yesterday with airstrikes and heavy mortar fire, and again on Saturday
-Ali al-Taher…
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) August 21, 2026
Reports from Lebanon: Israeli airstrikes are pounding the Ali al Taher hills pic.twitter.com/au05A7rAKW
— Open Source Intel (@Osint613) August 21, 2026
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Le alture di Ali al-Taher, che dominano la regione di Nabatieh e le strade che alla città, sono diventate un punto focale della campagna militare israeliana. L’esercito israeliano sostiene che Hezbollah mantenga infrastrutture sotterranee nella zona e ha ripetutamente preso di mira le alture nelle ultime settimane.
L’ultimo bombardamento giunge a meno di una settimana da uno degli attacchi israeliani più sanguinosi in Libano da quando i combattimenti si sono attenuati in seguito alla tregua di giugno. Undici persone sono rimaste uccise negli attacchi avvenuti nel sud del Paese il 15 agosto, secondo quanto riferito dalle autorità libanesi. Israele ha dichiarato di aver preso di mira le infrastrutture di Hezbollah.
Il Libano ha condannato gli attacchi e ha chiesto a Israele di ritirarsi dal suo territorio. Il primo ministro Nawaf Salam ha definito i sanguinosi attacchi della scorsa settimana «estremamente pericolosi» e ha affermato che qualsiasi infrastruttura militare di Hezbollah sul suolo libanese dovrebbe essere neutralizzata dallo Stato libanese, non da Israele.
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Immagine screenshot da Twitter
Militaria
L’Iran offre una ricompensa di 30.000 dollari per l’uccisione di soldati americani
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Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
L’India sta riprendendo la fabbricazione dei caccia multiruolo russi Su-30MKI, che rappresentano il nucleo della sua aeronautica militare.
Come riferito dall’Economic Times, la Hindustan Aeronautics Limited (HAL) costruirà 12 nuovi aerei da combattimento nello stabilimento di Nashik destinati all’aeronautica militare indiana, per un importo di 1,3 miliardi di dollari.
Al momento l’aeronautica militare indiana (IAF) dispone di circa 260 Su-30MKI e i nuovi esemplari andranno a rimpiazzare quelli perduti in incidenti nel corso degli anni.
Lo stabilimento HAL di Nashik ha storicamente realizzato aerei da combattimento russi su licenza e produce anche il velivolo da combattimento leggero (LCA) indiano. La produzione dei modelli MKI era stata sospesa nel 2020-2021, una volta completate tutte le consegne ordinate alla Russia.
I nuovi velivoli incorporeranno oltre il 50% di componenti di fabbricazione nazionale e saranno allineati agli aggiornamenti dei Super Sukhoi dell’Aeronautica Militare Indiana.
Il primo Su-30MKI è entrato in servizio nell’Aeronautica Militare Indiana (IAF) nel 2002. La versione MKI è stata sviluppata specificamente secondo le esigenze indiane e integra sistemi e avionica di produzione nazionale, oltre a sottosistemi di origine francese e israeliana.
Nel tempo l’India ha introdotto miglioramenti all’avionica e alla suite elettronica del Su-30MKI, rendendo l’aereo più efficace e letale. L’Aeronautica militare indiana ha inoltre montato sulla piattaforma il BrahMos-A, la variante aviolanciata del missile da crociera supersonico russo-indiano.
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Durante lo scontro armato con il Pakistan dello scorso anno, noto come Operazione Sindoor, l’aeronautica militare indiana (IAF) ha utilizzato questi velivoli per assicurare copertura aerea alle formazioni d’attacco indiane. Gli aerei hanno anche impiegato missili BrahMos contro basi aeree strategiche e centri di comando in Pakistan.
La cellula di base del Su-30MKI, caratterizzata da alette canard e motori a spinta vettoriale, è stata esportata in altri Paesi sotto diverse sigle personalizzate. In Algeria opera con la variante Su-30MKA. In Malesia vola la variante Su-30MKM. In Russia è stata approntata la variante Su-30SM (Seriyniy Modernizirovanniy), ampiamente basata sulle tecnologie introdotte dal modello indiano.
Altri Paesi come Cina, Vietnam, Venezuela e Indonesia possiedono versioni differenti del Sukhoi Su-30 (come il Su-30MKK o il Su-30MK2), che sono prive di alette canard e vengono prodotte da uno stabilimento russo differente (KnAAPO anziché Irkut)
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Immagine di Rommel Sharma via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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